OK, diciamolo: dopo aver passato circa tredici anni in coppia (maschio più, maschio meno), non è facile, proprio non-è-facile smazzarsela da soli. E non parlo delle cose pratiche, perché, grazie al cielo, sono stata martellata con l'idea di diventare un donnino indipendente in tutto e per tutto (soldi, spostamenti, idee, interessi, lavoro, vita in genere). Insomma, sono in grado di cavarmela e non ho bisogno di un cavalier servente per le cose spicce.
Il mio, piuttosto, è un problema di emancipazione dalla dimensione sentimentale. Mi riferisco proprio alla "vita a due". di quella situazione che mi fa di buon grado dire "noi" invece di "io". Della calda certezza di avere sempre accanto una persona che mi vuol bene. Del cucinare un buon piattino per qualcuno. Una persona che non sia o la mamma o il papà e che, se muoio all'improvviso, pianga davanti alla mia bara ululando "Era tutta la mia vita, era tutto per me!".
Ecco. Non ho problemi ad ammettere che negli ultimi due anni e mezzo la mia vita è stata una continua tensione tra il tentativo di capire come colmare questo vuoto e la mia scarsa propensione alla caccia al maschio. Non ci vuole molto per capire che questi due poli abbiano ben pochi punti in comune.
-- SIPARIETTO COMICO TRA ME E IL FREDDIE ---
[17.25.34] Freddie: che palle stare in casa, son già stufo
[17.33.00] momoko_rumika: certo che non ti va mai bene un cazzo eh!
[17.33.30] Freddie: ...quella a cui i cazzi van bene tutti, eh
--- FINE DEL SIPARIETTO COMICO ---
Il modo più facile per riempire il vuoto, penserete, è quello di cercare di ristabilire l'equilibrio antecedente. Trovare un qualcuno con cui dire "noi". Una prefica per il mio funerale. Una dama di compagnia per le serate gelide come quelle di questi giorni e i ristorantini. Non l'ho trovata, e sinceramente non me ne stupisco.
Ma ero cosciente che non avrei trovato un rimpiazzo a stretto giro di tempo, soprattutto per la mia nota spocchia nei confronti del dozzinale maschio medio.
Io all'Andrea gliel'avevo detto.
"Ma ti rendi conto di cosa mi stai facendo? Chissà quanto ci metterò a trovare una persona che mi piaccia".
Che stupida. Avrei dovuto preoccuparmi d'altro.
Invece mi sono distratta, e senza volerlo mi son ficcata in un pasticcio.
Sostanzialmente mi son trovata a come quando avevo 20 anni, che mi invaghivo di certi tizi assurdi ma alla fine era più il tempo che passavo a farmi le storie, stilare resoconti ad amiche e madre invece che squinziare sul serio.
E guardandomi da fuori mi domando pure che cazzo di senso abbia avere la mente monopolizzata da persone con cui non c'è niente.
La risposta è semplice: ammazzo il tempo.
Debolezza.
Ho tenuto la testa occupata, ne avevo bisogno.
Da animino trepido e romantico quale sono, ho vissuto all'ombra di una mistificazione bell'e buona, l'idea che vivevo meglio quando avevo una vita sentimentale. E che non averla fosse la causa del mio malcontento. E che non avendola non sarebbe stato male avere qualcuno a cui pensare, con il cuore occupato da un pensiero che riempisse amorevolmente un vuoto. (cito me stessa).
Alla lunga è frustrante.
A novembre non so cosa mi sia scattato nella testa (anzi, lo so, ma non c'è motivo di parlarne qui), e ho deciso di smetterla.
Avvenimenti recenti hanno segnato un confine ben preciso.
Perché a conti fatti io la mattina mi sveglio e lì ci sono io.
La sera, a casa, ci sono io, anche se tengo la luce accesa in due stanze contemporaneamente per sentirmi meno avvoltolata in me stessa.
E mi sono accorta che svegliarmi la mattina con il pensiero di un uomo che non esiste, che mi manca ma non so neanche chi sia, è a tratti pure divertente, ma a lungo andare diventa un modo per non accettare la realtà: devo vivere senza una dimensione sentimentale. E nel 2011 vivrò senza questa stampella.
Nessuno deve essere nella mia vita, se nessuno mi vuole.
A volte può essere confortante e divertente flirtare, sbaciucchiarsi, ma a ben vedere non me ne frega un cazzo.
Non me n'è mai fregato un cazzo a vent'anni.
Non me ne deve fregare un cazzo a trentasei.
Flirtare non mi ha mai fatto sentir viva. Al massimo solo un po' meno morta.
-- SIPARIETTO ACIDELENA--
Alessandro: "Elena non mi capacito perché non hai un sacco di uomini che ti corrono dietro"
Elena: "Perché io corro più veloce".
--FINE SIPARIETTO--
ciao, Buon Natale.
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