Calma, non attività fisica fine se stessa, ma per un culo migliore, un girocoscia snello, con cose che si muoveranno meglio dentro e nel profondo io-me.
E pure del tempo da buttare, nessuno che lo vuole (il mio tempoh!), un culo che reclama dell'azione, visto che il pesa-delsuddettocul-ismo ormai è spinto a vette inenarrabili (per esempio non compro su siti senza Paypal o memorizzazione dei dati perché altrimenti mi tocca alzarmi per recuperare la carta di credito).
Quindi io tra un'ora esatta prendo la bici e vado alla piscina di quartiere a fare un corso di roba-che-si-pedala-in-acqua. Vado pedalando a pedalare. Mangiando a mangiare. Bevendo a bere. Cosando a cosare.
Mi son dovuta prendere un costume olimpionico (grigio e fuxia, della Adidas) e una cuffia rosa (che fa molto Puffetta Rosa, è di una di quelle sottomarche del Decathlon, non l'ho trovata di PufFendi).
Caro diario, mi devo struccare prima di entrare in piscina? E dici che fa sfigato arrivare con l'accappatoio spugnone tirato giù dal gancio del bagno? Io quello di micro-fibra non me lo prendo. Porto il telefono oppure me lo ruberanno negli spogliatoi? Speriamo che l'istruttrice sia donna. Non ho delle ciavatte da piscina, sarà un problema se adopero le mie care flip flop di MSN? Farò fatica? Sopravviverò alla prima lezione? Domani come starò?
Quante domande si pone, il mio culotto ancora adagiato morbidamente sulla sedia.
E poi, in quanto tempo diventerà marmoreo? Ma lo potrà mai diventare? E se finisco il panzerotto di ieri sera adesso, poi muoio in piscina in un lago di vomito verde? Chi pulirà? Chi riconoscerà la cara salma?
Hanno qui inizio le cronache del mio culo, l'incredibile avventura di una donna che non pratica attività sportiva dal lontano 2006, quella che "Io no", e ora vuole morire di dolori fisici dopo aver banalmente sublimato la carenza affettiva in un gatto. Detto in altre parole: chi ci ammazza a noi?
Il presente post non rappresenta in alcuna forma un invito esplicito a toccarmi il culo. Trattative riservate.
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