Penso di aver ascoltato una sola canzone dei Korn in vita mia, e che quell'unica non mi sia piaciuta. Venerdì sera li ho visti dal vivo e non ho trovato ragione di cambiare idea. Dopo il secondo concerto di nu metal in pochi giorni (Limp Bizkit al Palasharp) sono giunta alla conclusione che questo genere musicale semplicemente non faccia per me. I pezzi hanno un ritmo irrisolto, sembra non voler mai arrivare al punto dell'esplosione rock, quella animala. E sentire della musica trattenuta-che-trattiene è troppo: non è neanche un coito interrotto... sono dei preliminari disturbati da una telefonata. Cazzo, no.Di buono, nei Korn, c'è il kilt nero del cantante, un capo d'abbigliamento fashion che desidero fortemente, anche perché mi sono messa in testa che sia fatto di microfibra. Ma è un'altra storia.
I Korn chiudono il concerto con la doppietta The Wall e Goodbye Cruel World, i due unici momenti dove sento qualcosa di interessante e il chitarrista fa un assolo.
Con l'arrivo dei NIN sul palco è tutta un'altra musica.Non so neanche bene che faccia abbia Trent Reznor, la mia attrazione per i Nine Inch Nails è abbastanza istintiva e non è mai andata oltre l'ascolto dei dischi. Ricordo di averli visti live quasi dieci anni fa e di essermi divertita come una matta per il circo che avevano allestito. Tanto da volerli rivedere adesso.
Quest'anno Trent Reznor pareva più "pulito", diciamo pure fighetto. Abbronzato, muscolare, camicia nera a mezza manica (quando si è tolto la giacca è partita l'ovazione per il gesto, sempre molto d'effetto), capello corto e classe. Classe da vendere. Come si muove, come canta. Non importano in realtà le parole che dice: i testi dei NIN non brillano per varietà, spessore o presa (Closer a parte :P).
E' proprio lui che fa della voce uno strumento, trasforma un verso sgraziato in un ringhio di sofferenza, un respiro affannato in un momento di sospensione per la platea, un urlo nella liberazione. Si assenta, va alla tastiera, una delle tante, produce suoni improbabili ma poetici a modo loro. La gente, perlomeno abbastanza avanti dove mi trovo io, rimane in silenzio a bocca aperta. Perché sì, i NIN sono "violenti", trascinanti, ma con i loro suoni elettronici riescono a creare l'empatia con la sofferenza cosmica.
Tanto che si arriva a Hurt già preparati.
Comunque al "goodbye" di Goodbye Cruel World si cambia.
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3 commenti:
Oh, ho indagato e scoperto che era tuo l'sms. E no, non ci eravamoci al concerto, nel tentativo di mantenere a una soglia accettabile le spese pro-musica estive. Anche visto che da mercoledì a venerdì sono/siamo a Londra per quella roba dei Blur...
Memole del fatto Faith No More ho pensato che potevate esserci :) Bella Blur!
Effettivamente l'abbigliamento fighetto di Reznor, questa volta, si avvicinava pericolosamente all'ambiente Uomini&Donne. :D
Gran bel concerto, comunque, finora le trasferte musicali milanesi di quest'anno si sono rivelate tutte gradevoli, Faith no More in testa (ora vediamo come stanno i quattro strabolliti di Dublino, mi sa che abbasseranno la media).
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