gennaio 30, 2009

Vendesi sogni a buon mercato

Disney Store
Evil Place
Evil puppets
Evil mugs


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gennaio 29, 2009

Il limite della tolleROTFL

Ieri, serata normala con la Antonella. Il fatto è che una chiacchiera tira l'altra e si arriva alle due di notte (ma anche prima...). Lei poi non dorme molto, quindi penso che abbia iniziato a girare per casa, invece che mettersi a letto, non lo so. Io a dir la verità dormivo. Di gran gusto.

Stamattina verso le otto e mezza sento un BZZZZZZ.

*Cazzo è 'sto BZZZ?*
Giro per casa cercando la fonte del BZZ convinta che sia un qualche cellulare dell'Antonella.

BBBBBZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ, ancora.

*Mah, non è che sia il campanello?* [illuminazione folgorante, non avevo mai sentito il campanello della mia porta].

Apro e mi trovo davanti una slava in un pessimo maglione verde smeraldo che mi dice così, di punto in bianco, senza dire chi sia, cosa voglia, come se io sapessi tutto *Non si può girare parlare fare rumore fino alle tre di notte*.
*Mi dispiace, ho un'ospite*.
*Non si può [blablahblah].*
*Mi dispiace ho un'ospite*.
Il vicino del mio piano passa di lì e minimizza e non mi dice proprio nulla, proprio non si intromette.

Slava.
E' la badante della vecchia inferma al piano di sotto.

Con tutto il rispetto per la povera vecchia che, a questo punto mai conoscerò (perché l'idea di presentarmi, se prima mi sfiorava solo lontanamente, adesso proprio non mi coglie neanche di striscio).

Con tutto il rispetto per la povera slava, che comunque non credo si faccia una bella vita, a badare a una signora che non sta bene.

E a questo punto, con tutto il rispetto anche per me, che pure mi dispiace di aver ROTFL, disturbato, per carità. Ma sempre col sorriso sulle labbra.

Ma davvero il senso della misura non esiste.
E non è chiaro -a loro- cosa sta per succedere nel mio appartamento da qui a marzo.

Suggerimenti? Esperienze analoghe?
Stasera rappresaglia?

gennaio 27, 2009

Australia (e un mix di aspettative disattese)

Polvere, deserto, canguri su IMDB

Australia
è un film dedicato alle minoranze. In particolare a quella dei bambini aborigeni meticci con indisponente accento romano. E' un modo come un altro per ricordarci che dobbiamo essere tutti fratelli e andare oltre le diversità culturali. Magari guardando i film in lingua originale.
Ma sarcasmo puffettoso a parte... provo fastidio per i film con i bambini. Poi mi rendo conto che ciò accade perché spesso hanno questa voce da romanelli prepotenti. Perché quando li sento parlare con la loro voce originale, finalmente hanno un senso.
Ma per quale motivo una creatura aborigena meticcia che già ha dei problemi a parlare in inglese (oddio, lo presumo, visto che in italiano le fan dire cose tipo "io partire per mio viaggio", "io volere bene a Missuboss") DEVE PARLARE ROMANO? Merda. MerdamerdaMERDA.

[fine delle domandine retoriche e delle pippette]

Comunque.
Australia è un film strano. E' un colossal classico volutamente mancato, perché ci sono un sacco di momenti in cui sembra diventare il polpettone che ci si aspetta e invece si tira indietro. E' lungo, segue una sinusoide da pathos precisa, molto scolastica, con tanto di cesura mediana della serie "e qui il film potrebbe finire, ma invece si va avanti", con il problema di risintonizzare nuovamente le emozioni, l'attenzione e il filo degli eventi. Scolastico, appunto, nonostante l'aspetto ruvido e ruffiano tutto sommato piacevole.

Quello che mi rimane di Australia è un registro comico inatteso soprattutto nella prima parte del film, una Nicole Kidman in forma e ben fotografata (dai, smettila di pimparti di Botox) che però non riuscirà mai a essere Rossella O'Hara. Come del resto Hugh Jackman non è Rhett Butler. Insomma, ci sono, sono nelle rispettive parti, ma manca l'alchimia tra i due.
Ero carica di Kleenex (no, non è vero, io sono una di quelle che non ha mai i Kleenex in borsetta), ero pronta a piangere, a immedesimarmi e a commuovermi per la storia d'amore. Invece... elettrocardiogramma piatto.

Voto: 6,5

Ah. mi è piaciuta molto l'importanza che ha la magia nella storia.

Pace.
Avanti un altro.



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gennaio 26, 2009

Lo sai che

non si esce vivi dagli anni Ottanta

Cucina relax. Patate Duchesse.

Mo che le patate stanno in forno lo dico tirando un respiro di sollievo.
Oggi è stata una giornata proprio brutta, anche esteticamente.
Mi vedevo brutta io, era tutto brutto attorno.
In più non stavo molto bene, freddo, malessere...
Ho iniziato quattro post per 'sto puffetto di blog, tra cui la recensione di Australia, ma tutti sono risultati impubblicabili perché il lagno-o-meter si impennava.
Non si può finire una giornata del genere schiantandosi a letto, sarebbe come dichiararsi sconfitti.
Quindi mi son fatta una doccia bollente (un post sulla mia doccia lo farò) e ho deciso di mettermi ai fornelli, che è da stamattina che ho voglia di cucinare.
Ora sono in forno le Patate Duchesse. Non so se si pronunci alla francese o all'italiana: io lo dico all'italiana.

E con immenso fastidio mi rendo conto che la registrazione su Sky Max della serie Romanzo Criminale non si è avviata, diononpagodadueannil'abbonamento
all'ordinedeigiornalaiquindimiradierannocomunque.
Fastidio, fastidio, tremendo fastidio.
Superiamo anche questa, dai, che l'inverno dei nostri stenti, per quanto mi riguarda, sta volgendo al termine.
E alle aquile vorrei far notare che non mi sto riferendo al clima, alla stagione e neppure alla crisi economica, noh noh.
Ma a un anno di merda che, oggi, arbitrariamente, ho deciso di far finire ponendo una pietra miliare.
Perché io la memoria ce l'ho lunga, anche se per pigrizia o posa faccio finta di non averla.

Un bacio. Anzi no, due.
Ma facciamo tre, suvvìa, che mi sento generosa.
A chi offre l'accondiscendenza di migliore qualità ci stanno pure un po' di antidiluviane coccole.
ROTFL. Coccole. Qualche battuta sulle Patate no? Lo so che finisco sempre a ingamberarmi in doppi sensi infernali °_° Ora posso anche asciugarmi i capelli, e fare altre cosette con rinnovato entusiasmo.


.Patate Duchesse.
.Grazie a Taty di Prato per avermi recuperato la JPEG di una ricetta a cui tenevo tanto.




gennaio 24, 2009

Puffetti gialli

Sono un puffetto giallo che canta una sciocca canzoncina allegra. Mi diverto. Ci sono altri puffetti gialli, qui, come me. Ce n'è di rossi, blu, verdi e rosa. Stiamo spuffettando allegramente. Del resto siamo creature essenziali e binarie... ci hanno disegnati così, non possiamo fare altro. Coccoreccho.




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gennaio 21, 2009

Perditempo

*Vado a prendere la burrata al caseificio all'angolo, vi saprò dire*

Conserve della nonna: c'è da morire?

Mai fatto conserve in vita mia.
Troppo da nonna.
E probabilmente lo è sul serio, se ne convengo pure io che, per ischerzo, spesso mi definisco "Nonna Rumi".
Beh, ieri sera, prima conserva di Nonna Rumi: marmellata di cipolle rosse, perché qui si adora l'agrodolce.
Parto alla volta dell'Ipercoop, compro i Bormioli Rocco con coperchi Quattro Stagioni (questo è un must da nonna vera), ingredienti vari, roba da cucinare nei prossimi 15 giorni (sai mai che scoppi una guerra nucleare), alcoolici di varie gradazioni, casalinghi preferibilmente di colore arancione.
Torno a casa, e alle 21 inizia la lunga preparazione che è finita stamattina alle 8.

Il dramma dei Bormioli Rocco è che bisogna sterilizzarli per evitare che ci si sviluppino bestie, batteri e gas putridi (chiaramente sono mortali... una semplice dissenteria è troppo poco). Quindi li ho lavati in lavastoviglie. Poi, perlomeno nel caso delle conserve di pomodoro, bisognerebbe mettere a bollire i barattoli pieni e chiusi.

Solo che nella ricetta che ho trovato su un forum (il che in alcuni casi equivale a raccogliere una caramella trovata per strada e mangiarla) non parlavano di sterilizzazione, ma solo di vuoto ottenuto capovolgendo i barattoli. Ora: la marmellata di cipolle è un concentrato di aceto e zucchero da far paura. Se un batterio sopravvivesse lì dentro, non ci sarebbero speranze per la razza umana.

Ma ho paura.

Morirò? Sopravviverò? Mi si distenderanno le rughe con l'amico botulino?
E poi, 'sti cazzo di Bormioli Rocco andavano riempiti, stipati fino all'orlo? Perché io l'ho fatto, però quando li ho rovesciati mi son resa conto che ci poteva stare un altro centimetro di composta... questo centimetro d'aria ha una qualche rilevanza?

Qualcuno vuole assaggiare? O meglio... se ne sapete qualcosa in più di me... mi rassicurate? altrimenti stasera torno a casa e butto via tutto.

gennaio 20, 2009

Orca loca...

...orca loca proprio...
ecco l'onda di riflusso del pranzo...
Impressive.
Really impressive.

Dialogo

Daniel [a me]: A pranzo oggi c'è Manuel Agnelli, vieni?
Io: !!!!! bocca spalancata
Gian [a me]: Dai vai!
Io [a Gian]: E tu?
Gian: No, io ho la schiscetta, non posso.



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Linea gialla

* Il treno della linea gialla, quando frena, sembra un'astronave Cylon in avvicinamento.

* Su un vetro del treno della linea gialla ho trovato inciso la parola "NOIA", due volte, in verticale. Una volta non si vandalizzava tutto disegnando cazzi giganti, Forza Juve, W Inter, Abbasso Milan? Perché non ci sono più cazzi giganti sulla metropolitana? E gli interisti dove sono? E Kakà perché non se ne è andato via?
Ho anche fatto una foto cellulosa alla scritta, ma non è venuta fuori bene, quindi niet.

gennaio 19, 2009

Tre e mezza di notte...

...e ho cancellato tutto quel che avevo scritto in questo post.
accade spesso ultimamente. sono gelosa dei pensieri che mi frullano in testa, e scriverli risulta solo uno sterile esercizio di stile, anche se servirebbe ad aiutarmi a dar loro un po' di sostanza.
vabbé, meglio che vada a dormire, magari domani mi sveglio ed è già primavera inoltrata.

Slumdog Milionaire (2008) - The Millionaire

[aggiunta dell'ultima ora: leggetevi sta cosa e poi spiegatevi perché è il caso di vedere i film in lingua originale http://soulfood.blogspot.com/2009/01/laccendiamo.html]

TeleMike sull'IMDB

Volete saper qualcosa dell'India? Leggete per esempio L'altra India di Amartya Sen, oppure qualcosa di Arundathy Roy (mai letti suoi libri, solo racconti o articoli sparsi qui e là). Se poi preferite un film, io ricordo come molto bello Salaam Bombay!, un film del 1988, opera prima di Mira Nair che le valse la Camera d'oro al Festival di Cannes. Io lo vidi allora, penso sia stato il mio primo film "da festival" e fu un pugno nello stomaco (la mia amica Laura lo ricorda ancora con orrore per la scena in cui i bimbi protagonisti, per sopravvivere, finiscono per mangiare dei vermi).
Tornando ai libri, potreste anche leggere Le dodici domande di Swarup Vykas, anche perché è il romanzo da cui è tratto l'ultimo film di Danny Boyle, The Milionaire. Io l'ho letto in un paio di giorni quest'estate: è leggero, scorre via, è scritto bene anche se l'originalità della trama è anche un po' il suo limite.
Jamal Malik, ragazzo indiano povero, ignorante, di solidi principi e che per tutta la vita ha sbarcato il lunario, vince al "Chi vuol essere milionario" indiano perché il caso ha voluto che conoscesse le risposte a tutte le domande. Per dimostrare di non aver imbrogliato, dovrà raccontare tutti quegli episodi della sua vita che lo hanno portato a far accendere sempre la lettera corretta.

Danny Boyle è un regista a senso unico perché qualsiasi sceneggiatura abbia tra le mani la declina sempre in quel modo, ossia "alla Trainspotting". Non sto dicendo che cinematograficamente non mi piaccia... anzi, spesso il risultato è di mio gusto, ma alla lunga è stucchevole, perché nel frattempo (Trainspotting è del 1996) è stato imitato e riproposto in varie salse e formati.

Ci sarà poi un motivo per cui io scrivo spesso scoordinata su Puffetti Rosa e Danny Boyle invece vince un Golden Globe come miglior regista proprio con The Milionaire, però all'ennesima sua furbata nelle scene clou di questo film, mi sono un po' scazzata. Estetica fighettissima nelle baraccopoli, nelle discariche, nelle fogne a cielo aperto, libero sfogo a montaggi frenetici, fotografia sgranata, colori saturi, telecamere di traverso anche quando non è proprio necessario, colonna sonora Bolly-pop...
Pare chiaro che qui non si è voluto girare un crudo documentario, così come Le dodici domande non è un saggio sulla condizione dei poveri in India. Quindi c'era bisogno proprio di questo contrasto per stemperare l'impatto con lo schifo in cui molti indiani vivono. Ma adesso basta, Danny, l'abbiamo capito da che parte del cilindro tiri fuori il coniglio.

Il limite del film è lo stesso del libro: il suo schema è lineare, ripetitivo, troppo schiavo dell'idea degli "episodi". La colonna sonora è carina, furbina, e i titoli di coda sono distensivi.
Non è un film brutto, ma mi ripeto, anche perché è davvero tardi e dovrei essere già a dormire: The Milionaire è inutilmente fighetto. Avrei gradito più semplicità formale, ecco.

gennaio 16, 2009

Blogerdì

Mh.
E' un periodo di assestamento niente male.
C'è un mix di voglia di stravolgere parecchie abitudini, e anche di riprendere quelle abbandonate causa forza maggiore. Tipo Rez HD, Attac Mode. Che signor relax.

Il problema è che mi sa che ho bisogno di una vacanza vera, di quelle che segnano un passaggio. E' da dicembre 2006 che non vado in vacanza, e adesso comincio a sentirne davvero il bisogno. Aspettare fino a luglio mi stressa un po', e comunque dalle premesse non segnerà.
Ho bisogno di staccare prima e sul serio.

Vivere da soli non è male: mi sono già abituata a dormire di traverso nel lettone, a salire da una parte la sera e scendere dall'altra la mattina.
Col cibo è un problema, perché sono sempre stata abituata a cucinare e far la spesa per più persone, e ora, da sola, sono un po' disorientata. Insomma, mangio, ma poco. Oppure peso "a occhio" (come mio solito) le trofiette, e ne vengono fuori talmente tante che ne mangio per due giorni. Poi mi do a manicaretti porconi tipo quello lassù, il double cheese double burger w/ egg.

In questo weekend darò un giro di vite alla sistemazione di oggetti e mobilia per iniziare presto a invitare gente in da house, stare in compagnia e mangiare cose decenti.
Riprendere a fare cose apparentemente normali, insomma.
C'è bisogno di normalità, di chiacchiere e di delizioso Coco Mademoiselle nell'aria.


Short-list in stand-by, purtroppo :(













gennaio 14, 2009

Enchanted (2007)


'na meringa sull'IMDB

Enchanted è una commedia romantica, demenziale quel tanto che basta da essere divertente per un buon tre quarti di film.
A tratti si ride di gusto, anche perché sono prese di mira le fiabe e quegli aspetti naif e rassicuranti che le contraddistinguono.
E' un film Disney, quindi è buonista, di classe, che accontenta tutti, non disturba e non collide col buon senso.
Ne trapelano comunque una certa freschezza, molta leggerezza (ottimo), e senso della misura: che si sia finalmente trovato un nuovo equilibrio alchemico per fare dei film per famiglie politicamente corretti senza scomodare gag su puzzette e pupù?
Deliziosa la protagonista (Amy Adams).

Non lo sapevo, lo giuro °_°

Quando scrissi quel post su Dentro Marilyn giuro che non lo sapevo. Probabilmente me l'han detto qualche giorno dopo, ma le due cose non sono proprio collegate, anche perché io non è che campo di queste notiziole, non è che sto dietro a tuuuuutte le cose che mi interessano. Voglio i fatti, voglio la canzone.
Insomma, sì, gli Afterhours vanno a Sanremo in concorso, e non come ospiti.

Già le indiegenti si fan le pippe. Io che giusto adesso mi sento molto pop (e non Porno se non quando non sei intorno) sono curiosa di vedere cosa ne salta fuori.
Tipo i Subsonica che nel 2000 arrivarono ultimi con "Tutti i miei sbagli" (mmh, Wikipedia dice undicesimi su sedici, ma sia io che un'altra persona di recente abbiamo ricordato assieme che erano arrivati ultimi, mi par strano, boh...), oppure tipo il preconizzato Premio per la Critica?

Niente pippe: Sanremo è vicino, meglio i fiori delle zanzare mutanti del PalaSharp o di Villa Squaraus. Meglio Bonolise di una sciampista indie a caso che poi mi cade cantando a squarciagola, con aria di chi la sa lunga, "Non è GNEEEEEEENTEEE Non è per sEEEEEEEEEEEEEEemprEEEE", aprendo quella E come se dovesse pigliarsi in bocca tutti i restanti cazzi del mondo.

E se poi mi diventano dei manichini da TV, chissenefrega: Hai paura del buio non ce lo portano mica via.

gennaio 13, 2009

Coincidenze

Il primo giorno che sono andata al lavoro in metropolitana dalla casa nuova (mercoledì 7 gennaio), ho letto un articolo su Hector German Oesterheld, un lungo parallelismo tra il suo Eternauta (fumetto di fantascienza scritto a fine anni Cinquanta) e la dittatura militare argentina (a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta).
Per ricostruire le coordinate temporali dell'edizione italiana del fumetto sulla sua omonima testata, sono finita sulla pagina Wikipedia dell'Eternauta, dove ho trovato questa fotografia della metropolitana di Buenos Aires, linea B, fermata Uruguay (la mia, qui a Milano, sulla linea rossa).


gennaio 12, 2009

E così i "tracobetti" erano "booty traps"...

... e "gelatoooooh" era "Rocky Road", uno snack.

[Un'altra re-vision, tocca ai Goonies, anzi "The Goonies"]


Non c'è storia. I Goonies è il più bel film per ragazzi prodotto da Hollywood.
Cinema Marconi, sabato pomeriggio, 12 anni. Che botta di culo: hai l'età giusta per goderti un film fatto su misura adesso per te, come i Gremlins, Indiana Jones e mettiamoci dentro anche Arma Letale, dai.

Chris Columbus (script), Steven Spielberg (storia), Richard Donner (regia). Il triumvirato non sbaglia nulla, svolge il compito alla perfezione e si diverte un sacco. Te li immagini lì, attorno a un tavolo, che neanche devono sforzarsi più di tanto per mettere insieme le idee: "Dai mettiamoci il tesoro dei pirati", "Sì e poi i meccanismi come in Indiana Jones", "E poi facciamo uno scivolo d'acqua che finisce in una grotta gigante", e sì, via, felici di avverare prima di tutto i loro sogni di bambini.

Ci sono i pirati, i tracobetti, i mostri buoni, i cattivi sfigati, l'amore, gli equivoci, le invenzioni, l'organo di ossa, IL GALEONEEEEE, il tesoro, il bimbo orientale "quello del Tempio Maledetto", Corey Feldman (che ora è davvero bruciato), Sean Astin (che è diventato una palla di lardo), Josh Brolin che ora è cresciuto... ma non c'è malinconia nel vedere per l'ennesima volta i Goonies.
Perché il film patisce l'età per la fotografia e per qualche ingenuità stilistica, ma gli si perdona tutto volentieri (correva il 1985). Anzi, scusate se mi sono permessa di.
Di fronte a questo grande classico capace ancora adesso di appassionare e divertire, non bisogna altro che approvare e rispettare: i Goonies non si tocca. I Goonies è perfetto. Nei Goonies non c'è una virgola fuori posto. Ora come allora. Perché, soprattutto, è scritto bene. E non c'è effetto speciale che tenga, di fronte a un copione coi controcazzi.

But the worst thing I ever done - I mixed a pot of fake puke at home and then I went to this movie theater, hid the puke in my jacket, climbed up to the balcony and then, t-t-then, I made a noise like this: hua-hua-hua-huaaaaaaa - and then I dumped it over the side, all over the people in the audience. And then, this was horrible, all the people started getting sick and throwing up all over each other. I never felt so bad in my entire life.




gennaio 10, 2009

Good day sunshine

*Al sole la biancheria profuma, anche se c'è freddo.

*Ho letto un articolo di Amira Hass su quello che sta accadendo a Gaza. Scritto divinamente, stavo per piangere. Non c'è un punto.

*Io davvero vi consiglio di leggere Internazionale, che sia in PDF, che sia nella versione cartacea da sfogliare settimanalmente. Io ho scelto quest'ultima e per ora le Poste Italiane non hanno tradito.

*E' che è bello, bello tutto. Anche se magari in realtà lo è meno di quanto sembri.

*Via, sciò.

*Freddie, quando vieni qui? Forza, dai.

gennaio 08, 2009

Rifiuti

Rispettare la raccolta differenziata è un gesto di civiltà tanto quanto non ruttare a tavola: ci sono delle volte in cui è inevitabile contravvenire alla regola. E quando capita, si fa con un gusto speciale e liberatorio.

Se dovessi badare ai turni di raccolta e allo spazio comune che viene messo a disposizione per stivare l'immondizia in attesa del ritiro, io dovrei tenermi buona parte dei sacchi in casa.
Fatto che in questi giorni accade per la carta e la plastica, senza contare che in cantina c'è la scatola del 46 pollici piena dei cartoni dell'Ikea che pesa un quintale e mezzo.

Il trasloco sta generando una quantità eccezionale di pattume che sarà probabilmente smaltito al termovalorizzatore di Pero, ma che prima passerà per le mani del portinaio ("certo che pesava il cartone della tua TV", riferendosi alla scatola del Bravia LCD 40 pollici trovata dopo il Traslocaduno. Ci ho tenuto a precisare che io non acquisterei mai un televisore del genere ma che il cartone ficcato dentro, ebbene sì, era mio), poi degli omini dell'Amsa (a Verona, per la cronaca, si chiama Amia).

Però ci sono dei momenti in cui giro per casa con ottocento cose in mano, da sistemare nelle varie pile: libri, fumetti, bambole, scatole, crafty, "ci penso dopo", "forse lo butto", PIU' L'IMMONDIZIA. Il sacco della plastica è in salotto, quelli della carta all'ingresso della cucina, i cartoni stanno schiacciati a terra, e io ogni tanto sbaglio indirizzo e "puff" della carta finisce nella plastica, della carta nel generico, sasso, forbice, mano AIUTOOOOO!
E per fortuna che non c'è l'umido, che altrimenti finirei in Guru Meditation.

E dire che sarebbe così semplice appiccare il mio fuocherello nel cortile, e salutare la monnezza tra fumi malsani, scintille, faville, crepitii e infine raccogliere le ceneri e dare degna sepoltura agli imballi, di imballi, di imballi.

"Qui giace la scatola dell'alimentatore del mio ultimo computer: sembrava utile per contenere cose, ma in realtà non è servita proprio a un cazzo"


Die Unendliche Geschichte (1984)

Wolfgang Petersen è un onesto regista tedesco di film d'azione e avventura (The Perfect Storm, Troy, Poseidon, e altri che non ho mai visto come Air Force One, Outbreak, In the Line of Fire). Suo è anche The Neverending Story, un film fantasy del 1984 che in qualche modo ha segnato la mia infanzia.
L'avevo visto solo una volta, allora, al cinema.
La musica "The Ivory Tower" era stata scelta dalla maestra per il saggio di ginnastica di quarta o quinta elementare. Giorgio Moroder.
Dopo venticinque anni ho rivisto questo film più per motivi sentimentali che altro, ed è stata una piacevole sorpresa. Sono sincera, mi aspettavo un B-movie invecchiato male. E invece devo fare parziale ammenda, soprattutto perché mi ha fatto riflettere sul cinema d'azione.
Gli effetti speciali, in particolare, hanno retto abbastanza bene. Certo, si sorride di fronte al chroma key soprattutto adesso che, con la grafica 3D si ridisegnano intere scene reali nel tentativo di renderle "fotograficamente" più verosimili ed eliminando qualsiasi imperfezione.

Per quale motivo il Fortunadrago dovrebbe essere un ammasso di poligoni perfettamente calcolati e illuminati alla luce delle stelle di un modello planetario virtuale, quando la creatura pelosa che realmente è, riesce ad essere espressiva, umida e iridescente nonostante gli evidenti limiti imposti alle inquadrature?
Le scenografie sono decisamente teatrali: loro sì arrivano dagli anni '80, tanto quanto quelle di Episodio 1, 2 e 3 arrivano da questo millennio. Sono ambienti ricostruiti immaginando un mondo fantastico, mantenendo il legame col gusto attuale (2001: Odissea nello Spazio è stato paradigmatico, in questo senso).
In tutto questo mix di chroma key, pupazzi animati, scenografie limitate e una gran quantità di matte, quello che ne esce valorizzato è lo sforzo di Petersen nel fare il proprio lavoro, per tirar fuori inquadrature capaci di impressionare nonostante i paletti imposti dalla tecnologia del tempo.

Dopo aver visto Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo mi domandavo se ero io ad aver perso l'incanto bambino nel vedere certi film, oppure se col tempo si sia perso il gusto di narrare le storie a favore della suggestione degli effetti speciali. Beh, dopo aver visto The Neverending Story sono giunta alla parziale convinzione che nessuna delle due affermazioni sia vera.
Col passare del tempo non è infatti cambiato nulla: questo film salta di palo in frasca quanto molti film di adesso, taglia corto su alcuni snodi chiaramente importanti per lo sviluppo della narrazione, certi personaggi sono proprio "di passaggio", quanto gli incontri che valgono una vita sono consumati in pochi secondi di pellicola.
Forse è proprio scritto nel vademecum dei film fantasy-avventura medi: tagliare corto con le spiegazioni e suggestionare con l'immagine. In questo è stato lodevole Peter Jackson che, con la Trilogia dell'Anello, non si è risparmiato, partorendo però tre film da tre ore ciascuno impiegandoci quanto...? Cinque anni? Ma un'onesta via di mezzo è così difficile da realizzare?

E per l'incanto bambino? Mah, ai tempi c'era stato molto hype per La Storia Infinita, e da brava bambina me lo ero bevuto tutto. Ricordo solo che il bambino che recitava Atreyu non mi piaceva tanto quanto non mi è piaciuto adesso. Non è un bravo attore, non è espressivo come il ragazzino che fa Bastian.
Ma come faccio a mettermi nei panni di me stessa, venticinque anni fa, a Natale, al cinema con mamma e papà, soprattutto adesso, con tanti film alle spalle? No, non mi ricordo come ero uscita da quel cinema. Probabilmente stimolata, come lo sono stata adesso dopo aver visto Die Unendliche Geschichte su un DVD scannato. Quindi è bene, La Storia Infinita è un bel film.

Alla prossima con un'altra re-vision: tra un po' sarà il turno di Labyrinth, in cui David Bowie e Jennifer Connelly parlano con i pupazzi disegnati da Brian Fraud.

Leggo e rigiro

"In una giornata ordinaria, quando non succede niente e le crisi annunciate di ora in ora sono quelle di sempre (e tanto per cambiare i politici dichiarano che senza di loro sarebbe la CATASTROFE), passando accanto a qualcuno può succedere di scambiarsi un rapido sguardo. Alcune di queste occhiate servono a verificare se anche gli altri immaginino la stessa cosa quando si dicono: allora questa è la vita! Spesso stanno immaginando la stessa cosa e in questa condivisione primaria c'è una specie di solidarietà che precede ogni parola o scambio di opinioni".

John Berger - One message leading to another

gennaio 07, 2009

Bloggheria banalia sparsa (mancava, eh...)

*In queste vacanze non ho visto nessun lungometraggio di Asterix.

*... però ho visto "Una poltrona per due".

*La neve è inebriante, eccheccazzo.

*Sissies.

*Non c'è il server (ROTFL), solita cantilena.

*Mi sento un po' incontrollabile.

*Lo snack si è conservato molto bene.

*Gestibile.

*"La responsabilità organizzativa dell'operazione la affido a Elena".

*Io e mon amour, a farci le foto assieme come sciocchine e avere le lacrime agli occhi dal ridere. Io so come farla sorridere, mon amour.

*Sono incuriosita da una persona. Curiosità è bello, è una sensazione piacevole da gustare in sé, senza lo sciocco assillo di pensare a giungere a qualche fatto concreto. Significa che esisto, sono viva, non sono emotivamente morta. Forse é inutile comunicare al diretto interessato "Lo sai che mi incuriosisci un sacco?". Magari sarebbe anche contento di saperlo. Ma il discorso, detto esplicitamente, mi dà l'impressione di suonare ridicolo. Forse sono solo io ridicola (come mio solito) e sto perdendo l'occasione di far sorridere una persona facendole un complimento.

*Il Freddie ha ragione, è un uomo saggio. E da uomo saggio si comporta, avendo così la mia massima stima. Ma non ci riesco. Freddie, per favore :)

*Si lavora, quindi si riprende la normale gestione delle cose e della vita. Con la responsabilità di me stessa sulle spalle, e una nuova sensazione di libertà.

*L'importante è volersi bene, e il resto viene da sé.

gennaio 06, 2009

Prima volta

OH! Stasera è la mia prima volta a casa da sola, nella mia casa :)
Momento desiderato, atteso con timore. Ora ci sono... e ci sono, punto e fine.
E' l'inferno: non si vede il pavimento da quante scatole sono sottosopra.

Sto sistemando le bambole, e ogni tanto mi distraggo, le saluto, le vezzeggio, perché alcune non le vedo da dieci mesi, altre da quattro anni. E' piacere estetico per queste cosine dolci di plastica alcune raffinate, altre molto kitch, ma con un senso logico e unitario che vedo solo io.
E il mio cuore batte forte per le Momoko, è inutile. E per le Unoa, che devono ancora uscire perché necessitano di profonda risistemazione, che sarà fatta nei prossimi mesi.

Collegato con un cavo mono -_- di fortuna l'iPod all'amplificatore, sto elaborando la colonna sonora della serata con un ameno shuffle, dopo l'indigestione dei The Killers in automobile.

[inizio aprile 2008, al telefono con papà]
Io: Sto cercando casa, da comprare.
Paps: Ma non avevi detto che non volevi?
Io: Ci ho pensato, sono stufa di girare come una zingara, devo sistemarmi.
Paps: Ma non è meglio in affitto, così ci rifletti?
Io: No. Perché adesso non capisco un cazzo, ma nel tempo che compro casa e la sistemo, inizierò a stare meglio, e avrò bisogno di una casa. Bisogna giocare d'anticipo.

[inizio aprile 2008, al telefono con mamma]
Io: Cerco casa.
Min: Lì a Milano?
Io: Sì.
Min: Ma hai valutato l'idea di tornare a Vero...
Io: Milano.


Lo shuffle dice: Afterhours "Se una vita finisce qua, un'altra vita presto comincerà". Proprio adesso.

Ah, nevica :)
Adoro.

gennaio 02, 2009

V for Vittoria

Ho appena superato brillantemente uno di quei *cinque minuti*. Era da un po' che non mi venivano. Ho capito cosa mi sconvolge tanto. E ora so anche che fare quando arrivano, e sono lì lì per fare patatrac. Perlomeno, oggi ha funzionato, e sono contenta di me stessa.
Vittoria, vittoria vera, quasi piango, orgogliosa di me stessa. Quanto sono negra.
 

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