dicembre 18, 2010

Che poi la gatta che si gode il sole ti ripaga dagli scazzi quotidiani

OK, diciamolo: dopo aver passato circa tredici anni in coppia (maschio più, maschio meno), non è facile, proprio non-è-facile smazzarsela da soli. E non parlo delle cose pratiche, perché, grazie al cielo, sono stata martellata con l'idea di diventare un donnino indipendente in tutto e per tutto (soldi, spostamenti, idee, interessi, lavoro, vita in genere). Insomma, sono in grado di cavarmela e non ho bisogno di un cavalier servente per le cose spicce.
Il mio, piuttosto, è un problema di emancipazione dalla dimensione sentimentale. Mi riferisco proprio alla "vita a due". di quella situazione che mi fa di buon grado dire "noi" invece di "io". Della calda certezza di avere sempre accanto una persona che mi vuol bene. Del cucinare un buon piattino per qualcuno. Una persona che non sia o la mamma o il papà e che, se muoio all'improvviso, pianga davanti alla mia bara ululando "Era tutta la mia vita, era tutto per me!".

Ecco. Non ho problemi ad ammettere che negli ultimi due anni e mezzo la mia vita è stata una continua tensione tra il tentativo di capire come colmare questo vuoto e la mia scarsa propensione alla caccia al maschio. Non ci vuole molto per capire che questi due poli abbiano ben pochi punti in comune.

-- SIPARIETTO COMICO TRA ME E IL FREDDIE ---

[17.25.34] Freddie: che palle stare in casa, son già stufo
[17.33.00] momoko_rumika: certo che non ti va mai bene un cazzo eh!
[17.33.30] Freddie: ...quella a cui i cazzi van bene tutti, eh

--- FINE DEL SIPARIETTO COMICO ---

Il modo più facile per riempire il vuoto, penserete, è quello di cercare di ristabilire l'equilibrio antecedente. Trovare un qualcuno con cui dire "noi". Una prefica per il mio funerale. Una dama di compagnia per le serate gelide come quelle di questi giorni e i ristorantini. Non l'ho trovata, e sinceramente non me ne stupisco.
Ma ero cosciente che non avrei trovato un rimpiazzo a stretto giro di tempo, soprattutto per la mia nota spocchia nei confronti del dozzinale maschio medio.
Io all'Andrea gliel'avevo detto.
"Ma ti rendi conto di cosa mi stai facendo? Chissà quanto ci metterò a trovare una persona che mi piaccia".
Che stupida. Avrei dovuto preoccuparmi d'altro.
Invece mi sono distratta, e senza volerlo mi son ficcata in un pasticcio.

Sostanzialmente mi son trovata a come quando avevo 20 anni, che mi invaghivo di certi tizi assurdi ma alla fine era più il tempo che passavo a farmi le storie, stilare resoconti ad amiche e madre invece che squinziare sul serio.
E guardandomi da fuori mi domando pure che cazzo di senso abbia avere la mente monopolizzata da persone con cui non c'è niente.
La risposta è semplice: ammazzo il tempo.
Debolezza.
Ho tenuto la testa occupata, ne avevo bisogno.
Da animino trepido e romantico quale sono, ho vissuto all'ombra di una mistificazione bell'e buona, l'idea che vivevo meglio quando avevo una vita sentimentale. E che non averla fosse la causa del mio malcontento. E che non avendola non sarebbe stato male avere qualcuno a cui pensare, con il cuore occupato da un pensiero che riempisse amorevolmente un vuoto. (cito me stessa).

Alla lunga è frustrante.
A novembre non so cosa mi sia scattato nella testa (anzi, lo so, ma non c'è motivo di parlarne qui), e ho deciso di smetterla.
Avvenimenti recenti hanno segnato un confine ben preciso.

Perché a conti fatti io la mattina mi sveglio e lì ci sono io.
La sera, a casa, ci sono io, anche se tengo la luce accesa in due stanze contemporaneamente per sentirmi meno avvoltolata in me stessa.
E mi sono accorta che svegliarmi la mattina con il pensiero di un uomo che non esiste, che mi manca ma non so neanche chi sia, è a tratti pure divertente, ma a lungo andare diventa un modo per non accettare la realtà: devo vivere senza una dimensione sentimentale. E nel 2011 vivrò senza questa stampella.

Nessuno deve essere nella mia vita, se nessuno mi vuole.
A volte può essere confortante e divertente flirtare, sbaciucchiarsi, ma a ben vedere non me ne frega un cazzo.
Non me n'è mai fregato un cazzo a vent'anni.
Non me ne deve fregare un cazzo a trentasei.
Flirtare non mi ha mai fatto sentir viva. Al massimo solo un po' meno morta.


-- SIPARIETTO ACIDELENA--

Alessandro: "Elena non mi capacito perché non hai un sacco di uomini che ti corrono dietro"
Elena: "Perché io corro più veloce".

--FINE SIPARIETTO--


ciao, Buon Natale.

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dicembre 17, 2010

2022

Io capisco che dei Mondiali di calcio non vanno improvvisati, ed è anche giusto che il Qatar venga informato con largo anticipo che la sua candidatura è stata accettata. Certe cose non si tengono segrete, e gli stadi vanno costruiti, ma a me mette particolare inquietudine sapere che esiste una parte di mondo con delle certezze pianificate per il 2022.
Chissà che televisore avrò, in che casa sarò e se Suzie rincorrerà ancora la palla a zampate sullo schermo, oppure volteggerà nell'aria cercando di catturare un ologramma.
Io in questo momento non mi sono neanche disturbata di calcolare quanti anni avrò, nel 2022.

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dicembre 13, 2010

Una volta potevo dire di avere una dignità...

... ora sono solo uno scalino

dicembre 08, 2010

Gagaissima, secondo round

Ve l'hanno mai detto che scattare fotografie a raffica e girare inutili filmati durante i concerti E' IL MALE?

I motivi sono sostanzialmente DUE.

1. Se sei concentrato a filmare, e quindi a immortalare un momento indimenticabile e irripetibile che solo tu (e altre quindicimila persone) hai vissuto, molto probabilmente non ti godrai l'attimo che solo tu ti puoi godere. Tu chiamale se vuoi emozioni, e non didascalici scatti, perfetti e zoomati (ma al 98% merda secca mossa, sgranata e puzzolente). Che poi, diciamolo. Alla gente non gliene frega un cazzo dei tuoi filmatini fatti di merda rinsecchita.

2. Con quelle braccine alzate, con quel telefonino dal sensore 5 megapissel e apertura generalista... con quella macchinina compattina che porca puttana ha uno schermo che illumina di blu la platea anche se attorno c'è buio, beh con quella cazzo di roba che sollevi in punta di piedi con le tue sudice manacce pelose... mi stai coprendo la visuale. Tu e tutti i tuoi amici attorno. E ti ricordo che lo stai facendo per immortalare momenti indimenticabili che dimenticherai nel disco fisso.

Insomma, che cazzo di senso ha distrarsi da uno spettacolo di cui uscirà sicuramente un DVD, un Blu-ray, per scattar foto che sicuramente i professionisti che hanno il coraggio di portarsi la reflex nella bolgia sanno fare meglio?

Detto questo, ecco le mie-mie foto fatte lì davanti e udite-udite-i-miei-inutili-filmatini caricati su YouTube, il tutto condito da glosse e didascalie ad hoc.

Comunque volevo tranquillizzare chi mi ha scritto preoccupato per le mie condizioni di salute: STO BENE, e il concerto me lo sono goduto alla grande... alla fine avrò perso dieci minuti col malessere, dopo sono stata buonina, ovviamente su Pokerface e Bad Romance ho ballato e fanculo a tutto.


Una bottiglia di champagne(?) con la sua faccia

Il cantante dei Semi Precious Weapons (gruppo di supporto) è molto Dr. Frank-n-Furter

Con Dance In The Dark (bella!) inizia il concerto, momento in cui tutti cantano convinti "I'm a free bitch baby". Anche io.

Esempio di inutile foto pubblicata solo perché venuta decentemente


I LIKE YOU A LOT LOT, AL WE WANT IS HOT HOT

Foto impietosa

Gaga-culo


La scritta WTFHYD mi piace molto, poi mi è successo di beccarla mentre il ballerino faceva questo gesto



La mia preferita, Pokerface

A lezione di kick-boxing con Lady Gaga


Questa foto mi fa morir dal ridere soprattutto per il ditino

Dicono che sia "un'artista completa" perché canta, si scrive le canzoni e suona gli strumenti. Strumenti... vogliamo parlarne di sta roba viola?

Schermo gigante dietro il palco



Paparazzi e il Pesce Lanterna (was Nautilus and that photo of us don't have a price)

Ecco, dopo aver scattato questa foto e mentre pensavo che se fossi una popstar magari avrei anche io un sedere così, MI SONO SENTITA MALE. Era un messaggio chiaro che diceva "Non si guarda il culo alle donne, altrimenti rischi di morire".

La madonna incoronata

(I wanna take a ride on your) Disco Stick

Le suore viaggiano sempre in autobus e metro, si sa... tua/suora/taglio



Inizia Bad Romance, io a un certo punto inizio a ballare agitando la fotocamera e ciao


Bad Romance - Put Your Paws Up!



Ormai nella parte, compro la maglietta Beautiful, Dirty, Rich. Crediamoci.
E tendenzialmente, oltre a questo, I like it Rough.

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dicembre 06, 2010

Lady Gaga, svengo.

[ALCUNE FOTO SONO IN FONDO AL POST]

[WARNING: in questo post saranno impiegate tre parole politicamente scorrette che potrebbero urtare la vostra sensibilità: "checche", "cesso", "dieci centimetri"]

Domenica mattina mi chiama Mario per raccontarmi della prima data di Lady Gaga a Milano. E mi dice lui per primo che "Ci son solo finocchi, più le ultime donne rimaste". E domenica sera ho toccato con mano questa ineluttabile realtà, rappresentando in modo fin troppo femminile (dopo vi spiego il perché) la categoria delle ultime donne rimaste.

Non ve la sto a far lunga, non sono in spirito oggi, ma il concerto è una figata, nonostante la retorica tipicamente americana su "Jesus loves me", "Credete in voi stessi, siate i primi ad amarvi". E grazie al cazzo, si suol dire. Tuttavia quella donna ha un perché ben definito. OK, c'è una macchina organizzatrice dietro, ma la sensazione è che ci metta parecchio di suo in quanto a creatività, carattere e spinta. Sono contenta di esserci stata, nonostante il forum di Assago, tempio del male e della disorganizzazione logistica à l'italienne.

Il peggio di Lady Gaga è il suo pubblico. Anni e anni di esperienza in concerti grandi e piccini mi hanno insegnato alcuni assiomi base della zona vicina al palco e che qui riassumo in sintetico elenco

1. La gente suda (sai, c'è caldo, ci si muove...)
2. La gente si muove, cambia di posto (sai, siamo esseri transumanti e portati al movimento)
3. La gente, se non poga, almeno balla o accenna a qualche movimento (sai, siamo a un concerto....)
4. La gente può capitare che ti sfiori o, nel peggiore dei casi, ti urti (sai, siamo in tanti e tutti vicini)
5. Se devi passare per andare, che so, AL CESSO o semplicemente cambiare posto, la gente ti lascia passare (sai, anche il Muro di Berlino è stato tirato giù)

Le checche paiono non essere al corrente delle regole del saper vivere ai concerti.
Immobili, fermi, PIANTATI A TERRA al loro posto, manco fosse stato assegnato e numerato come un lotto al mercato. Zero fluidità, zero correnti, zero movimenti. Questo posto è mio, non mi sposto, MIOMIOMIO, come ti permetti di sfiorarmi? Oddio mi si è appoggiato qualcuno CHI E' CHE VUOLE (con annesso sguardo di sguincio). Basta spingere. Oddio che puzza. Ma dove vuole andare questa NONONO MI VUOL PORTAR VIA IL POSTO NON MI SPOSTO. Che schifo il sudore.
Non mi sono mai trovata di fronte a un pubblico così lagnoso e fregnosetto.

La "fissità" della situazione mi ha causato un piccolo problema tra la fine di Telephone l'inizio di Brown Eyes (sigh).
Vi spiego. Dieci centimetri di tacco è il minimo per i concerti, se vai sotto il palco. Altrimenti non vedi niente e soffochi e basta. Con dieci centimetri di tacco ai concerti vai alla grande perché tanto ti tengono su gli altri, ti muovi, basta alzar il mento e respiri.
Ma non avevo fatto i conti con le statue di sale in platea: impossibile muovermi, e per me muovermi ai concerti è fondamentale. Respiro, circola il sangue.

Me ne stavo ferma immobile sui dieci centimetri, in equilibrio tra le due canaline centrali per la corrente elettrica, a gambe divaricate e un po' flesse (oggi ho le cosce di marmo), con le caviglie stortine, un po' a digiuno (sigh) e incastrata nella folla scontrosa. Tra la fine di Telephone e Brown Eyes inizio a vedere le lucciole e a sudar freddo: in sostanza ho avuto un improvviso calo di pressione. CHE SCHIAPPA. IM-PER-DO-NA-BI-LE SCHIAPPA.

Per fortuna che conosco queste situazioni e un minimo le so gestire: l'importante, prendete nota, è fare respiri profondi col naso, espirare con la bocca e, pare difficile ma è necessario, MANTENERE LA CALMA. Di solito funziona anche quando son sbronza di brutto, figurati un misero calo di pressione. Quindi mi accuccio per non urtare le signorine attorno a me, inizio a respirare, avverto che mi tengono per le braccia, qualcuno urla "CHIAMATE I SOCCORSI!", "STA MALE!", "E' SVENUTA!", dio mio ho solo avuto un calo di pressione, sono presente, certo che un sonnellino me lo farei, certo ho vissuto momenti più gloriosi, ma riesco ad alzare la mano e fare segno "OK" con le dita.

La Robi ha l'idea geniale: "Zuccheri, servono degli zuccheri". In effetti gli zuccheri potrebbero essere l'ideale.
Al che una gentile signora dietro di me, proprio da dietro mi infila in gola una Golia senza zucchero, dicendo "E' senza zucchero!".
Un ragazzo (grazie ragazzo, sul serio), mi riempie le mani di marshmallow. Quelli sono pieni di zuccheri e mi ripiglio in meno di un minuto. Gli faccio OK col dito, sto bene, la gente attorno mi schifa, probabilmente volevano che si consumasse il dramma in diretta, bocche da reality.
La Gaga fa in tempo a finire Brown Eyes a partire con Speechless, io sto bene, e arriva la Croce Rossa (anche loro hanno difficoltà ad avanzare, MA CHE CAZZO DI PUBBLICO C'E'?) per salvarmi. Ma arrivano con così poca tempestività che neanche capisco subito che sono lì per me. Li vedo un po' sperduti e gli indico me stessa e faccio segno "OK" anche a loro.
Comunque MAMMA STO BENE NON TI PREOCCUPARE. GAGA E' BELLISSIMA, VOGLIO FARE LA POPSTAR.

Fotine fatte da me in ordine sparso e non tutte

Midlife Crisis

Schermo gigante

Gaga-Winx

La Gaghina col Disco Stick in mano

La messa è finita, andate in pace, sotto la neve


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dicembre 05, 2010

Attore

E' passata da poco la mezzanotte e sto tornando a casa presa dai miei pensieri. Al semaforo si accosta una macchina e con la coda dell'occhio mi accorgo che il conducente cerca di attirare la mia attenzione. Per un po' resisto, poi mi volto. Non lo vedo da tre mesi. Mi fa segno ciao, mi sorride, gli sorrido, scatta il verde, vado avanti e accosto a lato della piazza. Scendo e ci veniamo incontro. Come va, come stai, io sto distante, lui non lo fa perché non lo fa mai, mi mette un braccio attorno alla vita, mi saluta, sei bella davvero, che succede, che fai. Io abbozzo, gli dico che sto tornando a casa, che ho trascorso una serata serena e non vedo l'ora di mettermi nel prato sotto casa a fumare una sigaretta con i piedi nell'erba. Mi dice che è un bel proposito, mi guarda negli occhi e non dice più niente, si blocca. Gli accarezzo una guancia e poi gliela bacio. Lui mi riabbraccia e avvicina la bocca alla mia spalla, mi dice sai di buono, lo tengo tra le mie braccia accarezzandolo, non può succedere altro. Non si oppone.
Perché basta uno sguardo in qualsiasi momento della notte ed è un sì o un no. Ché non sono mai stata sua, anche quando, nel torpore di un mattino, mi afferrava la gamba scoperta e la tirava verso di sé come pretende di non aver mai fatto. Attore.


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