novembre 25, 2013

Le Signorine delli palazzi

I miei vicini sono una coppia di signori anziani verso gli ottant'anni. Sono entrambi cardiopatici: lui sta messo un po' peggio "dopo quella volta", dice lei.
Lei è quella che parla. Parla sempre troppo, non dice un cazzo e si fa gli affari degli altri. Lui è bonario e, quando mi becca da solo, ama farsi quattro chiacchiere.
Inizialmente mi chiamavano Elena, ogni tanto mi chiamano ancora Elena, ma più volte è capitato che, anche davanti a me, mi chiamassero LA SIGNORINA (ZAN ZAN, drama button).
Ora, io ci ho quasi quarant'anni e sia per l'anagrafe sia per l'aspetto ci sta che mi si dia della signora.
Ma qui non si tratta di rivolgersi a una persona col "Buongiorno signora", "Buonasera signorina". No. Quando delle persone di ottant'anni del tuo palazzo ti chiamano LA SIGNORINA, è perché è scattato l'anatema generazionale, il bollo ZITELLA-SENZAFIGLI-VIVESOLA (coi gatti).

Questo lo so, ah se lo so, perché nel mio palazzo a Verona, nel condominio *nome di città del Friuli*, c'era un'altra SIGNORINA. Era una signora sola, mai stata sposata, che abitava al secondo piano e lavorava a maglia. Di anni non ne aveva quaranta ma sessanta (ed è arrivata fino a oltre novanta, mi pare), ed era chiamata LA SIGNORINA *il cognome è quello di una nota casa automobilistica con cavallino rampante*. Da distinguersi con la SIGNORA *il cognome è lo stesso di un noto compositore italiano del tardo barocco* al primo piano e che, pur non essendo mai stata sposata, aveva comunque il titolo di Signora. A nulla valsero le mie domande di bambina sulla disparità di trattamento.
All'ultimo piano c'era un'altra signorina ricordata LA POVERA SIGNORINA *cognome tipico veronese che significa "colombi di torre"*. Il prefisso le venne assegnato postumo perché depressa e trovata morta negli anni Ottanta DICONO in un tripudio di psicofarmaci sparsi sul letto.
Ah, come non citare l'altra signora del primo piano: quella lo era di nome e di fatto, sposata e quindi titolata SIGNORA *cognome del marito*. Tuttavia era chiacchieratissima per le molte SIGNORINE che venivano a trovarla: dicevano fosse lesbica.
Siamo arrivati al punto che mancano solo le planimetrie del condominio e, ultime ma non meno importanti, le SIGNORINE del quarto piano: una coppia di signori gay avanti con gli anni. Correva voce che avessero le tende di velluto zebrato, ma pochi ebbero il coraggio di entrare in quel postribolo sodomita.

Quante signorine ci sono nelli palazzi, signora mia!

[nomi e cognomi sono stati volutamente censurati per la privacy e il placido riposo nell'aldilà dei vecchi abitanti del condominio "nome città del Friuli"]

novembre 04, 2013

"It's just a love song, but it's all goin'on"



No niente, è che ieri sera ho trovato il secondo/terzo uomo al mondo per cui valga la pena di buttarmi nel pogo, pensare di lanciargli il reggiseno di La Perla che ho addosso (ma non lo faccio: ormonale sì, mica cretina), strappare la tracolla della borsa, considerare che sì, le Dr. Martens sono le scarpe definitive, morite tutti.

E mentre sono seduta a fianco di un paninaro tirato a lucido, con un panino alla salsiccia nella mano sinistra, una birra nella destra, con addosso il sudore di nani e giganti, in sottofondo della musica di merda, accanto dei tamarri che urlano parolacce a Siri, penso che sto bene. Ma così bene che, non mi sorprendo, proprio non sento il bisogno di nient'altro.
Registriamo il 3 novembre come migliore serata 2013, con tante grazie ai Queens of the Stone Age.

Josh Homme ha tanta presenza, sostanza vocale e fisica, e una camicia da boscaiolo. Ci trovo molta eleganza, in quest'uomo. Lo vedi, è un quarto di bue solido, sodo e tatuato. Sul palco è un armadio che canta e indossa la chitarra come se fosse un giocattolo tra le sue braccia. Dice cose zozze nelle canzoni che vorresti pensare che fossero romantiche ma che non lo sono. E lo fa con la naturalezza di chi ha nel sangue il talento ma anche il mestiere delle rockstar: senza gigioneggiare come Mike Patton, senza quel tocco di sofferenza che rende tanto romantico Eddie Vedder, ma mettendoci una leggerezza sostanziale e tanta disinvoltura. Anche lui è elegante, sì.
[minima ormonalia]

 

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