luglio 09, 2009
luglio 08, 2009
Reporting from Princeton, siesta
Questa invece è la scrivania alle sue spalle, di un cinese. "Ci sono molti cinesi qui", dice lui. "E' la scrivania di un cinese, guarda che schifo, è così da due settimane", commenta M. "I cinesi cagano nei campi", chiudo io.
Tornata a casa mi rendo conto che abito all'incrocio tra la PATTON e la Harrison.
Ora... io chiudo il PC e mi addormento qui per mezz'oretta.
Sul treno 2 + foto di guerra
È che mi scoccerebbe perdere il treno.
Ma poi, tsk, io alla Union Station di Washington ci son già stata, che vuoi che sia. La conosco come le mie tasche, ci son solo negozi. Sì, e poi io un treno negli USA l'ho già preso. Quindi, dai le dinamiche me le ricordo. IOSOTUTTOIO.
Ecco, quindi pago uno sproposito il biglietto, salgo su e riesco a chiamare il cugino. Lo avviso che arrivo alle 20e34 e uno di quelli che comandano i treni, mi riprende. Con un vocione pauroso “This is a quiet couch, you cannot use your cell phone, please change the couch if you want to use the phone”. Butto giù il telefono al cugino perché l'uomo nero mi fa paura.
Ho persino paura quando accendo il computer, perché ieri sera, per far sentire alla Sissi il Silenzio suonato dalla trombetta al cimitero di Arlington per il milite ignoto, ho alzato il volume a tutto spiano.
E infatti si sente il plingplongfriiiiin di queeestu sistema operativo. Vergogna.
Poi però mi irrito.
Cazzo significa "quiet couch"? Non posso neanche parlare al moro con gli occhi verdi qui accanto che assomigli vagamente al mio amico Ultraman prima che si allargasse? Uff, cominciamo bene.
E il bagno? C'è il bagno in questo cazzo di treno Amtrak? E quando devo scendere? Uh c'è un cimitero, un fiume... alberi, troppi alberi, case di periferia.
Quiet couch non fa per me.
Oh, sono a Baltimora. In effetti sì, era vicina a Washington.
Metto su l'iPod e mi accorgo che è acceso da stamattina, in shuffle. Ci son su gli Afterhours, ma penso sia un problema statistico. Vediamo dopo che cosa si avvia.
E mentre Paolo Conte canta “Marisa sveglia abbracciami” mi scorrono davanti ste pianure della Pennsylvania con quelle stupide casette, e magari lì c'è quella del signore che aveva riparato la gomma...
Passo per Philadelphia al tramonto, ci sono le Liberty Tower, sono azzurre, eleganti, il cielo si riflette su di loro... il treno scorre veloce come la lacrimuccia di commozione, non riesco a fotografarle. Ma meglio così. Ma certi momenti non vanno fotografati... è meglio sfumarli nella testa.
Cugino viene a prendermi con Nicole-israeliana, poi arrivano a casa Jasmine-algerina, Attilio-italiano, Wolfgang-tedesco, Francesca-italiana, Eléna-russa.
Prepariamo assieme una pasta panna e funghi, io non resisto e mi metto ai fornelli anche se non dovrei, crollo verso le undici, il fuso orario mi tradisce. Sveglia alle cinque, c'è fresco.
["Penso che mi comprerò un Lear Jet"]
Sul treno 1
Prima di tutto perché ci sono gli Smithsonian con l'ingresso gratuito. Poi perché è una città pigeon-free. Non se ne vedono, probabilmente esiste una lobby al Campidoglio che ha favorito l'introduzione di tali “merli dal petto rosso” e di parecchi passerotti. Nella zona del National Mall non ci sono negozi, e quindi si gira in un'atmosfera surreale, dove a un certo punto desideri visceralmente un po' di consumismo. La metropolitana è buia ma ampia, enorme, ha delle volte altissime. Poi c'è da dire che sono pure in un hotel coi controcazzi a prezzo specialo*. A ridosso di un parco dove, nel weekend, i manzetti salutisti americani vanno a correre a petto nudo.
Ma questa non è Washington...
Cazzo è Washington DC? Non lo so, io l'ho visitata sempre a spizzichi e bocconi, e quando me ne vado ho sempre voglia di tornarci. E ci ho messo sette anni per fare metà National Mall, quella striscia di verde con l'obelisco al centro e ai lati una serie di palazzi (la maggior parte musei e sedi istituzionali), uno più autocelebrativo dell'altro. Non sarà tutta Washington, ma è comunque una città monumentale.
Qui si celebra tutto. E sarà semplice, forse esageratamente ingenuo, voler mettere a tutti i costi una pietra miliare a ogni angolo, ma quando lo fai bene ti meriti ammirazione. Che saranno americani... ma appunto... sono proprio americani, e quindi lo fanno bene.
*Dove fai colazione in una terrazza nel verde, e se ti infili i Ray-Ban sei troppo una figa hoolywoodiana, anche se sei al terzo piatto del buffet unto. Dove mangi polpette di organic chicken (schifose, tra l'altro), non brioscine confezionate. Dove, poiché selected guest, ogni mattina ti portano il giornale che desideri tra la avaible selection, e delle bevande varie (organic tea, tomato :_(, Evian... minchiate che gli americani amano tanto).
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luglio 07, 2009
Leaving Washington
Ieri mi sono ustionata col sole.
Ho mangiato libanese.
Klein Tomato sta male, poverinoooo
Forza Tomato!
luglio 06, 2009
Rockets and squirrels
Altre fotine da ieri e da stamattina ore 5.
Ieri poi ho fatto una cosa molto tamarra. Molto molto tamarra.
A taste of sano turismo in Washington DC
[Colazione del campione, per chi apprezza. In senso orario potete ammirare omelette fatta davanti ai miei occhi con una quantità di olio da trattore imbarazzante e funghi+ham+whitecheese, Serrano, salmone, formaggio, patate fritte dolci, pane, waffle con fragole]
[Supplemento suino alla colazione del campione: meloni vari, more, lamponi, fragole, waffle e una quantità dignitosa di panna. Panna che più pannosa di questa non ne ho mai mangiata, ci fanno la base per gli intonaci da tanto che è soda. Il risultato è che sono le otto di sera e non avverto lo stimolo della fame.]
[Obama is in da haus]
[Momento di riflessione al Department of Justice]
[uno dei musei più fichi che abbia mai visto, Air & Space Museum, nel complesso dello Smithsonian]
[Frank Stella, Concentric Squares. Un pezzo e basta, però]
[Sol Lewitt, Four Sided Pyramid. Sculpture Garden, National Gallery of Art]
[Vi risparmio gli scoiattolini dolcipucciosi che ci sono dappertutto fuorché nei parchi italiani. Louise Bourgeois, Spider. Sculpture Garden, National Gallery of Art]---
luglio 05, 2009
... un po' di fuochi artificiali...
luglio 04, 2009
Mh :)
So che la voglia di scrivere scemerà man mano che la vacanza-avanza.Ma trovatami improvvisamente in salute ottima a metà del volo MPX-AMS, ho colto la tentazione e ho preso in mano la penna per scrivere, con la mia merdosa calligrafia, le seguenti cose riguardo le ultime...mmmh... 12 ore? Sul libro. E vabbé, tanto qui i cliché si vendono a prezzi scontati. Cliccate sulle immagini per gli ingrandimenti, voi, ciecati.



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luglio 03, 2009
Colonna sonora, suvvìa!
Snobbato subito, non dovevo. Chiaramente per diffidenza.Easy listening puro, in voga anni '80, meno personalità di Lady Gaga (vabbé ma Ladyhawke è una neozelandese, avrà un animo più naif) ottimo per vagare con le cuffie per le strade di NY. A parte che in questo momento vorrei essere figa come lei. Almeno la maglietta con Snooopy ce l'ho, lo presa ieri.
Di Ladyhawke, sempre a tema, ascoltare anche Magic, Dusk Till Dawn, Back of the Van. Fate un fischio se trovate la sua cover di Get Rhythm (di cui ho letto su un femminile mentre ero dal mio parrucchiere)
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