dicembre 30, 2011

Non sei sola a Capodanno, se non ci pensi

La totale astrazione della solitudine, in occasione del Capodanno e dei festeggiamenti forzosi, è rendermi conto che il 31 dicembre è davvero una serata come tutte le altre. E pensare di trascorrerla da sola non tanto come puntiglio vermilinguo, ma senza farci caso, come fosse un'altra delle numerose serate solitarie capitate in questo dannatissimo 2011.
Toccato questo fondo, mi viene altrettanto naturale andare a cena da amici, come una qualsiasi altra sera.
Star bene e pensare non tanto al Capodanno, ma a tutto quello che magari ne seguirà.
Di questa ultima frase non sono molto convinta, però sono curiosa di vedere se e cosa può accadere ancora.


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dicembre 23, 2011

Regalo di Natale

Sì, vuoi parlare dei fumetti, ma io mi imbarazzo, hanno una storia che non racconto mai. Sì, mi chiedi come sto, ma mi stai chiedendo altro. Allora io ti rispondo come sto, ma ti sto dicendo altro. Ché sto cercando di pensare che sia tutto normale, solo normale, normale noi, normale si esce, normale silenzio, normale auto, normale fanculo, normale occhi, normale mano, normale chiedo, normale rispondi, normale sorrido, normale svieni, normale braccio, normale vieni qui dai, normale tutto. Un regalo di normalità così sciocco da vergognarmi di essermelo preso.
Grazie, comunque.

(post che parte due volte perché sto facendo delle prove coi feed, va tutto bene)

dicembre 21, 2011

Dottore, ho la cuoricella!


La cuoricella è quella malattia infettiva che ti viene quando stai troppo vicino a (o troppo lontano da) una persona che ti fa fare tumtum al coresìn. Di solito ci si ammala di cuoricella per i troppi bacilli. Per guarire è necessaria la quarantena. Quando ci si ammala di cuoricella è meglio non stuzzicare le ferite, altrimenti rimane il segno per sempre.
(grazie alla zia Serena per il lavoro estemporaneo di grafica)

dicembre 20, 2011

Prova, poi scancello

Post di prova, c'è qualcosa che non mi ritorna nei feed.

dicembre 19, 2011

Gufare

Ciao sono io, col mio maglione dei gufi fatto a mano da me

dicembre 07, 2011

Buon ponte, quindi.

Ieri ero fuori con le amiche. ho detto loro che ero giù di morale per colpa del lavoro e che ero ipersensibile per via della PMS. Ho scherzato raccontando delle mie disavventure sentimentali, situazioni che, chioso pigramente, sono fortunate a non vivere più, visto che sono fidanzate da tantissimi anni. Poi, a fine serata, una di loro mi salta fuori "out of blue" dicendomi (col il classico e preambolo "Sei carina, intelligente e autonoma, mi domando perché blablabla") "sei un po' troppo chiusa di mentalità".
Le ho detto che non è il momento giusto, che le cose non girano bene, che mi son fatta una ragione anche a restar sola ancora per molto tempo.
Non lo so perché è così difficile spiegare che, pur avendo sicuramente voglia di avere una dimensione sentimentale, non mi sbatto a cercarla.
Io penso che le cose belle accadano e fine.
E siccome di cose belle ne ho vissute (e anzi, penso di essere una persona fortunata perché me ne sono successe tante) so come succedono, prima o poi.

Puoi dannarti, puoi essere dovunque, sempre in forma, socialissima, ma se la ruota gira a rovescio non vai avanti.
Non si è soli nelle relazioni, nel rapportarsi agli altri. C'è sempre qualcun altro che può avere di fronte la donna più carina, intelligente, autonoma e magari anche aperta di mentalità e non vederla. E invece, andando di cliché in cliché, morire dietro a una donna bruttina, rintronata, incapace di trovare una strada in macchina e pure avvolta su se stessa come una chiocciola. E magari al supermercato fa la furba cercando di passarti davanti in coda.

Se non è il momento giusto, non sei nessuno per gli altri. Conti come una nocciolina. Devi sbatterti in modo anomalo anche solo per far capire a una persona che magari quattro ore trascorse assieme possono essere piacevoli anche senza fare un cazzo. Perché non sei nessuno prima e dopo quelle quattro ore. Durante, se ti va bene, sei un bel momento.
Sì, c'è una persona a cui tengo ma con cui proprio non ho un barlume di sviluppo, e mi rendo conto che sono miei punti energia spesi malissimo. Ma che ci posso fare, non sono al mercato del pesce, dove annuso quello che puzza, giro i tacchi e me ne vado. Col cuoricillo, almeno il mio, la faccenda è un po' diversa.

Non lo so voi come fate ad aver tutto questo ricambio di uomini, di donne e di criceti: una volta non si usava semplicemente innamorarsi ed essere felici?

Di certo non penso che passare un ponte in casa a lavorare a maglia sul divano con la gatta accanto sia un buon modo per crearmi una vita sentimentale. Però scalda il cuore.
Buon ponte, quindi.

dicembre 01, 2011

Entrambe piacevoli, dall'una e dall'altra ne vorrei

Galleria di Milano, ieri verso l'una

Galleria di Milano - 1912 - Carlo Carrà
 

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