febbraio 25, 2011

Nulla da dichiarare

Poi arriva una ricorrenza ed è meno dura del solito, però ti prendi per tempo perché c'è il rischio che cada nel periodo sbagliato in cui di solito vedi tutto nero, allora una sera che sei di umore discreto che fai? Ti metti avanti scrivendo un post che potresti buttar giù in un momento in cui non stai molto bene.
Pensavo, giusto oggi, ma proiettata due settimane in là, che ci sono delle ricorrenze che ti segnano un po' la vita.
Io per esempio non ricevo una dichiarazione d'amore dal gennaio 2000.
Non so quanto conti per voi l'amore nella vita, ma io, a me, pesa non ricevere dichiarazioni d'amore da gennaioduemila.

[Oggi un ragazzo sconosciuto mi ha fermata per strada, voleva il mio numero di telefono e che domani uscissi con lui. E non mi ricordo neanche come fosse la sua faccia, perché subito ho pensato a una candid camera. Io gli ho detto che no, non si fa così. E lui mi ha detto che bisogna provare. E insomma e che gli dico io, a un estraneo, che so magari è pure un pazzo psicopatico, no ovvio, gli dico che non funziona così. Lui mi ha detto che allora non troverò mai nessuno. E io ho allargato le braccia e gli ho detto "Non così, no... ciao".]

Non ricevere dichiarazioni d'amore da gennaioduemila significa che non hai nessuna intenzione di renderti speciale per qualcuno al punto di accettare di farti fare una dichiarazione d'amore.

Certo che però in giro ci sono i pazzi.
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febbraio 23, 2011

L'importante è che il gatto stia bene

Ieri sera l'ex voleva salutarmi definitivamente perché va a vivere in Baviera (che poi, definitivamente... sta sempre su tutte le chat e i social network del mondo...).
Allora mi è venuta questa geniale idea di andare al giapponese, gustoso campo neutro, e farmi pure offrire la cena.
Il genio ha pagato con i buoni pasto della sua compagna.
Grazie della cena, Zurich Assicurazioni.

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febbraio 20, 2011

Rap futurismo concentrato nel vuoto

Oggi sono stata al Museo del Novecento...

Umberto Boccioni - Stati d'animo (Quelli che restano)

Osvaldo Licini - Angelo ribelle su fondo giallo
(centra nulla col futurismo, ma mi piace)


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febbraio 16, 2011

Cercasi chiavi di lettura le più semplici possibili, grazie

Tipo quando hai sedici anni e senti Sinead O'Connor che canta con gli occhioni sgranati "Nothing Compares 2 U", tu ti rendi conto sì, che cazzo, quella sta male, o magari starà male Prince per lei chi lo sa, e comunque prima o poi starà male il cosmomondo tuttintiero perché niente è paragonabile a te, e vai a mangiare in un ristorante sì, ma nulla può toglierti di dosso la tristezza, sono sette ore e quindici giorni che ti sei portato via l'amore, dormo di giorno, esco di notte, faccio tutto quel che mi pare, vedo chi mi garba, dimmi che ho sbagliato uff, potrei buttarmi tra le braccia di chiunque, ma mi ricorderebbero te, sono pure andata dal dottore e indovina un po' che mi ha detto, niente è paragonabile, niente è paragonabile a te, poi tutti i fiori che hai piantato, mama (MAMA????), sono morti quando te ne sei (se ne è?) andata/o (beh insomma qualsiasi cosa significhi sta canzone, mamas, papas, dude, è uno strazio immarcescibile).
Ma la premessa era che hai solo sedici anni, che ne sai (tu di un campo di grano, che ne sai)?

Ecco, io ieri mentre ascoltavo la canzone dei La Crus (mi piace tanto), avevo tipo dodici anni. L'unica cosa in cui mi sono immedesimata, tipo, è l'ululato della soprano spettinata con Paolo Limiti dietro che incalza "un'altra possibilità io la voglio". Mi piaaace.

Ad libitum sfumando, mama. Che qui siamo bambine. Tipo.


La Crus - Io confesso


The rabbit chainsaw massacre

[siamo arrivati alla puntata di metà stagione del pappareality. Nei precedenti episodi era tutto un blablabla sulle figure retoriche, i tritacarne e parecchie pippe sul ruolo dei robot da cucina nelle cucine, appunto. Il tag "pappareality" è lì per voi, per sviarvi dalle mie elucubrazioni sentimentali]

Il pappareality ha subito una brusca sterzata addirittura mercoledì scorso quando la sottocritta, con una mossa che le è tipica anche in altri ambiti della vita, ha deciso di rompere gli indugi, mettere da parte i blablabla e passare ai FATTI. [tremate]


Prova fattuale numero 1

Prova fattuale numero 2

Il tutto senza possedere un tritacarne.
La qui presente, sempre secondo un pattern riconoscibile, ha deciso di fare una terrina senza possedere un tritacarne. Ché se sto aspettare il tritacarne viene notte, e poi giorno e poi notte ancora.

Come si fa 'sta roba senza possedere il tritacarne? Si prova a tritare con la mezzaluna un intero coniglio disossato (male) più mezzo chilo di lombata di maialo, fallendo miseramente. Ovvio.
Ci si lava quindi le mani e si va a suonare ai vicini chiedendo "Mi scusi si sta consumando un dramma nella mia cucina, non è che per caso ha un tritacarne da prestarmi?".
Vicini numero 1 dicono che hanno il robot in cantina (che vi avevo detto l'altra volta??).
Vicini numero 2 mi danno un tritatutto, di quelli con le solide lame rotanti che di solito si usano per le verdure e, toh, il formaggio. Io per la carne (cruda, poi...) non li ho mai usati. Non che io non possegga un tritatutto con le lame rotanti, ma in effetti è piccolino, scomodo e poco capiente.
Quindi accetto il coso dei vicini, l'asso pigliatutto in tale momento di emergenza.

Il tutto avveniva alle ore 19e30 di mercoledì scorso, dicevo, poco prima di una cena fuori.
Perché ovviamente prima di andare a una cena fuori ci si mette a cucinare. Giusto per arrivare con le mani che profumano di cipolla e aglio.
Cena a cui arrivo chiaramente agitata per il massacro di coniglio e maiale finalmente riposti a marinare in pace amen nel mio frigo, conscia che al mio ritorno avrei dovuto mettere mano alla metonimia, avviare la cottura di un'ora e mezza, insomma a letto alle due se mi andava bene.

Sì, è andato tutto bene, si vede dalle foto.
La mattonella è stata eiettata dalla metonimia sabato a pranzo (se ne è uscita da sola senza problemi, scivolando sul suo strato di gelatina naturale, una cosa veramente goduriosa, ninì), in occasione del compleanno di mammà. Mammà ha molto gradito, io ritengo di poter fare meglio soprattutto in fase preparatoria.
La prossima volta, infatti, metterò dei teli di plastica attorno ai mobili e alle pareti.


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febbraio 14, 2011

A Dressing Carol

A lui il trucco dava fastidio ("Puzza" diceva, e si ritirava se facevo cenno di baciarlo con il lucidalabbra). E se mi mettevo la gonna mi guardava e abbozzava un "Sì, carina" con l'aria di chi aveva altro da fare. E quando gli mostravo l'abito bello, lui allargava le braccia e diceva solo "Se piace a te...".
Finisco in un vortice di anonimato estetico, uno strato di polvere sotto cui so di essere qualcosa di più di un topo muschiato, ma tanto a che serve...
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Un sabato pomeriggio sono uscita con le mie belle Sergio Rossi, la gonna di seta a balze e le calze traforate. Poi ho messo il rossetto rosso. Era una bella giornata, mi guardavano e sorridevano tutti, e io non lo so se era per il rossetto rosso, la mia insensata allegria, le gambe o cosa altro, io non lo so davvero, ma quando poi mi sono incontrata con l'amica di A., mi sono presentata, lei ha sgranato gli occhi e mi ha detto "Ma sei bellissima!".
Ecco perché io quando esco mi faccio bella. Lo faccio per me, per sentirmi bella e non più un topo muschiato.
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Avrei voglia di farmi bella per una sera e mettermi un vestito solo per ricevere un complimento dal mio uomo. Perché è felice che io sono sua e non perché mi vuole forse stasera, forse mai più, forse domani, e chi lo sa. Farmi bella e avere la certezza che nessuno mi romperà i coglioni. Voglio essere solo sua.



febbraio 09, 2011

Audizioni


I skipped the part about love
It seems so shallow and low
low, low, low

febbraio 07, 2011

Il tritacarne

Per preparare le terrine serve un altro accessorio che mi lascia alqunto basita: IL TRITACARNE. A quanto pare i tritacarne sono degli elettrodomestici costosissimi e non mi capacito del perché. Escludiamo in partenza quelli incorporati nei robot, ché se mi dovessi comprare un unico COSO davvero non saprei dove metterlo, e non esiste di tenerlo esposto in cucina come manifesto del "io so cucinare, tu-non-zai quante cose ci faccio io con questo". Anche perché i robot, se non hai intenzione di accendere un finanziamento 24 mesi o di fare una lista nozze da qui a un mese, sono degli oggetti ripugnanti di color biancotopoalbino, pieni di plastiche che si opacizzano al primo giro in lavastoviglie (sì, IN LAVASTOVIGLIE LI METTO, E NON ME LO IMPEDIRETE MAI!). E anche se fossero di quelli in acciaio e oro zecchino, sono dei catafalchi uribbili che, a confronto, un'alzata del Benvenuto Cellini è capolavoro di sobrietà.

Mi pare sufficiente come abbaiata contro il robot da cucina, questo misconosciuto amico che quando è costato troppo lo usi finché non ti passa il senso di colpa, quando costa poco non lo usi perché ducoioni a tirarlo fuori e se te l'hanno regalato sicuramente non te ne farai nulla, mentre dall'altra parte del mondo una piccola casalinga morirà senza il TUO robot da cucina mai scartato.

Quindi scatta la telefonata alla mamma "Mamma hai ancora, per caso, sai mai, il tritacarne della Moulinex?" (oggetto di modernariato, ormai). "No figliola mia, l'ho buttato via da tempo, e poi non era un tritacarne di buona qualità, sai?".

Ecco, il tritacarne di qualità che farà mai di diverso rispetto un tritacarne di cattiva qualità? Trita la carne meglio, signora mia. E se vuoi ti fa pure la passata di pomodoro (ma che mi frega a me di fare la passata di pomodoro, devo controllare la scadenza di certi barattoli e darci giù di nuovo coi Bloody Mary).
Così, navigando in Rete, ho forse solo distinto quelli che hanno la trafila e la spirullera in acciaio. E, orrore, ho anche visto quelli con la spirullera autofilettante, al punto che mi viene pure il sospetto che te la mangi in forma di pagliuzze.
Tuttavia, viva la pezzenza, comprerò il tritacarne che costa meno, anche fosse solo a manovella. Perché non è che ho intenzione di tritare carne da qui all'eternità (avevo anche a mente di chiedere al macellaio di tritarmi tutto lui, potrebbe essere una soluzione pure quella).

febbraio 06, 2011

Metonimia delivered

Ringraziamo Amazon.fr per la celere e gratuita consegna della metonimia acquistata in una notte di shopping sfrenato. In questa immagine la metonimia riceve l'approvazione della felina di casa che, grande amante del paté in gelatina, crede che io abbia preso tutto questo per rendere felice lei. Tsk. Costo della terrina 34 euro e rotti, mi pare, non ricordo, ma quello è l'ordine di grandezza. Si tratta di un oggettino molto bello, fa quasi arredo. Color rosso ciliegia (rouge cerise, come il rossetto e lo smalto).


Poi in questi giorni riflettevo se buttarmi subito nella realizzazione della terrina suprema, quella fatta di fegati di qualsiasi animale disponibile in macelleria oppure se fare dei passi intermedi con delle ricettine anche più facili per familiarizzare con la metonimia in primis e il metodo di cottura.
Perché 'ste terrine si cucinano tutte allo stesso modo: dopo aver disposto gli ingredienti dentro, devi sigillarle con LA COLLA (non l'Attack ma un miscuglio si acqua e farina) e metterle a bagnomaria (ossia dentro un recipiente pieno di acqua) a 180° in forno per n'oretta e mezza/due. Quindi, insomma, a me attira anche la terrina di coniglio con lardo e prugne. Come la vedete?

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febbraio 02, 2011

Walk like il portinaio

M., il portinaio egiziano, mi ha salutata a fine novembre dicendomi che tornava per un paio di mesi al Cairo, per stare con la famiglia. Nei giorni scorsi lo pensavo, anche perché non era ancora rientrato, e mi domandavo cosa stesse combinando là.
M. è un tipo particolare, è una portinaia bravissima, nota l'andirivieni, spettegola e pure commenta ("Bello quel ragazzo, Elena, alto! E' il tuo ragazzo?" "No M., è un amico"). Ogni tanto fa pure il buffone, mi si raccomanda "Elena, con i faraoni non ci sono paragoni". 'naltra volta mi ha detto "Oggi sembri Lady Diana, ti manca solo Al Fayed" (pronunciando tra l'altro "Al Fayed" molto arabamente, e io a quel punto sono scappata via ululando "Tu, pazzo, mi vuoi vedere morta in macchina!"). Ah, fantastica quella volta che per dieci giorni se ne è stato seduto in guardiola e poi mi si è mostrato tutto fiero con tipo sei-sette chili in meno dicendomi "Hai visto come sono magro? Ho fatto Il Ramadan!". Viva il Ramadan.
Martedì è riapparso! Miracolo! Mi ha detto che si è fatto due giorni in piazza, è contento di quel che sta succedendo "Mubarak a casa, via, subito" (anche stamattina lo ribadiva "Colpa dell'Europa e degli Stati Uniti, vogliamo le elezioni!"), poi è rientrato in anticipo perché aveva paura che chiudessero l'aeroporto.
Stamattina mi ha dato una bustina bianca da lettere "Un regalo dell'Egitto". Dentro c'era una penna con la maschera di Tutankhamon disegnata sopra. Una di quelle cose plasticose da bookshop del museo. Io in Egitto non ci sono mai stata.

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