agosto 30, 2008

Alpha, Bravo, Charlie

Guerra.
Berlino Ovest.
Alleati. Russi.
Bombe.
Berlino Est.
Le foto più rilevanti.

Visione notturna con gli occhiali per la visione notturna

Checkpoint Charlie

agosto 28, 2008

Out for work


Dunque, dunque, dumdedum, stasera parto per Berlino. E' una città che voglio visitare da tanti anni, ma il tempo scorre più lento delle menti, delle esigenze, dei desideri.

Comunque non vado a Berlino per vacanza, né ci starò poi molto, perché torno sabato alle 14 per andare a vedere una cucina "su misura". E poi domenica si fa festa :)


La gita è per lavoro (c'è l'IFA), e qualche giorno fa ho scoperto che sarò in compagnia di molti colleghi che conosco e con cui sono in ottimi rapporti, quindi pare proprio un press tour di quelli che promettono bene, anche se la tabella di marcia non prevede molto tempo libero.


Non so cosa vedrò di questa fantastica città, ho qualche mappetta, non ho la guida, però so che la massima è di 19°, quindi adesso torno a casa e tiro fuori un po' di roba da mezza stagione. Però il primo impatto sarà Berlin by night (ma di scarpe da mezza stagione ne ho?).


So solo che voglio già tornarci, magari d'inverno, con la neve.
Per il resto, poco altro da dire: chi sa, sa.
See you soon with a useless amount of pictures.

Ah, invece mi avvisano dalla regia che è arrivata la maglietta dei Radiohead che non ho comprato al Werchter per paura di finire i soldi (c'era una coda di due ore e mezza all'ATM e magari gli euro servivano per mangiare o per qualche emergenza). Uah. La cosa non meritava un post a sé, magari non meritava neanche menzione, però ora il set magliette Werchter è completo (R.E.M., Raconteurs, Radiohead.. LOL sono tre R, contando la maglietta ufficiale del Rock festival siamo a 4).

agosto 27, 2008

Non mancherà

Non può mancare, no...
Pian piano, nella mia testa, qualcosa prende forma.


agosto 26, 2008

SBRUOTFLCATAROTFL

Ahahaha su provvida segnalazione di Syb, si scoprono gli altarini dell'assenza dei Babyshambles al Werchter. E questa fotina d'apertura e quelle sotto che ho trovato cercando su Google Immagini "Pete Doherty cat" è troppo bellina ^^

I Babyshambles annullano concerto, la gatta di Doherty deve partorire

Pete Doherty avrebbe costretto i suoi Babyshambles ad annullare il concerto in programma al festival belga Werchter perché una delle sue gatte stava per partorire. La band, secondo quanto riporta -forse con qualche esagerazione- l'emittente televisiva ITN, stava per volare in Belgio quando Doherty ha bloccato la trasferta: una delle gatte che ospita nella sua casa nella regione del Wiltshire aveva appena iniziato il travaglio. I Babyshambles avrebbero così perduto gli 80.000 euro di compenso per la loro prestazione. Lo scorso anno uno dei gatti del cantante, Dinger, slang inglese per "siringa", portato da un veterinario era risultato positivo all'esame della cocaina. Al festival Werchter i Babyshambles sono stati sostituiti dagli Air Traffic, gruppo di Bournemouth che piace molto a Johnny Depp ed il cui primo album, "Fractured life", lo scorso anno è entrato al numero 42 delle classifiche del Regno Unito.

fonte: Rockol.it







-10

Ah, siamo ufficialmente a -10 chili, sono una top model, oramai :D

Vuoto cosmico

Mah, per evidenti ragioni in questo periodo mi tocca sfogliare riviste di arredo.
Le sfoglio e non ci trovo proprio nulla di interessante. Ma il vuoto cosmico, più che nelle 364 pagine di Casaviva e poco più di 300 di Bravacasa, è nella mia testa.

Vedo foto di cose molto belle che però non posso permettermi. E OK, è un finto problema.
Vedo foto di cose insulse che non penserei neanche un secondo di avere in casa mia. E OK, i gusti son gusti.
Vedo cose belle che, bah sì, potrebbero starci, ma probabilmente ce ne sono altrettante altre, chi lo sa. Boh.

Mamma mia, vorrei un'Ikea grande il triplo con il triplo di roba. Vado, vedo, compro... tutto in un unico posto, in un solo giorno.

Non per far la strunfietta... "farsi casa" è anche carino... solo che è una rottura di balle girare da sola per negozi di arredo, piastrelle, parquet :( Non è bello prendere certe decisioni da sola, ma non tanto per indecisione, ma perché son cose belle da fare assieme a qualcuno.

Mao mao. Per il divano pensavo l'Ektorp dell'Ikea... è per ridurre i danni di un eventuale gatto che boh... dovrà arrivare anche quello...
Mao mao.
Ce la faccio, dai.

Mi dicono "Almeno non devi litigare per il colore delle piastrelle del bagno", che, a quanto pare, è uno dei grandi scogli dove si arenano anche le coppie più consolidate. E' che avere la libertà di poterle fare fuxia, gialle, rosse, oro o verdi non conta un cazzo, quando sai che l'azzurro sarebbe una soluzione che piacerebbe a tutti e due.
I'm a survivor, I'm gonna make it.

agosto 25, 2008

Associazioni di idee -2- Facce da stronze

Stasera ho visto su Sky HD Hairspray.
Credo di non aver mai visto in vita mia un film del genere.

Che genere? E' un musical, e di musical, in TV, ne ho visti (dal vivo no, mai, uffi :( se non ricordo male...).

E' che si tratta di un film "pensopositivo" dall'inizio alla fine. Qualsiasi sceneggiatura, anche quella in cui l'epilogo del cuore è scontato e telefonatissimo, ha sempre il momento difficile. Quello in cui i buoni sembrano perdere, e il male sta per prendere il sopravvento. Ma poi il bene ha la meglio perché il lieto fine c'è.
Ecco, in Hairspray va tutto bene SEMPRE, tutto scontato, garantito, regolare (erba pe' tera l'acqua al mareee), e i cattivi sono davvero moscerini insignificanti, ma bellissimi. Ah, che belli.
La cattiva del film è quella splendida donna, la più bella del mondo, Michelle Pfeiffer.
E in Hairspray, oltre che bellabella, ultra-esagerata e bardatissima, sembra una qualsiasi delle Barbie Fashion Model in Silkstone. BONUS! Oddio, forse la vedo bella bella in questo film proprio perché è una Barbie deambulante...
Simpatico, dai, sicuramente meglio di quella merda incommentabile di Dreamgirls (oddio oddio sto male solo al ricordo, oddio serve aria, CHE MERDAAAAA), capace perlomeno di prendersi poco sul serio, del tipo "Sì, noi negri siamo tutti ciccia, ritmo e soul, ma ci crediamo poco anche noi, suvvìa".
'nottazzaaaa, spero di sognarmi le Silk ^^ Giuseppe, infondi il tuo spirito ^__^

Associazioni di idee -1- Distico elegiaco

Dunque, cosa c'è nella mia mente... un sacco di roba in disordine, come al solito.
Guardare Little Norse Prince mi ha fatto venire in mente molte cose.
Tipo Osamu Tezuka, se non altro perché il design lo ricorda.
Tipo Omohide Poro Poro, perché è dello stesso regista, ma di quasi 25 anni prima.
Oppure Heidi, perché c'è una bambina patatosa praticamente uguale.
O Conan, il ragazzo del futuro...
Ci siam capiti no? E' tutta la stessa famiglia, un po' spada nella roccia perché c'è la spada, un po' Mononoke perché ci sono gli okami (i lupi), un po' mitologia nordica, un po' ebraica e... "autori".

Autori è quella materia del cazzo che si studia a scuola. O meglio, non è "del cazzo" in sé, a me piaceva molto, solo che allo scientifico "autori" non era valorizzato (non so, magari adesso fanno lo scientifico con sperimentazione classico e inclinazione artistico e ci sono 20 ore settimanali di autori... ai MIEI TEMPI AUTORI NON CONTAVA UN CAZZO).

Sproloquio a parte.

Finito di guardare questo film d'animazione, non di certo "moderno" ma tanto bellino e fatto bene con i pochi mezzi disponibili, mi sono ritrovata a recitare a memoria (tra me e me) i primi sei versi delle Lodi della vita campestre di Tibullo. A ME-MO-RIA. Oltre il sesto non vale, non sono Pico.

E qui si torna a bomba nelle cose in disordine nella mia mente.

Come faccio a ricordarmi una cosa del genere non lo so di preciso, ma credo sia colpa della metrica: per qualche lezione ci avevano spiegato le basi della metrica, e così avevo anche imparato a memoria, proprio come una musica, alcuni testi.

Tibullo faceva

Divitiàsaliùs fulvòssibicòngeratàuro etteneàtcultì iugeramultasolì... ecc ecc.

Andrebbe ascoltato, è musicale.


E Little Norse Prince è bucolico, musicale, è semplice, fa venir voglia di andare in un campo e mettersi lì con una spiga in bocca. Oh, poi magari voi lo guardate e vi viene in mente una zuppa Campbell, o che domani dovete andare a pagare la bolletta della luce.

(poi in classe avevano voluto imparare quel cazzo di Carpe Diem per colpa dell'Attimo Fuggente
Tunequaesierisscirenefasquemihiquemtibifinemdidederintleuconoé, è l'asclepiadeo, pare una pratica sessuale °_°).
Vabbé, Little Norse Prince è davvero ingenuo e tenerillo, ma non troppo. Vederevedere, se l'animazione giappa è tra i vostri interessi!

Malessere

Ci sono dei momenti sì, e dei momenti no. E moltissimi momenti così-così, per fortuna.
I momenti no sono contraddistinti da un malessere fisico, precisamente allo stomaco. Il male mi prende l'intera sacca gastrica e sale per l'esofago al punto da farmi anche mancare per qualche secondo il respiro. Se è notte, mi sveglio di colpo col cuore che batte a mille, senza capire il motivo: dormivo, non sognavo nulla, stavo riposando... perché succede?
Sono questi i momenti in cui combino le peggio cose, con la testa di solito. All'azione passo raramente, e quando lo faccio sento che anche il pavimento manca da sotto i piedi, perché no, no, no, NO, BASTA devo farla finita, lo so che non è così che ottengo Salute, Felicità, Denaro, Amore.
Poi accade qualcosa che mi distrae dalla merda e dal dolore fisico che sto provando: l'importante è cogliere il momento, e farmi trascinare via in fretta.
Non è facile. Anzi, è molto, molto difficile, credetemi. Senza balocchi, i miei, senza tutte le mie confrusagliette del cazzo, ma soprattutto senza una mano da stringere, uno sguardo rassicurante che mi dice "Dai, ce la fai, non è poi così un disastro".
Un po' di tempo fa, una persona che conosco molto poco, ma che sa per sentito dire i miei fatti, non mi ha cagata particolarmente per tutta una serata. Poi alla fine, prima di andarsene, mi ha farfugliato timidamente un "Ma come stai?". Assolutamente gratuito, non richiesto e dolcissimo.
Ecco, a 'sta persona con cui non sono in confidenza e con cui ho fatto buon viso solo per non rovesciarle addosso tutti i miei pensieri confusi, dico: sto un po' meglio anche grazie a quella domanda smozzicata.
Cerco sempre un po' di accondiscendenza, non è mai troppa, anche se gioco a fare la dura, quella che ride, quella che fa la battuta acida, che cerca di sdrammatizzare.
L'è du-ra.
Ma il fiato per andare avanti c'è, perlomeno nelle cose "pratiche". L'effetto è placebo, ma almeno un effetto positivo c'è.
Mao mao.

agosto 21, 2008

E vedo il mondo da un oblò...

... e non mi annoio neanche un po'!
Ho finito Bioshock. Ormai stiamo raggiungendo l'apoteosi videoludica. Mi son proprio presa bene, l'ho fatto in cinque giorni, roba che non è da me (mi capita raramente di avere così tanto tempo da dedicare ininterrottamente a un videogioco). Però, cavolacci, 'sto Bioshock... se riesco, nei prossimi giorni mi faccio qualche achievement in più giusto per.

Non so che mi sia preso, perché comunque la storia è normale. Anche l'impianto del gioco è normale. I nemichetti sempre gli stessi. Vai, fai, would you kindly... (comunque l'ho giocato in italiano ed è ottimo il doppiaggio, i diari, dio mio, no, li voglio riascoltare). Segui la freccina. Uccidi. Difendi. La solita zuppa, in sostanza... ma che beeeella! Giri per il teatro e senti Night & Day... nelle Mercury Suites arieggia Oh Danny Boy, e poi quanta altra roba che conosco, di cui non so il nome, ma che è musica da Rapture. E' la città sottomarina di Rapture che è affascinante da girare ed esplorare e "fa" il gioco.
Approved, soprattutto perché è durato poco. Bioshock c'ha il senso della misura. Dell'esteticamente perfetto in quanto prodotto coerente, misurato, fatto, finito e contenuto nelle sue poche ore. Non è cosa scontata, perché si è sempre sul baratro del ridondante, dell'oltre, e "oltre" ha davvero rotto il cazzo.



agosto 15, 2008

Piove, governo ladro :)


Piove, ho finito Braid, è Ferragosto 2008, ho scritto un post che arriverà solo dal futuro. Perché esiste un presente alternativo.
Giocare a Braid e leggere La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo mi hanno fatto apprezzare le scorribande spazio-temporali. E ne avevo proprio bisogno per guardare le mie vicende in prospettiva.

In realtà ho voglia di tante cose, ma non posso procurarmele tutte da sola. Devo aspettare che vengano da sé, alla fine forse c'è più gusto.

Ora mi sa che mi mangio un Magnum davanti all'atletica [nota a margine: piove, governo ladro e c'è vento e la parabola sbarella :_( ]
E chi vivrà vedrà.

Buon Ferragosto a tutti (perché cazzo ci si auguri buon Ferragosto non l'ho mai capito, deve essere una delle tante nuove Feste Vodafone...).


agosto 14, 2008

On my mark. Mark.

Si è chiusa stasera la saga della RuMi al fronte con Call of Duty 4.

La perla di saggezza odierna è

Try to be unimportant. They might be low on ammo

Diciamo la verità: morire in questo gioco è divertente perché appaiono ste frasette :)

Gli ultimi livelli giocati non sono proprio facilissimi, nonostante il livello scelto. Magari ero stanca.
Comunque sia è divertente: l'RPG è sempre stata la mia arma preferita (rimpiazzata solo virtualmente dal railgun) e col fucile dotato di mirino faccio sconquassi. Il gioco è finito.

E' breve: breve il giusto.

Lo rigiocherò presto, magari un po' più complicato.

E' obbligatorio guardare i titoli di coda: c'è il rap con le voci. Della guerra.

Viva la fiction.

Ultime foto dal fronte (fateci il solito clic sopra)


Aaaaah con il Javelin, l'anticarro... mamma mia che belloooooooooooooo. Prendi la mira, locki e BUM, parte un missilone verso l'alto. Ti domandi "Oh, ma 'ndo cazzo vai... va di là!!?" e poi si abbassa e SBADABRAM devasta il carrarmato. Son porche soddisfazioni

Bel casino quando vedi partire dei missili...

Momento ferramenta

Hatch! (no in realtà non lo è, però sembra lei :D)

Ecco, ho salvato il mondo. Ringraziatemi :)









agosto 12, 2008

Voci di guerra

Non amo la guerra, eccheccazzo.
Però mi piacciono da sempre i film di guerra.
E anche i telefilm di guerra.
E i videogiochi di guerra.
Sto finendo Call of Duty 4 su PC. Ed è divertentissimo, anche se ho scelto la difficoltà uber-facile. Non importa: lo rigiocherò un po' più complicato, tanto è breve.
Mi piacciono le voci della guerra.

Need a medic!
Fire in the hole! Grenade! Go go go! Bravo Six, we need fire support. We have a Black Hawk down, we have a Black Hawk down. Target locked. Fireee! Roger that! Engage. Hold your fire. We have a situation here. Mayday Mayday. We have a Cobra down, we have a Cobra down.
MOVE MOVE!

C'è da dire che, nei videogiochi, "Private RuMiKa" è proprio una sega: sono capace di correre incontro al nemico (senza pensare di deviare) e sparargli in faccia con la mitraglia, quando lo potrei fare da venti metri di distanza. Sono morta per colpa delle granate che mi cadono tra i piedi. Ma mi esalto quando... BUM... con lo Stinger butto giù un elicottero. Quando ammazzo un cecchino nascosta sotto una finestra. Quando la granata la lancio io e combino un macello. Quando il Capitano mi dice "Good work Soap". E quando parte il briefing della missione, pare di essere in un altro mondo.

Quando il Capitano mi parla all'auricolare, con quella voce metallica e ovattata, io sento le voci della guerra e mi esalto di brutto. E' un linguaggio da iniziati, un gergo semplice, sintetico, violento.

...per fortuna ci sono i videogiochi, i film e i telefilm a soddisfare la mia recondita natura umana di bestia assassina e guerrafondaia.

Concludo con una perla di saggezza imparata sul campo di battaglia

"If enemy is in range, so are you"


Foto dal fronte (ingranditele con un clic, dai...)

Qui, io e la mia "compa" stiamo accucciati in un fiumiciattolo, addossati all'argine. Un elicottero ci sta cercando.

Qui invece un missile ha preso di mira il nostro elicottero, azz...

Quello al centro è Nikolai, un nostro collaboratore che abbiamo appena recuperato. Se ne va in giro poco bardato...

Ecco, ho appena colpito l'elicottero con lo Stinger! Horray! Il Capitano mi fa i complimenti e io ho appena cambiato arma.. azzo :D

Fichissima questa missione: dall'elicottero devo distruggere gli obbiettivi nemici.

Una collega che pilota un altro elicottero è stata colpita, porella :(

Questa foto mi piace un sacco: stavo facendo fuoco di copertura mentre l'elicottero stava decollando

Eh, è successo qualcosa di molto brutto... :(


Vedete quel segnale verde sulla casa? Lo sto facendo io: sto indicando agli elicotteri di supporto le coordinate dove colpire

Ecco, questa è una foto che in guerra non bisogna proprio fare ^^; col nome a vista, poi...

Qui impersono Price da giovane, 15 anni fa a Chernobyl. Siamo mimetizzati, un mix tra Chewbacca e Predator


Ecco a cosa serve la tutona mimetica... qui siamo spetasciati a terra con gli stronzi che ci passano accanto e neppure se ne accorgono

Pare chiaro ormai che questa è la missione stealth... ora siamo sotto un camion, mamma mia quante cose imparo dal mio Capitano MacMillan!

Caro, bel cagnone :) Non gli ho sparato eh!! L'ho inquadrato nel mirino solo per voi ^_^

Questo elicottero l'ho tirato giù con le mie manine. Per rimirare soddisfatta il mio operato e scattare la foto... sono morta °_°

Anche dove scoppiano le centrali nucleari c'è tenerezza :*

[continua i prossimi giorni ^^]

agosto 11, 2008

Candelina per Milena

Questa notte io e un gruppo di amici siamo daccordo per accendere tutti una candelina per la piccola Milena.

Io la accendo qui, e abbraccio forte forte i miei amici Tatiana e Daniele.

Vi siamo vicini, vi vogliamo bene.

Back 4 home

La strada di ritorno prevede l'audizione di
*1.9.9.6 - due volte
*Male di miele
*Rapace
*Elymania
*Pelle (puoi maledire la tua bocca, se sbagliando mi chiama quando lui ti tocca. In cucina, a casa mia. Ricordo. Tutto. Troppo.)

Complici il deserto di agosto e quel po' di ebbrezza che agevola la leggerezza, torno a casa dopo una serata tranquilla, simpatica, rilassante.
Scampato pericolo nero.
Missione: schivare mitraglia. Tanto "è sempre così" (cit. confortante). Quindi cambia un cazzo.

Ho in borsa le chiavi di quattro case. Non ho casa.
Mi avvio verso casa e mi domando che strada devo fare. Che grande viale imboccare.
Che è un po' come quando ogni tanto mi sveglio la mattina e non mi rendo conto dove sono.
Ma comunque da qualche parte sono. E qualche viale imboccherò. E dovunque vado, lì qualcuno che mi vuole bene lo trovo.

Bacia il colpevole se dice la veritààààà
Voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
a salvarmi, vieni a salvarmi
bacia il colpevole se dice la verità
In questo momento anche i Coldplay hanno qualcosa da dirmi (diomio!!), ma in questo momento sto capendo tutto. Non riesco a dirlo.
Ho tutto in testa ma non riesco a dirlo
Ho voglia di andare a un concerto degli Afterhours. Sul serio, stavolta.
Ho voglia di andare in Cina. Sul serio, da una vita. Almeno da quando ho 15 anni.
Ho voglia di tornare in Giappone. Lo farò.
Devo andare a Washington, a Madrid, a Berlino. Come fosse già fatto. Serve pazienza.
A fine agosto riconquisterò Berlino. Ma non nel senso che vorrei io.
Ad aprile 2009 ricomincerà la mia vita. Sarà passato un anno, sarò più vecchia di un anno. Sono sicura che sarò felice.
Peso 54 chili vestita di tutto punto.
Non mi nego nulla. E' solo che il mio corpo che ha deciso di fare così, di restituire al mondo energia non rinnovabile, la mia dolce, burrosa ciccina.
Il letto, qui, è pieno di roba. Andrò a dormire di là.
Metto in carica l'iPod, per avere una voce che mi sussurri nelle orecchie tutta la notte.
Don't wanna be your monkeywrench.
Don't
wanna
be
your
monkey
wrench
Sorry.
E gli orizzonti perduti...
non si scordano mai...
Friedrich Nietzsche era vegetariano
scrisse molte lettere a Wagner

per avere disciplina ci vuole troppa volontà, e io mi sfrantego i maroni. Assai. Ci vuole pazienza. E io ne ho poca.
S'arreter. Guardavo di nascosto i saggi ginnici del tuo collegio.
E' la notte di San Lorenzo. Non ho voglia di mettermi alla finestra, né guardar su ed esprimere nessun desiderio.

agosto 07, 2008

Duffy e Gus Van Sant

[RadioRuMiKa riapre i battenti, pensavate che mi fossi scordata degli altri post sul Werchter? Ne ho almeno altri due in testa...]

Duffy è quella che canta Mercy. La si sentiva questa primavera alla radio e davano il video su MTV. Duffy fa un po' come Anastascia: canta basculando le tonsille sulla punta della lingua, facendo finta di avere del sangue nero nelle vene.
Non so bene perché siamo finiti al palco secondario a vedere Duffy, è probabile che ci fosse Jay-Z sul principale (o i nonni degli Slayer?), ho un vuoto di memoria e leggere sul programma è troppo da sfigati.
Duffy sale sul palco, è una paperina con la gamba corta, vestita da squinzietta con degli inutili tacchi alti (con quelli arriverà al metro e sessanta). Comincia a fare qua qua con la prima canzone. Finita questa dice qua qua qua per ringraziare il pubblico e introdurre la seconda canzone. Poi ancora qua qua e così via.

AHAHAHA solo adesso, mentre scrivo, mi rendo conto che sto dando della papera a una che si chiama Duffy: oddio, forse è il suo nick... troppa sbatta anche andare a cercare su Wikipedia. Credetemi, è una papera.

Comunque tra un qua qua e l'altro io mi rompo davvero le balle, e a metà concerto mi trovo con delle inutili lacrimone che mi scendono sulle guance, completamente ingiustificate. E' solo lei che è triste e deprimente: a che serve assistere al suo spettacolino, a lei che accenna i passetti sui suoi tacchetti, a lei che fa la finta fatalona squaraquaqua, mah...

Ce ne torniamo fuori e ci sdraiamo sul prato. Dormo un po'. Poi mi alzo. Vedo un figo, e mi ripiglio.

Non so se l'ho già detto altrove, ma la razza si è selezionata bene, lì al Nord. Il Werchter sembra il casting per un film di Gus Van Sant. Belli e dannati. Belli e vagamente anni '70. Belli ed efebici. Belli e con lo sguardo da storditi. Belli e dimenticabili.

agosto 06, 2008

Traslocoloco

Quinta postazione di lavoro in 12 mesi. Oggi abbiamo traslocato nella sede "cittadina". Correva la voce, ce l'hanno confermata dieci giorni fa, oggi ci siamo spostati. Nuova location, nuovi colleghi, e un molto probabile spostamento ai mezzi pubblici quando entrerò nella mia splendida casina miatuttamia.
Visto che sono riuscita a caricare la fotocamera senza il caricabatteria (magiamagia ^^), ho immortalato il momento.

Ce ne andiamo da Binasco. Renzo e Gian sono "molto tristi" (siamo in pochi, gli altri son tutti in ferie)


Diamo l'addio ai pranzetti del martedì e giovedì dal cino-giappo binaschese col menu a soli 11 euro (bibita e caffé inclusi)


Salutiamo il nuovo ufficio, un po' più bello da vedere, un po' più comodo da raggiungere ma che sarà comunque provvisorio



Un mazzo di fiori

Sai, a volte si dicono delle cose, ci si crede, ma alla fine sono dette così, per leggerezza. Per posa. Perché è meglio avere un'idea piuttosto che non averla proprio.

Non ho mai voluto dei mazzi di fiori. Grandi proclami.

Magari avrei voluto che un giorno tu mi avessi stupito portandomi dei fiori. Delle banali rose rosa. Grandi, belle, profumate, con le foglie lucide. Rosa, perché sono proprio banale.

O un gioiellino stupido, da portare sempre con me.

Pensavo che col tempo qualcosa del genere sarebbe successo, perché magari, accorgendoci che la vita cambiava, dovevamo cambiare anche noi. Stavamo cambiando, io stavo cambiando, tu stavi cambiando e mi piaceva tutto.

Oggi ho visto un vecchietto con un mazzo di fiori in mano e sono scoppiata a piangere.


Ho una scatola piena dei peluche più belli e dolci del mondo. Ho paura ad aprirla, mi si riverserebbe addosso il tuo amore che per me era tutto. Loro lo trattengono, è una cosa paurosa. Poveri piccoli.


Mi consolo pensando che il negozio a Lima, che faceva quei bei pacchetti così anni '80 e vendeva anche le Barbie, non esiste più almeno da gennaio. E ti immagino che guardi la vetrina dubbioso, e cerchi di capire quale dei tanti avrà l'onore di finire tra le mie braccia, magari occhieggiandone un altro e facendogli intendere che "la prossima volta tocca a te". Con sollievo capisco che, almeno quella cosa, lì in quel luogo squallido del cosmomondo, l'hai fatta solo per me.

Mi chiedo se avrei preferito delle rose a sorpresa al posto dei dolci peluche che ogni tanto spuntavano fuori dal tuo zaino scassato. No.

No, rose rosa no. Non saresti stato tu, non sarei stata io.



Primi istanti a Trackmania

Allora, scarico Trackmania qualcosa Forever da Steam (se avete un PC all'altezza fatelo anche voi, è il classico gioco "dieci minuti e poi stacco" con tutte le conseguenze non dette del caso).

So più o meno cosa mi aspetta.

Inizio con dei circuiti in single player per prendere la mano. Non può essere vero. Oddio... dopo venti minuti che gioco mi rendo conto che sto ridendo davanti al computer come da piccolina, le prime volte che andavo in sala giochi.

In pratica Trackmania è divertimento tamarro, easy e puro.


Non contenta del single player (la mia solita impazienza...) mi butto in fretta sul multiplayer on-line.

I menu sono chiari, vengo guidata, non so bene come, in una serie di circuiti di gente "alla mia bassezza"... io ho una macchinina con la bandierina italiana e ROTFL il simbolo della Lombardia da qualche parte (non ho capito davvero se si vede o no, comunque al nick RuMiKa è associato il quadrilobita verde della Regione Lombardia).

Nelle stanze di gioco c'è il solito casino dei giochi d'azione in multiplayer: scritte colorate, simboli strani, gente che parla in sovrapposizione. Io ovviamente non so dove fare clic perché il multiplayer è droga, droga è morte e di solito preferisco vivere.

Non avevo ancora avuto la percezione della portata della cosa: se ho ben capito ci sono delle persone che si pigliano la briga di creare i circuiti. Non sono circuiti probabili (tipo che so quello d'Ungheria ribaltato di 87° con altre due curve a gomito), sembra quasi che li abbiano fatti con l'editor di Theme Park. Interruzioni d'asfalto, pipe (paip) d'acciaio, acceleratori alla Mario Kart, e chissà quale altra diavoleria troverò mai, giocandoci i prossimi giorni. Eh sì "perché non troverai mai un circuito uguale all'altro", dice Qued.

Insomma 'sto multiplayer a 32 (??) macchine nei circuiti ottovolanti fa schiantare dalle risate ancor di più del singolo: contando che non sono riuscita a finirne nemmeno uno, a un certo punto mi son fermata in mezzo all'asfalto e mi son messa a guardare attorno al circuito e vedevo sciami di macchine volare nel vuoto, giù da guardrail inesistenti, altre che ribaltano l'assetto in aria durante un volo da una lasagna d'asfalto all'altra e atterrano di fianco venti metri più sotto, nell'erbetta fresca. Problemi? Nessuno: perché quando ti succede così, premi Enter (ops, Invio, ormai è invio da tanti anni) e ricominci tutto da capo, questione di attimi. Da qualche parte nel circuito ci sarà di sicuro qualcuno che sta lottando per il decimo di secondo, per il trofeo, per il punto, ma io sto qui a divertirmi, è come vedere le comiche ^__^

agosto 05, 2008

Caro diario...

R.E.M., la musica che cura tutti i mali. Che va, che dondola, che consola, che ti sbatte tutto lì, ed è solo musica. Che ti blocca quelle lacrime poco decorose in un luogo di lavoro.
E al momento giusto Michael Stipe canta "hold on, everybody hurts"... ma sì, via, succede a tutti.


Agosto, agosto... lo sapevo che sarebbe stata dura :(

Facciamo un po' di diario spiccio...

Ieri ho provato a giocare a Age of Conan per vedere se col Freddie si riesce a far qualcosa di serio, però mi fa cagare a spruzzo anche solo il tutorial in single player.

Ieri poi, finito di scaricare Portal, l'ho rigiocato in fretta fino al punto a cui ero arrivata sabato sera (formattone dopo una settimana, Vista dei miei stivali). Quando sai dove andare e cosa fare, i livelli scorrono via rapidissimi, è quasi un peccato, però la vocina robotica è davvero spettacolare e ottima da riascoltare.

Sabato poi ho anche iniziato Mass Effect, che mi pare un grosso casino, però RuMiKa Shepard, credetemi, è un personaggio davvero fico: occhi smeraldo, capelli mogano, naso a porcello. Devo ripigliarmi un attimo con l'interfaccia da tastiera... concentrarmi, e sono sicura che per altre cinque sei ore riuscirò a giocare. Poi il resto è tutto strutto che cola.

Ah poi il weekend è scorso anche tranquillo con Guitar Hero Aerosmith, raggiungendo achievement che non esistono (LOL, tre milioni di punti in modalità Media, ma dove me lo sono sognata? Completare la modalità in coop, ma dove ce la siamo sognata?) e imparando l'impossibile per fare la modalità Difficile. E Dream on in Perfect è quasi raggiunta. Forse. sarà uno dei miei soliti traguardi a metà, chiusi nel cassetto del blah blah blah.

In casa c'è Geometry Wars 2 in heavy rotation, WOW proiettato sui muri, ormai quel gioco vive di vita propria :) Anche le ultime due puntate della seconda stagione di Boris sono scorse via un paio di volte...

bello questo blogghe, eh?
ammappete ahò.
che giornataccia -_-
Cerco... un po' di accondiscendenza.
Any professional?

Sono un'analfabeta

Sto finendo di leggere un libro molto bello. Si intitola La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger, Oscar Mondadori. Dovrebbe essere di fantascienza, e parla di una storia d'amore.
Non sono brava a scrivere, non tanto perché faccio le ripetizioni o i giri di parole. Non sono brava perché non sono in grado di suscitare emozioni con quello che scrivo. Sono abbastanza lineare, monotona, didascalica, e neanche troppo scientifica.

Quindi vorrei avere scritto io queste parole, non serve aggiungere altro.
Tutti i piccoli oggetti, i souvenir di questo museo del nostro passato sono come lettere d'amore per un analfabeta

agosto 04, 2008

Fracture


Fracture, inserito originariamente da rumika.

Stasera un po' di grafomania... concludiamo con una foto scattata qualche giorno fa: buona notte a chi c'è o a chi ci sarà un giorno.


Cablaggi

Dalla Prima Lettera di RuMiKa al Direttore dei lavori in tema di capitolato [versetti del 4 agosto 2008]

[omissis]

Elettricità in ingresso

In entrata (a destra, entrando) è già stata messa la borchia di Fastweb [trattarla bene, mi raccomando, che non la rompano, non va spostata].

Lì nei dintorni della borchia devono esserci

*3 prese elettriche normali
*3 prese RJ45 da cui partono in canalina tre cavi Ethernet cat. 5E schermati FTP (è importante che siano 5E e schermati FTP), uno diretto alla camera (posizione da vedere), due alla sala (posizione da vedere, uno dietro TV uno in posizione PC). In camera e in sala usciranno con le rispettive prese RJ45. L'idea è di tenere basse tutte queste prese e di nasconderle dietro un mobiletto.

Elettricità in salotto
Dietro al televisore devono arrivare
*1 cavo di potenza 16 ampere: a muro vorrei una Shuko
*1 cavo normale con quattro prese*1 presa RJ45
*1 cavo dall'antenna
*2 cavi del satellite che arrivano giù dalla parabola che farò installare... bisogna quindi capire da dove arriva la canalina dell'antenna, perché penso viaggeranno lì dentro.

In sala dove arriverà il PC
*1 presa RJ45
*cavo elettrico normale con due prese


Elettricità in camera
*1 presa RJ45 dove si decide di mettere il piano di lavoro
*3 prese elettriche normali dove c'è il piano di lavoro


Elettricità in cucina

Abbondare con le prese elettriche sul piano di lavoro per i piccoli elettrodomenstici (3 o 4)

E' parola della RuMiKa, potete sedere


Che fuccede?

C'è una persona che conosci così bene che ti accorgi subito che "c'è qualcosa di diverso dal solito". Ha iniziato a parlare battendo la lingua sui denti quando pronuncia la "s". Da circa un mese.
Chiaramente è un atteggiamento acquisito da qualcuno con cui parla molto.
E qui già ti poni delle domande, perlomeno chissà chi ha questo problema di pronuncia contagioso.
Poi non ci pensi più. Sì, ti dà fastidio assai, perché è un atteggiamento proprio posticcio, ci sta come i cavoli a merenda su quella persona che... boh, non ha mai parlato così. Passerà.

Dopo qualche settimana ti capita in casa una tizia che ha un modo strano di tenere la bocca e la lingua. Parla strano. Ma che ha? Ma perché si atteggia così? Possibile che anche parlare non sia più una cosa spontanea? Perché non muove la lingua come una persona normale quando parla? Ride (o meglio, fa una smorfia forzata e studiata che risulta essere una risata a causa del suono HAHAHA che esce dalle fauci), e le noti una borchia di ferro nel bel mezzo della lingua. Ah beh, povera creatura, allora te la sei cercata. Vabbé.

Passano i mesi. Molti mesi.

E in una calda sera d'estate, mentre guardi il progresso del download di Portal da Steam... colleghi. Come un'illuminazione, colleghi le due cose.

Fulla cappella, pleafe. Fucare, con vigore.








Il Cavaliere Oscuro (The Dark Knight)

Titolo alternativo del post "Scandalous, I'm talkin' about you and me"

Spiegaleali su IMDB

Il Cavaliere Oscuro è un film nato bene, avvantaggiato dal fatto che, con Batman Begins, erano state chiuse tutte le pratiche necessarie per introdurre il personaggio principale, spiegare il motivo per cui va in giro travestito con un costume di Halloween di gran pregio e perché possiede un intero grattacielo con il suo cognome allineato a caratteri cubitali sulle finestre degli ultimi quattro o cinque piani.

Il Cavaliere Oscuro è un film "tanto", lungo e molto parlato. Scritto bene e girato anche meglio, è pieno di momenti importanti e scene madri senza essere schiacciato da azione eccessiva ed improbabile. Anzi, in questo senso è elegantemente misurato, ed è un piacere rendersene conto: è un film d'inazione. Dove è normale volare con le ali e avere una Bat-mobile.

Il Cavaliere Oscuro è un film corale tenuto in piedi da un cast di attori fenomenali. E' scontato partire da Heath Ledger, che offre un'interpretazione del Joker talmente bella da valere l'intero film: ma questo lo si sapeva, era nell'aria, e le aspettative non sono state deluse. Ma anche Aaron Eckart nella parte di Harvey Dent offre una prestazione di pregio, così come Morgan Freeman, Michael Caine, il "tagliatoaffettissime" Eric Roberts e pure Gary Oldman. Ottimi tutti.
Un pensiero a parte va a Christian Bale. Prima di tutto lui è un bel ragazzo con una voce (la sua, non quella del doppiatore italiano) deliziosa: è un po' nano, e il costume da pipistrello diciamo pure che non lo valorizza del tutto. E sì, è il protagonista, ma poiché è in fase contorto-introspettiva, risulta un po' dimesso. Ma a noi Bruce Wayne ci piace così, al servizio del film. E poi... I own the place [gesto con la mano della serie "arrangiaci un paio di posti, ragazzo"]

E spezziamo una lancia a favore del doppiaggio italiano, per favore, perché se è vero che la lingua originale è a priori un valore aggiunto (l'era del film muto è finita da tempo, gli attori recitano anche con la loro voce), bisogna dire che la versione nella nostra lingua è stata molto curata, soprattutto nell'interpretazione del Joker. Se poi sentire Batman in italiano parlare col vocione cammuffato vi ha fatto ridere ("Fantozzi è lei?"), sappiate che anche in originale Christian Bale fa così, anche se con meno stacco, risultando meno "forzato" (e godibilissimo, per quanto mi riguarda... è pur sempre un tizio che gira con un costume da pipistrello ultra-fico).

Grazie a Christopher Nolan per avermi divertita e intrattenuta perlomeno fino ai traghetti: poi inizia la fase un po' polpetta, necessaria per chiudere un discorso che in realtà non ha intenzione di finire... e via, col mantello che svolazza nella notte, a bordo di una motocicletta bellissima.

Ancora, voglio un mantello, una moto, la follia.
Si sopravvive, sono una superstite, ce la farò.

Grazie agli amici veri, a quelli scoperti, a quelli a tempo determinato, alle semplici conoscenze, al caldo che mi fa stare bene, a chi mi offre il cinema (a buon rendere), all'UCI, al messicano con le tortillas mignon, alla doppia Lambratina che mi manda fuori di testa per tutto il film.
Un brindisi a tutte le volte (due) che vado all'Arcadia a vedere un Batman, e... mi perdo con la macchina per i campi. Mah, ricorrenze.


agosto 01, 2008

Ieri

Il 31 agosto non è successo proprio nulla di particolare. La vita ha seguito il suo corso normale. E io adoro la normalità. Quindi è tutto OK, bisogna festeggiare con questa canzone che non centra proprio un cazzo, non va interpretata letterlamente, se mai possa esserci il dubbio che sia andata allo zoo a dar da mangiare agli animali.
E' che la voce di Lou Reed ci sta come il cacio sui maccheroni e alla fine il titolo è simpatico.
Tuttavia se fossi stata Lou Reed l'avrei scritta pensando a me e a quanto mi piace la mia vita normale, oltremodo banale. Perché si raccoglie sempre quel che si semina, anche nella banalità delle cose di tutti i giorni.




Lou Reed - Perfect Day
Found at skreemr.com


 

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