settembre 19, 2011

Siamo in missione per conto del culo di marmo

Poi arrivi a un punto che, bah, ma sì, facciamo dell'attività fisica. Perché no?

Calma, non attività fisica fine se stessa, ma per un culo migliore, un girocoscia snello, con cose che si muoveranno meglio dentro e nel profondo io-me.

E pure del tempo da buttare, nessuno che lo vuole (il mio tempoh!), un culo che reclama dell'azione, visto che il pesa-delsuddettocul-ismo ormai è spinto a vette inenarrabili (per esempio non compro su siti senza Paypal o memorizzazione dei dati perché altrimenti mi tocca alzarmi per recuperare la carta di credito).

Quindi io tra un'ora esatta prendo la bici e vado alla piscina di quartiere a fare un corso di roba-che-si-pedala-in-acqua. Vado pedalando a pedalare. Mangiando a mangiare. Bevendo a bere. Cosando a cosare.
Mi son dovuta prendere un costume olimpionico (grigio e fuxia, della Adidas) e una cuffia rosa (che fa molto Puffetta Rosa, è di una di quelle sottomarche del Decathlon, non l'ho trovata di PufFendi).

Caro diario, mi devo struccare prima di entrare in piscina? E dici che fa sfigato arrivare con l'accappatoio spugnone tirato giù dal gancio del bagno? Io quello di micro-fibra non me lo prendo. Porto il telefono oppure me lo ruberanno negli spogliatoi? Speriamo che l'istruttrice sia donna. Non ho delle ciavatte da piscina, sarà un problema se adopero le mie care flip flop di MSN? Farò fatica? Sopravviverò alla prima lezione? Domani come starò?

Quante domande si pone, il mio culotto ancora adagiato morbidamente sulla sedia.

E poi, in quanto tempo diventerà marmoreo? Ma lo potrà mai diventare? E se finisco il panzerotto di ieri sera adesso, poi muoio in piscina in un lago di vomito verde? Chi pulirà? Chi riconoscerà la cara salma?

Hanno qui inizio le cronache del mio culo, l'incredibile avventura di una donna che non pratica attività sportiva dal lontano 2006, quella che "Io no", e ora vuole morire di dolori fisici dopo aver banalmente sublimato la carenza affettiva in un gatto. Detto in altre parole: chi ci ammazza a noi?

Il presente post non rappresenta in alcuna forma un invito esplicito a toccarmi il culo. Trattative riservate.


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settembre 17, 2011

No shuffle

Le dieci arcinote canzoni considerate a torto o a ragione dall’Avesani il requisito essenziale per la sopravvivenza della specie nonché da inserire in una microSD da spedire nello spazio e seppellire in terra come ricordo (dell'Avesani) ad alieni e posteri.

(altrimenti nota come “La playlist delle certezze che mi farei se amassi creare playlist invece di lasciare che lo shuffle mi guidi verso sbalzi umorali di non poco conto”)

(altrimenti noto come “Post riempitivo perché non ho nulla da dichiarare”)

Helter Skelter - The Beatles
Gimme Shelter - The Rolling Stones
Rearview Mirror - Pearl Jam
Because the Night - Patti Smith
Paranoid Android - Radiohead
Rock and Roll - Led Zeppelin (era Trampled Underfoot - Led Zeppelin ma ero indecisa)
Love Buzz - Nirvana
Folsom Prison Blues - Johnny Cash
Sabotage - Beastie Boys
Drive - R.E.M.

settembre 07, 2011

In punta di diritto

Se sei a letto con un uomo e stai facendo le cose che si fanno di solito a letto con un uomo, e lui a un certo punto ti chiede "Hai voglia?", non dare per scontato che la voglia ce l'abbia lui, visto che è così concentrato sulle formalità.

Il mio legale, interrogato sull'argomento, suggerisce prudenza, perché con persone così burocratiche è il caso di perfezionare il contratto manifestando il proprio assenso e domandando se pure la controparte abbia "voglia".
Solo dopo il manifesto assenso si può dare per assodata la stipulazione del contratto.

Se ci fate caso, nel codice civile non si accenna mai all'erezione come elemento fondante del consenso. Da questo segue che l'erezione non vale come silente assenso.

Nel frattempo, a tornar sui libri di giurisprudenza in un momento in cui non ci pensavi neppure, ti sei prosciugata col risucchio.

[questo post è un sentito omaggio alla mia laurea nel cassetto, lo sapevo che sarebbe tornata utile in qualche modo]
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