aprile 22, 2014

Il giallo delle fodere

Sei anni fa, per il divano del mio salotto, la scelta cadde sull'Ektorp-divanoletto-treposti. Era comodo per sedersi, sufficientemente spazioso e ottimo per accogliere gli ospiti di passaggio. Inoltre aveva un ottimo rapporto qualità/prezzo/scelta per le fodere, elementi che si sporcano spesso e sono sempre il tiragraffi preferito di qualsiasi gatto.
In sei anni abbiamo (io, i miei gatti, i miei ospiti) fatto fuori due set di fodere, quindi sabato era ora di andare all'Ikea per prenderne una nuova. Una sola perché avevo notato che i prezzi erano cresciuti. E poi, cosa vuoi, l'Ektorp è un cavallo di battaglia, NON LO TOGLIERANNO MAI DAL CATALOGO, non ha senso far scorta.
Arrivo al punto informazioni dell'Area Divani e chiedo quali colori di fodera hanno disponibili per treposti-Ektorp-divano letto, manifestando alla commessa in giallo la mia predilezione per quella in jeans.
La gentile inserviente mi guarda dritta negli occhi e mi dice convinta "Non esiste più".
Di fronte al mio MEH, MEH COME, MEH COSA, MEH PERCHE'? mi dice che divanoletto-Ektorp-treposti non è più in produzione e da sei mesi non ne vendono più neanche le fodere.
La mia faccia. Avreste dovuto vederla. Quella di una bambina a cui hanno rubato la Barbie Ballerina e lasciato le scarpette in plastica rotte. E mo che me ne faccio di un divanoletto Ektorp a tre posti con le fodere bucate dalle unghie di due felini di media taglia, macchiate di salsa di soia come le tovaglie dei peggiori ristoranti di Pechino più amenità varie?
La commessa in giallo conviene col mio sgomento e rincara la dose: "Era un modello che vendevamo da trent'anni", dice. Come se lei e l'Ikea di Corsico fossero un tutt'uno lì da trent'anni. Trent'anni nell'Area Divani, nell'Ikea di Corsico. E lo sappiamo tutti che lì, trent'anni fa, era tutta campagna. Questo sì che è spirito corporativo.
Tuttavia la signora si dimostra collaborativa: "So che c'è un sito americano, non Ikea, che sta raccogliendo tutte le fodere, potrebbe cercare online...". Doppio sconforto. Già mi figuro la ricerca online, la spedizione strapagata, l'IVA folle, il dazio esorbitante, le telefonate incazzate alla Dogana di Lonate Pozzolo per lo sdoganamento... tutto questo per le fodere del divano. Abbozzo della timida soddisfazione. Infine, a ben vedere, su Internet compro di tutto, ci prenderò pure le fodere dell'Ektorp...
Non paga di avermi dato il suggerimento geek, la cassiera in giallo sfodera (ah-ah) un'altra soluzione. E lo fa con il mestiere di una che vuole farmi capire che LEI-HA-LA-SOLUZIONE-VERA-QUELLA-GIUSTA-QUELLA-DEFINITIVA-PER-ME. "Provo a sentire L'Angolo delle Occasioni, magari quelle rimaste le hanno spostate dal magazzino a lì".
Mentre è in attesa dei colleghi dell'Angolo delle Occasioni con la cornetta appesa all'orecchio, la super-funzionale donna Ikea vende a una coppietta un divano dal nome ridicolo con una fodera dal nome ancora più ridicolo. "Bella quella fodera", osserva. La coppietta si allontana felice di aver fatto la scelta giusta e con il foglio dell'ordine in mano. Chissà se tra sei anni saranno ancora assieme, e se quello della fodera nuova sarà un problema di uno di due o di due nuovi due.
In linea con l'Angolo delle Occasioni, la novella Angela Lansbury mi comunica che esistono ancora delle fodere rosse, rosa, fiorate beige e velluto blu. "Vada giù subito a vedere se sono in buone condizioni. E le va anche bene, perché le prenderà a prezzo scontato".
Prima ancora di andare a mangiare, corro all'Angolo delle Occasioni e prendo due set sigillati di fodere fiorate, il male minore, scontati del 50%. Felice, con in spalla il mio carico di 12 chili di stoffa infilato nella borsa gialla d'ordinanza, risalgo al piano ristorante controcorrente come i salmoni.
Ogni tanto qualcosa va anche bene, dai. E poi, tra altri sei anni, chissà dove sarò e quale divano avrò.

aprile 18, 2014

La mia socialità, in tre mosse

È sempre più complicato.
E non è che chieda la spiegazione pianapiana del Teorema di Fermat.
Chiedo solo al ragazzo seduto accanto a me al tavolo "Mbeh, come ti va?". E pure sorrido, signori. Che ultimamente è complicato. Ma magari lui non lo vede bene, perché è seduto accanto e io non ho l'estensione di Kakihara. Forse proprio non ha visto.

Kakihara (Ichi The Killer - 2001)

Mi risponde ridacchiando "Perché me lo domandi?".
Ritiro la testa mentre faccio spallucce. E ora... cosa dovrei giustificare? Perché ho voglia di chiacchierare con lui? Ma sta scherzando, vero? Oddio, ho l'alito pesante? O ho chiesto qualcosa che non va bene? L'ho forse chiesto male? È lì, è accanto a me, mi interessa sapere come sta una persona seduta accanto a me. Metti che ha il nervoso, metti che è felice, metti che ha bisogno di un aiuto, di un consiglio, di mandare qualcuno affanculo... io sono qui, passavo da queste parti, facciamo questi cinque minuti di strada assieme o ti scoccio?
E poi, da parte mia, ho anche voglia di sentire della voce. Sento poche voci così da vicino.

[Oh, ma è proprioproprio necessario andare in paranoia dopo aver chiesto a una persona come sta e finire a scriverne un post su un blog? No, non è necessario. Ma l'ho detto che è sempre più complicato...]

Gli contro-rispondo abbozzando "Per fare quattro chiacchiere, perché sei qui". Parole che cadono nel vuoto. Dicendo questo, mi ritiro definitivamente nel mio mondo giallo limone, pensando che non c'era modo più banale di avviare una conversazione, più sciocco di rispondere e pessimo per concludere.
Che il mio modo di socializzare forse è fuori tempo e che a quanto pare sono incapace di comunicare anche solo dell'interesse sincero.

Forse era meglio se gli chiedevo di venirmi ad aiutare a tinteggiare il salotto e a scegliere con me il tipo di bianco (ci sono tanti bianchi, non solo uno). Magari aveva bisogno di una domanda del genere e non che mi interessassi a lui.
Forse dovevo postargli una canzone e non rivolgergli mai la parola.

Ma il salotto me lo tinteggerò da sola. Come del resto finirò a parlare da sola, tra un po'.
L'avreste mai immaginato di arrivare a trentanove anni e aver problemi PURE a chiacchierare?
Il titolo della canzone che segue è sicuramente la risposta migliore che avrei potuto dare.


aprile 07, 2014

Guida per forestieri alla metropolitana milanese durante il Salone del Mobile


Inizia il Salone del Mobile con tutti i suoi eventi del Fuori Salo(tt)one sparsi per Milano: la metro milanese è presa d'assalto da forestieri, la gran parte poco abituata ai milanesi, all'ATM, alla linea rossa, allo stop più lungo a Buonarroti e al passaggio pedonale sopra la stazione di Porta Genova.

Ecco un breve decalogo per chi di Milano non è, una guida per camminare a testa alta nell'underground meneghina, come un vero milanese. (è uno sporco lavoro, ogni tanto qualcuno deve farlo, quest'anno ero ispirata e l'ho scritto io).

1
"Scende alla prossima?" ormai è una litania di Chiesa intonata sola dalle vecchine ansiose e con problemi di deambulazione che purtroppo sanno che a Milano i boyscout sono pochi e comunque vanno di fretta. Sappiate che la gran parte delle persone che sono sul vagone con voi dovrà scendere, come voi, a Cadorna per fare il cambio verso la rossa o verso la verde per tornare a Garibaldi o Centrale. Quindi KEEP CALM, e non chiedete alle venti persone davanti all'ingresso se "Scende alla prossima?". Sicuramente a Cadorna/Duomo (e per l'occasione anche a Porta Genova) scenderanno tutti. Mettetevi pazientemente in fila.

2
Sulla banchina c'è TROPPA GENTE, sul treno C'E' TROPPA GENTE, ma c'è una regola che varrà sempre, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, a tutte le ore del giorno e della notte, anche se i vagoni sono semi-deserti: ha la precedenza chi scende. Quindi ecco cosa dovete fare se dovete SALIRE SUL TRENINO: appena arriva il treno accostatevi alle porte scorrevoli più vicine che si aprono e accogliete come un corteo festante il blob di persone in uscita dal treno. Mettetevi ACCANTO ALLE PORTE NON DAVANTI, perché so che non amate essere presi a spallate o far mugugnare la gente.
Se invece dovete scendere, scendete dal vagone appena si aprono le porte, NON FERMATEVI E CONTINUATE A CAMMINARE. Se siete con qualcuno, e quel qualcuno è rimasto un po' indietro, aspettatelo in un punto dove non incrociate il flusso. Il flusso non va mai incrociato. Altrimenti sono mugugni e spallate.

3
Che ci crediate o no, quello che ha appena chiuso le porte davanti ai vostri occhi ed è partito fregandosene della vostra corsa disperata sulla banchina NON E' L'ULTIMO TRENO DELLA VITA. Ne passerà un altro tra pochi minuti (quattro, nelle ore di punta), perché a Milano la metropolitana non funziona male, e aspettare un po' non ha mai ucciso nessuno. Invece rimanere pinzati tra le porte scorrevoli non è divertente, ritarda le altre corse e rompe le balle a chi è schiacciato dentro al vagone che sta aspettando di partire. Spippolate pazientemente con il vostro smartphone per altri quattro minuti sulla banchina. Tanto se siete in
ritardo per l'eventone-fuori-salottiero, quattro minuti in più non faranno la differenza.

4
State tornando da Rho-Fiera verso la città e a Buonarroti il treno sta più fermo del dovuto? Non vi preoccupate non si è rotto nulla, non si è suicidato nessuno, è tutto nella norma. Osservate la mappa della metro, vi accorgerete che a Pagano la linea rossa si biforca. Spesso il treno proveniente da Rho-Fiera si ferma un po' di più a Buonarroti per lasciar andare verso Pagano il convoglio in arrivo dalla direzione Bisceglie, e quindi rispettare l'alternanza dei passaggi. Non lamentatevi, non guardatevi attorno con aria stupita come dei perfetti niubbi, fate i milanesi: testa bassa sul telefono magari mentre fotografate le scarpe di quella di fronte.

5
Avete una vita intensa e ve la invidio molto. Tuttavia non strillatela al telefono. Lo so che lo fanno tutti, ma non fatelo, non è carino, e ultimamente sui mezzi è davvero fastidioso sentire gli affari degli altri anche quando si è in cuffia.

6
La movida milanese, in occasione del Salone, ha un'impennata in zona Tortona/Via Savona per tutti gli eventi del Fuori-salotto. Considerato che arrivare in zona in auto e trovare parcheggio è un'impresa anche in periodo meno movimentati, il consiglio che vi darà qualsiasi milanese sarà quello di muovervi con i mezzi. Non vi stanno tendendo una trappola, è la verità: ANDATECI IN METROPOLITANA (O COL BUS, O COL TRAM, a seconda di dove vi trovate). I parcheggi a pagamento saranno pieni, le strade saranno pedonalizzate per l'occasione, arrivarci in auto è davvero un'idea folle: immaginate di essere alla sagra della porchetta di Ariccia, non riuscireste mai a parcheggiare vicino al Superstudio. Tuttavia andare coi mezzi richiede superpoteri e quindi tanta responsabilità. In particolare ricordate che l'ultima corsa della metropolitana da Porta Genova in direzione Cascina Gobba (e quindi Cadona, dove c'è l'utile incrocio con la M1 rossa) passa alle 00:41 (orario infrasettimanale), mentre in direzione Famagosta alle 00:50.
Anche se Tortona/Savona sono a un tiro di schioppo dalla fermata di Porta Genova, c'è uno stretto passaggio pedonale sopra alla ferrovia che, durante il Fuori-salotto, ospita una compatta coda di gente che è lì per andare a mangiare e bere gratis a spese dell'industria del design. Insomma, una selezione umana degna di nota con cui avrete da fare i conti se dovete arrivare a un appuntamento (in particolare dopo le ore 18) e soprattutto se pensate di tornare al vostro albergo con l'ultima metropolitana della sera.

7
L'ATM ha un account su Twitter chiamato @ATM Informa https://twitter.com/atm_informa. Non ci crederete ma funziona, è attivo e avvisa se ci sono problemi o ritardi sulle linee di autobus e metro. Invece di giocare a Ruzzle seguite l'account per controllare se ci sono problemi di ritardi. Inoltre l'ATM ha una info line attiva dalle 7e30 alle 19e30 al numero 02.48.607.607. Servitevene se il senso dell'orientamento o gli orari non sono il vostro forte. Diffidate del servizio "GiroMilano" sul sito di ATM, è uno strumento diabolico che per farvi andare da Duomo a Via Bergognone rischia di farvi passare dallo stabilimento di un mobilificio di Cantù. E OK che siete qui per il Salone del Mobile, ma la Brianza rimane sempre un po' fuori mano...

8
Sulla metropolitana ci sono tanti violinisti tzigani, persone che chiedono la carità, barboni puzzonissimi, artisti con chitarre scordate. Poi c'è quella donna che canta sempre la Pausini ed è francamente terribile: se mai la incontrerete non potrete che convenire con me. Una raccomandazione: mano alla borsa e non tornate a casa dicendo che Pisapia ha aperto le porte agli zingari, che è uno schifo, non è possibile signoramia e blablabla. È sempre così, solo che vi è andata male e siete a Milano per il Salone del Mobile. Se foste a Milano per una delle innumerevoli settimane della moda tutto questo scomparirebbe ai vostri occhi di fronte
all'alta densità di modelle fighe che vengono avvistate a chiedere informazioni su come raggiungere la fermata Montenapoleone.

9
Non fate i furbi: per arrivare a Rho/Fiera bisogna prendere IL BIGLIETTO COSTOSO. Non basta quello urbano da 1,50 euro, dovete prendere quello speciale. ATM vi offre alla cifra di 5 euro un A/R città/Fiera/città. Se dovete fare più viaggi in giornata valutate di acquistare il biglietto da 7 euro giornaliero. Il giornaliero è una figata, i forestieri che lo scoprono ne rimangono sempre entusiasti (un giornaliero cittadino costa 4,50 euro e dura 24 ore 24!!).

10
Ah, tenete sempre il biglietto a portata di mano, non buttatelo, non spiegazzatelo, non nascondetelo nella vostra incasinata borsa/24 ore. Questo perché durante il giorno e di sera (sempre in metropolitana) molte stazioni bloccano i tornelli in uscita. Significa che per uscire dovrete vidimare il biglietto con cui siete entrati nella stazione di partenza. La cosa migliore che potete fare è avere il biglietto in mano e fluire con eleganza fuori dal tornello, come dei veri milanesi, come fanno a Londra i londinesi, senza mettervi a frugare nelle tasche alla barriera (come accade a me di solito -_-).

11 (perché ogni decalogo ha il punto 11)
Come ricorda l'amico Vito, non sottovalutate il passante ferroviario come fanno i milanesi. Per andare a Rho è più facile, più comodo, più economico e soprattutto molto meno affollato. Da Garibaldi (passante) c'è una corsa per Rho ad ogni :02 :17 :32 e :47 (4 corse ogni ora) a 2,40€ - in 14 minuti sei in fiera.



 

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