agosto 17, 2011

17 ottobre 1998 - Dalla vostra inviata a Forli', Rumi chiama Fat Mike

[una giovane RuMiKa ventitreenne racconta del suo primo (e forse ultimo!!) concerto dei NOFX a Forlì]

Il testo viene mantenuto così com'è, con le sue ingenuità ortografiche, lessicali e umane di quegli anni. Ringrazio Usenet per averlo conservato. Stasera sono andata al Carroponte a Sesto a sentire i NOFX. E non ho potuto non pensare a questo post, a chi ero e, ora, a chi sono. A chi c'era, a chi non c'è più, a chi c'è stato di mezzo. A chi c'è ancora, quasi tutti.

[per chi cerca notizie sul concerto del 16/8/2011 al Carroponte, chiaramente non è questo il post adatto, comunque è stato figo]

Sono andata al concerto dei NOFX a Forli' per curiosita' e per amor di
musica, piu' che per sentirmi parte del piccolo mondo di quasi duemila
persone che si sono ritrovate al Palasport : nella banalita' della mia
camicia jeans, mi sono trovata di fronte a miriadi di magliette con
scritte alternative fatte in serie .
Ero quasi contenta che il ciuffo viola che mi ero fatta in un raptus
vacanziero fosse svanito dopo i canonici dieci lavaggi, perche' di
teste viola, gialle e verdi (ma ben pettinate) ce n'erano parecchie .
Da qui la constatazione che l'anticonformismo e' relativo : il punk e'
morto, viva il punk .
Dalla mia postazione in gradinata,ho visto solo due creste insensibili
alla gravita' che si dimenavano nelle prime file.
La scelta di non andare in campo a pogare e' stata presa in quanto si
trattava della mia 'prima volta' ad un concerto non 'vascorossiano', e
,per quanto riguarda l'esperienza NOFX , forse anche l'ultima : non
interpretatemi male, il concerto non e' stato schifoso. Affatto.
Mi ero informata sui costumi del gruppo nelle esibizioni live, ed il
copione e' stato rispettato : insulti a MTV, lanci di scarpe del
pubblico sul palco, rifornimento costante di birra dal backstage,
parolacce comprese tra il 'ciucia la capeeeeeela' d'esordio di El
Hefe, e il 'mother fucker' d'ordinanza.
Quello che non sapevo, e che invece avrei dovuto intuire dal biglietto
pubblicitario, e' che il concerto non era solo dei NOFX, ma anche dei
supporter, ai quali e' stato dato molto spazio .
Non so assolutamente chi erano i quattro poveretti che si sono esibiti
per primi ed hanno fatto da cavie per il check-sound (sicuramente una
band prodotta da Fat Mike): chiedo venia per l'ignoranza e la
disinformazione, ma il biglietto riportava solo la presenza dei Teen
Idols e degli Hi-Standard.
I Teen Idols si sono esibiti infatti per secondi, ed hanno un po'
attizzato il pubblico con la presenza della bionda-coi-codini Heather
: tirandomi addosso sicuramente le ire dei fans di questo gruppo, li
ho trovati molto banali nei loro classici stornelli punk a due voci, e
credo che la bottiglia piena di piscio che il cantante voleva lanciare
sul pubblico fosse te' freddo .
L'atmosfera al Palasport era comunque abbastanza animata da non farmi
meditare alla classica 'fregatura', e con l'arrivo dei giapponesi
Hi-Standard , pure la sottoscritta ha cominciato a scaldarsi : ero
gia' ben disposta dalla mia ultradecennale simpatia per le razze
orientali , e questi tre scimmiottini gialli hanno tenuto la scena ed
il pubblico come Dio comanda : considerando la necessita' scenica di
un batterista sullo sfondo, i due restanti saltavano , correvano,
parlavano, esibivano i loro cin-cin e naturalmente suonavano e
cantavano i loro cavalli di battaglia quali le cover spinte di
'California Dreamin' ' e 'The Pink Panther' , piu' qualche altro pezzo
che non so citare, che pero' ha fatto molta presa.
Passate tre ore dall'inzio del concerto, finalmente arrivano loro, il
fulcro della serata: complimenti a Fat Mike e a mamma sua, perche' il
cantante-bassista-autore di testi ha un impianto fisico niente male,
una statura ragguardevole e due belle spalle larghe.
L'inizio e' rumoroso, lo stile e' inconfondibile, la voce e' quella:
sono loro, sono i NOFX che ascolto a casa. Dopo la seconda canzone
(Champs Elysees) ci sono dei problemi tennici : la chitarra di Eric
Melvin non suona bene (problemi al jack..si dice cosi', no??!! ) e
quindi il fuori programma e' d'obbligo; si sa che pur essendo un
gruppo punk, i NOFX amano inserire in ogni loro album qualche pezzo
reggae, jazz, sfruttando le eclettiche doti di musicista e cantante di
El Hefe... e COSI' FU anche live:
il ciccio-panza , chitarra alla mano, si e' esibito in due pezzi extra
quali 'Isn't she lovely' e ' Georgia in my mind'... complimenti per la
voce e per lo stile.
Risolto il problema al jack, il concerto prosegue senza intoppi fino
alla fine , che arrivera' dopo non piu' di un'ora : non elenco la
scaletta, cito qualche pezzo in ordine sparso 'Murder the government'
, 'Hobophobic', 'Linoleum' (dedicata agli italian guys UAUUU) , 'Bob'
,'The cause', 'Punk guy', 'Perfect governement', 'Stickin in my eye',
'What ever didi wants', 'Don't call me white' ed il finale con 'The
Brews' . Il tutto intervallato da irresistibili pezzi reggae .
Pubblico partecipe, non di certo con le romantiche luci degli
accendini, ne' cantando a squarciagola (e' effettivamente difficile
riuscire a ricordare i testi e soprattutto riuscire a cantarli a tempo
ed in duemila all'unisono...non e' Albachiara).
Esecuzione: impeccabile . Fin troppo accademica e fedele alle
registrazioni in studio, poco spazio lasciato all'improvvisazione, il
povero Mike era un po' senza voce alla fine , forse perche' ha parlato
troppo durante il concerto : e qui arriva il MA della serata. Colpa
mia,sicuramente : il fatto e' che mi e'parso chiaro che lo spettacolo
non consisteva solo nella musica, ma anche nella spiccata personalita'
della band e nei discorsi a corollario di testi folli schiantati ma
simpatici e con un senso compiuto interessante.
Questi signori americani che gia' manifestano poco interesse a
pubblicizzarsi secondo i canali ordinari (radio e MTV) , non hanno
fatto molto sforzo per rendere comprensibili anche con semplici gesti
i numerosi intermezzi parlati in slang americano molto sbaragnao.
Risultato: anche loro si sono resi conto che tutto il pubblico non
capiva un cazzo di quello che dicevano. pace amen .

Ciao Ciao
Rumika
RuMiKa
ho solo un sito dedicato alle Barbie presso http://members.xoom.com/Rumika/primaBarbie/barbie.html
amatevi e duplicatevi!


agosto 13, 2011

Roma Mia

Una selezione toccante delle immagini scattate nel recente soggiorno patrizio di duegiorniemmezzo in quel di Roma.

----La vita politica locale----

Ci terrei a iniziare con le presentazioni: Ciao, mi chiamo Uneuroecinquanta, e vivo a Milano.

Parentopoli è chiaramente il leit motiv degli aggressivissimi (BAU!) manifesti PD/estate 2011

Ciao Rosy Ciao (Via S. Andrea delle Fratte)

Ma Zaia lo sa che gli han spostato la Giunta a Roma?

Dal Colosseo c'è una bellissima vista sulla casa di Scajola


----In odor di santità ----

San Dalo

Bene, lo aspettiammo qui al palo dei Mercati Traianei

Nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola i gesuiti esperimentano nuove forme di oblazione più redditizie (tanto li fanno sistemare nelle missioni cinesi)

Indulgenza di 300 giorni al costo di tanta contrizione per sé, per i defunti e per quelli che vorresti vedere morti (Chiesa del Gesù)

Indulgenza perpetua nella Basilica di Santa Maria Sopra Minerva, ma poi c'è lo scritto in piccolo e non si capiscono molto bene i termini del contratto (pare che funzioni solo il venerdì dopo Pasqua, non so se devi andare lì o se valga farlo davanti a questa immagine)

In strada ti tirano dietro le indulgenze. 200 qui, 300 là, organizzo tour per timorati di Dio che non han voglia di passar per il Purgatorio

Chiesa del Gesù - Braccio di Sant'Andrea

Notevole volta a sfondamento del Baciccio (sempre Chiesa del Gesù)

Basilica di San Marco - Sepoltura di Luigi Oreste Borgia (1840-1914). Nel cartello bianco c'è un piccolo appello: stanno raccogliendo informazioni per proclamarlo Santo. Se per caso lo invocate chiedendo una grazia spirituale o temporale e questa si avvera, fate la cortesia di avvisare producendo tutta la documentazione.

A San Pietro in Vincoli c'è... il M. del M.


Reliquie di Santa RuMiKa da Verona, dedita da anni alla vita contemplativa...

...e prossima alla.
Per i miracoli contattatemi via Google Chat.


--- L'arte contemporanea---

Zaha Adid - MAXXI
Zaha Adid - MAXXI

MAXXI - Confortevoli esterni

Puffetta dentro Pistoletto - MAXXI

Ru McKean interpreta con fare contemporaneo le scale della cripta di San Carlino alle Quattro Fontane


--- La Roma che ci passeggi ---

carino

IL MIO AMICO SALUMIERE DORATO

Pronto Nonno lo stavo per chiamare io perché morivo di caldo e avevo una fame BESTIA

Alla fontana di Trevi, non si capisce bene che cosa succeda, c'è improvvisamente un sacco di gente


--- La Roma imperiala ---

Gattone dei Fori Imperiali in posa per Suzie Q

Il Colosseo visto dal Palatino

Il criptoportico mi piace molto come parola e anche come oggetto

La serratura più antica di Roma (Tempio di Romolo nei Fori Imperiali)

Lastricato imperiale su cui stavo per scivolare, ciao Piranesi

Colosseo visto dalla Domus Aurea (è chiusa, Bondi è crollato il soffitto!)

---


Per il soggiorno non posso che consigliarvi il B&B Zolilla. Si trova a dieci minuti a piedi dalla Stazione Termini verso i Fori Imperiali. L'arredo è carino, puffettoso, gestione familiare e simpatica, accogliente e cordiale.

agosto 09, 2011

A nanna all'alba

Quello è sicuramente un pesce che nuota sul fondale fangoso. Bayou. Tronco o coccodrillo? Alberi del bayou. Palafitta forse abbandonata. Strada del Sud al tramonto. Che quella casa sia infestata dai fantasmi? Case prefabbricate diroccate, ma prima c'era un messaggio subliminale. Cantano, pregano. Un negozio di alcolici. La polizia tira su qualcuno da terra. Un cimitero. Un bel culo di donna in un bel paio di mutandine. Un serpente al rallentatore, forse dall'archivio del National Geographic. Una macchina vecchia dimenticata sotto le foglie. Che ci fa un bambino con una mitra in testa? Che sguardo, sarà ubriaco. Bambini. Bambino che mangia fragola. Però sembra un pezzo di carne che sanguina. Il cranio di un coccodrillo ondeggia appeso fuori da una casa. Tramonto, ma prima forse della celluloide che si scioglie. Un bambino passa sotto una finestra. Dentro c'è questa ragazza con il braccialetto fluorescente? E' un topo morto? Una pantegana? Una nutria della Luisiana? GOD HATES FANGS. Una strada al buio, poche luci attorno. Lo stringe tra le gambe e ha la cellulite. Lui continua a starle addosso. E questi sono gay? Immagini subliminali, ne conto due. Lei si struscia addosso a lui ballando. Ancora. Subliminale. Donne di colore vestite di bianco cantano ballano e pregano con un reverendo nero vestito di nero. Lui salta. Campanile di una chiesa. Subliminale. Donna rossa, cosa guardi? Scopano. Donne pregano e piangono contrite, è morto qualcuno? Donna si struscia per terra. Ranocchia si appoggia su pianta carnivora. Pianta carnivora si chiude. Croce di fuoco subliminale. Volpe morta. Volpe si decompone velocemente. Uomini si spintonano. Subliminale. Reverendo bianco afferra il volto di donna nera vestita di bianco, che sia posseduta? Una mosca albina vibra sopra una mosca nera. Donna nera vestita di bianco in chiesa si appoggia tra le braccia di uomo nero vestito di nero e vibra. Poi cade all'indietro. Donna che si struscia per terra inquadrata da dietro. Fumo che rientra in una bocca laccata di rosso. Sacco di sangue in trasparenza. Subliminale donna bionda. Sarà il battesimo di una donna, di notte, illuminato da un faro? Sacco di sangue. La donna fugge dal battesimo. Immagini subliminali.
I wanna do real bad things with you.

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agosto 07, 2011

[17 maggio 2011] Poi dicono che la camomilla non è una sostanza psicotropa

Un giorno mi sveglio, e invece di essere nel mio letto sono legata a un ottovolante.

E UAU, sì, che bello l'ottovolante, però calma un attimo, OHI, perché sono qui? E perché sono legata?

L'hai sognato, dice una vocina da lontano, e abbiamo avverato il tuo sogno.

Potevano avvisarmi, porca puttana. Protesto.
Guarda qui, ma ti pare. Sono in mutande, ieri sera non mi sono neanche struccata, poi lo so che a metà corsa mi scattate una di quelle malefiche fotografie-ricordo. Come faccio a divertirmi?!?!

Tranquilla, relax. L'importante è che tu non abbia mangiato. Hai mangiato qualcosa, nell'ultima ora?

No, stavo dormendo...

Rilassati, la corsa sara divertente.

Sì ma sono legata, come faccio a rilassarmi?

Se non ti piacciono le corde te le togliamo. Poi però al giro della morte cadi e ti spiaccichi giù. Ti fanno ancora così schifo le corde?

No, no.
Partite pure.

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agosto 05, 2011

Pedalare, respirare

Non lo so, sai, cosa mi sia passato per la testa ieri sera, quando ho deciso di andare al ristorante giapponese in bicicletta, e perché la foto che ho fatto non riesco più a trovarla dentro al telefono.

Questo fatto mi indispettisce non poco.
Forse ieri sera ho premuto male il pulsante.
A volte accade che scatto le foto e poi non le ritrovo subito nella Galleria.
A quel punto mi basta farne un'altra, e TAC, appare anche quella di prima.
Forse stamattina era troppo tardi per riesumare la foto di ieri sera, ci sarà una scadenza, boh non so il motivo, però adesso mi trovo nella galleria un'istantanea fuori fuoco e ravvicinata della mia tastiera grigia del lavoro. Che sarà brutta e vecchia (lo era già nel 2002), ma come ci sprofondo le falangi lì non le sprofondo altrove.

Ieri sera, mentre pedalavo, conoscevo all'incirca la direzione, il punto di arrivo, ma non il percorso esatto. Solo un riferimento: a via Alberto Mario girare a destra e poi andare fino in fondo.
Ma chi è Alberto Mario? Che sia stato uno scrittore?
A Verona via Alberto Mario è dietro via Oberdan e nei paraggi di Carlo Cattaneo. Quindi sarà stato anche lui un patriota. Quando arrivo alla svolta a destra controllo se ho indovinato: per me Alberto Mario è un patriota e pure uno scrittore, via. I patrioti devono per forza scrivere qualcosa.

Al ritorno (e non lo so, sai, cosa mi sia passato per la testa ieri sera, quando ho deciso di andare al ristorante giapponese in bicicletta) ho dovuto avvicinare la dinamo alla ruota, perché alle dieci di sera è già buio. Era la prima volta che lo facevo, non vado mai in bici di sera.
Non vado mai in bici, in realtà.
Il fischio della dinamo sulla ruota era fastidioso al punto da farmi rallentare la pedalata per sentirlo il meno possibile.
Solo che se non va la dinamo non va la luce, e se non va la luce le macchine non mi vedono.
Quindi mi viene in mente il motivo per cui, ieri sera, ho deciso di andare al ristorante giapponese in bicicletta: è la prima settimana di agosto e non c'è nessuno in giro che può rischiare di non vedermi. In via Diomede non ci sono neanche le prostitute, rimane di corvée solo quella al Total.

So che devo fare una salita, ma non comincia quando me l'aspetto. Inizia più in là, nei pressi del semaforo. Ci arrivo tranquilla, mi tolgo dal centro dell'incrocio e passo sul marciapiede. Lì ci deve essere dell'asfalto nuovo, perché filo via liscia e veloce. Ci sono delle piante che scendono giù basse, tagliate a mo' di varco solo per far passare i pedoni.
Abbasso il busto sul manubrio, esagerando un po' con il gesto e poi, all'intertempo, mi rialzo con un pensiero istantaneo, ma fisso nella testa.
E' così bello essere serena pedalando al buio nel mio quartiere deserto.
Bello perché non devo ringraziare o comunicarlo a nessuno e trovarne una spiegazione o giustificazione.
Perché se qualcuno ti rende felice non è infine detto che abbia voglia di prendersela tutta, questa responsabilità.

Questo è il classico post che, se lo trovassi scritto su un altro blog, penserei "Che due coglioni".

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