persone che si sono ritrovate al Palasport : nella banalita' della mia
camicia jeans, mi sono trovata di fronte a miriadi di magliette con
scritte alternative fatte in serie .
Ero quasi contenta che il ciuffo viola che mi ero fatta in un raptus
vacanziero fosse svanito dopo i canonici dieci lavaggi, perche' di
teste viola, gialle e verdi (ma ben pettinate) ce n'erano parecchie .
Da qui la constatazione che l'anticonformismo e' relativo : il punk e'
morto, viva il punk .
Dalla mia postazione in gradinata,ho visto solo due creste insensibili
alla gravita' che si dimenavano nelle prime file.
La scelta di non andare in campo a pogare e' stata presa in quanto si
trattava della mia 'prima volta' ad un concerto non 'vascorossiano', e
,per quanto riguarda l'esperienza NOFX , forse anche l'ultima : non
interpretatemi male, il concerto non e' stato schifoso. Affatto.
Mi ero informata sui costumi del gruppo nelle esibizioni live, ed il
copione e' stato rispettato : insulti a MTV, lanci di scarpe del
pubblico sul palco, rifornimento costante di birra dal backstage,
parolacce comprese tra il 'ciucia la capeeeeeela' d'esordio di El
Hefe, e il 'mother fucker' d'ordinanza.
Quello che non sapevo, e che invece avrei dovuto intuire dal biglietto
pubblicitario, e' che il concerto non era solo dei NOFX, ma anche dei
supporter, ai quali e' stato dato molto spazio .
Non so assolutamente chi erano i quattro poveretti che si sono esibiti
per primi ed hanno fatto da cavie per il check-sound (sicuramente una
band prodotta da Fat Mike): chiedo venia per l'ignoranza e la
disinformazione, ma il biglietto riportava solo la presenza dei Teen
Idols e degli Hi-Standard.
I Teen Idols si sono esibiti infatti per secondi, ed hanno un po'
attizzato il pubblico con la presenza della bionda-coi-codini Heather
: tirandomi addosso sicuramente le ire dei fans di questo gruppo, li
ho trovati molto banali nei loro classici stornelli punk a due voci, e
credo che la bottiglia piena di piscio che il cantante voleva lanciare
sul pubblico fosse te' freddo .
L'atmosfera al Palasport era comunque abbastanza animata da non farmi
meditare alla classica 'fregatura', e con l'arrivo dei giapponesi
Hi-Standard , pure la sottoscritta ha cominciato a scaldarsi : ero
gia' ben disposta dalla mia ultradecennale simpatia per le razze
orientali , e questi tre scimmiottini gialli hanno tenuto la scena ed
il pubblico come Dio comanda : considerando la necessita' scenica di
un batterista sullo sfondo, i due restanti saltavano , correvano,
parlavano, esibivano i loro cin-cin e naturalmente suonavano e
cantavano i loro cavalli di battaglia quali le cover spinte di
'California Dreamin' ' e 'The Pink Panther' , piu' qualche altro pezzo
che non so citare, che pero' ha fatto molta presa.
Passate tre ore dall'inzio del concerto, finalmente arrivano loro, il
fulcro della serata: complimenti a Fat Mike e a mamma sua, perche' il
cantante-bassista-autore di testi ha un impianto fisico niente male,
una statura ragguardevole e due belle spalle larghe.
L'inizio e' rumoroso, lo stile e' inconfondibile, la voce e' quella:
sono loro, sono i NOFX che ascolto a casa. Dopo la seconda canzone
(Champs Elysees) ci sono dei problemi tennici : la chitarra di Eric
Melvin non suona bene (problemi al jack..si dice cosi', no??!! ) e
quindi il fuori programma e' d'obbligo; si sa che pur essendo un
gruppo punk, i NOFX amano inserire in ogni loro album qualche pezzo
reggae, jazz, sfruttando le eclettiche doti di musicista e cantante di
El Hefe... e COSI' FU anche live:
il ciccio-panza , chitarra alla mano, si e' esibito in due pezzi extra
quali 'Isn't she lovely' e ' Georgia in my mind'... complimenti per la
voce e per lo stile.
Risolto il problema al jack, il concerto prosegue senza intoppi fino
alla fine , che arrivera' dopo non piu' di un'ora : non elenco la
scaletta, cito qualche pezzo in ordine sparso 'Murder the government'
, 'Hobophobic', 'Linoleum' (dedicata agli italian guys UAUUU) , 'Bob'
,'The cause', 'Punk guy', 'Perfect governement', 'Stickin in my eye',
'What ever didi wants', 'Don't call me white' ed il finale con 'The
Brews' . Il tutto intervallato da irresistibili pezzi reggae .
Pubblico partecipe, non di certo con le romantiche luci degli
accendini, ne' cantando a squarciagola (e' effettivamente difficile
riuscire a ricordare i testi e soprattutto riuscire a cantarli a tempo
ed in duemila all'unisono...non e' Albachiara).
Esecuzione: impeccabile . Fin troppo accademica e fedele alle
registrazioni in studio, poco spazio lasciato all'improvvisazione, il
povero Mike era un po' senza voce alla fine , forse perche' ha parlato
troppo durante il concerto : e qui arriva il MA della serata. Colpa
mia,sicuramente : il fatto e' che mi e'parso chiaro che lo spettacolo
non consisteva solo nella musica, ma anche nella spiccata personalita'
della band e nei discorsi a corollario di testi folli schiantati ma
simpatici e con un senso compiuto interessante.
Questi signori americani che gia' manifestano poco interesse a
pubblicizzarsi secondo i canali ordinari (radio e MTV) , non hanno
fatto molto sforzo per rendere comprensibili anche con semplici gesti
i numerosi intermezzi parlati in slang americano molto sbaragnao.
Risultato: anche loro si sono resi conto che tutto il pubblico non
capiva un cazzo di quello che dicevano. pace amen .
Ciao Ciao
Rumika
RuMiKa
ho solo un sito dedicato alle Barbie presso http://members.xoom.com/Rumika/primaBarbie/barbie.html
amatevi e duplicatevi!
































