What keeps you up nights, Mr. Dillinger? Coffee.
Stranissimo: nella colonna sonora di Public Enemies c'è una macchia firmata da Elliot Goldenthal. Il compositore è colpevole di aver plagiato i suoni epici di The Last of the Mohicans (altra gran storia d'amore girata da Michael Mann, lì la colonna sonora è di Trevor James), e farmi pensare che non centrino proprio nulla con il film che sto vedendo, se non altro perché mi evocano Hawkeye, Cora, Chingachgook. Qualcuno ha avuto lo stesso problema?
Per il resto, sono innamorata.
Di Michael Mann, perché è lento e non retorico. Drammatico, non strappalacrime.
Lui riesce a girare una rapina in banca di 40 secondi, un minuto, flat, farla durare 30" di pellicola e farti pensare che sia passato un minuto e mezzo.
Ti punta i fanali della macchina in faccia nel bosco, così non capisci chi ci sia sull'auto.
Spara, e schizzano sangue e schegge di legno dentro lo schermo al plasma, ma sono frazioni di secondo e nulla più.
Disegna personaggi addosso ad attori che sono già dei personaggi in sé, tira fuori il meglio da una Marion Cotillard che, finalmente, libera dai trucchi di scena di Edith, dimostra di essere meravigliosa e bravissima.
Mann, nella mia mente, è il primo anello di una catena che prosegue con De Palma e si chiude con Tarantino (di mezzo ce ne sono altri, uè). Semplicemente è uno dei supremi.
Certo, lui ha trovato una formula, e la declina ormai per ogni suo film. A me piace, per la fotografia ruvida. E' l'unico che non mi fa girar lo stomaco se filma con la telecamera in spalla. Mi piace perché è di classe, non sfacciato, ma sicuro e pieno di sé nella grandiosità di alcune immagini. Sì, uno dei più bei film d'amore che ho visto negli ultimi anni è Miami Vice.
Sono platonicamente innamorata anche di Johnny Depp, perché è il più bell'uomo sulla faccia della terra. Bello perché maschio, bello perché un Borsalino ci salvi tutte e discenda sulle teste di ogni uomo, coprendo stempiature e donando fascino quanto un tacco 10 di Sergio Rossi. Sì, da piccola ero pure innamorata di Clark Gable, non avrei potuto fare altro. JD è bravo, lo è sul serio. Punto.
Public Enemies è bello, è azione lenta, è amore, è un grande regista con dei grandi attori. Solo la colonna sonora, sul serio, deludente e un po' troppo ripetitiva. Che peccato, che macchia. Si salva solo la traccia "Ten Million Slaves" Otis Taylor.
Il sonoro, i rumori di scena, invece, commoventi, dalle sparatorie a volume esagerato ai momenti in cui non senti neppure il fruscio dei passi nell'erba.
Visto su BD, a casa, in religiosa solitudine, sorseggiando birra.
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