ottobre 31, 2009

Oltre i limiti

Tremate, sono 10 centimetri di dolori per tutti

Per compensare ho preso anche queste

ottobre 30, 2009

I colori del cavolo rosso

E' autunno, arriva a casa il cavolo rosso.
Che tagliato a filetti è color bietola con coste bianche.
Sciacquato nel lavandino colora di viola e indaco l'acqua.
Scottato in pentola diventa violetto, e a contatto con l'aceto bianco vira sul ciclamino.
Messo in frigo ritorna indaco e riscaldato viola.
Amo il cavolo rosso.

ottobre 29, 2009

Puffer rosa

Ti amo così tanto che non mi ricordo come sei scritto
[dalla strada verso il nuovo ufficio]


Ho detto D-A-V-I-D

Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
I put it on when I go lonely
Will you take off your dress and send it to me?

I miss your kissing and I miss your head
And a letter in your writing doesn't mean you're not dead
Just run outside in the desert heat
Make your dress all wet and send it to me

I miss your soup and I miss your bread
And a letter in your writing doesn't mean you're not dead
So spill your breakfast and drip your wine
Just wear that dress when you dine

D - A - V - I - D

Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
So bloody your hands on a cactus tree
Wipe it on your dress and send it to me

Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore


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ottobre 25, 2009

Autoregalo di compleanno

L'anno scorso per il compleanno mi sono autoregalata il biglietto (due in realtà) del concerto dei Killers :D
St'anno faccio quadrupletta: Porcupine Tree, Teatro degli Orrori, Afterhours, Editors (uno però).
Respirare tanto.

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ottobre 23, 2009

Senza titolo

Lingua di bovino
[da etichetta Ipercoop]

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ottobre 18, 2009

Il Monte Fuji visto da Kajikazawa

Stasera, a casa, ho deciso di attaccare lui
(notare prezioso Bubu con protezione anti-micia)

Durante l'operazione sono stata aiutata da lei :)



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Quando tutto era aoao

Stanotte quando sono tornata a casa, la piccola Suzie Q è venuta da me nel letto facendo le fusa, annusandomi, bagnandomi la guancia col suo nasino umido. L'ho accarezzata e lei si è abbandonata di peso addosso a me. L'ho accarezzata ancora e mi sono messa a piangere.
Il pianto è stato di nervosisimo e dolore.
Ieri ho rivisto lui, Gattao, il mio amore vero di gatto.
I gatti, come i figli, andrebbero amati tutti ugualmente, ma io confesso di avere amato di più Gattao e me ne frego dell'ipocrisia del "sono belli tutti i gattini del mondo".
Sì. Quando è morta Schifilide sono stata malissimo anche io.
Ho ancora nella testa l'ultimo salutino in clinica a quello scricciolo blu che chissà quanti anni aveva, le condizioni in cui era, piccola. Quella gatta significava molte cose per me.
Poi ci son le bestiole di mia madre, ma Gattao... con quel maledetto Gattao il feeling è cresciuto in modo lento e inesorabile, scoppiato definitivamente quando abbiamo iniziato a vivere assieme.
L'ho curato quando stava male, coccolato, fotografato, gestito le sue PR in Internet (aveva le sue fan, eh!), perorato la sua causa quando lo accusavano solo di essere uno stronzo piscione. Sul divano si metteva in mezzo, a letto ogni tanto lo volevo con me, lo abbracciavo, lo cullavo, l'ho anche fatto dimagrire, lo portavo dal veterinario, guardavamo la tele assieme, ci parlavamo, mi impastava addosso.
Gatto Gattao... è stato il mio primo amore gatto e poi ci siamo dovuti lasciare.
L'ho dovuto dimenticare, e confesso che non è stato difficile, c'era altro da gestire. Sapere che comunque era nella propria casa, nel suo ambiente, mi confortava. Mi mancava, ma sarebbe stato inutile egoismo strapparlo da lì.
Purtroppo tutte le cose rimosse troppo in fretta prima o poi ti presentano il conto.
Rimuovere è pericoloso perché arrivi impreparato al momento del botto.
Ieri botto.
Gattao non è più Gattao, Gattao è grasso da fare schifo, peserà nove chili, Gattao è vecchio, Gattao ha undici anni, Gattao mi fa piangere anche adesso perché ho una pallottolina dolce di pelo sulle ginocchia e sarà la mia micia che nessuno mi porterà via.

Gli occhi, gli occhi. Mentre lo prendevo in braccio lo guardavo negli occhi mi domandavo se si ricordava di me, probabilmente ho anche un odore diverso.
Poi l'ho lasciato andare in terra e ho continuato a dire e fare le mie cazzate.
Vai Gattao, non sei mio, ti guardo e non sei più tu.
Metto su una canzone meno triste e passa tutto.
Anzi dai, magari adesso mi rimetto a dormire.

[ogni tanto sbraco, scusatemi]
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ottobre 16, 2009

RuMiKa, furia cieca

Ci sono delle serate in cui voglio uscire ed esco.
Altre in cui voglio stare in casa e ci resto.
Alcune volte però capita che mi faccia convincere a uscire lo stesso.
Ecco, questa sera era una di queste ultime.

Sono così incazzata che non riesco a elaborare una frase.
Anche la gatta ha capito che c'è qualcosa che non va, perché mi sta vedendo digitare freneticamente e, invece di cercare di mordicchiarmi le dita, mi sta zampettando amabilmente l'avambraccio, dandomi qualche leccatina. Probabilmente avverte che in questo momento sta prevalendo in me l'istinto animalo. Ah se sa prevalendo. Mi spaccherei la faccia da sola.

Oggi avevo parecchie menatine più volte rimandate da risolvere a casa, ma mi son fatta convincere da N. ad andare a una cena anche con S. e altra gente Via Cirillo, 16 - Milano.
Poi forse si vede L. ma forse, e soprattutto dopo. Prima si mangia, si gira, si ride, si scherza, si cicola, si ciacola, poi forse L. e bordovalle.
Parto in automobile con considerevole anticipo, dopo aver fatto tutto di corsa, una volata che prosegue dall'una di pomeriggio. Il calcolo di tre quarti d'ora in auto da casa mia a Via Cirillo è onesta abbondanza. Sciallo. Tipo che c'è anche il rischio di aspettare fuori del locale al freddo.
Look easy con camicina bella-bellissima ritrovata dalla mamma dopo anni di omertà reciproca (io pensavo di averla persa in uno dei miei quattro traslochi fatti negli ultimi sette anni, lei pensava di avermela persa e stava zitta quanto me).
Arrivo in zona, e resterò lì a girare come una citrulla a cercare UN CAZZO DI PARCHEGGIO fino... per... facciamo che sono uscita di casa alle 20e45 e ho girato fino alle 22e15 per poi tornare a casa furiosa alle 22e30.
Con i peggiori pensieri del mondo nella testa e l'ascella pezzata, roba che la camicina bella-bellissima deve scomparire per altri sette anni, poverina.
I peggiori pensieri vanno in primo luogo a me stessa.
Ho peccato di ingenuità, dovevo prendere il taxi. Quante volte l'ho preso ed è andato tutto liscio. Ma stasera ero di fretta, svagata, tutto sommato di ottimo umore e vabbé dai facciamo muovere sta macchina.
CENSURA. CENSURA. CENSURA. Altrimenti mi radiano dall'albo di merda.
Sono stata in automobile il tempo che impiego ad andare a casa mia a Verona. No, non metto in zona residenti, perché non sono un'incivile, perché c'è gente che paga il contrassegno per mettere il SUV in verticale su un marciapiede strisciato di vernice gialla, perché tanto ci sono i parcheggi a pagamento... ma... ma... dove CAZZOMERDAFANCULO sono i parcheggi a pagamento in quella CAZZOMERDASCHIFO di zona dell'Arco della Pace? Boh. Ci sarà un motivo per cui, io, lì in zona, ci sono stata due volte e anche per sbaglio. Perché NO. Non esiste nella mia mappa mentale.
E il pensiero va a nostro signore. E alla bomba atomica. Non alla Pace e al suo Cazzo Di Arco. La bomba atomica che deve scoppiare e fare terra bruciata attorno a 'ste zone di Milano che non si capisce perché.
OK è tutta colpa mia.
Poi uno viene a dirti "A Berlino gli appartamenti da 100 metri quadri vengono 50mila euro", io ci vado.
Un altro va in Ebreolandia.
Un altro parla di andare in Nuova Zelanda, l'altro ancora a New York, no dai, LaosCambogiaVietnam. Un altro ancora a Pasadena.
Io non me ne vado, io tecnicamente me ne sono già andata venendo qui a Milano, e mi piace solo perché evito zona Colonne di San Lorenzo, Navigli, Arco della Pace... c'è qualche altra zona che non è raggiunta da mezzi pubblici CIVILI (leggesi "metropolitana") da evitare ma che è taaaanto trendy? Formentera forse?
Gesù la settimana prossima compio trentacinque anni: voglio vivere, e vivere bene. Non voglio morire in automobile.

Va sul serio a finire che vado in Alto-Adige ad allevare lama, coltivare mele bio e nascondere armi di distruzione di massa in un caveau sotto terra. Almeno quando verranno gli ispettori dell'ONU, troveranno parcheggio.

Ci sono delle volte che ho voglia di scrivere per questo blog e lo faccio.
Altre in cui non ho voglia e non lo faccio.
Poi alcune volte non ho voglia di scrivere, ma proprio devo farlo.
Ecco, mo è uno di questi momenti.


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ottobre 15, 2009

Sbarazzarsi di inutili mapo

Spremete tutti i mapo che avete in frigo
Mescolate il succo appena spremuto con vodka liscia o con Campari.
Questi insulsi frutti non avranno ancora un senso, romperanno comunque il cazzo con la loro buccia e la polpa da smaltire, che impesterà il sacco dell'immondizia. Ma almeno saranno serviti a qualcosa. Dissetare, forse.
Inutili mapo, vi odio.


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ottobre 13, 2009

Banalia martedì, era Ogni lasciata è persa

*Beh, sabato sono andata in centro per comprare con non pochi sensi di colpa le scarpe dei miei sogni. Chiaramente la mia taglia non c'era più. Cinque giorni. Fottuta. Probabile esistano scarpe più belle in attesa dietro l'angolo, ma STIGRANCAZZI, la saggezza popolare me la deve sucare.

*E parliamo del mio mal di schiena. Ieri era argomento ozioso alla macchinetta del caffé: "Ho mal di schiena, cazzo". "E dormirai in una posizione sbagliata..." mi suggerisce G. Stamattina, alle quattro, mi sveglio nella mia posizione preferita (a pancia ingù), abbarbicata al cuscino, bavetta, e un fagottino di pelo dal peso stimato di 400-600 grammi acciambellato bello comodo tra le vertebre T4 e T8, a spese mie e del mio malessere mattutuino. Ricordavo solo i piaceri, del dormire con un gatto.

*Dormire.
Le ho provate tutte: con lenzuolo e copertina leggera ho troppo freddo (sempre verso le quattro). Con il piumone ho ancora troppo caldo, verso le quattro, toh.

*L'altra notte ho sognato che nel magazine dedicato alla gastronomia del TG5 preparavano "Ghiro in casseruola", e c'era questo dolce ghiro arrotolato/incastrato dentro una casseruola rossa, con un cuoco cattivo che diceva che è preferibile immergerlo in acqua bollente da vivo, però la cosa è piuttosto disumana. Accanto a lui un ghiro vivo si dimenava cercando di strappargli di mano la pentola. Sveglia anche lì, come cazzo si fa a sognare ghiri in casseruola senza sentirsi in colpa, delle bestie, giesù.

*Ho voglia di cucinare, ho voglia di mangiare e questo è pericoloso perché taglia 27 diventa velocemente taglia 28. Però vorrei cucinare dei fagottini di pane con dentro cavolfiore, acciuga e fontina. Oppure anche dei dolci impegnativi per ripigliare possesso della cucina. OK è ora di fare una festa, farò il Gattoparty.

*Poi ho una quantità spaventosa di mapo nel frigo e miodio che cazzo me ne faccio di questi agrumi? Posso prepararci qualcosa di specialo, tipo "Riduzione di mapo" da servire con tacchinella, oppure un bel liquore a base di mapo, scopro ora che esiste fatto dalla Campari. Ma dai, ma poi... ma chi è quell'imbecille che un giorno si è svegliato e ha deciso di ibridare mandarini e pompelmi?

*Non so se ve ne siete accorti nella barra di destra, ma Adam Green regala una canzone. Canzone carina, in style, fatta per donare il buon umore anche a chi già ce l'ha.


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ottobre 08, 2009

Supponevano la reazione femminista

Un mese fa il Guardian supponeva una reazione delle femministe italiane di fronte agli scandali berlusconidi.
Come se lo avessimo scoperto negli ultimi mesi, noi donne, che Berlusconi è un misogino, uno che fa della sua tanto decantata "arte di seduzione" uno specchio dove rimirarsi, un'arma per favorire questa o quella donnina per poi dominarla e poter vantare un credito perpetuo di riconoscenza, fedeltà e adorazione.
Ma l'immagine di un Berlusconi circondato da "nani e ballerine" è poi una novità?
Ed è una novità che esistano delle donne attratte dal potere, disposte a tutto pur di brillar di luce riflessa?

A nome di "un certo tipo di donne", vorrei segnalare che Belusconi, qui, non lo si è mai votato anche per questo.
E, interpretando liberamente il pensiero di altre donne beh... probabilmente loro lo avranno votato anche perché è potente, affascinante, l'è un beluomo, signora, e che eleganza con quel maglioncino blé. Con orrore ricordo certe ragazzine veronesi, tutte ingrifate per Fini "ah come è elegante", per Casini "oh che bell'uomo" e io, pazza, a sostenere nel mio piccolo la Rosi Bindi... dai su, fatela anche voi la battuta sulla Bindi, che tanto ormai è stata sdoganata più e più volte in qualsiasi contesto. Uscite allo scoperto. Perché è così, la battutaccia è facile farla in TV quanto al bar.

Qui non si fa torto a nessuno: che indossi il magliocino blé o la kefià, il misogino si nasconde ovunque. Però accorgersi solo all'alba del 2009 della vera statura morale del "Presidente degli italiani" è troppo comodo.

Neanche io sono a disposizione, se mai era il caso di specificarlo. E mica solo del Presidente, sia inteso. E soprattutto non bisogna essere femministe per dirlo. Magari basta essere più belle che intelligenti.

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ottobre 06, 2009

Le scarpe, le canzoni

Che fare quando le scarpe dei tuoi sogni costano poco meno della rata del mutuo a tasso fisso? Dici alla commessa sorridendo "OK, ora vado a rapinare una banca e poi torno". Lei ride, tu ridi.
Avrò quelle scarpe, tanto non vanno via come il pane, lo so, perché Robert Clergerie le ha create per me e solo per me.
Poi esci dal negozio ridendo, perché lo sai che l'appuntamento con quelle scarpe (tanto da uomo quanto da squinzia nell'osso, il non plus ultra dello chic) è solo rimandato.
E ridendo finisci ad ascoltare una canzone che un anno esatto fa ti avrebbe fatto piangere, e invece sorridi, pensi che è tutto vero, ma che "le vie della vita sono quasi sempre spinose e stupide"*.

E mentre guardo le tue fotografie
Penso di non riconoscerti
Ma se ti osservo attentamente
Io vedo nella tua persona
Almeno una piccola
Forse una grande
Parte di me
Quando ti cerco per le vie della città
A volte il cuore mi batte forte
Se ti intravvedo tra la gente
Vorrei dirti che sei
Almeno una piccola
Forse una grande
Parte di me**



*V. Scerbanenco - I milanesi ammazzano al sabato
** Teatro degli orrori - Mai dire mai (thnx S.)


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ottobre 05, 2009

Teppista strusciante

La carta d'identità della teppista

Nome di battesimo: Suzie Q.
Sesso: femmina
Nata: il 5 luglio 2009
Luogo di nascita: Torino, manco tanto distante dalla Grande Madre
Madre: Piva
Padre: Pigna
Cucciolata: tre maschi due femmine
Passioni: strusciarsi addosso a umani maschi; non strusciarsi addosso a me; devastare i miei jeans; distruggere il Nunchuck Nintendo; dormire dietro il decoder di Sky; giocare con la sabbietta.

I love Nunchuck


Belli questi jeans, mo li devasto


Teppista.jpg :D


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ottobre 04, 2009

Pronto gatteria!

Non ha ancora un nome, accetto proposte :)

ottobre 01, 2009

La tomba di design


"di te non ce ne frega proprio un cazzo. Anzi, ci pregiamo di ricordarti che devi morire malamente"

Questo è il messaggio - neanche tanto tra le righe - che ci lasciano i simpatici signori che hanno arredato il Visionnaire, locale dove sono stata ieri nel tardo pomeriggio per l'evento stampa di L.

La ristrutturazione dei locali dell'ex cinema Cavour* di Milano è davvero inquietante.

C'è alla base un piano malefico, ed è quello di farti realizzare in pochi minuti l'idea che devi morire soffrendo. Ma non di dolore fisico. Devi lasciare questo mondo odiando la vita e te stesso, possibilmente in depressione, senza aver mai saputo che fare dei tuoi miserevoli giorni in terra, vagando in pena tra l'inutile e l'insulso, aspettando con stupida impazienza cose che non desideri e che non arriveranno mai, diventando sempre più grigio e incattivito. Poi a un certo punto soffochi.

Quel posto è un vuoto cimitero di design, un ossario.
All'ingresso, sulla destra, c'è il desk dove darete le generalità dei cari estinti: vi indicheranno il corridoio giusto dove porterete il vostro saluto e la preghiera. Al piano terra, nel Famedio, eleganti vasi di vetro nero conserveranno le ceneri dei cremati, mentre giù dalle scale ci staranno i non battezzati. Là in fondo ci sarà lo spazio per quelli delle altre religioni, nel mezzanino i loculi, in fondo alle scale le vittime della Seconda Guerra Mondiale, dalla A alla C.
Sculture d'acciaio dalla forma vaginale faranno da scenario a madonne in vetro trasparente, circondate da vuote cornici per ex-voto e illuminate da tentacolari lampadari pronti a risucchiarvi negli abissi (a M. sembravano uno Cthuluh rovesciato, a me degli Octobrain).

Entrateci, se vi capita, in questo posto. Visionnaire, Piazza Cavour, Milano.

Io non sono mai stata in Egitto e non ho mai visitato una piramide. Ma ho la sensazione che un Faraone del nulla si farebbe seppellire al Visionnaire. Per ammazzare dell'inutile tempo, da vivo probabilmente ci andrebbe pure a bere un drink.


Ca-tuluuuu


*Nota curiosa: è lì che ero quando ho saputo delle Torri Gemelle, alle tre di pomeriggio dell'undici settembre duemilauno. Tutti ricordano dove erano quando hanno seccato Kennedy, quando è stato trovato il cadavere di Aldo Moro e quando han tirato giù il WTC. Io ero al Cavour a vedere Dust, un film di merda con Joseph Fiennes.
 

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