giugno 29, 2010

Che parlo di calcio. In 3D. A modo mio. Ovvio.

una delle solite istantanee monopixel sfocate a testimonianza di evento specialo

Di quando Puffetta Rosa, l'anti-early-adopter per eccellenza, si intestardisce che è ora di andare a vedere una partita di calcio in 3D perché le han detto che in fondo non è malaccio. Di quando, dopo aver invano cercato di coinvolgere degli amici venerdì scorso per Brasile-Portogallo, Puffetta decide di andar da sola all'Odeon a guardare Brasile-Cile, traendo importanti insegnamenti per la vita e il numero di telefono della maschera per entrare gratis al cinema.

Parliamo malamente di cose serie: il calcio. Quella cosa che io non seguo più da un po' di tempo come tante altre. Per le solite contingenze. E che comunque seguo con spirito frivolo e distratto.
E parliamo di 3D, quel fenomeno del momento imposto dall'alto e che detesto, almeno sul fronte cinematografico, in quanto cozza completamente con la mia idea di cinema.


Digressione che potete saltare a pié pari
[no, non sono una fanatica della cinematografia iraniana, né dei campi lunghi cinesi a camera fissa, anzi. Adoro i film d'azione ma ho delle difficoltà a concepire l'idea del "tuttoafuoco". Ché lo spazio è dato dalla luce e non dall'asse zeta. Il che, a ben vedere, è un problema affine all'assenza di motion blur nello stop motion, dilemma risolto magistralmente da quell'uomo un tempo geniale chiamato George Lucas.]


Tuttavia corre voce che [frase da sfoderare in società] "Il calcio in 3D non è poi così male" (per altre frasi da sciorinare all'occorrenza, scorrere a fine post).

Il dato di fatto è che in Italia nessuna emittente televisiva (Sky) ha acquistato i diritti per le partite trasmesse in 3D dalla Fifa. L'idea di proiettarle al cinema non è peregrina (a parte gli 8 euro di biglietto), anche perché -visto da fuori- l'insieme si ammanta un curioso fascino retrò debitamente registrato sin dai primi minuti di gioco in cui gli spettatori in sala (invero non moltissimi) si lasciano andare a grida di giubilo e tifo esagitato.
Ma vi ricordate che una volta al cinema si poteva pure fumare? E non ditemi che siete giovani e non avete visto l'Italia vincere i Mondiali dell'82, cazzo.

Maschera mi dice che la partita arriva via satellite, parabola installata giusto per l'occasione, con un piccolo problema tecnico: c'è il Duomo di mezzo ed è troppo vicino. La Madunina è di ostacolo al segnale, che si rigira e si lutulla tra una guglia e l'altra. Durante la trasmissione ci sono un paio di interruzioni ma non mi è chiaro se sono dovute al satellite, all'elaborazione dei dati prima del broadcasting o al proiettore.

Divagazione assolutamente poco perita con più domande che risposte
In pratica per due volte la trasmissione si è interrotta, e al suo riavvio si sono viste le due immagini stereoscopiche che, sulla base di questo grafico, vengono unite prima dell'invio al satellite. Ma il proiettore non è anche un decoder? (il che giustificherebbe più qualche problema in sala proiezione). Io escluderei l'intervento della Madunina perché, di solito, quando il segnale del satellite è disturbato, appaiono i pixelloni. E no, niente pixelloni. Approfondirò, anche perché di sta roba non ne so proprio nulla. Me ne esco dal ginepraio in cui mi son ficcata.

Entriamo nel vivo dell'azione e inforchiamo gli occhialetti con lenti polarizzate.
La partita in 3D vive sostanzialmente di tre tipi di inquadrature: in primis quella dalle tribune basse e a cui siamo abituati tutti, la vista del centrocampo, abbastanza mobile, ravvicinata e dotata di una profondità propria già in 2D. In 3D l'immagine diventa un pelino più affilata (anche grazie all'HD) ma la peculiarità della terza dimensione non si avverte in modo incisivo.

Poi ci sono le riprese di pregio fatte lungo la fascia e da fondo campo. Vicine.
A bordo campo l'azione trae evidente giovamento dalle inquadrature 3D: è qui che di solito (in 2D) la profondità di campo cede il passo al particolare e disperde l'azione, facendo capire poco sugli spostamenti dei giocatori. In 3D, soprattutto con inquadrature angolate rispetto le fasce laterali (dove corre anche il povero disgraziato con in groppa la Steadicam), si apprezza meglio il movimento, soprattutto nel corpo a corpo, il gesto atletico e tecnico, la velocità, la marcatura a uomo, nonché la fisicità degli scontri. Così da vicino, del resto, si notano anche le diverse altezze e stazze dei giocatori.
La resa migliore, poi, la si ha con le viste da fondo campo. Due telecamere sono poste ai lati della porta e mirano, a seconda dell'azione, dritte sulle fasce o convergenti sull'area di rigore. Nel primo caso sono strepitose: il primo uau personale scatta al 22esimo del primo tempo su una galoppata di Kakà sulla fascia destra (destra?), inquadrato frontalmente e che dribbla-scarta-fancazzo-l'azione sfuma lì, ma cavolo che figata. Meglio che dal vivo allo stadio.
Nel secondo caso, invece, la resa varia a seconda dell'azione e della traiettoria della palla.
Quando c'è mischia in area (il primo gol di testa di Juan) non è molto rilevante, mentre sul replay del gol di Luis Fabiano scatta un altro uah.

Poi il resto sta davvero nelle mani delle squadre in campo: non c'è magnificenza tecnologica che possa esaltare una partita poco avvincente e fissa a centrocampo, tanto che la prima mezzoretta del secondo tempo è di una noia mortale a prescindere dalle (tre) dimensioni in ballo e dal bel gol di (vado a controllare su Fifa.com, in quanto la mia perizia a riguardo latita) Robinho, che non viene intercettato dalla camera alla sinistra della porta.

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Ed ora il momento tanto atteso de:

Le frasi con cui potete bullarvi in società (o con una figa. Ma dalla regia mi dicono anche che sarebbero davvero ottime se utilizzate da una figa per far colpo su un figo... ma che è tutto sto figume poi, bah) riguardo il calcio in 3D e che potete citare a memoria (nessun diritto riservato) anche senza aver visto nulla in 3D.

*"Con il 3D si apprezza la fisicità dei giocatori"

*"Le inquadrature da fondocampo sono una figata a differenza del tennis in 3D che l'ha visto un mio amico e m'ha detto che inzomma..." [solo i miei personali credits a Quedex]

*"La visuale 3D dalla tribuna non è poi così diversa da quella in 2D"

*"La grafica -tipo il cronometro o le statistiche di gioco -c'hai presente i numerilli che appaiono ogni tanto- emerge dallo schermo, tipo un layer che sta proprio davanti. Ma davanti davanti!"

*"Jabulani è un pallone leggero come il Tele, ti ricordi il Tele? Ci giocavi, tu, col Tele?" [centra niente col 3D, ma dopo la quarta birra sì]

*"Su un blog ci sono informazioni interessanti, e ci devi guardare le foto con gli occhialini anaglifi" [ad "anaglifi" probabile sberla in arrivo se non spiegate che sono quelli con le lentine colorate]

*"A volte pare che l'immagine perda frame per strada" [solo dopo la sesta birra e in presenza di persona che non ponga l'arguta domanda "Cosa è frame?" a quel punto non mi assumo responsabilità]

Altre info che mi hanno incuriosita nella notte
FIFA World Cup: Adds 3D, loses a little HD resolution

ESPN's broadcast of the FIFA World Cup in 3D: How does it look?

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giugno 28, 2010

Banalia knitterie prevalebunt

*E non si può mica stare con le mani in mano, cavolo.

*Mentre la canotta asciuga quietamente sul balcone in attesa di assemblaggio (rep. 1), mi diletto nella prosecuzione di calzino coi quattro ferri (rep. 2) commettendo un errore imperdonabile (dovrò disfare un giro). Nel frattempo attendo l'arrivo di filato (rep. 3) per magliettina da fare con ferro circolare e in top down (immagine non disponibile in quanto le foto del pattern non rendono l'idea di come lo voglio io, magliaimprovvisazione vuole che si lavori a vista per aumenti e diminuzioni sui fianchi, che qui ancora per qualche anno non saremo dei furgoncini Wolkswagen e i magliari questo lo devono capire che non si può sembrare sempre dei fagottini ripieni). Sarà una bella prova.

*Comunque qui la settimana sarà tendenzialmente impegnata con attività varie, alcune eventuali tra cui: Annina è qui; stasera caschi il mondo ma almeno una partita dei mondiali in 3D me la vado a vedere giusto per soddisfare la curiosità (Brasile-Cile); venerdì ci sarebbe pure Adam Green a Bologna, vediamo se al 2 luglio ci arrivo sui gomiti; weekend via, sicuro quello, bella girlz arrivo.

*Tra l'altro questo è un periodo abbastanza placido, sia messo agli atti. In solitaria, poca caciara, attività varie da svolgere in tranquillità. Lunghe pause di riflessione e scava-scava con impreviste conclusioni, coccole alla Suzie che si mette in posizioni indecenti (rep. 4).

*Lo scorrere delle settimane è tendenzialmente scandito dalle date di scadenza dell'Actimel. Tipo che quando scadrà quello che ho in frigo avrò raggiunto un traguardo personale. Ma non è una scadenza reale, perché ora dell'ora sarà già bell'e che digerito e ci sarà dell'altro Actimel, e un altro traguardo [ad libitum sfumando].

*Sorniona.

[Rep. 1]

[Rep. 2]

[Rep. 3]

[Rep.4]


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giugno 23, 2010

Potere dello shuffle

Il potere magico dello shuffle ha fatto riemergere "Canzone 2008 - Lei ha visto la luce".
Lei ha visto la luce all'incirca tra 2:20 e 2:30. Lì, proprio lì, cinquanta metri a destra rispetto questa fotocamerina. Che se avessi gli strumenti di Blade Runner forse mi ci vedrei, anche se un po' sfocata.



Because we separate. It ripples our reflection

giugno 20, 2010

Banalia 2.0 sul Girolamo Fracastoro - Verona

*Ai tempi che furono ho frequentato il Liceo Scientifico Girolamo Fracastoro a Verona.

*Un tempo quel liceo era una maternità. Le aule erano chiaramente delle stanze da 12.

*Una generazione che ha frequentato le aule del Liceo Scientifico Girolamo Fracastoro di Verona ci è pure nata.

*Io no.

*Girolamo Fracastoro era un uomo di cultura veronese, amico di Copernico. Quindi il suo social network era di un certo livello.

*Girolamo Fracastoro scrisse un trattato sulla sifilide, il mal francese, il morbo gallorum.

*In centro a Verona, nel passaggio tra Vicolo Fogge e Piazza dei Signori (volgarmente detta Piazza Dante), c'è una statua del Fracastoro con una palla in mano.

*Le voci popolari dicono che la palla cadrà in testa al primo galantuomo che passerà sotto la statua.

*La palla è ancora nelle mani del Fracastoro.



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Post felino in una domenica che preferirei diversa

La mia dolce nasuta

Autoscatto

Sua Felinità totale

[ ]

Vampirella

giugno 19, 2010

My Own Private Idaho feat. MM

Che di solito qui scrivo, perché non so disegnare né comporre musica. E quando le parole giuste non escono, mi blocco. Son bloccata.
Mi sono imbattuta in un disegno di Miriam che risolve tutto.
Che in effetti un disegno è meno sfacciato delle troppe parole che qui non so dire.



My Own Private Idaho - Miriam Mosetti

giugno 16, 2010

Nuovi progetti per la Rumi House

Allora, i nuovi progetti per la Rumi House prevedono in primo luogo l'acquisto di due comodini per la zona notte. Due per simmetria e perché non ho una parte del letto dove dormo precisamente. A volte sto a sinistra, a volte a destra, di sicuro più a destra ma perché è più vicino alla porta. Ora a sinistra perché c'è più aria.
Per comò ho deciso di acquistare due cubi Optic della Kartell: uno viola e uno giallo. La settimana scorsa sono andata alla Rinascente per prenderli, ma non li avevano. Il commesso, gentile, mi ha detto che "qui teniamo solo gli articoli top hundred, e dell'optic quindi teniamo solo il trasparente e il rosso". Che banalità.
Sopra ai comò metterò due disegni all'acquerello che ho comprato al Miami da Roberta Briatico. Il Dottore mi ha aiutato a sceglierli. In uno c'è scritto "Soffia", c'è il vento che spira. E dio solo sa quanto è stato importante il vento e quanto gli sia grata per la sua impalpabilità. Lui forse l'ha intuito, ma apprezzo il fatto che taccia e mi sfugga sempre sul più bello. In un altro c'è scritto "Sensazione". Non mi ha colpito la parola, ma mi piace il disegno.
Il tutto fa molto "figaromantica", ma la verità è che lo sono. Meglio scendere a patti con la mia natura. E uccidermici. Morirci.

Poi voglio prendere un tavolino basso da mettere davanti al divano. Qui la faccenda si fa nebulosa perché è da due anni che ho l'occhio attento sulla categoria "tavolino basso da mettere davanti al divano" ma non ne ho ancora visto nessuno che mi colpisca. Non ho le idee chiare a riguardo: di certo cerco qualcosa di moderno ed essenziale, ma che non prevalga sul resto del salotto. Anonimo ma con gusto.

Infine l'ingresso. Dove c'è la libreria bassa. Lì sopra voglio iniziare a metterci qualcosa. Dei disegni, delle stampe. Non miei perché purtroppo non sono capace. Cose raccolte nel tempo, che mi significhino e ricordino dei momenti. Il sogno in realtà è una litografia di Murakami, ma viste le quotazioni, al momento è meglio lasciar perdere in attesa di tempi migliori.

Al momento desidero questo, per la Rumi House
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Banalia formicolìo

C'è un momento in cui ho un tuffo che dalla gola parte e scende giù, stringendosi, scivolando, risucchiando tutto, per poi riaprirsi come una bolla silenziosa nello stomaco.
Poi riprendo il controllo delle mie viscere. Mi dico che non è niente. Sono bravissima.

Perché a conti fatti è così. Ho recuperato tutti i mille pezzi del mio Ravensburger. E' che a volte mi diverto a scombinarli per poi rimetterli a posto, come facevo da piccola con i Grandi Classici di Walt Disney nella libreria. Solo che nel sistemare a volte mi impaurisco, perché nel casino mio solito i pezzi scompaiono.

Ieri sera mi sono addormentata sul divano. Al risveglio non sentivo più il braccio sinistro, era informicolato. Ricominciare a muoverlo mi ha fatto tanto male, sembrava un moncherino grasso e spugnoso in crescita.

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giugno 15, 2010

100.000




Eccoli, i centomila.
Ricordo per esempio la sera dell'inaugurazione: io, giopa, Flx e il Dottore alla volta del Rolling Stone.

Primo atto vandalico subìto dopo un mese (una svastica incisa sul cofano in quel di Verona, con foto depositate in questura e hostate su un Photobucket di cui non ricordo la password, ma grazie all'archivio di Google Gruppi risalgo alla grande e ri-posto la foto artistica)


E poi boh, centomila scorsi via, che non so neanche io come, tra gite, viaggi, fughe, fiancate rifatte e chissà che altro.
Una macchina presa per durare.
La seconda che battezzo ai centomila.
La terza mia.

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giugno 13, 2010

99999


ecco, ci siamo quasi

giugno 12, 2010

Gagacalza

Dovrei fare la designer di biancheria intima. E' che nel video di Alejandro a un certo punto appare la Gaga con delle calze che, nella mia mente, sono delle autoreggenti velate chiare con fascia di latex nero. Decido che le voglio. Scopro che sono di Agent Provocateur.
Mi trovo "per caso" al quinto piano della Rinascente dove c'è il mio corner preferito. Non fatevi depistare dagli eccessi fetish di AP, quello è in gran parte marketing, ci sono dei pezzi pregio per noi micro-dotate che rigettiamo il padding, tipo dei demi-bra da urlo.
Affronto la commessa e le spiego la situazione.
TAG: Gaga, autoreggenti, latex.
Delizia in rosa, questo è il nome della commessa nella mia testa, si dimostra simpatica e collaborativa, al punto che ci mettiamo a vedere assieme il video della Gaga per controllare. Dopo un po' di ricerche mi dice: "Ho capito quali sono, le ho addosso io. Vieni qui". Mi affaccio dietro il banco, lei si tira su la gonna e mi mostra le calze, del tutto diverse da quelle che mi immaginavo io. Dopo un momento di sfasamento in cui capisco molte più cose che in una vita intera, mi ricordo di essere etero.
Sono delle normalissime calze da reggicalze, con le scrittine (io nel video non le avevo notate whip me-bite me- eat me-tease me) che, mi dice Delizia, probabilmente sono state adattate col silicone per rimanere su da sole.
Sono convinta che entro fine 2010 uscirò di casa con delle calze a rete strappate. Fortissimamente volli.

giugno 10, 2010

22:22

Dicono che quando guardi l'ora e vedi due numeri uguali (tipo 19:19, 22:22, 20:20) ti porti fortuna. Io per due anni -giuro- non li ho più visti. E' da un mese e mezzo che molto spesso l'occhio mi cade sull'orologio proprio in quei momenti.
E quest'anno compio gli anni il 20 ottobre.
20/10/2010

giugno 09, 2010

Ruina del genere femminile

Ho visto Sex & TheCity 2, porca vacca un vero film horror. Forse solo due gli scambi di parole decenti in un film in cui strabordano le paranoie insulse di quella rompiballe di Carrie (la SJP è più racchia e smorfiosa che mai, con un colorito cinereo, vestita di merda) e del bolso marito che si merita. Mettetele una Manolo in bocca e girate con vigore, please. Estrarre, asciugare e riporre in cabina armadio per impieghi più frivoli.
Io dal cinema ne sono uscita con pensieri un po' fastidiosi. il mio livello di tolleranza è notoriamente minimo riguardo i problemi affrontati in quel modo anglosassone di "parliamone", "possiamo capirci", senza ironia e abbondanza di "celacrediamoappacchi".
Tutto clinico. E inutilmente analitico.
E' questo che rende pessime la gran parte delle commedie (?) romantiche che dovrebbero piacere alle regazze.
E dire che il primo episodio aveva avuto il tremendo merito di immortalare in modo abbastanza crudo (anche se patinato) cosa significhi quel tipo lì di "stare male" per e con qualcuno.
Che la cosa che mi preoccupa di più è sentir commentare "Eh sì è proprio così, è proprio vero".
Che fai, spettatrice, ti immedesimi nella merda inodore di un dialogo da Upper East Side?
I problemi, semplicemente, o li si risolve senza troppe ciance, o si risolvono da sé.
No, non si risolvono con i discorsi profffondi, perché spesso -non sempre eh, ma ci vuole uno sforzo di sincerità non indifferente con se stessi e con gli altri- sono sterili dichiarazioni di principio. E' per questo che preferisco raccontare cosa sono, cosa sono stata, ma non cosa vorrei essere. Che mica lo so tanto bene.
E quindi anche oggi ho divagato.

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giugno 06, 2010

Come le vacche al pascolo

Se c'è una cosa che proprio non gradisco è quella di essere marchiata come una vacca all'ingresso dei locali. Come se fossi portata all'andirivieni. Io. Ma sticazzi. Al massimo marchiami quando esco, e se te lo chiedo. Ma OK, son questioni logistiche.
Poi io porgo sempre l'interno del braccio sinistro, perché sul dorso della mano no. No vacca mai.

Tuttavia accade che i marchietti siano pure carini, come quelli del Miami 2010 qui a Milano al Magnolia, che alla fine, dal no, st'anno nunc'hovvoglia, ci son passata due volte (tairararirururirurairaira-neuneuneuneuneu).

Timbrino squinzio-minaccioso del venerdì sera

Timbrino arancio-battiatesco del sabato sera
-si capisce, vero, quel che c'è scritto?-

(non vorrei ripetermi ma sono in Nada-heavy-rotation)

Tairararirururirurairaira-neuneuneuneuneu















5 giugno 2010, al Magnolia Zen Circus con la Nada che mi canta Luna in piena, Amore Disperato, Ma che freddo fa, più l'altra di oggi pomeriggio, piaciosissima, brava, io grazie per inizio giugno.

giugno 05, 2010

Fuori confine

Tendenzialmente intimidita, sono arrivata a un momento di pausa non cercato. Direi che dopo due anni di post a raffica, un attimo di respiro ci può stare.
Potrei raccontarvi che ho comprato una bicicletta, ecco. E che pochissimi sanno che io e i velocipedi, fino a un mese fa, eravamo come il giorno e la notte: ne avevo paura (e ne ho ancora un po') perché non ho mai saputo andare in bici. All'improvviso pedalo controvento in salita, esploro Milano a velocità a me congeniali, scopro passaggi segreti tra zone che credevo lontanissime tra loro, mi abbronzo come un muratore, pedalo con la Gaga nelle orecchie se ho fretta, altrimenti metto su Muddy Waters per accompagnare la pedalata con un ritmo più umano e ancheggiante, concedendomi anche di guardare in su.
Ho fatto anche una gita fuori confine. E per un po' non torno, da dietro quella linea di vernice segnata a terra.



Stasera vo a vedere illi e illa che cantano
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