Il tag "Banalia" ricorre quando non ho episodi rilevanti da commentare. Oppure li ho, ma per motivi di opportunità è meglio evitare. In genere raccoglie dei banali pensieri quotidiani tipo "oddio devo andare a fare la spesa", "Che palle mi son dimenticata di cambiare la sabbia alla gatta". Robe inutili, così.Mi piace avere un diario pubblico e pensare che ci sia gente interessata ai miei cazzi personali e pronta a immedesimarsi in un reality di onesta fattura, ma ogni tanto mi imbottiglio perché all'improvviso mi scontro con i (seppur interessantissimi e commentabilissimi) cazzy altruy. Infatti mi era pure balenata l'idea di mescolare la realtà alla fantasia con un nuovo tag, il "rumi fiction". C'è molta rumi fiction pronta, nella padella delle bozze. Devo pensarci, anche se non mi pare molto onesto intellettualmente.
Poi si aggiunge il fatto che sono in un periodo saturnino (accezione antica), quindi mi autoassolvo vostro onore, mi concedo l'arrampicata sugli specchi, tre giri attorno a un dito, la latitanza e questo banalia di inizio agosto, purtroppo laconico. Sono molto stanca, un po' provata da un luglio esteticamente deprecabile. La foto lo testimonia: mi sono messa in posa da squinzia dimessa, sono senza trucco, sembra che mi abbiano sfregiato la faccia. Deprecatemi. Qualcuno però mi dica che al concerto di Mike Patton ero carina: sono tre i maschi che potrebbero passare di qui e che, a riguardo, potrebbero rinfrancarmi anche in forma anonima, giusto per risollevarmi il morale sul fronte frivolo.
*Dopo aver passato mezza notte in bianco, stamattina mi sono svegliata a causa di un terribile incubo. Dove ritiro il premio?
*Date uno sguardo al colonnino di destra. Scorretelo fino alla voce "Archivio". Contate i mesi in cui sono stata sotto la decina di post.
*Il risultato sono i minuti in cui ho ottenuto ciò che più ho desiderato negli ultimi sette mesi.
*Tutto sommato mi pare normale desiderare quel che non ho.
*Se poi amate incrociare i dati e mi conoscete un po', avete capito benissimo quello che voglio dire. Chiaramente non sto parlando di minuti.
*E se non mi conoscete lavorate con la fantasia: probabilmente sarà più colorata dei miei sciocchi e ordinari desideri quotidiani.
*Come passatempo, per sopravvivere, scrivo. E' un modo per buttar fuori. Quando mi blocco, quando non riesco a farlo, sto male, sto di un male che non avete idea. Mi sento implodere.
*Allora ammazzo il tempo così, come segue. Va a finire che mi faccio un guardaroba. Sconclusionato.

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1 commento:
Anonimo numero 1 :)
(daje su)
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