[amica] ciao amica come la va??
[momoko_rumika] tranquillina, pacifica, sotto effetto sedativo di un Kinder Delice.
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Compro bottiglietta di olio magico profumoso alla magnolia. Quello che ti ci spalmi tutta e poi sei pronta a infilarti nel magico fornetto crematorio Harbert con un po' di rosmarino. Purtroppo pare che qualcuno non voglia che lo faccia, perché la bottiglia *non ancora aperta* cade per terra (per fortuna in bagno e non sul magnifico rovere) e si frantuma in mille pezzi, seminando vetri dappertutto, ungendo l'ungibile tranne la sottoscritta che di olio per il corpo non ne vuole più sentire parlare da qui all'eternità. Al massimo burro, che fa molto ultimotango.
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maggio 26, 2010
maggio 24, 2010
Banalia quattro paperelle
*Vorrei rassicurarvi: non sono diventata Adriana Lima. E' che la via per andare al lavoro, dopo aver lasciato alle spalle l'Hotel Brun, costeggia il Parco delle Cave. E stamattina quattro anatroccoli sono scappati dal parco e, poverini, correvano disperati lungo il marciapiede. Ho dovuto sterzare per non spiaccicarli, povere creature. Erano terrorizzati -_-
*Dunque, prevista chiusura articolo entro le 14. Poi gestione lavorativa generale in attesa della fine del mondo. E' che stasera (NdR stasera per me, cinque ore fa per chi ci ha il bel tempo di non dormire la notte o alzarsi alle sei e poi morire alle nove) finisce Lost. E se non ve ne eravate accorti dalla colonnina di destra che raccoglie i migliori quote di stagione di Sawyer (quel gran bel pezzo oggettivo di manzo leggermente in sovrappeso, oh che meraviglia), io guardo Lost.
*Classifica fighi di Lost, da qui all'eternità
1 Sawyer
2 Desmond
3 Sayid
-Non classificato-
Jack, salvo quel-sosia-là-che-comunque-è-più-bello avvistato al bancone del bar, che però non aveva addosso tatuaggi almeno nelle parti -molte- visibili.
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*Dunque, prevista chiusura articolo entro le 14. Poi gestione lavorativa generale in attesa della fine del mondo. E' che stasera (NdR stasera per me, cinque ore fa per chi ci ha il bel tempo di non dormire la notte o alzarsi alle sei e poi morire alle nove) finisce Lost. E se non ve ne eravate accorti dalla colonnina di destra che raccoglie i migliori quote di stagione di Sawyer (quel gran bel pezzo oggettivo di manzo leggermente in sovrappeso, oh che meraviglia), io guardo Lost.
*Classifica fighi di Lost, da qui all'eternità
1 Sawyer
2 Desmond
3 Sayid
-Non classificato-
Jack, salvo quel-sosia-là-che-comunque-è-più-bello avvistato al bancone del bar, che però non aveva addosso tatuaggi almeno nelle parti -molte- visibili.
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maggio 22, 2010
Baciamano
E' che stamattina, penso verso le sei e mezza, stavo sognando che un tipo (uno-ben-preciso, ma questo è un blog del cazzo-generico, non del cazzo-specifico, quindi niente nomi di tipi) mi faceva un dolcissimo baciamano. E io ne ero proprio contenta, perché il sogno andava avanti da un po'... insomma c'era il film romantico in corso ^^; E mentre sognavo queste cose dolci, vengo svegliata da un baciamano vero. Probabile che io, nel sonno, abbia allungato il braccio fuori dal letto (o era già fuori, chi lo sa) e che la Suzie sia arrivata lì a snasarmi la mano.
Vabeeeeeene -_-
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Vabeeeeeene -_-
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maggio 17, 2010
Ho sonno
Serve un omone alto e coi capelli rossi che mi culli. Penso sia comprensibile.
Where, Oh where have you been my love?
Where, Oh where can you be?
It's been so long, since the moon has gone
And oh what a wreck you've made me
Are you lost, over the oceans?
Are you there, up in the sky?
Until the return of my love
This lullaby
My hope is on the horizon
Every face, your eyes I can see
I plead and pray though each night and day
Our embrace is only a dream
And as sure as days come from moments
Each hour becomes a life's time
When she'd left, I'd only begun this lullaby
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Stato d'animo oggi, 17 maggio 2010
Non c'era oroscopo capace di prevederlo.
Non era prevista sindrome capace di condizionarlo.
Non c'è canzone per contenerlo.
Non ci sono parole per descriverlo.
Film per immedesimarlo.
Dopo vado a casa, chiudo la porta e spero che oggi, domani o dopodomani un'illuminazione arrivi per capire che cazzo - Elena, che cazzo - vaffanculo cazzo, Elena.
Dicesi dello stato d'animo: confuso, sindromatico, inenarrabile, incontenibile, caotico, da prendere, lavare, strizzare e distendere al sole e al vento. Al vento come il bucato.
Sostanzialmente nei miei sogni un po' troppo, a oggi 17 maggio 2010.
Si registra una torta riuscita malissimo, talmente vomitevole da non avere giustificazioni.
Devo decerebrarmi, altrimenti non sopravvivo, anzi tra un po' mi avveleno.
Ah, butto via il lievito madre.
Non fa parte del mio stile di vita, almeno quello attuale.
Sono colpevole della morte di una colonia di microorganismi.
Quando sarò una nonna vera, panificherò per la mia stirpe.
Ora per chi, per cosa. E soprattutto perché.
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Non era prevista sindrome capace di condizionarlo.
Non c'è canzone per contenerlo.
Non ci sono parole per descriverlo.
Film per immedesimarlo.
Dopo vado a casa, chiudo la porta e spero che oggi, domani o dopodomani un'illuminazione arrivi per capire che cazzo - Elena, che cazzo - vaffanculo cazzo, Elena.
Dicesi dello stato d'animo: confuso, sindromatico, inenarrabile, incontenibile, caotico, da prendere, lavare, strizzare e distendere al sole e al vento. Al vento come il bucato.
Sostanzialmente nei miei sogni un po' troppo, a oggi 17 maggio 2010.
Si registra una torta riuscita malissimo, talmente vomitevole da non avere giustificazioni.
Devo decerebrarmi, altrimenti non sopravvivo, anzi tra un po' mi avveleno.
Ah, butto via il lievito madre.
Non fa parte del mio stile di vita, almeno quello attuale.
Sono colpevole della morte di una colonia di microorganismi.
Quando sarò una nonna vera, panificherò per la mia stirpe.
Ora per chi, per cosa. E soprattutto perché.
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maggio 10, 2010
Pesante
Weekend pesante.
Come Iron Man 2, per esempio, il film più noioso della storia del cinema, allietato solo da un particolare: il neo sulla guancia destra di Sam Rockwell. Quell'uomo c'è.
Come una pizza che "ho fame, voglio qualcosa di lurido" e combini tonno wurstel panna zucchine e sa chi cosa boh.
Come renderti conto che sei stata l'ultima a uscire e la prima a rientrare nel palazzo.
Come una notte che non passa più.
Come una birra media alle cinque di mattina in un bar buio con la serranda giù, ma c'è freddo, e fuori dopo c'è la luce per fortuna.
Come la carne argentina mangiata alle quattro e mezza di pomeriggio, con le patatine che proprio non mi son piaciute però.
Come l'acqua che mi son presa ieri per battezzare la bicicletta. Le piogge acide sciolgono il grasso.
Come il Rugginoso.
Come il sonno di stanotte.
Come la porta del veterinario contro cui sono andata a sbattere con le lacrime agli occhi stamattina.
Che poi pesante non è sempre male, anzi.
A ben vedere, un bel weekend pesante per riattivare il fisico.
Per la mente mai abbastanza.
Stasera insalatina e coccole alla mia pelosina operata.
Come Iron Man 2, per esempio, il film più noioso della storia del cinema, allietato solo da un particolare: il neo sulla guancia destra di Sam Rockwell. Quell'uomo c'è.
Come una pizza che "ho fame, voglio qualcosa di lurido" e combini tonno wurstel panna zucchine e sa chi cosa boh.
Come renderti conto che sei stata l'ultima a uscire e la prima a rientrare nel palazzo.
Come una notte che non passa più.
Come una birra media alle cinque di mattina in un bar buio con la serranda giù, ma c'è freddo, e fuori dopo c'è la luce per fortuna.
Come la carne argentina mangiata alle quattro e mezza di pomeriggio, con le patatine che proprio non mi son piaciute però.
Come l'acqua che mi son presa ieri per battezzare la bicicletta. Le piogge acide sciolgono il grasso.
Come il Rugginoso.
Come il sonno di stanotte.
Come la porta del veterinario contro cui sono andata a sbattere con le lacrime agli occhi stamattina.
Che poi pesante non è sempre male, anzi.
A ben vedere, un bel weekend pesante per riattivare il fisico.
Per la mente mai abbastanza.
Stasera insalatina e coccole alla mia pelosina operata.
maggio 06, 2010
Banalia-lallalalla-là
*Ho preso un paio di zeppe estive di Marc - Marc Jacobs su Yoox perché erano davvero belle che più belle non si può.
Sono arrivate ieri dal portinaio, oggi da me.
Ora però serve il bel tempo.
Perché, capite, fa molto chic decidere che "a fine aprile tolgo le calze", ma sostanzialmente non lo condivido. Facendo parte della tribù dei piedi freddi, io tolgo le calze quando c'è caldo e non rischio la polmonite, non "a fine aprile". Come se l'energia collettiva accumulata dalle (vostre, non mie, le odio) ballerine puzzone evocasse il bel tempo. Sì, forse evoca il riscaldamento globale, ma il problema della pioggia rimane. Come se la vita fosse uno spot dove si sguazza con un tacchetto cinque tra un pantano e l'altro, agitando l'ombrellino vezzoso. Oh, le scarpe si rovinano, saltellando nelle pozzanghere. E non importa che costino i mijoni o poche decine di euro. Le scarpe vanno trattate bene.
*Poi volevo scrivere delle ovvietà sull'amicizia. Sul caso che porta nove persone attorno a un tavolo esattamente-dieci-anni-dopo, all'una e mezza di notte, permettendo loro di brindare a cosa... all'amore di due, all'amicizia di tutti senza particolari compiacimenti.
Nel mio navigar forzato in mezzo a gente che non si capisce mai che cazzo voglia, gente trattenuta non si sa bene da cosa, ma soprattutto per quale motivo, misurando sempre le parole, sentendomi giudicata (e giudicando) sulla base di pochi, banali dettagli, trattenendomi anche io ormai, perché la corrente è così... momenti come ieri sera per me "fanno mese".
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Sono arrivate ieri dal portinaio, oggi da me.
Ora però serve il bel tempo.
Perché, capite, fa molto chic decidere che "a fine aprile tolgo le calze", ma sostanzialmente non lo condivido. Facendo parte della tribù dei piedi freddi, io tolgo le calze quando c'è caldo e non rischio la polmonite, non "a fine aprile". Come se l'energia collettiva accumulata dalle (vostre, non mie, le odio) ballerine puzzone evocasse il bel tempo. Sì, forse evoca il riscaldamento globale, ma il problema della pioggia rimane. Come se la vita fosse uno spot dove si sguazza con un tacchetto cinque tra un pantano e l'altro, agitando l'ombrellino vezzoso. Oh, le scarpe si rovinano, saltellando nelle pozzanghere. E non importa che costino i mijoni o poche decine di euro. Le scarpe vanno trattate bene.
*Poi volevo scrivere delle ovvietà sull'amicizia. Sul caso che porta nove persone attorno a un tavolo esattamente-dieci-anni-dopo, all'una e mezza di notte, permettendo loro di brindare a cosa... all'amore di due, all'amicizia di tutti senza particolari compiacimenti.
Nel mio navigar forzato in mezzo a gente che non si capisce mai che cazzo voglia, gente trattenuta non si sa bene da cosa, ma soprattutto per quale motivo, misurando sempre le parole, sentendomi giudicata (e giudicando) sulla base di pochi, banali dettagli, trattenendomi anche io ormai, perché la corrente è così... momenti come ieri sera per me "fanno mese".
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maggio 02, 2010
Du minuti di Baustelle
Non sopporto i Baustelle dal... 2001? 2002? Ne parlava sempre quel gran pelato di Gizmo (firmasi Acidshampoo su Sgargabonzi), genio, unsolicited cabaret, ma i Baustelle proprio no, non te li ascolto. Non mi piacciono come il giallo, i film di Wim Clorex e l'uomo George Clooney. Son gusti, meglio averli, no?
Quel poco che ho sentito e che me li rappresenta (quelle canzoni pure orecchiabili che non piacciono alla gente che piace, ma in quanto orecchiabili dovrebbero piacere a noi, bocche buone e animi semplici) non tocca le mie corde.
La voce della ragazza è il paradigma di voce-odiosa (intravista al volo ieri al concerto su Rai Tre, classica che dal vivo crolla miseramente). Assieme a lui (che ti credi De André?), forma un duetto di preti spretati, pontificatori dell'assoluto che san solo loro, depositari del pop intelligggente.
Perché questo rigurgito acidofilo nei confronti di un gruppo di cui non me ne frega una cippa? Perché ho avuto un attimo di insicurezza, e siccome il Ravanelli la menava che I Mistici dell'Occidente è gran cosa, allora l'ho ascoltato.
Avvio l'iPod, mi rilasso con i ferri in mano, filo intrecciato nella mano destra.
Parte L'Indaco, e manco a farlo apposta sembra di essere in chiesa (non l'avessi mai pensato l'accostamento al clero, poi, Gesù cardinale): dopo un minuto e venti sto per spararmi in testa ma, eroica, resisto ai peggiori preconcetti. A due minuti e dodici e i nostri eroi partono in coro sincrono, peggio delle gemelline di Shining, a sillabare "Non an-go-sciar-ti più".
No no, cari, ci avete proprio azzeccato: IO NON MI ANGOSCIO PIU'.
Due minuti e dodici solo per avere conferme.
Addio bàusgnàus, è stato splendido.
Chiaramente tra dieci anni non ascolterò che loro e mi ci metterò anche le magliettine, ma per ora vivo meglio senza.
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Quel poco che ho sentito e che me li rappresenta (quelle canzoni pure orecchiabili che non piacciono alla gente che piace, ma in quanto orecchiabili dovrebbero piacere a noi, bocche buone e animi semplici) non tocca le mie corde.
La voce della ragazza è il paradigma di voce-odiosa (intravista al volo ieri al concerto su Rai Tre, classica che dal vivo crolla miseramente). Assieme a lui (che ti credi De André?), forma un duetto di preti spretati, pontificatori dell'assoluto che san solo loro, depositari del pop intelligggente.
Perché questo rigurgito acidofilo nei confronti di un gruppo di cui non me ne frega una cippa? Perché ho avuto un attimo di insicurezza, e siccome il Ravanelli la menava che I Mistici dell'Occidente è gran cosa, allora l'ho ascoltato.
Avvio l'iPod, mi rilasso con i ferri in mano, filo intrecciato nella mano destra.
Parte L'Indaco, e manco a farlo apposta sembra di essere in chiesa (non l'avessi mai pensato l'accostamento al clero, poi, Gesù cardinale): dopo un minuto e venti sto per spararmi in testa ma, eroica, resisto ai peggiori preconcetti. A due minuti e dodici e i nostri eroi partono in coro sincrono, peggio delle gemelline di Shining, a sillabare "Non an-go-sciar-ti più".
No no, cari, ci avete proprio azzeccato: IO NON MI ANGOSCIO PIU'.
Due minuti e dodici solo per avere conferme.
Addio bàusgnàus, è stato splendido.
Chiaramente tra dieci anni non ascolterò che loro e mi ci metterò anche le magliettine, ma per ora vivo meglio senza.
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