maggio 29, 2011

Un post scritto il 14 febbraio

[e poi ditemi che io non prevedo il futuro...]

Me lo diceva N. che bisogna mettersi i parastinchi, e io sono scema perché pensavo che per giocare non servissero, considerato che gioco regolare e non tiro i calci.
E allora sì, OK, io li metto questi cavolo di parastinchi, ma allora perché adesso mi tiri un calcio volante nei denti?
Quindi mi metto il paradenti ma ti dico anche CHE: con te non ci gioco più, digrigno e sgagno solo per allontanarmi dal ring.
Tanto, mentre starò per toccare le corde, non mi sorprenderai con una pugnalata alle spalle.
Vai, macellami, aprimi come un vitello.
Ti accorgerai che dentro c'è solo un fascio di nervi. Il cuore se l'è preso qualcunaltro, non ricordo neanche bene quando.


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maggio 23, 2011

Il prurito di una lacrima in equilibrio sul naso, nel sonno

Non credo alle parole, perché se una persona ti guarda negli occhi e ti dice"sei tutto per me" e poi il giorno dopo ti abbandona, forse le parole non meritano tanta attenzione. Magari si è sbagliata.
Non credo agli sguardi dolci, perché se una persona ti guarda con dolcezza e poi non riesce a trovare un motivo che abbia alimentato questo suo afflato, forse gli sguardi non meritano attenzione. Magari si è sbagliata.
Non credo all'attrazione fisica, all'erezione, perché se una persona ti desidera e poi invece ti sfugge, forse il suo desiderio non merita attenzione. Magari si è sbagliata.
Non credo a un piatto di pasta mangiato assieme, perché magari nessuno aveva fame.

Mi metto un po' in stand by, vogliatemi bene.
Che a certe cose che ti rovesciano il budello è meglio non pensare e non scriverle.
Di notte non lo so invece cosa succeda, e non capisco come mai mi son svegliata con una lacrima sulla punta del naso.

La prossima volta farò l'amore di giorno.
E' da una vita che non.

maggio 21, 2011

Cazzeggio DOC su Facebook

(post in cui la Puffetta, in qualità di esperta del saper vivere in Rete, lascia scorrere rivoletti di acidità e dispensa dieci saggi consigli double face sul cazzeggio d'origine controllata su Facebook)

1
Chi sei tra i due?
Evitate di mettere come avatar la vostra foto con la fidanzata, il fidanzato, l'amica del cuore o il compagnuccio di merende. Si tratta della vostra pagina personale, porca puttana, solo che, magia tecnologica, non ve la dovete scrivere in HTML come negli anni 90.
Ce l'avete una foto in cui siete da soli? Bravi, mettete quella. Perché non ci interessa sapere che siete tanto innamorati o che i vostri amici sono persone specialissime e importantissime nella vostra vita. Per quello ci sono gli album.
E' tollerata la foto con il vostro animale domestico, ma solo perché l'ho fatto io.

1-bis
L'avatar del matrimonio
Deprecabilissime le foto delle ragazze "nel giorno più importante della loro vita", quello del matrimonio, prima che il trucco professionale si sciolga in lacrime di commozione, velo virginale, corpetto strizzatette. Non sarete mai più così. Anzi, riflettete su questo: potete fare di meglio, potete tornare delle fighe-paiura prima del divorzio. Impegnatevi.
Sugli uomini nell'unico giorno della loro vita in cui indossano una camicia e/o una cravatta stendo un velo pietoso. Vi stimo eh, ma per favore statemi lontani.

2
It's complicated
Siate eleganti e per favore non mettete nessuno status per quanto riguarda la relationship.
In primis è sempre meglio mantenere un alone di mistero, anche se tutto il mondo sa che state assieme alla stessa persona da dieci anni. Se poi avete una vita sentimentale movimentata è ridicolo vedervi cambiare status e compagno ogni tre settimane, manco steste facendo un corso accelerato di GAG.
Se invece avete un compagno stabile riflettete sul fatto triste che, quando notificate a una persona di essere in a relationship con voi, dovete attendere la conferma da parte sua. Non lasciate che la burocrazia di Facebook prevalga sull'ammmore.

3
Animali, reprise
Gli animali sono il cuore pulsante di Facebook.
Cani, gatti, Farmville, Pet Society, ora pure i minipony di Gagaville. Facebook è la sede distaccata del WWF, quindi è giusto dare ai nostri cuccioli il giusto spazio. Abbondate, esagerate, riceverete like a profusione e il silenzioso disprezzo di quelle persone che non hanno ancora capito che, se non ci fossero i gattini, su Facebook ci sarebbero solo postatori compulsivi di foto su divertentissime e indimenticabili vacanze in villaggio turistico.

4
La chat
Tenetela spenta. Altrimenti la gente che vi vede on-line pensa che siate sempre a cazzeggiare su Facebook, mentre in realtà avete eseguito l'accesso solo per controllare se qualcuno ha fatto like all'ultima cazzata che avete scritto.
Tenetela accesa se cercate da scopare. Io ho fatto l'accesso solo una volta in vita mia e nel giro di tre minuti due uomini mi si sono offerti in modalità all-inclusive senza che chiedessi niente. Cose mai viste neanche nei peggiori bar di Caracas.

5
I like di lingua
Trovate scritto o linkato qualcosa che vi piace? Fate like. Vi piace il tipo che ha scritto o linkato qualcosa-ve-ne-frega-niente-ma-l'ha-fatto-lui? Fate like di lingua.
E' il flirting 2.0: dieci like, bacio sulla guancia, cento like bacio con la lingua, mille like non sarà petting perché probabilmente trascorrete entrambi troppo tempo al computer per poter anche solo concepire di incontrarvi. Semplicemente vi piace piacervi a distanza.

6
La regola aurea
Questa è seria, ed è una regola che dispenso sempre alle amiche che sbarellano quando notano che il tipo su cui hanno messo gli occhi cazzeggia su Facebook invece di rispondere ai loro messaggi in chat o agli SMS. Take it easy. Se vedete che una persona sta mandando in giro link, scrive commenti, spara le solite cazzate on-line, non significa che non ha niente da fare e che potete rompergli i coglioni in chat, SMS e telefono.
E andiamo oltre: significa che "in quel momento" non ha a disposizione del tempo per voi.
Per molte persone lo stare su Facebook è diventato un po' come la seduta quotidiana in toilette: un momento sacro, privato, che non può essere interrotto dalle pinzillacchere. Vorreste davvero che una persona vi dedicasse i suoi attimi sulla tazza del cesso?

7
Intelligence
Serpeggiate tra i profili di Facebook per capire CHI, COSA, COME, DOVE, QUANDO solo quando vi interessa davvero. Altrimenti vi trasformerete nel Tom Ponzi de noartri, tra le piccole gioie e disperazioni di tutti, cose irrilevanti. Una versione cheap di Novella 2000.

8
Gementi et piangenti
Voi, anzi, NOI che abbiamo scambiato Facebook per le pagine del caro diario "lo amo ma lui non mi ama", "lo penso ma lui non mi pensa", "$canzoneromantica dedicata a $lui"... cerchiamo di equilibrare, alternare. Che il crepuscolo non prevalga, non siamo nell'800, sull'amore è già stato scritto tutto, nessuno dirà mai più nulla di nuovo, neanche il gruppo "L'amore profondo vince su tutto". No. Non è vero. Anche se 10.547 persone hanno fatto like.

9
I genitori su Facebook
Conteneteli. Arginateli. Accettateli come amici solo se pubblicate foto dei vostri figli e magari create un profilo di privacy apposta per loro, non si sa mai che scoprano altarini imbarazzanti di 20 anni fa e si rendano conto che non siete mai state le brave ragazze che loro portavano in palmo di mano. Potrebbe costarvi caro e non vi ricorderete neanche che scusa avevate tirato fuori per rimanere fuori casa quella notte.

10
La gestione dei "saltellanti"
I "saltellanti" sono quelli che ti fanno like a tutto in modo assolutamente acritico, sono quelli che devono dire per forza la loro anche quando le argomentazioni sono inesistenti. Sono degli animaletti così resistenti che abboccano anche quando metti esche avvelenate per ucciderli: nonostante tutto sopravvivono rantolando, sparando altre puttanate. Saltellano come dei disperati per farsi notare, hanno bisogno di voi per vivere.
Le vie sono due: la prima è ignorarli crudelmente.
Altrimenti filtrateli. Filtrarli è il gesto di grazia suprema. Non leggeranno più quel che scrivete e toglierete loro la linfa vitale.
L'importante è essere chirurgici, veloci, senza spargere sangue.



Regolamento valido ambosessi ai sensi delle pari opportunità digitali.

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maggio 19, 2011

Dirò molte ovvietà

Ho ascoltato per tanto tempo i consigli di chi mi diceva di essere prudente, di "non fare" piuttosto che "fare". Di proteggermi, di non buttarmi.
OK l'ho fatto.

Però ora dico la mia.
Per quelle poche volte che il mio cuore batte, voglio che lo si sappia. Lo faccio per me, e per dare una dimensione reale e non solo personale a questa cosa che mi rende viva. A prescindere da chi me lo fa battere, questo maledetto cazzo di cuore.

Perché sì, l'autocontrollo e la prudenza vanno bene, è vero. Ma è bene anche capire quando proteggersi troppo fa male.
Poi magari un giorno capiterà anche che, precipitandomi giù veloce dalle scale, non inciamperò.


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maggio 14, 2011

Sclero-gioiello

Mapporcapputtana, dovevo rompere i miei sandalini bassi preferiti proprio in questo annus horribilis in cui vanno di moda gli odiosi "sandali-gioiello". Fastidio totale.

Ma poi... che cavolo di parola è "sandalo-gioiello"? La prima volta che l'ho sentita, qualche anno fa, pensavo di aver capito male, che fosse una parola poco originale improvvisata dalla mia amica per indicare quel paio di scarpe imbarazzanti che mi indicava nella vetrina. Invece no. E' una parola di uso corrente. Ché il mio odio per questo genere di scarpe è sia estetico sia semantico.

Ma sei un sandalo o sei un gioiello? Ma chi ti credi di essere, al massimo sei un "sandalo-bijou" oppure un "sandalo-chincaglieria", a volte pure esageri e diventi "sandalo-lampadario". Ma gioiello no, gioiello per me è oro, diamanti, pietre preziose.
E l'abuso dello svaroschi, no dai... Una volta ci facevano giusto i ninnoli, i cerbiattini, i gattini, le stelle per l'albero di Natale... poi hanno cominciato ad attaccarli al filo dei perizomi-gioiello, figuriamoci se potevano mancare al collo dei piedi.

Insomma, oggi ho fatto un giro-incubo a caccia di scarpe, conclusosi con un nulla di fatto. Nessun sandalino per risolvere l'incredibile urgenza, nessuno sfizio-capriccio, neanche un abitino da mezza stagione, perché, poi quando entri nel baratro dello shopping che va male, Signora Maria tu lo sai che alla fine succede che tutto il mondo va male.
Non si riesce neanche più a fare dell'onesto shopping il sabato pomeriggio per salvare il mondo.

"Sì, OK, ma a noi che cazzo ce ne frega".
Son drammi che van bloggati, questi.



RuMì la Brioss

Nella mia personale economia di scala, il risparmio delle forze è fondamentale. La chiamerebbero pigrizia, ma qui si tratta di dosarmi non solo per la giornata, ma per la settimana e i mesi che verranno. E non parlo solo di forza fisica (quella mi manca al punto che a volte non riesco neanche ad aprire dei barattoli già aperti) ma anche emotiva. Non ha senso consumare le proprie energie solo per tenersi impegnati, avere qualcosa da fare, riempire i minuti vuoti. Ho imparato a coltivare i tempi morti con tanta pazienza, trasformandoli nella mia forza principale. Ho sviluppato il gusto di apprezzare le cose che vengono da sé, dando ogni tanto un colpetto con la mano per indirizzarle.
Preferisco un ottimo risultato a un mediocre traguardo.
A volte alzo il culo.



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maggio 10, 2011

In guerra, di primo mattino

Novella Robert Capa invia breve ma significativa sequenza fotografica dal campo di battaglia.


Patrolling the area

Engaging target

TARGET LOCKED!


FIRE!
(e conseguente morte della sottoscritta)

maggio 09, 2011

Prima del fallout radioattivo

Son nel letto, fa freddo, allora metto la testa sotto il lenzuolo, che il respiro arriverà, prima o poi, a scaldare i piedi. Poi mi accorgo che soffoco e ritiro fuori il naso. La punta si raffredda, però sento l'odore buono dell'uomo accanto a me, che produce pure del calore e suona una tranquilla nenia russosa. Allora mi sposto un po' più verso di lui, ma è un equilibrio precario. Perché se se mi inclino di un millimetro a destra rischio di ripiombare nell'abisso dell'aria fredda e umida. E se invece rotolo a sinistra disturbo lo scaldino ninnananna. Lo disturberei volentieri, ma non si fa, ed è ora di dormire.

Non so quando mi addormento, ma ci riesco. E sogno pure qualcosa, ne sono sicura. Sogno che va tutto bene, e che ora riesco a star bene anche quando le domeniche proprio non passano più.

Avresti mai pensato che dormendo e russando avresti fatto star bene una persona?


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maggio 06, 2011

GAGA Judas - parte seconda: Analisi dell'icona

[seconda parte del commento perditempo al nuovo singolo di Lady Gaga intitolato Judas]

Il video di Judas "se l'è girato lei" la Gaga, con le sue MOSTRUOSE ZAMPETTE.
Questo significa che probabilmente la Germanotta ha telefonato ad Arkelund (il regista di numerosi video fighissimi... per esempio della Gaga ha fatto Paparazzi e Telephone, i migliori) e gli ha detto "Ehi Jonas, voglio girarmelo io il video di Judas, posso avere la tua benedizione?". A quel punto lei deve aver scambiato l'imbarazzato silenzio dello svedese per un tacito assenso, quindi ha imbracciato la telecamera e ha iniziato a girare questo video che non ha né capo né coda, non se ne capisce una mazza e soprattutto ci sono alcuni momenti davvero IMBARAZZANTI.

Agevolo qui l'abituale glossa in 42 interessantissimi fotogrammi commentati :) Leggeteli almeno dopo una visione del video, sempre che arriviate alla fine.



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Titoli di testa, una posse di discepoli avanza in moto sull'autostrada costruita per Matrix 2.

La Gaga sfoggia un look piuttosto sobrio per l'occasione e avvista qualuno...

... è lui! E' Judas! Vogliamo vederlo in faccia...
Vogliamo vedere chi getta così tanto scompiglio nel cuore della Gaga!
Sarà sicuramente un figo oggettivo, eccheccazzo!

Ecco: Gaga, una cosa. Le inquadrature di sbieco le fa Tony Scott.
E lui ci ha messo parecchio, prima di farsi un nome ed emanciparsi dall'ombra del marito di Giannina Facio.
Tu di chi sei sorella? Usa la bolla, per dio! Tieni la macchina da presa dritta.

Squillino le trombette! Questo è Judas, l'attore è Norman Reedus.
Ultimamente è apparso nella serie Walking Dead.
E' sexy quanto il tappetino del mio bagno dopo una settimana d'utilizzo.
E vabbé -_-

Ma attenzione: la Gaga è in motocicletta con GESU' (lo riconosciamo per la corona di spine, non certo per le treccine decolorate e lo sguardo da languido ISPANICO).

Secondo un commento che ho letto, questo è l'arrivo a Gerusalemme.
A uno sguardo più approfondito è una fazenda a Tijuana.

Vai col valzer dei primi piani.
Sì è decisamente PAZZA.
Bella la bigiotteria, però.

Maria Maddalena rende omaggio a Gesù come solo lei sa fare.

Ecco, se cercate nel video questo fotogramma, la Gaga canta e si muove come una bulletta ispanica arrogante, ancor più di Jenny from the Block.

Cambio di costume nella Fazendalemme: un mix tra Wonder Woman e Salomé.

Poi si salta di nuovo alla moto: lei urla nell'orecchio di Gesù.
Lui rimane lì, fermo e iconico manco fosse un modello di Versace.

Altro primo piano a sottolineare: trucco (9), nail art (9), polsini della camicia (10)

Inizia un altro balletto di gruppo senza che quello nel cortile della fazenda abbia avuto un epilogo
Da Salomé si passa alla tenuta classica gagaista.
Nulla di nuovo, sigh.

CUORICINO?

Primo piano del cartonato di Gesù. Espressivo come una lastra di marmo.
Lo giustificheranno come una scelta stilistica (del cazzo).

Mentre Gesù si spara le pose, Giuda se la spassa.
Finalmente capiamo il motivo del turbamento della Gaga.
A lui vanno tutti i nostri complimenti (Cialis?)

Altro repentino cambio d'abito, col sacro cuore impuntato sul petto.
Il cartonato di Gesù si domanda chiaramente "Cosa ci faccio qui?"

Altro momento in cui lei fa la bulletta ispanica.

Maria Maddalena.
Te l'hanno mai spiegato che trombarsi due amici porta a queste situazioni imbarazzanti?

Poi, non si capisce bene il perché, scatta una rissa tra gente che non si sa chi sia.
Grande prova di regia e di montaggio.
CLAP. CLAP. CLAP.

Le scarpe sembrano fighissime.
Il balletto sempre tipico gagaista.

Dopo aver congedato la moretta, Giuda decide di lasciarsi stuprare dalla biondina.

La Gaga si sta incazzando.

Qui parte una scena senza senso. Pare una specie di catarsi malriuscita.
Con l'aiuto del buon Gesù lei capisce che Giuda è cattivo...

... quindi decide di giustiziarlo con una pistola d'oro.
(notare l'abito da papessa nera che non lascia presagire nulla di buono)

Lei sente che non ce la fa: guarda Gesù per trovar la forza per giustiziare Giuda.

Ecco, ci siamo. Giustizia è fatta!
EHI, MA CHE E' QUEL PROIETTILE ROSSO?

E' UN ROSSETTO.
LO VOGLIO.

Stacco sulla Gaga che fa le abluzioni.
In questo punto gli effetti audio fanno venir voglia di correre in bagno a pisciare.
E non solo.

Liberamente ispirata alle fotografie dei fari di Jean Guichard, la Gaga si spara questa posa inutile.
Non si capisce.

Ha qui inizio la sceneggiata della lavanda dei piedi...

... mentre il faro-Gaga crolla travolto dai flutti, in un'inquadratura improbabile in cui dei pallet occupano metà dello schermo.

La lavanda dei piedi non va molto daccordo con la nail art barocca, ma tant'è.

FINITO!


Dopo la lavanda c'è il bacio di Giuda al cartonato di Gesù.

Lei ormai ha fatto la sua scelta. Giuda batte Cartonato 1-0.
Cartonato è triste.

Lei implora perdono...
(notare l'inesplicabile ritorno alla scena della lavanda dei piedi)

CHICCA ASSOLUTA
Giuda rovescia un'intera lattina di Kriek (birra belga alla ciliegia) sul coccige di Maria Maddalena, che geme di piacere affondando la nail-art nelle ginocchia di Gesù.
Ce n'è a sufficienza per vedere Louisa Veronica Ciccone arrossire di vergogna.

Gesù bacia Maria Maddalena perdonandola.

Poi la canzone finisce e lei è vestita da bambola satanica giapponese.

E muore.
E' o non è un video girato di merda?



GAGA Judas - parte prima: Catechismo ed esegesi del testo sacro.

[prima parte del commento perditempo al nuovo singolo di Lady Gaga intitolato Judas]

INTRO STRUMENTALE

(Cito un estratto da Wikipedia)

Lady Gaga disse al conduttore Carson Daly che Judas parla «dell'innamorarsi ripetutamente dell'uomo sbagliato. Judas è un brano molto, molto cupo».
I critici riscontrarono nella scrittura di Judas analogie con Bad Romance.


I critici sono il De Sanctis e il Sapegno, presumo... con non poco timore reverenziale mi permetto di aggiungere la mia: da qualsiasi parte lo vogliate guardare, Judas non è un brano cupo, dai cazzo, dai. Dal punto di vista musicale Judas è un'accozzaglia di generi. Una di quelle canzoni che al primo ascolto pare una schifezza, oggettivamente è una schifezza, ma appena ti entra nelle orecchie non riesci a farne a meno. Dal punto di vista del testo... vediamo un po'...

PREMESSA DA "IL RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI"

Per cogliere l'essenza del nuovo video di Lady Gaga (Judas) bisogna aver fatto un po' di catechismo o, per dirla in modo più laico, conoscere la cultura pop cristiana.
Facciamo quindi un veloce ripassino: Gesù ha una posse di dodici apostoli, i nomi di tutti non li sto a citare ma ricorderete senza dubbio l'importante presenza di Giovanni (detto "il Battista" perché si inventò il battesimo, decapitato), di Pietro (il primo Papa, quello della P crociata, il pesce, la prima pietra, venne poi crocifisso a testa ingiù), di Tommaso (quello che non ci crede se non ci ficca il naso) e infine di Giuda (che di cognome fa Iscariota) noto per aver tradito Gesù vendendo a soli 30 denari l'informazione che il Cristo aveva fatto check-in nell'orto dei Getsemani.
Poi c'è Maria Maddalena il cui ruolo è controverso a causa di Dan Brown e dei vangeli apocrifi. Mentre i vangeli ufficiali scrivono che la Maddalena fosse una peccatrice poi convertita e diventata "groupie consacrata" del Nazareno, le altre fonti rivelano che tra lei e Gesù c'era del tenero, una discendenza e il sacro Graal ovviamente. Per quanto riguarda i nostri scopi la ricordiamo soprattutto per la ridicola sceneggiata della lavanda dei piedi.

LIP-GLOSSA DELLA CANZONE CON TESTO A FRONTE

Ohohohoh
I’m in love with Judas
Ohohohoh
I’m in love with Judas
Judas! Judaas Judas! Judaas
Judas! Judaas Judas! GAGA

Qui c'è poco da commentare: oh-oh! Sono innamorata di Giuda. La Gaga (che impersona Maria Maddalena) è innamorata di Giuda. Anche Carmen Consoli. Amiamo tutte un Giuda, sottosotto. Più sotto che sopra. GAGA.

When he comes to me, I am ready
I’ll wash his feet with my hair if he needs
Forgive him when his tongue lies through his brain
Even after three times, he betrays me

Giuda, un poco di buono: lo dice il nome stesso. Lei invece è pronta a scattare quando lui chiama (eh beh). Gli laverebbe pure i piedi e li asciugherebbe con i propri capelli, è pronta a perdonargli tutto anche se le mettesse le corna tre volte, anche se si rende conto che lui non è onesto manco intellettualmente (questa è grave, eh, Giudigno).

I’ll bring him down, bring him down, down
A king with no crown, king with no crown

Dopo la dichiarazione d'amore decisamente masochista ("a strofinaccio", io dico), finalmente parte il ritornello con un accento un po' ispanico su cui torneremo nella seconda parte del commento dedicata al video. Si sa, i ritornelli sono fatti per tirare le fila del discorso e ripetere con insistenza una cosa di cui si è fermamente convinti. MaddaGaga alza la cresta: "Lo abbatto, lo abbatto! E' un re senza corona!". (tzé, sono tutti sofismi, cara, e lo sai).

I’m just a Holy Fool, oh baby he’s so cruel
But I’m still in love with Judas, baby
I’m just a Holy Fool, oh baby he’s so cruel
But I’m still in love with Judas, baby


Poi cede al languore, cazzo, ammette a se stessa di essere andata COMPLETAMENTE FUORI DI BROCCA (dice "Holy fool", ma qui il sacro e il profano si mischiano), che lui è cattivo, CATTIVOBRUTTO, ma che lo ama ANCORA (still). Insomma, la tipica confusione mentale degli amori travagliati e non corrisposti (ma solo nella testa delle donne perché di solito mentre una donna si canta tra sé e sé questi versi, l'uomo si sta scaccolando il naso, grattando l'uccello, pensando alla partita di Champions e se la birra in frigo è sufficientemente fresca).

Sorvoliamo sui vari Oh-ohoohooohoooh, che inizia la seconda strofa.

I couldn’t love a man so purely
Even darkness forgave his crooked way

I’ll bring him down, bring him down, down
A king with no crown, king with no crown

La brevissima presa di coscienza del ritornello è servita a poco: Gaga-Maddalena considera il suo amore il più puro possibile (è un errore comune quello di considerare puro il proprio amore per un depravato, e non capisco perché si debba per forza ammantare di romanticismo LA ROVINA DEL GENERE FEMMINILE), cerca addirittura appoggio nelle scritture (pare che pure i profeti lo abbiano perdonato).

I’ve learned our love is like a brick
Build a house or sink a dead body

Infine parte la tumblerata-tipo, una volta sarebbe finita nella Smemoranda: l'amore è un mattone con cui puoi costruire una casa oppure annegare un cadavere. (XOXOXO). Tutti i cuori infranti del mondo si raccolgano in un minuto di silenzio, grazie, mentre la Gaga ripete il ritornello e si appresta a mettere i puntini sulle i nel BRIDGE che unisce la sponda della parte centrale della canzone con la conclusione sulle rive del lago di Tiberiade, dove andremo a far la lavanda dei piedi (la Maddalena abitava da quelle parti).

IL TANTUM ERGO
BRIDGE CON LIP-GLOSSA-LAMPO IN INTERLINEA

In the most Biblical sense
[scopare]
I am beyond repentance
[assoluzione]
Fame hooker, prostitute wench, vomits her mind
[depravazione e corruzione dei costumi]
But in the cultural sense
[antropologismi]
I just speak in future tense
[romanticismi]
Judas kiss me if offended,
[sfida]
Or wear an ear condom next time
[risate a scena aperta]
I wanna love you
[desiderio]
But something's pulling me away from you
[cervello]
Jesus is my virtue,
[amore platonico]
And Judas is the demon I cling to, I CLING TO
[pare chiaro che 'sto Judas lo sappia usare da dio!]


Un applauso sentito per questo bridge.

Ritornello again, e chiaramente la questione dell'amore tormentato rimarrà irrisolta.

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Per leggere la seconda parte riguardante il video diretto con l'insipienza di un bambino dell'asilo nido, FAI CLIC QUI!

 

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