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gennaio 08, 2013

Una nuova sciarpetta


Durante le vacanze di Natale ho lavorato molto a maglia e, tra le altre cose, ho fatto questa sciarpa con un gomitolo di Kauni Effectyarn, un filato danese in lana 100% e molto ruvido (ma già più morbido dopo il primo lavaggio, al prossimo gli do anche una passata col balsamo Fructis...). I colori sono autunnali, il modello è l'Hitchhiker di Martina Behm.
Come tutti i capi che mirano a esaltare il filato, è una noia mortale da lavorare, ma alla fine è talmente bello vedere i colori sfumare progressivamente che lo sforzo lo puoi fare.

novembre 23, 2012

Scova l'errore


Ho fatto un errore. Tuttavia ho deciso che, invece di correggerlo, me lo porterò addosso.
I più attenti hanno qualche elemento per capire dalla foto che non si tratterebbe di una correzione bensì di cercare pareggiare l'errore fatto: il pezzo sotto è il dietro del maglione ed è già terminato. L'unica cosa che potrei fare col pezzo davanti (quello appoggiato sopra), è quella di smontare due giri di rasata, e replicare l'errore.
Invece no.
Tanto di solito non se ne accorge nessuno.
E saperlo mi cambia poco nella vita.
Ho fatto errori ben peggiori, ma non due volte.

dicembre 19, 2011

Gufare

Ciao sono io, col mio maglione dei gufi fatto a mano da me

novembre 29, 2011

Un nuovo nome per i filati sottili, elogio collaterale della lentezza

Un paio di settimane fa, grazie anche al cortese versamento dello stipendio di agosto, mi sono finalmente potuta permettere di ordinare dal Regno Unito un paio di filati per i lavori a maglia invernali. Ne esco ispirata per due post magliari che interesseranno giusto a chi inserirà in Google le parole chiave "4 ply", "bondage", "Jacob", "pecora".

La prima spedizione è arrivata in fretta: si tratta di un Rowan Cashsoft 4 ply di colore blu scuro. Il filato è un 57% Merino (da omonima pecora) 33% Microfiber (sintetico), 10% cashmere (da omonima capra).

Cosa cavolo significa 4 ply? Non vedete l'ora di saperlo, vero?

È una convenzione usata nel Regno Unito, in Nuova Zelanda e in Australia per indicare che (occhio alle ripetizioni) “il filato è stato filato con quattro fili” (filamentosi, filanti, filari, filotto, filomena, filzi, filippo). Sono quattro fili attorcigliati a spirale tra loro.
Spiegata così è un'unità di misura che, presa solo numericamente, è abbastanza relativa perché non dà l'idea dello spessore del filato (che, a rigor di logica dipenderebbe da quella dei quattro fili, che potrebbero essere fatti di fibre diverse, animali, vegetali, sintetiche... ma una volta era tutto più semplice: c’era praticamente solo la lana). Invece (TA-DAH, magia del Commonwhealth), 4 ply indica solo una categoria di filato sottile da lavorare con ferri dal diametro piccolo (dai 2,5 ai 3,25 millimetri).
Quindi non mettetevi ad attorcigliare quattro cavetti USB per poi esclamare soddisfatti "È un filato 4 ply". Non funziona così, perlomeno se volete lavorare a maglia e non trovare scuse per strane pratiche bondage.
Gli americani, più pragmatici, definiscono filati del genere col termine FINGERING, in una scala di undici pesi che parte dal Thread e arriva al Super Bulky (il Fingering è quinto in classifica). Se sapete l'inglese, si tratta di definizioni parecchio evocative: è un po’ come apostrofare Adele come “la cicciona” invece di definirla, col bilancino alla mano “una balena da 160 chili o poco più". *

Con la solita, rozza prosaicità che mi contraddistingue, aggiungerei una nuova forma di classificazione del 4 ply denominata DUECOGLIONI.
Sarà che ho deciso di farne un abitino carino corto da indossare con i leggings, sarà che il punto di partenza è un pizzo (neanche troppo elaborato, ma pur sempre un pizzo, quindi un motivo che porta via un po’ di tempo in fase di lavorazione perché richiede attenzione e la probabilità di sbagliare è alta), ma mi pare di lavorare alla tela di Penelope. E’ da quindici giorni che ho iniziato, e con ‘sto 4 ply avrò fatto un 10 cm x 45 cm di lavoro. 10 centimetri di altezza, 45 di larghezza. È vero che ho fatto degli errori nelle diminuzioni che mi hanno costretto a disfare tutto tre volte, ma ci sono dei momenti che mi metto lì, lavoro un’oretta e mezza, e mi pare di non esser andata avanti per nulla.
Nonostante il tono polemico di queste ultime considerazioni (fatte con la parte più razionale di me, quella del “ma chi me l’ha fatto fare?”), tutto procede in modo molto zen, tibetano, mandaloso. Par strano, ma l’insensatezza di mettersi a fare a mano un abitino che porterà via almeno tre mesi di lavoro è compensata dalla bellezza di star lì con questo filato soffice tra le dita e vederlo trasformarsi e prender forma con lentezza. Duecoglioni sì, ma che relax, signori.
Il Rowan Cashsoft, in particolare, è morbidissimo, mi tufferei in una vasca di questo filato e mi ci addormenterei. Inoltre una volta lavorato rende benissimo: la percentuale di microfibra dà lucentezza e stabilità al lavoro, quindi se si ha una buona manina regolare nel lavorare ai ferri, il risultato può addirittura sembrare perfetto, senza quell'aria un po' arruffata e artigianale (che in realtà a me piace molto) dei lavori fatti a mano. E poi non posso riempirmi di cappellini, io di cappelli non ne porto. E di sciarpe ne ho già tre. E i calzini si fanno con filati ancora più sottili del DUECOGLIONI.

[presto, magari domani, il prossimo post in cantiere sull’allegra maglieria della RuMi, parola chiave "Jacob"]


*Questa categorizzazione è molto usata per identificare il filato corretto per realizzare un lavoro a maglia. Dato un cartamodello su una rivista (il punto di partenza per la gran parte dei magliari) e l’indicazione del filato da usare, è possibile scegliere filati alternativi, magari di maggior gradimento, con poco margine di errore nello sviluppo delle dimensioni. A parità di “peso”, infatti, i correttivi possono essere apportati aumentando o diminuendo la dimensione del ferro di mezza misura (più facile) o intervenendo sulla tensione del filo quando si lavora (è molto complicato, bisogna avere molta padronanza delle mani). Per questo motivo è consigliato fare sempre un campione 10cmx10cm per capire la resa del filato con il ferro impiegato e con la tensione che ciascuno applica col proprio tocco magico. Nota di costume: io ho la mano abbastanza lasca.

ottobre 16, 2011

La natura delle cose

Finalmente oggi ho finito la fichissima giacchina a trapezio grigia fatta con una morbidissima lanona 100% della Rowan su cartamodello gratuito Bergère de France. Mancano solo i bottoni, i fili da tirar dentro, ed è fatta.

Il lavoro è stato molto divertente nello sviluppo e anche nella realizzazione delle cuciture.

(ricordo che l'assemblaggio dei vari pezzi è considerato da molti knitter, e tutto sommato pure da me, il passaggio più noioso, ma non ha senso privarsi di deliziosi modelli per evitare di prendere in mano l'ago)
.

Il passaggio conclusivo consisteva nell'assemblaggio del collo (<-- attaccare il colletto al resto della maglia). Non essendoci indicazioni specifiche nel cartamodello su come procedere, ho deciso di congiungere il collo al corpo lavorando con tre ferri (roba tecnica di cui ho voglia di parlare ma di cui non frega niente a nessuno, ma è solo per giustificare perché nell'immagine di sotto ci sono tre ferri e non un ago).

E' successo questo

Quello che vedete è che a OTTOPUNTIOTTO dalla fine del lavoro, mi sono trovata al termine del sesto e ultimo gomitolo di lana (il filato è poi finito effettivamente a 4 punti dalla conclusione del lavoro, roba da sorci verdi)

Ovviamente ho trovato la soluzione-placida-no-panic per gli ultimi quattro punti. Come in qualsiasi altro fatto della vita, del resto. Che balle però, mai una volta che tutto fili liscio fino in fondo da sé.



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novembre 19, 2010

Raffinato e dolce

Rowan Kidsilk Haze. Nero e beige dorato

70% mohair superkid 30% seta.
Raffinato e dolce. Morbido manco a dirlo.
Sarà che oggi sono emozionata per affari miei, ma è assurdo, sciocco, stupido, infantile e tanto bello toccare questi gomitoli e sentire sotto i polpastrelli il riassunto dei miei pensieri.
Pensavo che dovresti toccarlo anche tu, per capire un po' di più me.
Ma anche solo per sentire una cosa bella.


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agosto 02, 2010

Banalia dei minuti contati

Il tag "Banalia" ricorre quando non ho episodi rilevanti da commentare. Oppure li ho, ma per motivi di opportunità è meglio evitare. In genere raccoglie dei banali pensieri quotidiani tipo "oddio devo andare a fare la spesa", "Che palle mi son dimenticata di cambiare la sabbia alla gatta". Robe inutili, così.
Mi piace avere un diario pubblico e pensare che ci sia gente interessata ai miei cazzi personali e pronta a immedesimarsi in un reality di onesta fattura, ma ogni tanto mi imbottiglio perché all'improvviso mi scontro con i (seppur interessantissimi e commentabilissimi) cazzy altruy. Infatti mi era pure balenata l'idea di mescolare la realtà alla fantasia con un nuovo tag, il "rumi fiction". C'è molta rumi fiction pronta, nella padella delle bozze. Devo pensarci, anche se non mi pare molto onesto intellettualmente.
Poi si aggiunge il fatto che sono in un periodo saturnino (accezione antica), quindi mi autoassolvo vostro onore, mi concedo l'arrampicata sugli specchi, tre giri attorno a un dito, la latitanza e questo banalia di inizio agosto, purtroppo laconico. Sono molto stanca, un po' provata da un luglio esteticamente deprecabile. La foto lo testimonia: mi sono messa in posa da squinzia dimessa, sono senza trucco, sembra che mi abbiano sfregiato la faccia. Deprecatemi. Qualcuno però mi dica che al concerto di Mike Patton ero carina: sono tre i maschi che potrebbero passare di qui e che, a riguardo, potrebbero rinfrancarmi anche in forma anonima, giusto per risollevarmi il morale sul fronte frivolo
.

*Dopo aver passato mezza notte in bianco, stamattina mi sono svegliata a causa di un terribile incubo. Dove ritiro il premio?

*Date uno sguardo al colonnino di destra. Scorretelo fino alla voce "Archivio". Contate i mesi in cui sono stata sotto la decina di post.

*Il risultato sono i minuti in cui ho ottenuto ciò che più ho desiderato negli ultimi sette mesi.

*Tutto sommato mi pare normale desiderare quel che non ho.

*Se poi amate incrociare i dati e mi conoscete un po', avete capito benissimo quello che voglio dire. Chiaramente non sto parlando di minuti.

*E se non mi conoscete lavorate con la fantasia: probabilmente sarà più colorata dei miei sciocchi e ordinari desideri quotidiani.

*Come passatempo, per sopravvivere, scrivo. E' un modo per buttar fuori. Quando mi blocco, quando non riesco a farlo, sto male, sto di un male che non avete idea. Mi sento implodere.

*Allora ammazzo il tempo così, come segue. Va a finire che mi faccio un guardaroba. Sconclusionato.



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giugno 28, 2010

Banalia knitterie prevalebunt

*E non si può mica stare con le mani in mano, cavolo.

*Mentre la canotta asciuga quietamente sul balcone in attesa di assemblaggio (rep. 1), mi diletto nella prosecuzione di calzino coi quattro ferri (rep. 2) commettendo un errore imperdonabile (dovrò disfare un giro). Nel frattempo attendo l'arrivo di filato (rep. 3) per magliettina da fare con ferro circolare e in top down (immagine non disponibile in quanto le foto del pattern non rendono l'idea di come lo voglio io, magliaimprovvisazione vuole che si lavori a vista per aumenti e diminuzioni sui fianchi, che qui ancora per qualche anno non saremo dei furgoncini Wolkswagen e i magliari questo lo devono capire che non si può sembrare sempre dei fagottini ripieni). Sarà una bella prova.

*Comunque qui la settimana sarà tendenzialmente impegnata con attività varie, alcune eventuali tra cui: Annina è qui; stasera caschi il mondo ma almeno una partita dei mondiali in 3D me la vado a vedere giusto per soddisfare la curiosità (Brasile-Cile); venerdì ci sarebbe pure Adam Green a Bologna, vediamo se al 2 luglio ci arrivo sui gomiti; weekend via, sicuro quello, bella girlz arrivo.

*Tra l'altro questo è un periodo abbastanza placido, sia messo agli atti. In solitaria, poca caciara, attività varie da svolgere in tranquillità. Lunghe pause di riflessione e scava-scava con impreviste conclusioni, coccole alla Suzie che si mette in posizioni indecenti (rep. 4).

*Lo scorrere delle settimane è tendenzialmente scandito dalle date di scadenza dell'Actimel. Tipo che quando scadrà quello che ho in frigo avrò raggiunto un traguardo personale. Ma non è una scadenza reale, perché ora dell'ora sarà già bell'e che digerito e ci sarà dell'altro Actimel, e un altro traguardo [ad libitum sfumando].

*Sorniona.

[Rep. 1]

[Rep. 2]

[Rep. 3]

[Rep.4]


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aprile 25, 2010

Come si trascorre la domenica, oggi, monopixel

Gnocchi di patate

Bicchiere di Chianti

Lettura interessante mentre si knitta il calzino

In compagnia di una gatta che boh, qui mi sembra Fred Durst tanto è incazzata, non ha neanche bisogno di tirar su la zampa e fare il dito medio. OhSusinamiabbella che c'hai?

aprile 18, 2010

Il MIO gilet :)

alpaca + seta = coccole belle

Finito ieri! Giusto giusto per il clima di oggi... che c'era un freddo fuori...

Prossimo project: calzini. Vezzosi, addirittura.

Non salvatemi dal tunnel, grazie.


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