settembre 30, 2009

Giorni sì, giorni no

Stamattina ero abbastanza indecisa su come agghindarmi. Accade di rado che non abbia le idee chiare sugli abiti da mettere, se non altro perché il guardaroba è una macchina da guerra che propone due categorie di indumenti: sporty e spice. Dopo aver messo da parte la maglietta dei Raconteurs (troppo sporty per l'umore odierno), la camicia viola di lino (un mix sportyspice, ma dovevo ancora riattaccare un bottone), sono finita sulla camicia di Pink Soda presa da Asos questa primavera, very spice: nera, trasparente, maniche vistosamente a sbuffo, colletto a fiocco, una serie di pixel rossi dappertutto. On-line pareva divertente, con 'sti quadretti rossi. Stile nerdo-fighetto, un LCD coi pixel difettosi, ma forse solo nella mia testa.
Una volta consegnata a casa (lunga vita alla Royal Mail), l'ho trovata forse un po' troppo elegante per il mio spirito. Oggi l'ho messa per la seconda volta in vita mia e... ka-boooom.
Calma eh. Avevo una canotta nera sotto.
Non so che c'è, ma per strada mi guardavano. Gli uomini, intendo. Sorridevano. A me. Mi guardavano.
OK, boh.
Uno mi ha pure fermata e mi ha dato il suo numero di telefono. Il che è una sceneggiata napoletana, per carità, infatti gli ho riso in faccia. "Ma cazzo... un icq... uno skype... un twitter... non ce li hai?" (a sto punto una vocina dentro mi ha chiamata "a stronzaaaaaaaa, ma nvedi d'annattene affan...")

Il fatto è che ci sono dei giorni, la gran parte, in cui tutto è normale. Ossia devi ringraziare che non ti calpestino.

Poi ci sono sti picchi assurdi.
Tipo dei giorni in cui due ragazzi ti invitano fuori.
OK, ci può stare, dici.
A fine luglio picco massimo: quattro inviti in un giorno (a vario titolo, invero, ma comunque c'è di che "vantarsene", e qui lo si sta facendo, gente, picco vanità, modello comunicato stampa "azienda leader nel settore", "a noi la crisi ci fa un baffo", opppure tipo quelle cazzo di classifiche che san fare solo gli americani che non hanno storia "fino al 1910 era il grattacielo più altro dell'East Side, poi ne è arrivato un altro, quindi questo ora è il secondo grattacielo più alto". Lapalisse).
Poi di fronte a ste cose la vita scorre via liscia, ci ridi sopra, perché chiaramente su quattro che ti invitano... il numero Cinque, lo Chanel, mica si fa sentire e il numero Sei bah, affanculo pure lui.

No, mi appresto a tornare nella mia caverna: di dieci camiciole che acquisto, forse una mi procura numeri di telefoni, sorrisi e amenità varie.

Perché io valgo.

Nei ranghi, su, avanti, marsh.

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settembre 26, 2009

E' il doppio o è un quarto?

Ma figuratevi se ho voglia di ruotarla...

Bon allora, come vedete questa è una foto. Una foto classica, direi, per chi va a Monaco di Baviera: è la torre dell'orologio di Marienplatz.

Ho scattato la stessa identica foto durante la gita scolastica di quinta liceo. Ricordo bene quella giornata terribile, dopo (forse) una notte di viaggio in treno da Praga dove tutte noi ragazze della classe eravamo chiuse dentro uno scompartimento, assieme, a piangere come cretine, ciascuna per i propri motivi. Io, per esempio, avevo litigato con F. giusto appena saliti sul treno, erano volate parole pesanti. L. mi aveva difesa come nessuno mai dicendogli "Ma perché l'hai offesa, lei è sempre dalla tua parte!"... ricordo di noi al museo della tecnologia, sedute alla balconata sulle sedie degli aerei, a dormire e a raccontarci i nostri crucci.

Poi succede che motiplichi tutto per due e torni nello stesso posto che hai quasi il doppio degli anni. Quasi il doppio eh.
No, no, non ci casco nella trappola di cercare di fare un rendiconto di questi 17 anni, non ha senso.
Certo che però, cazzo, il tempo vola.

Sono stata al cinema dopo tre mesi, e ho visto District 9. E' ancora un problema stare in sala. Non so davvero che fare, per fortuna sono Miss Nervi d'Acciaio, ecco.

Che tempo buttato via, che spreco. Che spreco di risorse. Sul serio.
La stupidità umana fa più danni della cattiveria.
"E così è andato perso un quarto di Elena".
Chissà che fine ha fatto quel mio quarto di Ru che ho seminato per strada in questi ultimi 18 mesi.
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settembre 23, 2009

A Monaco per lavoro

[foto in fondo]
Tedeschi, niente male come gente. Sì, un po' zucconi, ragionano solo seguendo i loro binari, però niente male. Prima di tutto sono alti. Alti da far spavento. Donne, uomini, bambini. Probabilmente il nano più alto del mondo è tedesco. Poi sono naif, e questo non è male, quando ti rendi conto di essere assuefatto a un circondario fighetto, preciso, studiato, stiloso. Ecco, se a Milano mi sento in mezzo a gente di design, qui a Monaco di Baviera, nella mia intensa ora e mezza trascorsa a "farmi un'idea" di che cosa sia l'Oktoberfest, mi son resa conto di essere in mezzo al country, al rustico. Mi piace.
Vedi questi uomini in abiti tipici, bermuda in pelle, bretelle in tinta, camicia bianca, calzettoni lavorati a maglia e ti aspetti che in mano abbiano una corda per tirar a passeggio la loro mucca. Invece tengono per mano donnine e donnone teutoniche, belle, sorridenti, a volte sguaiate, vestite in abito tipico bavarese (il "dirndl", si dice "dindel", una specie di completo da gotic lolita folk)... ma felici.
Felici... sarà la birra: già alle cinque di pomeriggio c'è gente che barcolla. Ma sono felici, tutti nei loro abiti, che corrono da una giostra all'altra. E che giostre ragazzi.
L'Oktoberfest è un enorme. ENORME. luna park con tutte le più classiche torture del divertimento: top spin, navi pirata, case degli orrori, calcinculo, autoscontri, ottovolanti, gabbie, giostrine. Tutto esageratissimo: c'era una casa enorme a due piani con tanto di finestre e balconi che si muoveva sussultoria e ondulatoria, con dentro varie "attività" amene sullo stile del compianto Castello di Dracula di Gardaland (ecco, appunto, immaginatevi quello che si muove tutto, su giù, dest-sinist). Tutto coloratissimo, esagerato anche di giorno, e se alzi gli occhi sull'orizzonte non trovi un angolo libero perché c'è di sicuro una giostra che sta sparando delle persone per aria sottoponendole a rotazioni nauseanti. Ma loro sono tedeschi, loro sulle giostre ci vanno.
Odori: non c'è angolo dell'Oktoberfest che non abbia un odore, e mo ce li ho tutti nelle narici. Zenzero, cannella. Zucchero filato. Wurstel. Olio fritto. Cioccolato. Merda di cavallo.
Ci sono i "tendoni" dove si mangia. Edifici prefabbricati fatti per sostenere il passaggio di migliaia di persone per 15 giorni. Qui si mangia, si beve (ci vado domani), ci sono i marchi: Spaten, Paulaner (ne ho una bottiglia da mezzo litro in frigo, non posso, alle 19 c'è l'aperitivo di benvenuto), Loewenbrau... e che altro... ciascuno ha un ingresso trionfale, un'uscita che ti augura aufwiedersen, dei comingnoli che sparano fumo unto e puzzone.
Ma si sta bene, per dio.
Simbolo dell'Oktoberfest è il cuoricione di pan di zenzero con scritto "Ich liebe dich". Che dolcezza, vero? Che passeggiando a naso all'insù per gli stradoni, raggiunta da zaffate di aria wurstelosa, caramellosa, merdosa non posso che intonare "che coss'è l'amor?" e trovare una risposta. Stare bene, per dio. Stare bene. Che sia wurstel, caramello o merda.

Ecco, che gente tenerona, dai... a Milano lo farebbero in Svarowsky, edizione limitata

Ho fame... del resto sul volo della Luftwaffe, orario di pranzo (volo 13e20) offrivano solo una stecca di Milka. Schifo tanto, nutrimento zero

Questa è la casa tutta matta!!!

Dalla mia camera di albergo sento le urla di questa gente

Ottovolante olimpico con cinque giri della morte

Invitanti panini multicolore


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settembre 19, 2009

Quiche con la zucca Hokkaido

Dunque oggi pomeriggio volevo cucinare la zucca Hokkaido che mi sono trovata per le mani, allora ho deciso di farne una quiche, sostanzialmente una torta salata. Ho tuttavia improvvisato la ricetta perché non ne ho trovata una che mi attirasse: pare che la zucca vada per la maggiore tra vegetariani e vegani - chiaro, è una verdura- quindi in giro si trovano delle ricette che non ottengono la certificazione RuMiKa.
Poiché la zucca sta bene con pancetta, fontina e rosmarino ho organizzato la cosa in questo modo.
Pasta brisée della Buitoni o, meglio della Vallée (per eliminare il problema di far l'impasto).
Una zucca Hokkaido di circa due chili lordi.
Pancetta affumicata a cubetti (oh io vado a occhio, una confezione va bene)
Due cipollotti di media grandezza
250 gr di panna liquida fresca (non la Chef, neh!!! la panna liquida fresca la si trova al banco frigo accanto al latte)
Della fontina, sempre a occhio, Gesù, dai, non vorrete metterne una forma intera!
2 uova
Alloro, rosmarino, pepe, sale, cannella, parmigiano

Tagliate in sei spicchi la zucca, togliete solo i semi, non la buccia, e schiaffateli in forno sulla piastra (magari ricoprite quest'ultima di alluminio, così non si sporca...). Il forno a 180°, programma areato/torte, sempre il mio preferito. Lasciate dentro per mezz'ora. La zucca si dovrebbe ammorbidire e cuocere, perdendo un po' di umidità. Occhio a non bruciarla. A cottura ultimata tirate fuori e lasciate raffreddare. Poi pelate gli spicchi, togliete la parte filamentosa della zucca (vien via da sè) e tagliate a cubetti. Schiaffateli nel frullatore, aggiungete le uova, la panna, il parmigiano a occhio, sale, pepe, una spruzzatina di cannella. Frullate finché non avete ottenuto una bella crema cremosa.
In una padella soffriggete con un po' d'olio i cipollotti tagliati a fili, la pancetta, il rosmarino sminuzzato, due foglie di alloro.
Poi tagliate a cubetti la fontina e disponete la pasta brisée nella tortiera.
Versate metà del composto di zucca sulla pasta, poi rovesciateci dentro in modo sparso la pancetta con rosmarino, alloro e cipolla. Poi buttateci la fontina e versate il resto del composto zuccoso.
Cuocete a 190 gradi in forno per mezzoretta. Se non è ancora ben ferma lasciatela lì a finire la cottura nel forno semi aperto.

Il livello di sporcizia creato in cucina è abbastanza alto, quindi cucinate questa cosa quando siete di buzzo buono, altrimenti è solo una menata insostenibile pulire poi tutto.

Risultato? Signori, 'no spettacolo, anche se mi è un po' scappata di sale.


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Calibro 35, Jet e nane al Parco Sempione

D: Andiamo a vedere i Calibro e i Jet al Parco Sempione?
R: OK per i Calibro, ma i Jet che fanno?
D: Indie rock.
R: Di che tipo?
D: Ruffiano.

Dunque, sì, i Calibro 35 non sono male eh, son bravi. Di genere, quindi da prendere a piccole dosi, ma bravi. Ascoltarli in piazza nel casino di un concerto gratuito, con gente che dietro commenta "Ma dov'è la canzone?", "Oh cazzo, questa sembra troppo Kill Bill" (ma ti hanno mai insegnato le basi tipo induzione/deduzione o magari non sai/intuisci che cosa stai ascoltando?), forse rovina un po' l'atmosfera.
Il pubblico, poi, è diviso in due: ci sono un sacco di nane pittate che vagano come degli zombie, con uno sguardo che dir vuoto è un complimento, e una selezione di uomini over 30 che, a naso, sono lì per i Calibro (gli uomini under 30 presenziano per le zombie, probabilmente). Alla gran parte delle nane non gliene frega nulla delle musichine dei polizieschi, né di riconoscere le immagini di film mai visti perché tratti da libri mai letti (magari di uno scrittore sovietico immigrato in Italia... onestamente non ha senso farne loro una colpa, ma è figo spararsi le pose ogni tanto, avere un bagliore nella notte sempiona e dire "Ah, bella, questo è tratto da Scerbanenco"). Stanno lì, presenziano, occhio vitreo, spallina asimmetrica. Brutte dentro.


Questo giusto per far capire al volo che cosa e come suonano i Calibro 35.


I Jet poi fanno discretamente cagare, ma almeno capisci perché ci siano le nane: australiani ruffiani fino al fondo del barile della merda, con sto cantante dalla voce insulsa (al penultimo brano cambia qualcosa, ho un sussulto, ah chiaro, sta cantando il batterista!), tuttavia simpatico, più di altri. Ma che suonano questi? Ma che è sta roba? Ma per favore datevi fuoco, vi vedrei bene a un festival in Germania tra i Kooks e gli Sgnaps, e VELOCI per favore.


Esempio pratico della ruffianeria dei Jet, una canzone che farà cadere tutte le nane ai vostri piedi. Patata sicura, insomma.

Sto giro niente foto a mezzo pixel, perché l'unico modo per passarle da cellulare a PC è inviarle via e-mail, e costa, ho la scheda scarica, e adesso non ho proprio voglia di spender soldi e far la ricarica. Magari le aggiungerò nelle prossime settimane.


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settembre 17, 2009

Maalox di miele

*Io uccido le piante. E' morto pure il vasetto di basilico preso due settimane fa, mah. E dire che gli davo pure dell'acqua... che si sia offeso perché gli strappavo le foglioline?

*A fine mese questo luogo sarà l'inferno gattaro. Vi avviso. Ci sarà tanto amore peloso con gli occhi azzurri <3 <3 <3

*Agnelli ha l'influenza, salta il concerto di stasera. Si sa... più si va avanti con gli anni più aumentano i malanni.

*Che le devo dire, signora maria, bisogna portare tanta, tanta pazienza. Oggi siam qui e domani chi lo sa, signora maria... chi lo sa.

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settembre 14, 2009

La domenica scorsa è stata ispirata da...

Maurizio Cattelan

Fagioli e cotiche

Novecento, cavallo in tassidermia
Maurizio Cattelan of course

Sul fatto che io sia rimasta affascinata da un cavallo imbalsamato appeso al soffitto si potrebbero scrivere giusto quelle due righe: mi ci son seduta davanti e stavo per scoppiare in lacrime dalla commozione. Io l'ho trovato molto espressivo, avrei voluto accarezzare le sue gambe penzolanti. Leggero, pacificamente sofferente.

Fagioli e cotiche segnano l'inizio dell'autunno, un autunno che mi fa le coccole involontariamente. Funziona così.

Il bambino, invece, ha le mani trafitte dalle matite. Molto bella l'ambientazione, brivido horror alla Blair Witch Project senza il motion sickness.

Bambino (Charlie don't surf, ha le mani inchiodate... ricorda qualcosa?) e cavallo sono al Museo d'arte contemporanea al Castello di Rivoli, Torino.
Fagioli e cotiche, assieme ad altre prelibatezze, sono stati gustati in clima di assoluta libertà e con la giusta quantità di vino presso l'associazione culturale La Meridiana.
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settembre 11, 2009

Badante, ultimo capitolo?

La badante, si è poi scoperto per il giro di macchine con targa UA, è ucraina.
Oggi, tornando a casa, l'ho incrociata davanti al portoncino. Siccome stava smadonnando (l'ho vista, aveva quell'espressione) col mazzo di chiavi, ho sfoderato un delicato sguardo angelico misto "mi tocca farlo" chiedendole "Signora buongiorno, come va?". La badante è chiacchierona e cerca lavoro (ottimo, significa che se ne va via), dice che ora posso fare tutto il casino che voglio (uh uh uh, ROOOOCKBAAAND) che a lei non gliene frega niente (mica avevo bisogno del suo permesso) e altre considerazioni sullo svuotare casa, pulirla, insonnia eccetera. Mi sono persino spinta a dirle "Comunque io mi chiamo Elena, piacere". Lei chiaramente ha un nome strano impronunciabile che inizia per M ed è seguito da altre otto consonanti.

Se vi serve una badante fissa, M. è decisamente devota al padrone, ci sono dei post su questo blog che lo dimostrano e possono servire come anonima referenza. Veloci però, che tra poco se ne va.

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settembre 10, 2009

Banalia dei giovedì

*La newsletter di Lavorare.net spedisce messaggi con oggetto "Master + alloggio + stage a Roma e Londra": aggiungiamoci anche una bici con cambio Shimano e poi abbiamo fatto 31.

*Un anno fa stavo decidendo il colore della cucina (ARANCIONE!), poi Last.fm mi segnala che ascoltavo, tra gli altri, Beck, Editors, Neil Young, REM, Afterhours, Hives, Mika. Accadevano cose poco edificanti ma necessarie e io ponevo a Coserna la domanda retorica "ma dove la trovo un'altra persona con cui posso far così?", salvo poi trovarla per puro culo qualche settimana dopo, dove meno me l'aspettavo. E mettiamoci un bacetto :*, perché proprio mi è piombata lì, così, gratuita. Un altro bacetto :*.

*Devo smettere di leggere Scerbanenco in metropolitana, rischio sempre di non scendere alla fermata giusta.

*A proposito di metropolitana: negli ultimi cinque giorni ho incrociato sotto terra tre persone di Verona (un compagno di liceo, una della prima università a cui mi ero iscritta, un altro che non ricordo, forse studiava in biblioteca). Chiaramente non ho salutato nessuno dei tre, Milano non perdona, forse non erano loro, ma certo che erano loro.

*Ho preso Rock Band The Beatles per PS3. Se volete giocare on-line con me aggiungetemi, mi chiamo RuMiKa, chiaramente.


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settembre 09, 2009

Impressioni di settembre

Al centro del palco potete notare un cantante e chitarrista denutrito


Il problema che ho con i Marlene Kuntz è di pelle. Non mi sono mai piaciuti, né mi hanno mai emozionata. Non infierisco ulteriormente. Che tanto volevo solo vedere <3 Manuel <3.
Manuel che si presenta sul palco da divina Patty insorcinata, canta Il paese è reale e se ne va, sfregandosi un po' troppo il naso, piccino. Bello, bravo, potente, speriamo che gli ritornino i ricci ora del 17 settembre.
Giusto per amor di cronaca, sul palco è apparso anche Franz di Ciapsciaps per suonare Impressioni di settembre, e l'impressione settembrina è proprio che i Marlene Kuntz inizino le canzoni facendoti credere che chissà quale rivelazione stia per arrivare, ma poi attaccano a fare trallallà, e poi c'è questo ranocchietto fritto che si agita sul palco... no no... Mike Patton forever, appunto.
Serve carisma.

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settembre 08, 2009

[cucina arancione] Il succo della tennista

*Stasera ho preparato un succo che adoro e che non mi facevo da più di un paio di anni. Rinfrescante, pien di vitamine, salutare, energetico... c'è altro? Sì, il libro di ricette dice che è il preferito della Navratilova.
Allora... serve una centrifuga, ossia uno di quegli strumenti infernali che separano il succo dalla polpa di frutta e verdura. Se ne trovano a meno di 20 euro ai vari MediaW, Darty, Saturny, Unisgnaus. Pur usandola poco...*non posso vivere senza la mia centrifuga*, possederla mi conforta.

Poi servono due mele, due carote, una fetta di limone non trattato, una falange di zenzero fresco pelato.
Le mele e le carote van pulite il minimo indispensabile (sciacquare, togliere le estremità e i semi) e va lasciata la buccia. Centrifugate tutto e otterrete il succo degli ingredienti.
Versate su ghiaccio e mescolate, mescolate, mescolate prima di bere.

Se siete puffosamente viziosi come moi, beh, potete versare il succo in un bicchierone assieme a un dito di vodka. De.li.zio.so.

Alla salute.

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I frullaventoacqua dell'ATM

*Lo so che arrivo tardi, ma l'idea mi frulla in mente dall'inizio dell'estate: a chi piacciono i frullo-ventilatori-umidificati che han piazzato in alcune fermate della metropolitana qui nella tentacolare MI? (di sicuro a Duomo e anche altrove, ma non ricordo dove, altrove). L'iniziativa di mettere i ventilatori la apprezzo, ma spararci dentro acqua micronizzata?
OK, l'acqua magari aiuta ad abbassare di più la temperatura ma, andando con ordine:
1. Sei sudato, l'acqua spray non è di certo rinfrescante
2. Si fa una palta schifosa in terra
3. I capelli già disturbati secondo me si riempiono di umidità e quindi perdono la piega
4. Non so, ma a me fa proprio schifo avere dell'acqua non richiesta gettata addosso, e anche le mie lenti a contatto ritengono che non sia una cosa igienica (da qui la scusa di girare perennemente coi Ray-ban anche sotto terra)

Questo fa sì che io mi vada di solito a imbucare negli angoli giusto dietro ai ventilatori anche se, all'arrivo del treno, le correnti, il risucchio, la spinta cips e ciops dell'aerodinamica, spargono 'st'acquetta mefitica un po' dappertutto.
Ma non ci potevano metter dentro, che so, del deodorante? Dell'eau de parfum di Mademoiselle Coco? 'n Aqua Allegoria, qualcosa di più milanese, insomma. Magari la piega e le lenti non apprezzavano comunque, ma almeno la puzza...

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Ecco cosa invidio alla Canalis

No, non Clooney, che non mi è mai piaciuto e, amore caro, è così visibilmente disinteressato delle donne da far tenerezza.
E' questa cazzo di borsa di Prada (questa questa, proprio) su cui sbavo da 'sta primavera e che costa troppooooh.

uff.

settembre 06, 2009

Banalia romanzata domenicale

Gelée de Monoi Activateur de Hale et Prolongateur - Corpo
Un gel confortevole dal profumo inebriante di Monoi firmato Dior, che associa all'azione autoabbronzante progressiva la preparazione della pelle all'abbronzatura: è infatti arricchito da un componente che, giorno dopo giorno, stimola la sintesi della melanina*.
Ideale al ritorno delle vacanze, Gelée de Monoi permette di mantenere l'intensità dell'abbronzatura e di prolungare gli effetti benefici del sole sul corpo.

*Test in vitro.

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[amichetto a milano]

R: a che ora riparti?
F: non lo so, vedo lì
R: dai almeno l'aperitivo
F: no, torno presto
R: arrivi alle 14 parti alle 18
F: tipo, forse anche 17
R: mi raccomando...
F: cosa?
R: ...io consiglio il treno delle 16e30

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[amichetta al telefono]

Abbiamo parlato di fotovoltaico tutta la sera e poi lui mi ha preso la mano e mi ha detto *Tu non sei come le altre, io non ti verrei a prendere con la Porsche e non ti porterei al super-ristorante, perché con te ci sono argomenti di conversazione, a me piace quello che dici*

A ben vedere si salvano solo le virgole, gli articoli, le preposizioni e la consecutio (che, licenza poetica, ho inserito io).

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La verità è che siamo creature dolcemente complicate, e non solo nelle giornate amare, quindi allego foglietto illustrativo.
Se per esempio voi uomini (tendenzialmente etero*, parlo a voi) notate che siamo stra-in-tiro, un paio di complimenti garbati sull'aspetto esteriore ci stanno bene, l'impegno va premiato con biscottino, baubau! Per favore non tirate in ballo l'intelligenza o gli interessi comuni (sì, i thriller goth-horror, ma quelli che mi fai vivere, tesoro)... lo sappiamo che siamo intelligenti, ma stasera siamo FIGHE e DI GRAN CLASSE, non si notava?

*Test in vitro.

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[Fiction al quinto piano della Rinascente]

Cavolo che bello. Uh. Guarda questo, nuoo, oddio lo vogliooh.
No, non lo voglio più, costa troppo
.
Poi sarebbe uno spreco, lo so come va a finire... che lui mi ride dietro come fa di solito, 'sto stronzo insensibile e gravemente inopportuno ("coglione", ecco, non mi veniva subito la parola). Dovrebbe leggermi nel pensiero, venire LUI fin qui al quinto come trascinato da magnetica forza sovrannaturale e comprarmi quello che sa che mi piace (e io non darò nessun indizio, eh no! là in fondo sul manichino, violanero, laccetti, non ricordo altro, ero in estasi), appoggiarlo lì con fare distratto, e farmi intendere (senza dirlo esplicitamente, noh, sarebbe cacofonia) che muore dalla voglia di vedermelo addosso, yummy. Ma queste cose, notoriamente, le fanno gli amanti di una certa classe, mica i fidanzatini.

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settembre 02, 2009

Inutile talk

Perché poi, in spiaggia, quando proprio non ne puoi più, hai assistito a chiacchiere sul nulla, condite col niente, arriva il fatidico istante della domanda posta a tutte le presenti "Ma voi, cosa guardate in un uomo?", con l'obbligo immorale di rispondere a turno, il sottointeso "Dai, apriamoci, diventiamo amici, raccontiamoci un po' di noi", il retorico "Fisicamente si intende", dando per scontato che dentro siamo tutti belli, che esista un livello superiore decisamente più importante che al momento è dato trascurare.

Assisto per convenzione all'eco-scandaglio altrui, vengo interpellata, non ho opinioni a riguardo ché, al momento, devo prendere il sole. Farfuglio qualcosa poco convinta per adeguarmi al trend, non sarò di certo io a portare su alte vette la conversazione, volete discutere di merda, eccovi la mia.
Mi volto, che altrimenti il lato sinistro della faccia non si abbronza più e poi sembro il Barone Ashura.

Cosa vuoi che guardi... l'altezza, ecco. Le spalle, toh. Guardo l'espressione degli occhi, spesso dietro scorgo disinteresse, se non celato panico quando impiego parole complicate e misteriose tipo "sniper", aggiungendoci pure la mimica, improbabile almeno per una donna tutta carina in minigonna e zeppa che una frazione di secondo prima ti domandavi se era scopabile e adesso -chiaro- nonononono, che magari sul più bello ti dice "dissipazione passiva".
Preferirei chiaramente menti che cinguettano all'unisono e magari pure si anticipano nei pensieri, così, con naturalezza. Ma non è di certo parlando in quel modo di culi, tette, mani, sorrisi e depilazione maschile che io faccio "cip, cip", ecco.

Ma tu per esempio, che ne pensi di questa versione estiva del Corriere della Sera di 24 pagine mentre quella di El Pais ne ha 96? Pensi che sia l'edizione internazionale oppure anche in Italia c'è in circolazione questa sottiletta? Siam messi bene. Boh, io non lo vedo scritto da nessuna parte. Mah. Sì.

Scusa, ora mi metto a pancia ingiù, non vorrai che sembri un biscottino Ringo.


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