giugno 29, 2009

Momento difficile per Pomodoro

Ebbene sì, Klein Tomato non sta bene, e credo sia colpa mia. Anzi... è colpa mia. E' molto probabile che gli abbia dato troppa acqua e abbia reagito male.

Come potete vedere alcuni rami si sono ingialliti, uno si è rattrappito ed è morto nel giro di una notte e -tragedia delle tragedie- il fiore è morto.




Altri bocciuoli (notare il dolce stil novo) stanno per nascere.

Klein Tomato nel frattempo ha trovato una casa per le vacanze: sarà affidato a M., papà del blog musical-videolud-pourparler http://zzavettoni.wordpress.com, con affido temporaneo ai prodi U.&T.

Confidiamo in loro, e nei loro gatti per il futuro di una caprese tutti assieme, felici, sul mio balcone.


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Nuovo layout!

Accorrete numerosi per vedere il nuovo layout grafico di Puffetti Rosa :) Ringrazio ancora una volta la Sere che ha disegnato tutto con le sue manine ispirandosi liberamente alla sottoscritta :D Grazie di cuore :*

Spero vi piaccia e vi aiuti a entrare ancor di più nello spirito puffettoso del blog!

un bacio a tutti ^^

Ru

Empathy for the pigeon

Tutto è iniziato quando sono stata via tre giorni a Londra per lavoro. Al ritorno ho trovato il pavimento del balcone con qualche smerdata di piccione di troppo. Ma vabbé, capita. Ammoniaca, via tutto.
Poi quella notte stessa ho dormito in salotto sul Bubu, perché il mattino dopo avevo voglia di risvegliarmi con le gambe rigate dal ciniglione. Verso le cinque sono stata disturbata da un piccione che tubava, sempre sul mio mitico balconcino very confortable. Pussa via, lo caccio solevando la tapparella e non mi riaddormento più.
La sera successiva, momento relax con l'ultima luce della giornata in faccia, mi accorgo che sotto il motore del condizionatore ci sono dei rametti sistemati in modo ordinato... è il chiaro tentativo di costruire un nido.
Nido, nido, nido.
Prendo la ramazza e tolgo tutto. Pensando a quella volta che ho trovato un uovo sul balcone, ai due piccioni sulla grondaia a Verona, sempre stretti stretti, al fatto che il balcone è mio e sticazzi che ci ospito una famiglia di piccioni. Poi, oh, c'è caldo, l'uovo si cuoce. E non voglio cadere nella spirale "Non vado sul balcone per non disturbare la picciona che cova". Non voglio, non voglio, mi affeziono.

Poi sabato mattina, mentre sistemavo casina e pensavo ai rami raccolti in tutta fretta con scopa e paletta... mi son sentita un po' una stronza. Loro cercavano solo un luogo carino dove stare bene. Chissà la frustrazione nel volare sul parapetto e vedere tutto distrutto, pensare "e vabbé ricominceremo da un'altra parte". Gli ho distrutto la casa. Con che diritto... non lo so.
Vabbé, le loro sinapsi minime non coglieranno l'empatia, che rimane tutta per me.
Palla al centro.


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giugno 28, 2009

Desidero ballare con Trent Reznor

Penso di aver ascoltato una sola canzone dei Korn in vita mia, e che quell'unica non mi sia piaciuta. Venerdì sera li ho visti dal vivo e non ho trovato ragione di cambiare idea. Dopo il secondo concerto di nu metal in pochi giorni (Limp Bizkit al Palasharp) sono giunta alla conclusione che questo genere musicale semplicemente non faccia per me. I pezzi hanno un ritmo irrisolto, sembra non voler mai arrivare al punto dell'esplosione rock, quella animala. E sentire della musica trattenuta-che-trattiene è troppo: non è neanche un coito interrotto... sono dei preliminari disturbati da una telefonata. Cazzo, no.
Di buono, nei Korn, c'è il kilt nero del cantante, un capo d'abbigliamento fashion che desidero fortemente, anche perché mi sono messa in testa che sia fatto di microfibra. Ma è un'altra storia.
I Korn chiudono il concerto con la doppietta The Wall e Goodbye Cruel World, i due unici momenti dove sento qualcosa di interessante e il chitarrista fa un assolo.


Con l'arrivo dei NIN sul palco è tutta un'altra musica.
Non so neanche bene che faccia abbia Trent Reznor, la mia attrazione per i Nine Inch Nails è abbastanza istintiva e non è mai andata oltre l'ascolto dei dischi. Ricordo di averli visti live quasi dieci anni fa e di essermi divertita come una matta per il circo che avevano allestito. Tanto da volerli rivedere adesso.
Quest'anno Trent Reznor pareva più "pulito", diciamo pure fighetto. Abbronzato, muscolare, camicia nera a mezza manica (quando si è tolto la giacca è partita l'ovazione per il gesto, sempre molto d'effetto), capello corto e classe. Classe da vendere. Come si muove, come canta. Non importano in realtà le parole che dice: i testi dei NIN non brillano per varietà, spessore o presa (Closer a parte :P).
E' proprio lui che fa della voce uno strumento, trasforma un verso sgraziato in un ringhio di sofferenza, un respiro affannato in un momento di sospensione per la platea, un urlo nella liberazione. Si assenta, va alla tastiera, una delle tante, produce suoni improbabili ma poetici a modo loro. La gente, perlomeno abbastanza avanti dove mi trovo io, rimane in silenzio a bocca aperta. Perché sì, i NIN sono "violenti", trascinanti, ma con i loro suoni elettronici riescono a creare l'empatia con la sofferenza cosmica.
Tanto che si arriva a Hurt già preparati.

Comunque al "goodbye" di Goodbye Cruel World si cambia.

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giugno 26, 2009

Special Tomato



E: Ciao, senti, il pomodoro ha cinque fiori... dici che il pomodoro nascerà da lì?
M: Certo!
E: Ma devono venire le api sul mio balcone?
M: eh?
E: Quella storia delle api che arrivano, prendono il polline, inseminano e poi nasce il frutto... varrà anche per i pomodori...
M: E' una domanda trabocchetto? Ma no dai non so se valga per tutte le piante
E: Mah boh
M: Senti ma di che colore sono i fiori del pomodoro, rossi?
E: AHAHHAHAHAHA no sono bianchi [in verità a ben vedere paiono giallini...]
M: AHAHAHAHA
E: Braccia rubate all'agricoltura.



Parliamo di cose serie: io parto per le vacanze il 4 luglio. Pomodoro non viene con me. C'è qualche amico/amica milanese disposto a ospitarlo per due settimane abbondanti?
Non vorrei farlo morire, né avere debiti di riconoscenza col portinaio.
Pomodoro chiede solo tanto sole, qualche parolina dolce in siciliano e una tazza e mezzo d'acqua a sera. Ve lo porterei col suo vaso e me lo verrei anche a riprendere. In cambio offro una cena a base di pomodoro quando poi nasceranno i piccoli... che ne dite? Fatevi avanti, orsù!!!

giugno 25, 2009

Tornata da Londra mi sento un po' stanca

"The queen is in the house, because the flag is there"


L. Ciao Ele, come va nella nuova casetta? Sei felice?
E.. Felice mi pare davvero una parola grossa. Però, dai, sì, sono serena...

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E' la prima volta che sto via così tanto tempo dalla mia tana. Non importa che appena arrivata mi sia dovuta attaccare al computer per sbrigare delle sciocchezze lasciate sospese, però la mia casina mi è mancata. Che sia l'inizio di, ohibò, un legame? Aiuto, scrivendolo mi rendo conto che ho paura di legarmi alla casa.

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G. Non vedo l'ora di tornare a casa e abbracciare la mia bambina
E. ...
G. Una volta non vedevo l'ora di tornare a casa per fare tutt'altro
E. ...

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Dialogo con un ragazzo italiano, amico di amico, appena conosicuto a Londra.

M. Ah ma tu... oddio forse ho capito chi sei... ma tu sei E. A.???
E. Sì... perché mai mi conosci?
M. Ma tu sei quella che... [descrizione dettagliata di in incubo che non voglio mai più sentire in vita mia]

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Sono stanca, e l'oroscopo bilancioso di oggi parrebbe così frizzante °_° Io vorrei solo rimettermi a dormire invece mi sa che anche stasera si fa tardi.

Con Luna e Mercurio alleato buon giorno in linea di massima, puoi farne un autentico capolavoro grazie all’abilità con la quale fai soffiare il vento dove serve a te. Hai una bella carica di energia psicologica da sfruttare, se ti metti d’impegno non c’è ostacolo che tenga, vale anche nei sentimenti. [I credits van tutti a www.arcobaleno.net]

Autentico capolavoro... mah. Qui bisognerebbe credere al caso, anche perché non mi pare di essere in periodo da "capolavori" anzi, prosegue la PMS, ormai gestibile, ma inesorabile e impietosa.
Sicuramente la fregatura arriverà dall'ascendente in Vergine, quello mi tiene sempre con i piedi ancorati saldi a terra (di questo lo ringraziamo ma anche in fondo un po' lo odiamo).

Oggi è la classica giornata in cui si ricomincia, quindi c'è un po' di disorientamento.
'ndiamo a ritirare 'sto passaporto, vah.


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giugno 23, 2009

Potevo stupirvi con effetti speciali...

... e invece guardate che cosa ho trovato sabato a Verona...!!!
Ho altri Puffi della serie pasquale, ci sono legata per motivi affettivi, ma questa Puffetta Rosa non mi poteva sfuggire, quindi l'ho portata con me a Milano.


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giugno 22, 2009

Roquefort hangover

Sai zì, ormai a Londra ci si va in aereo o in treno. Io però la prima volta ci sono arrivata in macchina, attraversando la Manica con il traghetto, da Calais. C'era molto vento, il mare era mosso e io ero bambina. I miei genitori mi accompagnarono sul ponte per farmi vedere le bianche scogliere di Dover. Ne ho un ricordo vivo.
La striscia di roccia bianca si vede anche dall'aereo, ma rischia di passare inosservata.

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Pasta or Chicken salad? Pasta.
Drink? White wine, please.
Washwouesiow or Chardonnay? Chardonnay, thank you.
In business class il cibo fa paura, anche perché l'odore arriva prima e più intenso da quegli strani loculi dove lo conservano. Le tagliatelle con pesce, panna, brodo, zucchine e peperoni sono una curiosità solo per soggetti che non mettono nulla sotto i denti da 24 ore, tipo la sottoscritta. Fortuna che il roquefort è ammuffito il giusto e chiama a sé tutto il vinello. Sbam, crollo guardando le nuvole (notevole poesia eh?!?) e con lo scazzo in cuffia, ma non dormo.
Mi domando chi abbia messo un decoder di Sky proprio dove volevo incastrare io la valigia, mannaggia.
Chi può viaggiare con un decoder di Sky in aereo?
Ma Gianluca Vialli, chi altri?


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Solo dopo la sveglia

Non è molto chiaro il motivo per cui vado a letto alle tre, punto la sveglia alle sette, mi sveglio alle cinque e quarantasei più malmessa di come mi sono addormentata, convinta di essere nel mezzo di un'interessantissima conversazione sul boh.

Non è chiaro perché non riprendo a dormire ma attendo il suono della sveglia per appisolarmi giusto quei venti minuti, ma non di fila: di cinque in cinque, come pretende la tortura finnica della sveglia Nokia.

Dormirò sulla 73 e in aereo.


A fare i bagagli, presto, che devo andare a dormire.


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giugno 20, 2009

Amico che fai ricerche strane...

Ciao, amico che fai ricerche "strane" su questo blog.
Il problema è che le fai da un IP fisso, quindi so chi sei.
Ora, io sono un po' imbarazzata, quindi difficilmente ti affronterei direttamente per chiederti spiegazioni.
Se pensi sia il caso di darmele, io sono tutta orecchi, i miei contatti li hai.
Se invece ritieni sia il caso di glissare, glissa pure.
Quando ci vedremo farò finta di nulla.

baci
Ru

giugno 18, 2009

Ritrovata la via

OK, giornata logorrea, penso sia un picco, nella storia del blog :)
Oggi la quantità delle cose inutili che scrivo è direttamente proporzionale alla quantità di lavoro che devo svolgere. Un po' come quando mi mettevo a leggere interi romanzi due o tre giorni prima degli esami universitari. Non che aiuti la concentrazione... è proprio una necessità che non mi spiego e non so spiegare.

Verso le 11e40 non mi sono sentita bene, ho vissuto un momento fastidioso che mi ha un po' destabilizzata. Un attimo di irrazionalità tendenzialmente causato da alcuni fatti che trascendono il mio controllo.

In pratica due situazioni che non centrano assolutamente nulla tra loro si sono scontrate casualmente nella mia testa, io ho raccolto questa poltiglia e me la sono bevuta.
Nulla di più sbagliato, perché non sono cose su cui ho potere di controllo e quindi non posso impossessarmene e appiccicarmele addosso. E' ingiusto soprattutto nei miei confronti, e il mio compito, al momento, è fare solo cose giuste e al massimo trarre considerazioni costruttive.
Dopo un attimo di sconforto, sì, le riflessioni più salutari hanno fatto capolino.
Avanti Savoia.

Ora è tutto OK, di sicuro c'è stato lo zampino della PMS.
[da tempo ho in mente un post sull'argomento, magari stasera ci provo].


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Attimo di smarrimento

Non mi va di spiegare il motivo per cui tre minuti fa ho provato un attimo di smarrimento. E' stato uno scoppio ritardato, e mi stringe le budella, cazzo. Perché è ingiusto. E stavolta non è colpa mia.
Non c'è un cazzo da sorridere, non c'è un cazzo da sorriderci sopra. Ecco -_-


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Emerse dal cellulare, degne di nota


Vero, sì. La sera di un sabato di metà maggio sono stata al Planetario con due amici.
Ricordo due cose.
La prima che il Planetario di Milano è un bell'edificio anni '30, e che all'interno ci sono una serie di seggiolini girevoli posti tutti attorno al proiettore per guardare il soffitto. I sedili sono messi in modo da poter fare salotto e chiacchierare con la gente seduta attorno.
La seconda è che si parlava del cielo della Divina Commedia, una cosa a tratti interessante a tratti pallosa a causa della speaker, una ragazza giovane che probabilmente è abituata alle scolaresche. Ci ha fatto vedere il cielo che si vedrebbe dalla porta dell'inferno: ora e nel 1300. "Ah, bella lì, ci mancava solo questa" [disse la Ru in quell'occasione, sbuffando]


Poi un sabato mattina all'inizio di maggio avevo un'amica ospite a casa e l'ho trascinata in una gita estemporanea (c'era abbastanza limpido) che era stata programmata assieme a D. per quando ci sarebbe stato bel tempo. Missione Duomo di Milano. Dentro insulso come ricordavo, sopra ottimo per fare salotto. Mi piace fare salotto.


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Pomodoro 4


Klein Tomaten cresce di fusto e di foglia, ma dà l'aria di essere sterile. L'unico butto, che era già rinsecchito, rimane lì, non si stacca. Non ci sono altri butti a vista.
Le foglie profumano di foglie di pomodoro, e questo stupisce e al contempo rinfranca la gioventù metropolitana ("Oh le foglie sanno di foglie di pomodoro!" "Cavolo è vero!"). Perché la coltivazione diretta, l'agricoltura, zappare i campi, ci sembra un'attività esoterica.
Devo metterlo in un vaso più grande con più terra.

Salutiamo il papà di Klein che ieri è diventato zio.

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Pavlov, era da tanto che non ti taggavo

Ho sonno sonnissimo, dormo poco ultimamente. Ed è tardi, troppo tardi per le mie necessità.

E' che torno a casa e c'è il PC acceso, sto scaricando le ultime puntate della quinta di Lost.

E allora devo per forza scrivere, altrimenti perdo il momento giusto. Perché non si deve sottovalutare il vantaggio di avere il computer in funzione senza dover attendere quei cinque minuti in cui Vista prende coscienza di sé.

Il concerto di stasera è stato carino, abbiamo zompettato, canticchiato...
Che poi... solita stordita mai presente quando serve... io questi li avevo già visti come supporter dei Firewater. Sì son bravi, ma il genere rockbalcanicogipsyskapolitico non mi ha mai convinta del tutto... più si va sul rock, come suoni, ritmi e melodie, meglio è, per quanto mi riguarda. Oppure etnico spinto, e allora va bene.
Comunque si tratta di ballare dinoccolati, quindi sticazzi, non spariamoci troppe pose. Forti.

La serata scorreva tranquilla e neanche troppo squinzia causa stanchezze pregresse, buffer raggiunto, e il tipo sul palco mi stava dando l'occasione di non ascoltarlo e pensare ad altro perché parlava di (sonore) cazzatielle.
Poi ha pronunciato delle parole magiche che mi hanno ribaltata tutta, risvegliandomi.
Le parole sono state...


DOMENICA
FAITH NO MORE



[la smetterò, ci sarà altro da dire, prima o poi. Ma le parole chiave, al momento, sono queste]
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giugno 17, 2009

Bloggheria banalia del mercoledì prima di uscire

*Stasera serata fuori inattesa, avrei dovuto dormire, ma va bene così. Serve per ritemprare lo spirito, minato dall'inevitabile discesa dopo l'eccessiva esaltazione non solo per domenica, ma per l'intero week-end trascorso. La realtà è più misurata. Re minore!

*Sono spesso in modalità "risparmio energetico", "freeze", "stand-by" come cazzo preferite chiamarlo. Altrimenti è un problema: appena allento, succedono cose. Il che è simpatico sì. Quindi fanculo.

*La canzone di oggi è arrivata poco fa, mentre finivo i maccheroni. E' Bye Bye Bombay degli Afterhours. Giusta, lucida e reale.

*Era morto qualcosa nel frigo ma non capivo cosa. Vi risparmio i dettagli dell'accaduto, si parla di liquidi di mozzarella buttata via lunedì ma colati chissà quando nella vasca delle bottiglie. Igienizazione completata.

*Tra i sogni di questi giorni segnaliamo:
andare a insegnare l'italiano in giappone
andare a insegnare l'italiano ai cinesi
aprire una gastronomia italiana in nuova zelanda
diventare la regina dei puffetti
diventare aiuto cuoca di un cuoco famoso
aprire una gastronomia carina e femminile, non asettica e ospedaliera, dove la gente mangia e si incontra, anche solo qui a milano
avere una travolgente storia di qualsiasi natura con Mike Patton
concretizzare quella cosa di cui parlavo oggi con Q. :)

*Ci limitiamo alla quotidianità che offre comunque spunti curiosi.

*Ho fatto il gelato con la ricetta di S., sembra buono, almeno, ad assaggiarlo così al volo prima di infilarlo in freezer... yummi. Non sarò più un'icona gay, se continuo così :D Dopo quando torno a casa lo assaggio.

*fuggo, è tardi e non ho fatto il sonnellino che mi ero ripromessa.

*Questo post mi sembra davvero inutile, ma avevo voglia di scrivere qualcosa di leggero. Poi nell'anno trascorso ne ho spediti ben di peggiori, quindi ben venga questo.


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giugno 16, 2009

Nuovi territori: www.diezeitgeist.it

Si inizia.
Sono ufficialmente "l'inviata frivola" di www.diezeitgeist.it, chiamata a contribuire quando mi pare con il mio stile puffettoso, un po' giornalistico e un po' no. Spero piaccia... anzi, vi piace questo mio excursus in territori inesplorati? Dai datemi qualche feedback, anche un po' di incoraggiamento :) Chiaramente si scrive per passione. Per i soldi si scrive di cose ben più noiose.

Leggete qui il mio racconto sul concerto dei Faith No More, così il traffico aumenta!

E per i pigri ecco qui il racconto.

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È molto probabile che buona parte della gente che ha preso d’assedio la manifestazione del Rock in Idro la sera del 14 giugno, abbia deciso di affrontare l’atroce bagno turco del PalaSharp solo per un motivo: i Faith No More. Senza nulla togliere agli altri gruppi che si sono esibiti nella seconda giornata del festival (in particolare i Lacuna Coil e i Limp Bizkit, altra importante reunion della giornata), la band capitanata da Mike Patton era un’occasione troppo ghiotta per tanti fan, nonostante il palazzetto fosse, come suo solito, particolarmente inospitale: una cappa di caldo e sudore umano ha reso poco sostenibile l’ambiente sin dalle prime ore del pomeriggio. Ma per amore del rock, si sa, si sopporta questo e altro.


La band, nella formazione dell’ultimo disco (Album of The Year) apre con una cover dal titolo che è tutto un programma: Reunited dei Peaches & Herb. Duettano Patton e il tastierista Roddy Bottum.

Poi si inizia con The Real Thing.

Patton è in forma smagliante, indossa un completo dal taglio classico in lamé argentato e una camicia nera, impugna un bastone da passeggio e si impossessa del palco, catalizzando tutte le attenzioni. Scherza, gigioneggia, domina, gioca con la sua voce potente ed estesa, suadente in Easy, incazzatissima in The Gentle Art of Making Enemies. Interpreta in italiano Evidence, che si trasforma in Evidenza (”Non ho provato niente, non ho voluto dir niente, guarda i miei occhi e vedrai…“), commentando in chiusura “Dai, è un po’ Eros, però, cazzo!“. Prende in giro il batterista Mike Bordin rannicchiato per chissà quale motivo sotto il suo strumento (”Ma cosa sta facendo la batterista, sta a piscià? Secondo me si sta facendo una sega“, e non ci risparmia neppure l’eloquente gesto).

Ma Mike Patton è Dio: può dire e fare qualsiasi cosa e la platea strabordante, gremita fino al mixer, delira. Può anche cantare qualsiasi cosa, tanto che a Chinese Arithmetic attacca la sua personale interpretazione della hit dance del momento, Poker Face di Lady Gaga (la quale non cela la soddisfazione, e fa sapere a reti unificate via Twitter e Facebook che ora può morire da donna felice, essendo una grande fan dei Faith No More. Ci avremmo scommesso il nostro completino di lamé).

Generosi, affiatati, potenti come se non fossero trascorsi questi undici anni dopo lo scioglimento, i Faith No More hanno regalato ai fan un’ora e mezza di pura gioia. In termini molto poco ortodossi possiamo dire che si è trattato di un concerto della madonna, destinato a rimanere nella storia nella manifestazione.

E noi c’eravamo. Anzi, per la cronaca: chi scrive è arrivata fino alla seconda fila verso metà concerto. Lì l’acustica non era di certo allo stato dell’arte (ma trovate un angolo del PalaSharp dove si senta bene). Volete sapere a chi si rivolgeva Patton quando ha detto “Che cazzo guardi?“. Qualcuno me l’ha chiesto. Parlava a una delle bodyguard sotto al palco, scherzavano tra loro. No, non ce l’aveva con nessuno del pubblico.

E.A. inviata frivola
Foto A.M.

La scaletta di Milano 14/06/2009

1 - Reunited

2 - The Real Thing

3 - From Out of Nowhere

4 - Land of Sunshine

5 - Caffeine

6 - Evidence (in italiano)

7 - Chinese Arithmetic - Poker Face medley

8 - Surprise You’re Dead

9 - Easy

10- Ashes to Ashes

11- Midlife Crisis

12- Introduce Yourself

13- Gentle Art of Making Enemies

14- I Started a Joke

15- King for a Day…

16- Be Aggressive

17- Epic

Bis

18- Chariots of Fire/ Stripsearch

19- We Care a Lot


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giugno 15, 2009

Faith No More Esibizione - Lady Gaga Prime dichiarazioni



A bruciapelo FNM @ Puffetti Rosa

[in coda aggiunta scaletta. Post in cambiamento durante la giornata, man mano che mi rendo sempre più conto che è stato un concerto della madonna, oltre ogni ragionevole dubbio]

Iniziano.
Fuga.
Attaccata a una maglia.
Addio.
Ci si vede al mixer alla fine.
Decima fila.
Quarta fila.
Sono sola dopo trenta secondi.
Godo.
Scivolo.
Mi infilo dappertutto.
Sono snella.
Slime.
Terza fila centrale.
Quello vicino canta, è felice.
Ha un BlackBerry.
Fotografa.
Io cellulare scarico.
"Era da una vita che aspettavo questo momento"
"Io da due vite".
Soffoco, ma non per la folla, ma perché urlo.
Poker Face.
Urlo e salto solo io.
Sono la sola donna nel raggio di non so quanto.
Ogni tanto si avvista qualche valorosa.
Scivolo avanti perché uno ha perso dei documenti nella bolgia.
Non capisco nulla, come al solito.
Ma godo.
Scivolo.
Terza fila, persisto.
Canto.
Urlo.
Ululo.
Urlo.
Orgia.
Sabba.
Aria, cerco aria.
Grazie mamma che mi hai fatto alta.
Pensavo peggio.
BlackBerry avanza e crea un varco microscopico in cui mi infilo.
Seconda fila.
Prima e mezzo. A scacchiera tra due ancorati alla transenna.
Respiro.
Riesco ad attaccarmi almeno con le mani alla transenna.
Mike è lì.
Lo amo con gli occhi.
Ma mica voglio limonare sul serio con lui, mi basta ascoltarlo.
Che è come limonarci.
Qualsiasi cosa canti.
Finisce che sono fradicia di schifo.
Dappertutto.
"Come Lisbeth Salander, dopo una settimana di orgia con una rockband".
Fradicia.
Dovunque.
Di tutto.
Piacere, Elena.
Piacere A.
Le mani, gesù, come essere stata ammollo.
Scambio mail.
Manda foto.
Ciao.
In dieci minuti a casa.
Tutto in lavatrice: abito, mutande, reggiseno, borsetta, scarpe, calzini.
Io: doccia.
Caduti in battaglia: RayBan, distorti ma sistemabili.
Status: di grazia stordita, postorgasmica
Lucidamente: un concerto della madonna.


[Faith No More, Milano 14/06/2009]

01. Reunited
02. The Real Thing
03. From Out of Nowhere
04. Land of Sunshine
05. Caffeine
06. Evidence in italiano!!!!!!
07. Chinese Arithmetic (con l'inserto Poker Face - Lady Gaga)
08. Surprise You’re Dead
09. Easy
10. Ashes to Ashes
11. Midlife Crisis
12. Introduce Yourself
13. Gentle Art of Making Enemies
14. I Started a Joke
15. King for a Day…
16. Be Aggressive
17. Epic

Encore
18. Chariots of Fire/ Stripsearch
19. We Care a Lot



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giugno 12, 2009

E' mezzanotte e c'è vento, qui dove osano le aquile

Quel che mi lascia perplessa, in metropolitana, è la fretta della gente. In orario di punta non si attende un treno per più di tre minuti e mezzo. E ci sono persone che rischiano le caviglie e il grugno pur di salire di corsa nello scompartimento e risparmiare quei preziosi secondi. Quando mi superano con aria compresissima, penso alle poche volte che ho fatto la mia personale corsa contro il tempo. Tendenzialmente non c'era in gioco nessun interesse di Stato, forse solo una persona che mi avrebbe atteso tre minuti in più, il tempo di una canzone, neanche il tempo di inviare e ricevere un SMS per avvisare dell'increscioso ritardo. Perché se ritardi già di mezz'ora, cosa vuoi che siano trentatré minuti e trenta?

Avanti, avanti, in fretta, che è tardi. Prima, prima di tutti. Sempre.

A Milano ti capita di conoscere il gruppo musicale figo ben prima che esca il singolo che ne consacrerà il successo definitivo planetario. Tipo, boh, i Franz Ferdinand prima di Take me Out, o i Verve "ah ma Urban Hymns era già troppo commerciale io li ascoltavo da ben prima" oppure "Gli Afterhours, quelli che io sapevo tutto a memoria e ci andavo ai concerti quando ancora cantavano in inglese"...
Adesso, con Internet è più semplice, ma io, da ragazzina, a Verona, avevo ben poche opportunità di essere avanti, in anticipo sui tempi. Molte meno dell'adolescente medio milanese negli anni 90. Tipo che uno dei crucci più grandi è sempre stato quello di non aver conosciuto i Faith no More per tempo ed aver avuto la possibilità di vederli dal vivo.
Nessun problema: domenica suonano qui, a sette minuti a piedi da casa mia. Reunion.
Non avrò 16-17 anni, è tardi, ho il doppio degli anni.
Non mi ricordo molto di allora. Ma comunque stavo benone, era un bel periodo, anche se non avevo delle opportunità che neanche rimpiango.

Sto meglio adesso? Decisamente sì :)
Soprattutto adesso.
Sul balcone, col vento fresco di mezzanotte che mi blandisce e non mi distrugge più come un tempo.
Il vento non mi fa più male, o forse non mi fa più paura.
Viva il vento!

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giugno 08, 2009

Darwin 1809-2009

Pearl Jam - 25-Do the evolution


Found at skreemr.com

it's evolution, baby

I miei due cent sulla mostra "Darwin 1809-2009" che qui a Milano si tiene alla Rotonda della Besana.
Siamo appunto nel 2009 e penso non sia semplice organizzare una mostra dedicata a una teoria scientifica fondamentale come quella spiegata ne "L'origine della specie" di Charles Darwin.
Ma girando per l'esibizione mi sono domandata perché, invece di mettere in piedi una baracca del genere, non abbiano realizzato un sito Web o riesumato il concetto di CD (toh DVD!!) multimediale. Non è possibile che una mostra sia costituita all'85% da testi appesi al muro, io non vado a una mostra per leggere delle storie. Quelle le trovo nei libri, comodamente seduta a casina mia.

Nel 1859 non avrei voluto essere Darwin, ma una gentildonna inglese, istruita e vivace: sarei curiosa di sapere quale sarebbe stata la mia reazione dopo aver letto una teoria di rottura come quella sull'evoluzione.
Ora pare un concetto così scontato, ovvio, semplice e banale: la mostra, se possibile, lo banalizza ancora di più invece di valorizzarlo.



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Pomodoro 3

Stamattina io e Klein Tomaten ci siam svegliati presto. Eccolo alle sei e venti, l'alba praticamente, anche se il sole già c'era alle cinque e i transgenici cinguettavano esageratamente... lui è un po' alterato con me, dopo che l'ho costretto a passare tre notti sul pavimento in cucina, vicino al vetro. Ma era per preservarlo dal vento del week-end. Incrociamo i rametti.



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giugno 07, 2009

Sola o soleggiata?

Ascoltami, tu, uomo di Neanderthal, si, o di Tangeri, C’è qualcuno tra voi che sappia suonare una danza vertigine, un ballo frin frun Che tolga le scarpe e le calze alle femmine?

Stavo pensando alla giornata non-sense di ieri, che è comunque scorsa via liscia. Meglio smaltire in compagnia tra chiacchiere oziose, piuttosto che vagare come un fantasma in casa da sola.
Stavo considerando che sono stata brava, perché alla fine ho vinto la mia pigrizia (e la stanchezza), e in serata sono uscita per andare al Mi A Mi*.

Ora cercavo della musica da mettermi in cuffia per trascorrere queste due orette prima di uscire, e alla fine, non trovando nulla di ottimale mi son buttata sugli Afterhours, poi su Elio ora addirittura Paolo Conte. Pare ci sia necessità di musica italiana, stamattina.

Poi mi son messa a pensare a me.
In questi giorni il pensiero che più mi frulla per la mente è quello che, da sola, penso davvero troppo a me stessa e probabilmente non è salutare.
Ieri M. mi diceva che prima di venire al concerto ha portato la moglie a mangiar fuori, per compensare il fatto che l'avrebbe lasciata sola per la serata. E' un pensiero molto dolce, soprattutto tra due persone che si sono messe assieme quando avevo sui 12 anni.
Io invece che ho fatto? Un paio di telefonate, messaggi e SMS per capire il da farsi, sono andata a votare** e poi ho raggiunto S. al Magnolia. Senza render conto a nessuno.

In sé è piacevole, però ammetto di spacciare una necessità per virtù, perché devo comunque rendere conto a me stessa, e purtroppo sono la mia più distruttiva critica. Sono la peggiore compagna che potrei avere, perché, quando mi accorgo di essere stata troppo autoindulgente, sono capace di non rivolgermi più la parola per parecchie ore. Anzi, a volte esagero con la severità.

Talvolta mi rompo il cazzo del mio caratteraccio, quindi capitano dei momenti in cui accetto di lasciarmi andare. Perché non c'è altro modo più semplice, alla fine. E perché non ho nessuno attorno che mi controbilanci o a cui dare la colpa per quel che non farei.
Adesso sbaglio qualcosa? E' colpa mia. Faccio qualcosa di buono? Merito mio.
"Che palle" è il primo commento che mi viene in mente. Il secondo non lo so. Forse era dovuta, sta fase di solitudine. Non la cerco, però neppure la evito.

Stavo rispondendo a uno di quei test scemi che girano su Facebook, mi svagano. Tuttavia mi sono impantanata alla domanda sull'amore, perché mi chiedevano se sono innamorata. Mi piacerebbe anche, ma di farlo da sola non ne ho voglia. Quindi allontano l'idea.
E il test l'ho mollato lì, fanculo.

Ero impaziente e ho imparato ad aver pazienza.
Aspettare, lasciar correre il tempo e non doverlo riempire a tutti i costi. E non è autoindulgenza.


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Ho conosciuto al volo la cantante dei Sick Tamburo (l'ex bassista dei Prozac) e un altro tipo che non ho capito bene chi fosse, perché si esibiscono col passamontagna quindi forse era uno del gruppo o forse no. Lei carinissima, lui in particolare, intercalava delle bestemmie (sono friulani). Signor mio, perdonami, ma mi sono accorta che mi mancavano quelle bestemmie inutili usate al posto delle virgole. Con quell'accento lì :) Con quella leggerezza lì, non con cattiveria. Comunque i Sick Tamburo sono orecchiabili alla prima, tutti uguali -musica e testi- dalla seconda in poi.

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Andare a votare
Ricordo che nel 1994, in viale N. B. c'erano gli alberi fioriti, andavo a votare e, senza neanche pensare che potesse capitare... mi sono imbattuta in D. Dio quanto ero innamorata persa di lui. E non ho mai saputo se mai avesse ricambiato l'interesse in qualche momento. Forse si, ma io non capivo un cazzo. Andammo a votare e io ero sospesa a mezz'aria e poi quell'estate si mise assieme a una tizia vecchia, aveva 30 anni. Deplorevole.

Poi col tempo si è stabilita la consuetudine di andare a votare con F., appuntamento da lui e poi via verso le Fraccaroli sparando le solite cazzate.
Ora, anche volendo, non potremmo farlo. Lui ha cambiato casa, io abito qui a Milano, abbiam chattato un po' prima e mi dice che non vuole andare a votare.

Ieri sono andata al seggio per cercare di capire se sarebbe venuta una tempesta o no.



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giugno 03, 2009

Novità in da Haus of Rumi

Nel risparmiarvi l'appendino per l'accappatoio e il gancio per il rotolo di carta igienica, ecco le ultime innovazioni in da haus: week-end fruttuoso e bricolatore. Come al solito ho impugnato il Black & Deker seminando neanche troppa distruzione. Segnalo solo un buco 8 fatto con punta 6 (mah) e che ha messo a repentaglio l'integrità del muro (roba da sprofondare se Bisy rianeva marchiato -_-). Fortuna che sto in una città civile, e quindi alle 8 di sabato sera sono corsa ai ripari andando al Brico e acquistando un pacchetto di Fisher 8: per un buco grande basta un Fisher grande.
Menzione d'onore al pezzo forte, ultima foto.

Detto questo, sono ufficialmente ammalata di bicchieri in vetro colorato, presi nove e credo ne prenderò altri.
E da altri post avrete pure notato che il balcone ora ospita tavolino e sedie.
Mancano le tende.
Le luci di ingresso e corridoio.
Lampada in camera.



Mensola in vetro. Ne ho ordinata un'altra, con l'opzione per una terza. Panoramica su (parte) dei miei prodotti (magari spunto di chiacchiera) più pupazzo vinyl toy che secondo me in bagno ci sta bene

Piac? Il porta-salvietta!

Mescoliamo sacro e profano, Bubu con cuscini Ikea + portatile riesumato

Perché quando si esagera ricoprendo di Bisazza il bagno, bisogna avere il coraggio di metterci il lampadario sfarzo. Grazie a Holly, lo sfarzo in persona, per aver capito alla perfezione di cosa avevo bisogno, di aver azzeccato il colore, di avermi portato la cassettina della frutta con questo bel Murano. Il risultato è quello che avevo in mente e l'installazione è stata agevole. Non posso che suggerire a tutti quanti la lavorazione artigianale di vetri artistici Lavai


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Pomodoro 2

Povero il Pomodoro, oggi ha patito il vento. Eccolo qui immortalato in piena folata, piegato troppo, c'è il rischio che si scavezzi.



Quindi ho deciso di sacrificare il piedistallo di una Momoko per sorreggere Klein Tomaten, con il ferretto del Pan di Casa del Mulino Bianco. Ora pare reggere al vento.



Numero uno, stasera prima di mettermi a letto devo ricordarmi di dargli da bere, che la terra è secca. Tanto bere, è assetato, poverino.

Avete suggerimenti per Klein Tomaten? Parole di conforto o di incoraggiamento? Volete condividere con lui i vostri più intimi segreti? Scrivetegli, io leggerò per lui ogni sera le vostre storie.


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giugno 02, 2009

Il pomodoro



... un pomodoro mi mette in crisi.
Eccolo.
Ma poi, mettiamo il caso che decida di spuntare.
Che faccio. Lo mangio?
Ma quanti ne usciranno fuori?
E ne usciranno?
Un nuovo corso e un nuovo tag su questo blog.
POMODORO.

Pomodoro, il reality.
Airing from june 2th.


Torno alla sublime arte, lì, nella postazione giusto dietro al pomodoro. A domani, puffetti.


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Sarà sotto la lavalava?

S: io mi sto vestendo vado un po a vagabondare
R: foto?
R: che tempo fa lì? qui è paradisiasco
S: foto di cosa? mmm tempo cosi cosi
R:foto belle
R:tu le fai
R: sci con la macchina!
S: non. lho portaaaata prox volta
R: urca male! sempre averla con te! sai mai quando c'è l'ispirazione
S: ggiaaa! sono con borsa asos collana asos crocs io valgo
R: e lip glAZE?
S: papaya
S: ma il mio fav rimane brown sugar
R: io ho perso il plume °_° penso sia sotto la lavatrice!
S: -.- assassina.. io ho perso un vanilla ..siamo pari..era love
R: e dove sarà il tuo? io ho ancora la speranza di trovarlo sotto la lavalava


[zia, zia... sei forte :) io ora vado a spostare la lavalava e magari trovo il plume. Intanto tu goditi le onde del lago, gli olandesi e non lasciare mai più la fotocamera a casa :*]



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Bloggheria della Repubblica

*Il pomodoro è stato piantato in un vaso più grande, thanx V. Ora sta lì sopra il motore del condizionatore e il suo conto alla rovescia è iniziato. Mi domando quanto sopravviverà e perché dovrebbe fare un pomodoro proprio a me.

*Alla ricerca di nuovi angoli di casa. Finora ho sempre tenuto il PC in camera mia, quindi fino a qualche giorno fa la stanza da letto era un po' il centro nevralgico di casa. Con l'arrivo di bubu, dei suoi colori, e del sole e del vento, ho deciso di sperimentare il salotto. Ho riesumato il portatile, sì, quello con XpVistaUbuntu, e ora son qui seduta sul bubu, son comoda, col notebook sulle ginocchia, Wi-Fi funziona, l'iPod attaccato allo stereo. I Calexico mi ricordano che esiste anche un altro mondo, quello che mi piace, quello in cui sto tornando. Il Chianti è qui, ma oggi non sono Rumi_al_Chianti. Sono solo la Elena, in pantaloncini, canotta, piedi scalzi, con l'arietta e il sole che entrano, e la voglia di far qualcosa di un certo peso prima che gli eventi mi trascinino ancora una volta per primi da qualche parte. Bisogna giocare d'anticipo, ma gli altri sembrano non capirlo.

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giugno 01, 2009

Balcone vista mare

Sono molto soddisfatta del mio balcone.
E' bellissimo, arieggiato, solatìo, audiofilo, comodo, ospitale.
Ora ha anche una piantina di pomodoro che sicuramente morirà, pora ciccina, devo trovare un vaso, oddio, DELLA TERRA per invasarla, aiutoooo.
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Domani, oggi... insomma... domani perché devo ancora andare a letto, oggi per via dell'ora che si è fatta... comunque LUNEDI' dovevo andare al MARE.
MARE. MA-RE.
Io e il mare siamo due entità che entrano raramente in contatto. A dir la verità la parola "mare" mi suscita un po' di ansia, disprezzo (sì), ma infine, a questo giro, destava anche un po' di curiosità.
tuttavia niente mare, fa un clima del cazzo, già stasera piove, quindi si devia per un paesello che non ho capito cosa dove come, ma comunque è vicino.
No mare. X.
Riesco ad essere addirittura delusa.
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Speriamo che martedì faccia bel tempo, voglio proprio stare sul mio balcone a leggere.


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