agosto 18, 2010

Pupetti rosa - didascalie sommarie, dimesse, poco descrittive


Traghetto tra Scilla e Cariddi

Sul traghetto tra Scilla e Cariddi simpatizzo con Spino, il barboncino buffo

La spiaggia di Sampieri vista dal locale di cui divento sprezzante sindaco (Foursquare va rivisto, sempre che non sia over capacity)

Il Pisciotto

Cerco subito di spararmi le pose da divina, sarà l'unica foto decente

Meravigliose le spiagge deserte... non c'è nessuno con cui limonare

Concerto jazz bellofighettoeasy a Modica

Modica notte

dicevo... divento sindaco di un locale che mi fa cagare perché è l'unico posto dove si può mangiare a pranzo e stare la sera (ma trovami un locale che mi piaccia e ti fo ricco)

Accarezzo l'asinello, nonostante lo sguardo minaccioso della madre e del cane da guardia

Girl Camera Mirror #1

Girl Camera Mirror #2

Girl Camera Mirror #3


Al porto di Marina di Ragusa riscopro le mie origini in formato HTML

Brioche

Con la granita al caffé + panna

Magnum artigianali. Non mi è chiaro perché non ho preso quello bianco a pois verdi

Tramonto a Cava d'Aliga, cerco un perché, ma il vuoto spinto in testa me lo impedisce

A Scillato, nel mezzo del nulla del Parco delle Madonie, rimaniamo praticamente senza benzina. Ore 13:30 del 15 agosto. Non ci rapiranno, non ci stupreranno, non ci deruberanno. Anzi. Il benzinaio è un bel moraccione con gli occhi verdi che mi sorride quando gli chiedo "Un innaffiatoio di gasolio, per favore".

In questo panino è racchiuso il mio amore per il grasso. In una Palermo deserta, Ferragosto, ore 15e20

Mi trema la mano dalla commozione, non immortalo nulla, solo profumi

Sadako ricoperta di alghe ci saluta dal Porto di Palermo

Lui vola

Alba non so bene dove, di sicuro più verso Civitavecchia

---

agosto 13, 2010

Ho dei ricordi

Quando ero piccola.

Published with Blogger-droid v1.4.9

agosto 08, 2010

Unplugged 2010 Edition

Ritornano i tradizionali unplugged vacanzieri, questo giro spediti dallo smart-siffredi-phone. La Suzie sta bene.

Published with Blogger-droid v1.4.9

agosto 05, 2010

Bacio volante

Ieri sera, saranno state quasi le nove, ero di ritorno a casa in metropolitana.
A Cadorna vedo seduta sulla panchina di marmo una coppia di signori sui settanta.
Lei è irritata da qualcosa, sembra si sia sporcata oppure che sia infastidita da quei putridi ventilatori-sputa-acqua. Lui la guarda in modo dolce accarezzandole il ginocchio cercando di minimizzare. Io mi rendo conto che li sto fissando dal vagone, attraverso la porta aperta e sto sorridendo a loro e alle idee romantiche che mi balenano per la testa.
Forse lui si è sentito gli occhi puntati addosso, quindi si è voltato verso di me: mi ha sorriso malandrino e mi ha mandato un bacio di nascosto.
Gli ho sorriso mentre la porta si chiudeva e il treno ripartiva.



---

agosto 02, 2010

Banalia dei minuti contati

Il tag "Banalia" ricorre quando non ho episodi rilevanti da commentare. Oppure li ho, ma per motivi di opportunità è meglio evitare. In genere raccoglie dei banali pensieri quotidiani tipo "oddio devo andare a fare la spesa", "Che palle mi son dimenticata di cambiare la sabbia alla gatta". Robe inutili, così.
Mi piace avere un diario pubblico e pensare che ci sia gente interessata ai miei cazzi personali e pronta a immedesimarsi in un reality di onesta fattura, ma ogni tanto mi imbottiglio perché all'improvviso mi scontro con i (seppur interessantissimi e commentabilissimi) cazzy altruy. Infatti mi era pure balenata l'idea di mescolare la realtà alla fantasia con un nuovo tag, il "rumi fiction". C'è molta rumi fiction pronta, nella padella delle bozze. Devo pensarci, anche se non mi pare molto onesto intellettualmente.
Poi si aggiunge il fatto che sono in un periodo saturnino (accezione antica), quindi mi autoassolvo vostro onore, mi concedo l'arrampicata sugli specchi, tre giri attorno a un dito, la latitanza e questo banalia di inizio agosto, purtroppo laconico. Sono molto stanca, un po' provata da un luglio esteticamente deprecabile. La foto lo testimonia: mi sono messa in posa da squinzia dimessa, sono senza trucco, sembra che mi abbiano sfregiato la faccia. Deprecatemi. Qualcuno però mi dica che al concerto di Mike Patton ero carina: sono tre i maschi che potrebbero passare di qui e che, a riguardo, potrebbero rinfrancarmi anche in forma anonima, giusto per risollevarmi il morale sul fronte frivolo
.

*Dopo aver passato mezza notte in bianco, stamattina mi sono svegliata a causa di un terribile incubo. Dove ritiro il premio?

*Date uno sguardo al colonnino di destra. Scorretelo fino alla voce "Archivio". Contate i mesi in cui sono stata sotto la decina di post.

*Il risultato sono i minuti in cui ho ottenuto ciò che più ho desiderato negli ultimi sette mesi.

*Tutto sommato mi pare normale desiderare quel che non ho.

*Se poi amate incrociare i dati e mi conoscete un po', avete capito benissimo quello che voglio dire. Chiaramente non sto parlando di minuti.

*E se non mi conoscete lavorate con la fantasia: probabilmente sarà più colorata dei miei sciocchi e ordinari desideri quotidiani.

*Come passatempo, per sopravvivere, scrivo. E' un modo per buttar fuori. Quando mi blocco, quando non riesco a farlo, sto male, sto di un male che non avete idea. Mi sento implodere.

*Allora ammazzo il tempo così, come segue. Va a finire che mi faccio un guardaroba. Sconclusionato.



--

luglio 26, 2010

Latitanza, reticenza, tendenzialmente de panza

Era sabato (domenica tecnicamente) sul mio balcone e nel resto del mondo, imperfetta non piena

Era domenica 25 luglio, a Milano, check'd'in Milano Jazzin' Festival [che me lo faccio anche io il Samsung Galaxy S?]

(domenica) Anche io sono maleducata la mia parte, ma non si dice, non si fa, non si deve [maleducati sentimentali]


A volte sono solo appunti personali, pubblici.
---

luglio 12, 2010

Un contorno senza carne

C'era questo tipo, in metropolitana, la settimana scorsa. Mi ha attratto il Borsalino in testa, che non si è mai tolto. Poi aveva una splendida camicia azzurra di lino con le maniche rimboccate per il caldo, e un paio di pantaloni beige. Scarpe in ordine, ma non me le ricordo, perché l'oggetto "scarpa maschile" non mi interessa più di tanto. Io ci ho il debole per le camicie dei maschi, e quella lì di lino azzurro era davvero splendida. Stropicciata dalla giornata, ma stirata bene, in origine. Il tipo, in piedi nel corridoio, teneva appoggiata a terra la borsa di una qualche Westminster & Partners, azienda brucia soldi per investimenti su cazzy e mazzy. Ecco, forse la borsa corporate tradiva l'essenza dello stagista ben vestito coi soldi di papà. Avrà avuto sicuramente meno di trent'anni, e non era manco bello. Troppo magro, lineamenti troppo marcati e troppo asciutti, e gli occhi troppo da ragazzino. Troppo tutto no. Assolutamente impossibile veder scorrere del sangue nella sua carotide, anche con del liquido di contrasto. Ma lo fissavo, giocando a immaginarmi quale, tra i ragazzi che conosco, sarebbe stato bene vestito così. Si è accorto che lo guardavo con insistenza, da dietro gli occhiali da sole. Chissà che ha pensato. Io non sono abituata a mettere gli occhi addosso alla gente, anche quando ho gli occhiali da sole.

--

luglio 09, 2010

Dedicato ai lamenti delle donne


Si dice che un cuore pavido non conquistò mai una bella dama e per me è stupefacente che le belle dame vengano conquistate, visto quanto siano spesso pavidi i cuori degli uomini! Se non fosse per la gentilezza della loro natura, che nello scorgere la pochezza del nostro coraggio, le fa discendere di quando in quando dalle inespugnabili fortezze e aiutarci a portare a compimento la loro stessa sconfitta, troppo spesso sfuggirebbero indomite se non illese, libere nel corpo se non nel cuore.
A. Trollope "L'amministratore"

---
E' da giorni che mi rigiro questo inciso di Trollope, scrittore inglese contemporaneo di Dickens. Lo trovo scritto benissimo, sottile e stronzo.
Sotto sotto, con forma quasi di paterno avvertimento, ci sta dando delle deficienti che scelgono la sconfitta, facendo invece passare per dato e inconfutabile il fatto che gli uomini siano pavidi. Come a dir "noi siamo così, che ci possiamo fare... lo sapevate che non eravamo alla vostra altezza".

Mi pare anche ingiusto argomentare così, Trollope non può risorgere dall'epoca vittoriana da cui ci scrive certe perle per intervenire a propria discolpa, tuttavia il messaggio è chiaro: prima o poi un uomo troverà una donna che lo accetterà suo malgrado. Il contrario proprio non è certo.
Perché pavidi sì, ma scemi proprio no.

Avanti la prossima... ma ragazze, per un po' toglietevi dalla fila.

---

Novità, pulsante Like su Facebook direttamente qui, vediamo l'effetto che fa :)

luglio 06, 2010

GTA Life City

Non ho mai amato i giochi free roaming.
Né gradisco le scelte multiple se non sono incanalate su dei binari ben precisi. Non mi piacciono i giochi con cinque finali.
Non amo tutta questa libertà, col pad in mano non la so gestire.
Avere tante sotto-quest mi mette ansia da prestazione... "e se avessi sbagliato a non fare quella missione?".
Questo vale tanto nei videogiochi quanto nella mia vita che vorrei semplicemente fosse una bella e indimenticabile avventura grafica, tipo quelle della Lucasarts.
Non me ne frega di esclamare "wow che figata" ogni due per tre, macinando inutili sequel.
Mi bastano una bella trama, una grafica graziosa che lasci volare la fantasia anche con solo due pixel ben assestati e un'interfaccia come dio comanda.
Sull'interfaccia non transigo.

--

luglio 05, 2010

Banalia amemipiace

* Tu che mi consigli di tenere in casa la bottiglia di amaro. Ti stimo. Fossi uomo ti direi le cose che odi. Tipo che mi piace quello che dici :D.

*Giocatori da tenere sotto osservazione durante le semifinali dei Mondiali di Sudafrica 2010: Lukas "Poldo" Podolski (Germania, 1985. Sotto osservazione dal 2006). Diego Lugano (Uruguay, 1980, giusto perché bisognava sceglierne uno dell'Uruguay e questo è il Massimo Ciavarro del Sud America con un pizzico di Brendan Fraser). Wesley Sneijder (Olanda, 1984. E' alto solo un metro e settanta, ma compensa col faccino puccioso). Fernando Torres (Spagna, 1984. Sotto osservazione dagli Europei 2008, è un po' sotto tono e ha perso quel che di fascino acerbo che lo contraddistingueva e che arrapava noi vecchie). Della Spagna è sempre il meglio Josep Guardiola.

*Fuori scala, fuori dalle semifinali, l'Iddìo protuberante, paraguagno, figagno, il moro definitivo della porta accanto, il paradigma, il 191 cm, il FILF Roque (rrrrrrrrroque amame, yo te quiero) Santaaaa Cruz.

*Io comunque ho sempre avuto il debole per Stefano De Grandis Da Bordocampo. E qui lo dico una volta, poi taccio per sempre.

*Ci piace da sempre, fin troppo ovvia e telefonata




--

luglio 02, 2010

Desideria non c'è più

Desideria Acconciature ha deciso di andar via stamattina :(
Disapprovo su tutta la linea

luglio 01, 2010

Bum-bum. Cica-bum. Esplodo.

OK.
Superi delle prove.
Delle prove che neanche Asterix e le Dodici Fatiche.
OK. Le hai superate.
Ti dicono che sei ganza.
Che sei diventata una persona meglio, dopo tutte quelle prove.
E in effetti sì.
Poi ci sono altre prove.
E vabbé, dici.
Cosa vuoi che sia, diventerò una persona ancora meglio, pensi.
Ecco.
Io sono stufa di diventare una persona meglio.
Secondo me così può bastare, almeno per un po'.

---

giugno 29, 2010

Che parlo di calcio. In 3D. A modo mio. Ovvio.

una delle solite istantanee monopixel sfocate a testimonianza di evento specialo

Di quando Puffetta Rosa, l'anti-early-adopter per eccellenza, si intestardisce che è ora di andare a vedere una partita di calcio in 3D perché le han detto che in fondo non è malaccio. Di quando, dopo aver invano cercato di coinvolgere degli amici venerdì scorso per Brasile-Portogallo, Puffetta decide di andar da sola all'Odeon a guardare Brasile-Cile, traendo importanti insegnamenti per la vita e il numero di telefono della maschera per entrare gratis al cinema.

Parliamo malamente di cose serie: il calcio. Quella cosa che io non seguo più da un po' di tempo come tante altre. Per le solite contingenze. E che comunque seguo con spirito frivolo e distratto.
E parliamo di 3D, quel fenomeno del momento imposto dall'alto e che detesto, almeno sul fronte cinematografico, in quanto cozza completamente con la mia idea di cinema.


Digressione che potete saltare a pié pari
[no, non sono una fanatica della cinematografia iraniana, né dei campi lunghi cinesi a camera fissa, anzi. Adoro i film d'azione ma ho delle difficoltà a concepire l'idea del "tuttoafuoco". Ché lo spazio è dato dalla luce e non dall'asse zeta. Il che, a ben vedere, è un problema affine all'assenza di motion blur nello stop motion, dilemma risolto magistralmente da quell'uomo un tempo geniale chiamato George Lucas.]


Tuttavia corre voce che [frase da sfoderare in società] "Il calcio in 3D non è poi così male" (per altre frasi da sciorinare all'occorrenza, scorrere a fine post).

Il dato di fatto è che in Italia nessuna emittente televisiva (Sky) ha acquistato i diritti per le partite trasmesse in 3D dalla Fifa. L'idea di proiettarle al cinema non è peregrina (a parte gli 8 euro di biglietto), anche perché -visto da fuori- l'insieme si ammanta un curioso fascino retrò debitamente registrato sin dai primi minuti di gioco in cui gli spettatori in sala (invero non moltissimi) si lasciano andare a grida di giubilo e tifo esagitato.
Ma vi ricordate che una volta al cinema si poteva pure fumare? E non ditemi che siete giovani e non avete visto l'Italia vincere i Mondiali dell'82, cazzo.

Maschera mi dice che la partita arriva via satellite, parabola installata giusto per l'occasione, con un piccolo problema tecnico: c'è il Duomo di mezzo ed è troppo vicino. La Madunina è di ostacolo al segnale, che si rigira e si lutulla tra una guglia e l'altra. Durante la trasmissione ci sono un paio di interruzioni ma non mi è chiaro se sono dovute al satellite, all'elaborazione dei dati prima del broadcasting o al proiettore.

Divagazione assolutamente poco perita con più domande che risposte
In pratica per due volte la trasmissione si è interrotta, e al suo riavvio si sono viste le due immagini stereoscopiche che, sulla base di questo grafico, vengono unite prima dell'invio al satellite. Ma il proiettore non è anche un decoder? (il che giustificherebbe più qualche problema in sala proiezione). Io escluderei l'intervento della Madunina perché, di solito, quando il segnale del satellite è disturbato, appaiono i pixelloni. E no, niente pixelloni. Approfondirò, anche perché di sta roba non ne so proprio nulla. Me ne esco dal ginepraio in cui mi son ficcata.

Entriamo nel vivo dell'azione e inforchiamo gli occhialetti con lenti polarizzate.
La partita in 3D vive sostanzialmente di tre tipi di inquadrature: in primis quella dalle tribune basse e a cui siamo abituati tutti, la vista del centrocampo, abbastanza mobile, ravvicinata e dotata di una profondità propria già in 2D. In 3D l'immagine diventa un pelino più affilata (anche grazie all'HD) ma la peculiarità della terza dimensione non si avverte in modo incisivo.

Poi ci sono le riprese di pregio fatte lungo la fascia e da fondo campo. Vicine.
A bordo campo l'azione trae evidente giovamento dalle inquadrature 3D: è qui che di solito (in 2D) la profondità di campo cede il passo al particolare e disperde l'azione, facendo capire poco sugli spostamenti dei giocatori. In 3D, soprattutto con inquadrature angolate rispetto le fasce laterali (dove corre anche il povero disgraziato con in groppa la Steadicam), si apprezza meglio il movimento, soprattutto nel corpo a corpo, il gesto atletico e tecnico, la velocità, la marcatura a uomo, nonché la fisicità degli scontri. Così da vicino, del resto, si notano anche le diverse altezze e stazze dei giocatori.
La resa migliore, poi, la si ha con le viste da fondo campo. Due telecamere sono poste ai lati della porta e mirano, a seconda dell'azione, dritte sulle fasce o convergenti sull'area di rigore. Nel primo caso sono strepitose: il primo uau personale scatta al 22esimo del primo tempo su una galoppata di Kakà sulla fascia destra (destra?), inquadrato frontalmente e che dribbla-scarta-fancazzo-l'azione sfuma lì, ma cavolo che figata. Meglio che dal vivo allo stadio.
Nel secondo caso, invece, la resa varia a seconda dell'azione e della traiettoria della palla.
Quando c'è mischia in area (il primo gol di testa di Juan) non è molto rilevante, mentre sul replay del gol di Luis Fabiano scatta un altro uah.

Poi il resto sta davvero nelle mani delle squadre in campo: non c'è magnificenza tecnologica che possa esaltare una partita poco avvincente e fissa a centrocampo, tanto che la prima mezzoretta del secondo tempo è di una noia mortale a prescindere dalle (tre) dimensioni in ballo e dal bel gol di (vado a controllare su Fifa.com, in quanto la mia perizia a riguardo latita) Robinho, che non viene intercettato dalla camera alla sinistra della porta.

-

Ed ora il momento tanto atteso de:

Le frasi con cui potete bullarvi in società (o con una figa. Ma dalla regia mi dicono anche che sarebbero davvero ottime se utilizzate da una figa per far colpo su un figo... ma che è tutto sto figume poi, bah) riguardo il calcio in 3D e che potete citare a memoria (nessun diritto riservato) anche senza aver visto nulla in 3D.

*"Con il 3D si apprezza la fisicità dei giocatori"

*"Le inquadrature da fondocampo sono una figata a differenza del tennis in 3D che l'ha visto un mio amico e m'ha detto che inzomma..." [solo i miei personali credits a Quedex]

*"La visuale 3D dalla tribuna non è poi così diversa da quella in 2D"

*"La grafica -tipo il cronometro o le statistiche di gioco -c'hai presente i numerilli che appaiono ogni tanto- emerge dallo schermo, tipo un layer che sta proprio davanti. Ma davanti davanti!"

*"Jabulani è un pallone leggero come il Tele, ti ricordi il Tele? Ci giocavi, tu, col Tele?" [centra niente col 3D, ma dopo la quarta birra sì]

*"Su un blog ci sono informazioni interessanti, e ci devi guardare le foto con gli occhialini anaglifi" [ad "anaglifi" probabile sberla in arrivo se non spiegate che sono quelli con le lentine colorate]

*"A volte pare che l'immagine perda frame per strada" [solo dopo la sesta birra e in presenza di persona che non ponga l'arguta domanda "Cosa è frame?" a quel punto non mi assumo responsabilità]

Altre info che mi hanno incuriosita nella notte
FIFA World Cup: Adds 3D, loses a little HD resolution

ESPN's broadcast of the FIFA World Cup in 3D: How does it look?

---

giugno 28, 2010

Banalia knitterie prevalebunt

*E non si può mica stare con le mani in mano, cavolo.

*Mentre la canotta asciuga quietamente sul balcone in attesa di assemblaggio (rep. 1), mi diletto nella prosecuzione di calzino coi quattro ferri (rep. 2) commettendo un errore imperdonabile (dovrò disfare un giro). Nel frattempo attendo l'arrivo di filato (rep. 3) per magliettina da fare con ferro circolare e in top down (immagine non disponibile in quanto le foto del pattern non rendono l'idea di come lo voglio io, magliaimprovvisazione vuole che si lavori a vista per aumenti e diminuzioni sui fianchi, che qui ancora per qualche anno non saremo dei furgoncini Wolkswagen e i magliari questo lo devono capire che non si può sembrare sempre dei fagottini ripieni). Sarà una bella prova.

*Comunque qui la settimana sarà tendenzialmente impegnata con attività varie, alcune eventuali tra cui: Annina è qui; stasera caschi il mondo ma almeno una partita dei mondiali in 3D me la vado a vedere giusto per soddisfare la curiosità (Brasile-Cile); venerdì ci sarebbe pure Adam Green a Bologna, vediamo se al 2 luglio ci arrivo sui gomiti; weekend via, sicuro quello, bella girlz arrivo.

*Tra l'altro questo è un periodo abbastanza placido, sia messo agli atti. In solitaria, poca caciara, attività varie da svolgere in tranquillità. Lunghe pause di riflessione e scava-scava con impreviste conclusioni, coccole alla Suzie che si mette in posizioni indecenti (rep. 4).

*Lo scorrere delle settimane è tendenzialmente scandito dalle date di scadenza dell'Actimel. Tipo che quando scadrà quello che ho in frigo avrò raggiunto un traguardo personale. Ma non è una scadenza reale, perché ora dell'ora sarà già bell'e che digerito e ci sarà dell'altro Actimel, e un altro traguardo [ad libitum sfumando].

*Sorniona.

[Rep. 1]

[Rep. 2]

[Rep. 3]

[Rep.4]


---

giugno 23, 2010

Potere dello shuffle

Il potere magico dello shuffle ha fatto riemergere "Canzone 2008 - Lei ha visto la luce".
Lei ha visto la luce all'incirca tra 2:20 e 2:30. Lì, proprio lì, cinquanta metri a destra rispetto questa fotocamerina. Che se avessi gli strumenti di Blade Runner forse mi ci vedrei, anche se un po' sfocata.



Because we separate. It ripples our reflection

giugno 20, 2010

Banalia 2.0 sul Girolamo Fracastoro - Verona

*Ai tempi che furono ho frequentato il Liceo Scientifico Girolamo Fracastoro a Verona.

*Un tempo quel liceo era una maternità. Le aule erano chiaramente delle stanze da 12.

*Una generazione che ha frequentato le aule del Liceo Scientifico Girolamo Fracastoro di Verona ci è pure nata.

*Io no.

*Girolamo Fracastoro era un uomo di cultura veronese, amico di Copernico. Quindi il suo social network era di un certo livello.

*Girolamo Fracastoro scrisse un trattato sulla sifilide, il mal francese, il morbo gallorum.

*In centro a Verona, nel passaggio tra Vicolo Fogge e Piazza dei Signori (volgarmente detta Piazza Dante), c'è una statua del Fracastoro con una palla in mano.

*Le voci popolari dicono che la palla cadrà in testa al primo galantuomo che passerà sotto la statua.

*La palla è ancora nelle mani del Fracastoro.



---

Post felino in una domenica che preferirei diversa

La mia dolce nasuta

Autoscatto

Sua Felinità totale

[ ]

Vampirella

giugno 19, 2010

My Own Private Idaho feat. MM

Che di solito qui scrivo, perché non so disegnare né comporre musica. E quando le parole giuste non escono, mi blocco. Son bloccata.
Mi sono imbattuta in un disegno di Miriam che risolve tutto.
Che in effetti un disegno è meno sfacciato delle troppe parole che qui non so dire.



My Own Private Idaho - Miriam Mosetti

giugno 16, 2010

Nuovi progetti per la Rumi House

Allora, i nuovi progetti per la Rumi House prevedono in primo luogo l'acquisto di due comodini per la zona notte. Due per simmetria e perché non ho una parte del letto dove dormo precisamente. A volte sto a sinistra, a volte a destra, di sicuro più a destra ma perché è più vicino alla porta. Ora a sinistra perché c'è più aria.
Per comò ho deciso di acquistare due cubi Optic della Kartell: uno viola e uno giallo. La settimana scorsa sono andata alla Rinascente per prenderli, ma non li avevano. Il commesso, gentile, mi ha detto che "qui teniamo solo gli articoli top hundred, e dell'optic quindi teniamo solo il trasparente e il rosso". Che banalità.
Sopra ai comò metterò due disegni all'acquerello che ho comprato al Miami da Roberta Briatico. Il Dottore mi ha aiutato a sceglierli. In uno c'è scritto "Soffia", c'è il vento che spira. E dio solo sa quanto è stato importante il vento e quanto gli sia grata per la sua impalpabilità. Lui forse l'ha intuito, ma apprezzo il fatto che taccia e mi sfugga sempre sul più bello. In un altro c'è scritto "Sensazione". Non mi ha colpito la parola, ma mi piace il disegno.
Il tutto fa molto "figaromantica", ma la verità è che lo sono. Meglio scendere a patti con la mia natura. E uccidermici. Morirci.

Poi voglio prendere un tavolino basso da mettere davanti al divano. Qui la faccenda si fa nebulosa perché è da due anni che ho l'occhio attento sulla categoria "tavolino basso da mettere davanti al divano" ma non ne ho ancora visto nessuno che mi colpisca. Non ho le idee chiare a riguardo: di certo cerco qualcosa di moderno ed essenziale, ma che non prevalga sul resto del salotto. Anonimo ma con gusto.

Infine l'ingresso. Dove c'è la libreria bassa. Lì sopra voglio iniziare a metterci qualcosa. Dei disegni, delle stampe. Non miei perché purtroppo non sono capace. Cose raccolte nel tempo, che mi significhino e ricordino dei momenti. Il sogno in realtà è una litografia di Murakami, ma viste le quotazioni, al momento è meglio lasciar perdere in attesa di tempi migliori.

Al momento desidero questo, per la Rumi House
---

Banalia formicolìo

C'è un momento in cui ho un tuffo che dalla gola parte e scende giù, stringendosi, scivolando, risucchiando tutto, per poi riaprirsi come una bolla silenziosa nello stomaco.
Poi riprendo il controllo delle mie viscere. Mi dico che non è niente. Sono bravissima.

Perché a conti fatti è così. Ho recuperato tutti i mille pezzi del mio Ravensburger. E' che a volte mi diverto a scombinarli per poi rimetterli a posto, come facevo da piccola con i Grandi Classici di Walt Disney nella libreria. Solo che nel sistemare a volte mi impaurisco, perché nel casino mio solito i pezzi scompaiono.

Ieri sera mi sono addormentata sul divano. Al risveglio non sentivo più il braccio sinistro, era informicolato. Ricominciare a muoverlo mi ha fatto tanto male, sembrava un moncherino grasso e spugnoso in crescita.

---

giugno 15, 2010

100.000




Eccoli, i centomila.
Ricordo per esempio la sera dell'inaugurazione: io, giopa, Flx e il Dottore alla volta del Rolling Stone.

Primo atto vandalico subìto dopo un mese (una svastica incisa sul cofano in quel di Verona, con foto depositate in questura e hostate su un Photobucket di cui non ricordo la password, ma grazie all'archivio di Google Gruppi risalgo alla grande e ri-posto la foto artistica)


E poi boh, centomila scorsi via, che non so neanche io come, tra gite, viaggi, fughe, fiancate rifatte e chissà che altro.
Una macchina presa per durare.
La seconda che battezzo ai centomila.
La terza mia.

---

giugno 13, 2010

99999


ecco, ci siamo quasi

giugno 12, 2010

Gagacalza

Dovrei fare la designer di biancheria intima. E' che nel video di Alejandro a un certo punto appare la Gaga con delle calze che, nella mia mente, sono delle autoreggenti velate chiare con fascia di latex nero. Decido che le voglio. Scopro che sono di Agent Provocateur.
Mi trovo "per caso" al quinto piano della Rinascente dove c'è il mio corner preferito. Non fatevi depistare dagli eccessi fetish di AP, quello è in gran parte marketing, ci sono dei pezzi pregio per noi micro-dotate che rigettiamo il padding, tipo dei demi-bra da urlo.
Affronto la commessa e le spiego la situazione.
TAG: Gaga, autoreggenti, latex.
Delizia in rosa, questo è il nome della commessa nella mia testa, si dimostra simpatica e collaborativa, al punto che ci mettiamo a vedere assieme il video della Gaga per controllare. Dopo un po' di ricerche mi dice: "Ho capito quali sono, le ho addosso io. Vieni qui". Mi affaccio dietro il banco, lei si tira su la gonna e mi mostra le calze, del tutto diverse da quelle che mi immaginavo io. Dopo un momento di sfasamento in cui capisco molte più cose che in una vita intera, mi ricordo di essere etero.
Sono delle normalissime calze da reggicalze, con le scrittine (io nel video non le avevo notate whip me-bite me- eat me-tease me) che, mi dice Delizia, probabilmente sono state adattate col silicone per rimanere su da sole.
Sono convinta che entro fine 2010 uscirò di casa con delle calze a rete strappate. Fortissimamente volli.

giugno 10, 2010

22:22

Dicono che quando guardi l'ora e vedi due numeri uguali (tipo 19:19, 22:22, 20:20) ti porti fortuna. Io per due anni -giuro- non li ho più visti. E' da un mese e mezzo che molto spesso l'occhio mi cade sull'orologio proprio in quei momenti.
E quest'anno compio gli anni il 20 ottobre.
20/10/2010

giugno 09, 2010

Ruina del genere femminile

Ho visto Sex & TheCity 2, porca vacca un vero film horror. Forse solo due gli scambi di parole decenti in un film in cui strabordano le paranoie insulse di quella rompiballe di Carrie (la SJP è più racchia e smorfiosa che mai, con un colorito cinereo, vestita di merda) e del bolso marito che si merita. Mettetele una Manolo in bocca e girate con vigore, please. Estrarre, asciugare e riporre in cabina armadio per impieghi più frivoli.
Io dal cinema ne sono uscita con pensieri un po' fastidiosi. il mio livello di tolleranza è notoriamente minimo riguardo i problemi affrontati in quel modo anglosassone di "parliamone", "possiamo capirci", senza ironia e abbondanza di "celacrediamoappacchi".
Tutto clinico. E inutilmente analitico.
E' questo che rende pessime la gran parte delle commedie (?) romantiche che dovrebbero piacere alle regazze.
E dire che il primo episodio aveva avuto il tremendo merito di immortalare in modo abbastanza crudo (anche se patinato) cosa significhi quel tipo lì di "stare male" per e con qualcuno.
Che la cosa che mi preoccupa di più è sentir commentare "Eh sì è proprio così, è proprio vero".
Che fai, spettatrice, ti immedesimi nella merda inodore di un dialogo da Upper East Side?
I problemi, semplicemente, o li si risolve senza troppe ciance, o si risolvono da sé.
No, non si risolvono con i discorsi profffondi, perché spesso -non sempre eh, ma ci vuole uno sforzo di sincerità non indifferente con se stessi e con gli altri- sono sterili dichiarazioni di principio. E' per questo che preferisco raccontare cosa sono, cosa sono stata, ma non cosa vorrei essere. Che mica lo so tanto bene.
E quindi anche oggi ho divagato.

---

giugno 06, 2010

Come le vacche al pascolo

Se c'è una cosa che proprio non gradisco è quella di essere marchiata come una vacca all'ingresso dei locali. Come se fossi portata all'andirivieni. Io. Ma sticazzi. Al massimo marchiami quando esco, e se te lo chiedo. Ma OK, son questioni logistiche.
Poi io porgo sempre l'interno del braccio sinistro, perché sul dorso della mano no. No vacca mai.

Tuttavia accade che i marchietti siano pure carini, come quelli del Miami 2010 qui a Milano al Magnolia, che alla fine, dal no, st'anno nunc'hovvoglia, ci son passata due volte (tairararirururirurairaira-neuneuneuneuneu).

Timbrino squinzio-minaccioso del venerdì sera

Timbrino arancio-battiatesco del sabato sera
-si capisce, vero, quel che c'è scritto?-

(non vorrei ripetermi ma sono in Nada-heavy-rotation)

Tairararirururirurairaira-neuneuneuneuneu















5 giugno 2010, al Magnolia Zen Circus con la Nada che mi canta Luna in piena, Amore Disperato, Ma che freddo fa, più l'altra di oggi pomeriggio, piaciosissima, brava, io grazie per inizio giugno.

giugno 05, 2010

Fuori confine

Tendenzialmente intimidita, sono arrivata a un momento di pausa non cercato. Direi che dopo due anni di post a raffica, un attimo di respiro ci può stare.
Potrei raccontarvi che ho comprato una bicicletta, ecco. E che pochissimi sanno che io e i velocipedi, fino a un mese fa, eravamo come il giorno e la notte: ne avevo paura (e ne ho ancora un po') perché non ho mai saputo andare in bici. All'improvviso pedalo controvento in salita, esploro Milano a velocità a me congeniali, scopro passaggi segreti tra zone che credevo lontanissime tra loro, mi abbronzo come un muratore, pedalo con la Gaga nelle orecchie se ho fretta, altrimenti metto su Muddy Waters per accompagnare la pedalata con un ritmo più umano e ancheggiante, concedendomi anche di guardare in su.
Ho fatto anche una gita fuori confine. E per un po' non torno, da dietro quella linea di vernice segnata a terra.



Stasera vo a vedere illi e illa che cantano
---

maggio 26, 2010

Banalia doppia secca

[amica] ciao amica come la va??
[momoko_rumika] tranquillina, pacifica, sotto effetto sedativo di un Kinder Delice.

---

Compro bottiglietta di olio magico profumoso alla magnolia. Quello che ti ci spalmi tutta e poi sei pronta a infilarti nel magico fornetto crematorio Harbert con un po' di rosmarino. Purtroppo pare che qualcuno non voglia che lo faccia, perché la bottiglia *non ancora aperta* cade per terra (per fortuna in bagno e non sul magnifico rovere) e si frantuma in mille pezzi, seminando vetri dappertutto, ungendo l'ungibile tranne la sottoscritta che di olio per il corpo non ne vuole più sentire parlare da qui all'eternità. Al massimo burro, che fa molto ultimotango.

---

maggio 24, 2010

Banalia quattro paperelle

*Vorrei rassicurarvi: non sono diventata Adriana Lima. E' che la via per andare al lavoro, dopo aver lasciato alle spalle l'Hotel Brun, costeggia il Parco delle Cave. E stamattina quattro anatroccoli sono scappati dal parco e, poverini, correvano disperati lungo il marciapiede. Ho dovuto sterzare per non spiaccicarli, povere creature. Erano terrorizzati -_-

*Dunque, prevista chiusura articolo entro le 14. Poi gestione lavorativa generale in attesa della fine del mondo. E' che stasera (NdR stasera per me, cinque ore fa per chi ci ha il bel tempo di non dormire la notte o alzarsi alle sei e poi morire alle nove) finisce Lost. E se non ve ne eravate accorti dalla colonnina di destra che raccoglie i migliori quote di stagione di Sawyer (quel gran bel pezzo oggettivo di manzo leggermente in sovrappeso, oh che meraviglia), io guardo Lost.

*Classifica fighi di Lost, da qui all'eternità
1 Sawyer
2 Desmond
3 Sayid
-Non classificato-
Jack, salvo quel-sosia-là-che-comunque-è-più-bello avvistato al bancone del bar, che però non aveva addosso tatuaggi almeno nelle parti -molte- visibili.


---

maggio 22, 2010

Baciamano

E' che stamattina, penso verso le sei e mezza, stavo sognando che un tipo (uno-ben-preciso, ma questo è un blog del cazzo-generico, non del cazzo-specifico, quindi niente nomi di tipi) mi faceva un dolcissimo baciamano. E io ne ero proprio contenta, perché il sogno andava avanti da un po'... insomma c'era il film romantico in corso ^^; E mentre sognavo queste cose dolci, vengo svegliata da un baciamano vero. Probabile che io, nel sonno, abbia allungato il braccio fuori dal letto (o era già fuori, chi lo sa) e che la Suzie sia arrivata lì a snasarmi la mano.

Vabeeeeeene -_-



---

maggio 17, 2010

Ho sonno

Serve un omone alto e coi capelli rossi che mi culli. Penso sia comprensibile.



Where, Oh where have you been my love?
Where, Oh where can you be?
It's been so long, since the moon has gone
And oh what a wreck you've made me

Are you lost, over the oceans?
Are you there, up in the sky?
Until the return of my love
This lullaby

My hope is on the horizon
Every face, your eyes I can see
I plead and pray though each night and day
Our embrace is only a dream

And as sure as days come from moments
Each hour becomes a life's time
When she'd left, I'd only begun this lullaby



---

Stato d'animo oggi, 17 maggio 2010

Non c'era oroscopo capace di prevederlo.
Non era prevista sindrome capace di condizionarlo.
Non c'è canzone per contenerlo.
Non ci sono parole per descriverlo.
Film per immedesimarlo.
Dopo vado a casa, chiudo la porta e spero che oggi, domani o dopodomani un'illuminazione arrivi per capire che cazzo - Elena, che cazzo - vaffanculo cazzo, Elena.
Dicesi dello stato d'animo: confuso, sindromatico, inenarrabile, incontenibile, caotico, da prendere, lavare, strizzare e distendere al sole e al vento. Al vento come il bucato.
Sostanzialmente nei miei sogni un po' troppo, a oggi 17 maggio 2010.

Si registra una torta riuscita malissimo, talmente vomitevole da non avere giustificazioni.
Devo decerebrarmi, altrimenti non sopravvivo, anzi tra un po' mi avveleno.

Ah, butto via il lievito madre.
Non fa parte del mio stile di vita, almeno quello attuale.
Sono colpevole della morte di una colonia di microorganismi.
Quando sarò una nonna vera, panificherò per la mia stirpe.

Ora per chi, per cosa. E soprattutto perché.

---

maggio 10, 2010

Pesante

Weekend pesante.
Come Iron Man 2, per esempio, il film più noioso della storia del cinema, allietato solo da un particolare: il neo sulla guancia destra di Sam Rockwell. Quell'uomo c'è.
Come una pizza che "ho fame, voglio qualcosa di lurido" e combini tonno wurstel panna zucchine e sa chi cosa boh.
Come renderti conto che sei stata l'ultima a uscire e la prima a rientrare nel palazzo.
Come una notte che non passa più.
Come una birra media alle cinque di mattina in un bar buio con la serranda giù, ma c'è freddo, e fuori dopo c'è la luce per fortuna.
Come la carne argentina mangiata alle quattro e mezza di pomeriggio, con le patatine che proprio non mi son piaciute però.
Come l'acqua che mi son presa ieri per battezzare la bicicletta. Le piogge acide sciolgono il grasso.
Come il Rugginoso.
Come il sonno di stanotte.
Come la porta del veterinario contro cui sono andata a sbattere con le lacrime agli occhi stamattina.

Che poi pesante non è sempre male, anzi.
A ben vedere, un bel weekend pesante per riattivare il fisico.
Per la mente mai abbastanza.

Stasera insalatina e coccole alla mia pelosina operata.

maggio 06, 2010

Banalia-lallalalla-là

*Ho preso un paio di zeppe estive di Marc - Marc Jacobs su Yoox perché erano davvero belle che più belle non si può.
Sono arrivate ieri dal portinaio, oggi da me.
Ora però serve il bel tempo.
Perché, capite, fa molto chic decidere che "a fine aprile tolgo le calze", ma sostanzialmente non lo condivido. Facendo parte della tribù dei piedi freddi, io tolgo le calze quando c'è caldo e non rischio la polmonite, non "a fine aprile". Come se l'energia collettiva accumulata dalle (vostre, non mie, le odio) ballerine puzzone evocasse il bel tempo. Sì, forse evoca il riscaldamento globale, ma il problema della pioggia rimane. Come se la vita fosse uno spot dove si sguazza con un tacchetto cinque tra un pantano e l'altro, agitando l'ombrellino vezzoso. Oh, le scarpe si rovinano, saltellando nelle pozzanghere. E non importa che costino i mijoni o poche decine di euro. Le scarpe vanno trattate bene.

*Poi volevo scrivere delle ovvietà sull'amicizia. Sul caso che porta nove persone attorno a un tavolo esattamente-dieci-anni-dopo, all'una e mezza di notte, permettendo loro di brindare a cosa... all'amore di due, all'amicizia di tutti senza particolari compiacimenti.
Nel mio navigar forzato in mezzo a gente che non si capisce mai che cazzo voglia, gente trattenuta non si sa bene da cosa, ma soprattutto per quale motivo, misurando sempre le parole, sentendomi giudicata (e giudicando) sulla base di pochi, banali dettagli, trattenendomi anche io ormai, perché la corrente è così... momenti come ieri sera per me "fanno mese".

---

maggio 02, 2010

Du minuti di Baustelle

Non sopporto i Baustelle dal... 2001? 2002? Ne parlava sempre quel gran pelato di Gizmo (firmasi Acidshampoo su Sgargabonzi), genio, unsolicited cabaret, ma i Baustelle proprio no, non te li ascolto. Non mi piacciono come il giallo, i film di Wim Clorex e l'uomo George Clooney. Son gusti, meglio averli, no?

Quel poco che ho sentito e che me li rappresenta (quelle canzoni pure orecchiabili che non piacciono alla gente che piace, ma in quanto orecchiabili dovrebbero piacere a noi, bocche buone e animi semplici) non tocca le mie corde.
La voce della ragazza è il paradigma di voce-odiosa (intravista al volo ieri al concerto su Rai Tre, classica che dal vivo crolla miseramente). Assieme a lui (che ti credi De André?), forma un duetto di preti spretati, pontificatori dell'assoluto che san solo loro, depositari del pop intelligggente.

Perché questo rigurgito acidofilo nei confronti di un gruppo di cui non me ne frega una cippa? Perché ho avuto un attimo di insicurezza, e siccome il Ravanelli la menava che I Mistici dell'Occidente è gran cosa, allora l'ho ascoltato.

Avvio l'iPod, mi rilasso con i ferri in mano, filo intrecciato nella mano destra.

Parte L'Indaco, e manco a farlo apposta sembra di essere in chiesa (non l'avessi mai pensato l'accostamento al clero, poi, Gesù cardinale): dopo un minuto e venti sto per spararmi in testa ma, eroica, resisto ai peggiori preconcetti. A due minuti e dodici e i nostri eroi partono in coro sincrono, peggio delle gemelline di Shining, a sillabare "Non an-go-sciar-ti più".

No no, cari, ci avete proprio azzeccato: IO NON MI ANGOSCIO PIU'.

Due minuti e dodici solo per avere conferme.
Addio bàusgnàus, è stato splendido.
Chiaramente tra dieci anni non ascolterò che loro e mi ci metterò anche le magliettine, ma per ora vivo meglio senza.
---
 

Puffetti rosa - Un blog riaperto Puffetti Rosa is Designed by Serena