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maggio 09, 2011

Prima del fallout radioattivo

Son nel letto, fa freddo, allora metto la testa sotto il lenzuolo, che il respiro arriverà, prima o poi, a scaldare i piedi. Poi mi accorgo che soffoco e ritiro fuori il naso. La punta si raffredda, però sento l'odore buono dell'uomo accanto a me, che produce pure del calore e suona una tranquilla nenia russosa. Allora mi sposto un po' più verso di lui, ma è un equilibrio precario. Perché se se mi inclino di un millimetro a destra rischio di ripiombare nell'abisso dell'aria fredda e umida. E se invece rotolo a sinistra disturbo lo scaldino ninnananna. Lo disturberei volentieri, ma non si fa, ed è ora di dormire.

Non so quando mi addormento, ma ci riesco. E sogno pure qualcosa, ne sono sicura. Sogno che va tutto bene, e che ora riesco a star bene anche quando le domeniche proprio non passano più.

Avresti mai pensato che dormendo e russando avresti fatto star bene una persona?


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marzo 12, 2011

Ci sono le persone che.

Si baciano, e lo senti da lontano lo spiaccichìo delle labbra umide, che più del suono avverti la loro mobidezza. E lui le mette un braccio dietro la schiena, l'afferra alla vita, e lei si incastra alla perfezione sotto la sua spalla senza nessuno spigolo scomodo, nulla che ingombri, solo maschio e femmina dallo stesso marmo.
E lei lo guarda con gli occhi di flash, e lui la osserva mentre parla, con tutto l'amore e il non ti perderò mai del mondo.
Li respiri come i momenti in cui era già stato tutto sbagliato.
E ti domandi se sarà lui o sarà lei, che prima è tutto vero, e dopo non lo è più.
Ci sono le persone che non vogliono sapere dove saranno presto... e intanto sono felici.

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dicembre 05, 2010

Attore

E' passata da poco la mezzanotte e sto tornando a casa presa dai miei pensieri. Al semaforo si accosta una macchina e con la coda dell'occhio mi accorgo che il conducente cerca di attirare la mia attenzione. Per un po' resisto, poi mi volto. Non lo vedo da tre mesi. Mi fa segno ciao, mi sorride, gli sorrido, scatta il verde, vado avanti e accosto a lato della piazza. Scendo e ci veniamo incontro. Come va, come stai, io sto distante, lui non lo fa perché non lo fa mai, mi mette un braccio attorno alla vita, mi saluta, sei bella davvero, che succede, che fai. Io abbozzo, gli dico che sto tornando a casa, che ho trascorso una serata serena e non vedo l'ora di mettermi nel prato sotto casa a fumare una sigaretta con i piedi nell'erba. Mi dice che è un bel proposito, mi guarda negli occhi e non dice più niente, si blocca. Gli accarezzo una guancia e poi gliela bacio. Lui mi riabbraccia e avvicina la bocca alla mia spalla, mi dice sai di buono, lo tengo tra le mie braccia accarezzandolo, non può succedere altro. Non si oppone.
Perché basta uno sguardo in qualsiasi momento della notte ed è un sì o un no. Ché non sono mai stata sua, anche quando, nel torpore di un mattino, mi afferrava la gamba scoperta e la tirava verso di sé come pretende di non aver mai fatto. Attore.


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maggio 10, 2010

Pesante

Weekend pesante.
Come Iron Man 2, per esempio, il film più noioso della storia del cinema, allietato solo da un particolare: il neo sulla guancia destra di Sam Rockwell. Quell'uomo c'è.
Come una pizza che "ho fame, voglio qualcosa di lurido" e combini tonno wurstel panna zucchine e sa chi cosa boh.
Come renderti conto che sei stata l'ultima a uscire e la prima a rientrare nel palazzo.
Come una notte che non passa più.
Come una birra media alle cinque di mattina in un bar buio con la serranda giù, ma c'è freddo, e fuori dopo c'è la luce per fortuna.
Come la carne argentina mangiata alle quattro e mezza di pomeriggio, con le patatine che proprio non mi son piaciute però.
Come l'acqua che mi son presa ieri per battezzare la bicicletta. Le piogge acide sciolgono il grasso.
Come il Rugginoso.
Come il sonno di stanotte.
Come la porta del veterinario contro cui sono andata a sbattere con le lacrime agli occhi stamattina.

Che poi pesante non è sempre male, anzi.
A ben vedere, un bel weekend pesante per riattivare il fisico.
Per la mente mai abbastanza.

Stasera insalatina e coccole alla mia pelosina operata.

marzo 08, 2010

Ballo

[What the hell am I doin' here? I don't belong here]

Ballo.
Ballo con il biondino che boh, non mi ricordo neanche come si chiama, se me lo ha detto.
Biondino l'ho conosciuto qualche ora prima, ma non so... dubito riusciremo a comunicare molto, oltre a quanto stiamo già facendo. Pare davvero molto concentrato su se stesso, anche mentre mi guarda. Ed ha bevuto (toh).
Ballo Elvis con il biondino, io dalla mia parte, lui dalla sua, al massimo le mani ci tocchiamo. Che le sue gliele ho già messe a posto prima, quando mi ha afferrato il bordo della maglia per sollevarlo un po'. "Giù le mani" gli ho detto "Non mi toccare".

Ballo.
Perché ci ballo? Mah, perché me lo ha chiesto.
Pare pure una debole motivazione, ma è notte, siamo in un locale dove si balla. Quindi si balla.
Ma mi scazzo in fretta, la lucidità non manca e non è proprio il caso di essere accondiscendenti.
E' tutto molto divertente da un certo punto di vista, ma sostanzialmente mi trovo immischiata in un sabba di anime inquiete e preferisco mantenere le distanze. Non mi avranno, non sarò dei loro.

Non ricordo neanche se mi allontano di punto in bianco.
Anzi, forse gli dico "Ho caldo devo prendere una boccata d'aria". E probabilmente lui neanche se ne accorge, boh.

Comunque fuggo via, as usual, per ritrovare un po' di pace e conforto tra gli amichetti. Ché se proprio sabba deve essere, anche gli stregoni vanno selezionati con cura.


PS: di biondino esiste foto, ma per motivi di riservatezza nononononono.


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marzo 01, 2010

Chi ce lo spiega che è ora di dormire...

Adam Green in una delle sue posizioni più composte anche se probabilmente poco prima aveva limonato con una scarpa, sparso bava e sudore nelle prime file, attaccato malattie a giovani donne

...a me e alla Suzie, che non abbiamo sonno o la forza di mettere il pigiama, la sveglia, togliere il trucco è fuori discussione, domani voglio svegliarmi che sono ancora rosata di fard.
Ci sono molte strade per tornare a casa dal Magnolia, e sono tutte molto lunghe perché io abito a ovest e sto posto sta ad est, quindi ogni via è buona.
Scelgo la più lunga e contorta possibile, perché non ho fretta, e penso ad Adam che è pazzo furioso, che trascina corpi, che bacia qualsiasi cosa, tanto che l'eccellenza a questo punto è schivarlo, a M. scaraventata sul palco che abbozza inclinata come un filo d'erba e lui tutto untosudoschifo la bacia, alle canzoni belle, alle dediche a Morro, al momento in cui esplode tutto e fine, si cede al casino, al marasma, e Dance with me cazzo sì there's no goal, ai saluti, a B. che fa campagna elettorale 27/7 ma sei davvero tu quello del volantino, D. che a un certo punto discorre con il vuoto nononvabeneno, T. che è sempre T. e balla molto anni 80 forse à la mode de Paris, che noi qui in provincia non capiamo bene.

Io sono ancora sveglia, ma che balle.
E Suzie, no, non camminare sulla tastiera, sull'invio, tesoro. Adam avrebbe baciato anche te piccola, sei così bellina, e tu gli avresti aggiunto un altro graffio sul petto di pollo.

Chicken Adam è bellissimo, non esteticamente (oddio sì lo sarebbe anche, ma non è questo il punto), ma come esperienza.
Qualcuno deve sacrificarsi in questo mondo.
E nota di costume... molto, molto, molto piacevole (più del solito "carino indiefighinoinutilelovalova") il gruppo di supporto, tali Jukebox The Ghost, che qualcosa ne blipperò nei prossimi giorni.

Mi è venuto sonno?
No, ma probabilmente se vado a letto mi addormento tra le zampe della Suzie.
S. appare like a ghost mi chiede in perché dello status che ho, glielo spiego e poi adesso vado a letto anche io.

In effetti il proposito era "torno a casa dopo il concerto e gioco un po' a Bayonetta".

Bella Adam, mi piaci assai.
Assai che proprio mi hai risollevato.


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novembre 14, 2009

Sorridi, la tua anima è in pena

Brividi, freddo, cattivo umore... sì, era meglio tornare a casa, e in fretta.

Che poi non capisco cosa ci sia da fotografare a ogni santa cena, dio fulmini i cellulari e le fotocamere digitali, i flash che sparano maleducatamente, i sorrisi tirati, le pose, io vicinatté, tuvicinammé, saltare con eleganza quella che tanto non la conosci, eppoooooi nuooo quella va rifatta non pubblicarla suffeisbuc, ti denuncio, la praivasi, fotosciop...
Che cazzo di momento tanto indimenticabile stai vivendo, da fotografarlo a raffica? Sei tra l'antipasto e il primo in un ristorante mediocre, e se proprio ti è andata liscia è una serata uguale alle quattrocentoaltremila che hai trascorso nella tua svagatissima vita.
Che-cazzo-cerchi.
Perché invece non ti guardi attorno e cerchi di capire perché ogni sera sei fuori?
Hai paura di star solo? Non sai cucinare? La tua casa ti fa troppo schifo per trascorrerci dei momenti tranquilli? Hai paura a tornarci perché se apri la porta non c'è nessuno che ti aspetta? E quando esci di casa nessuno ti sistema il bavero, l'etichetta, l'orlo, la sciarpina? Cerchi qualcuno? Scopare? L'amore della tua vita? Parlare? Incontri decisivi, clamorosi? Mattoni? Qualcosa da raccontare?
Non lo trovi se lo cerchi, non lo trovi se fai così: se ti va bene, trovi forse un'anima in pena come te.

Cosa cazzo cercate vagando per Milano a tutte le temperature, in qualsiasi stagione e rigorosamente dopo le una di notte? Ogni tanto anche voi, come me, ve ne tornate a casa mollando tutto lì e fanculo, perché la vacuità è intollerabile e il terrore di esserci risucchiati è reale?


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novembre 02, 2009

Halloween 2009, per una volta coi nomi :)

Serata di Halloween al Leoncavallo con gente simpatica: Daniela, Elena, Vito e i suoi amici di Sicilia. Del resto lui pensava di proporre loro qualcosa di tipico, l'alternativa era il Magnolia, ma poi al Leo son solo 8 euro, e anzi, Vito ci fa pure entrare gratis (e grazie!)... non so che impressione abbia fatto loro l'ambaradan, mi pare che apprezzassero il folklore, attendo feedback :). L'Elenina era stanca, la Daniela diceva "Oh che bello, oh mi piace!". Io trovo il Leo divertente.
Nel senso, non sono a mio agio manco lì, eh, ma almeno l'ambiente è accogliente e vario, non ti senti soffocare tra stucchi, plexiglass, neon e bare di cristallo. Poi l'altra sera c'era la musica elettronica che spaccava assai i timpani (in senso positivo) in due su ottuordici sale, e anche dove c'era il reggaereggae non era male.
Com'è il Leo, cazzo? Non che ci sia stata molte volte. Al Leo c'è l'uomo Panten che con quei capelli lunghi all'avambraccio si atteggia da stracciafighe, c'è il fighetto con maglietta a righe stirata da mamma che "Tu ora delle 4 la tua ragazza l'hai lasciata" (era il significato sommario dello sguardo che gli ho lanciato e che lo ha fatto inciampare), c'è il 22enne carino e gerontofilo che azzecca la mia età e che ci prova parlando di esistenzialismo (alla terza volta che dice "esistenzialismo" gli do un buffetto sulla guancia, alla quarta nota che mi spazientisco, ci tiriamo un paio di sculacciate che tanto al Leo si può, ed è lecito dimostrare i propri 32 anni anni alle 5 di mattina :P), ci sono quelli coi rasta, coi piercing pure nel buco del culo, gli abbestia che si lavano poco in segno di protesta contro lo sterminio massificato dei germi, quella che porta in cesso la cagnolona meravigliosa e dolcissima traumatizzata dal casino e vuole farla bere ma la cagna non beve, chiaramente ci sono le negre fighissime che ballano tenendo il ritmo (sennò che negra e che stereotipo sei?) assieme a ragazzi bianchi che non ce la fanno a star loro dietro, neri neri, neri medi, neri delavé, neri dentro, i banchetti che vendono incensi, narghilé, orecchini di legno, borsette di panno, kefià, lì ti vendono tutto il kit per urlare al mondo che sei il perfetto giovane di sinistra e molto contro il sistema. Al Leo ci sono i muri con le scritte, le erbacce, il ghiaino che non ci puoi andare coi tacchi, c'è "Quell'odore di centro sociale che è della birra rovesciata per terra ed è anche l'odore della birra che stiamo bevendo" (cit. Della). Poi arriva Lolò con la sua carica virale di suina e l'erba che dicono essere buona, ma io dopo la mia prima e unica esperienza finita vomitando da un davanzale è meglio che no.
Ecco, a un certo punto della notte Vito e gli altri decidono di andar via e io sono a un bivio: vado via con loro e fine, oppure resto con Lolò nel vortice goa, trance, tanta droga e zero sesso? ("Perché questi sono tutti fattoni, non gliene frega niente di scopare" cit. Lolò). Visto che sono di buonumore, non sono stanca e sono solo le 3 e mezza, decido di rimanere. Chiaramente dopo 30 secondi netti Lolò mi abbandona, io non ho nessuna intenzione di corrergli dietro, e quindi vado a pisciare: sulla strada verso le latrine incrocio Vito e le ragazze preoccupati del fatto che io sia da sola senza l'omone bodyguard, e devo addirittura tranquillizzarli sul fatto che "Lolò non mi abbandonerebbe-mai-figuriamoci", che è una persona di cui mi posso anche fidare perché insomma, basta gestirlo un attimo e poi (frase che fa tirare evidente resipro di sollievo a Elena e Daniela) "E' un amico da tanti anni, non uno che ho trovato qui" con Vito che conferma facendo battute volgari, chiaramente.
Poi dopo poco si manifesta il Della che fa il suo show che ne basterebbe il semplice quarto d'ora di free trial (del resto, forse è contrappasso, a lui un quarto d'ora dell'intero resto del mondo non basterebbe). Nonostante sia stranamente sobria, mi rendo conto che, come quando son sbronza, seguirlo è semplicissimo, il problema è poi ricordarsi tutto quel che dice. Un po' come le regole della briscola, che me le devono spiegare sempre da capo. Tendenzialmente gli input preziosi sono che l'Asso e il Tre valgono di più delle altre carte.
Poi alle cinque arriva la telefonata dell'eroe, il cugino, che si è fatto a piedi da Corso Sempione al Leoncavallo per esserci. Cugino lo vedrei bene in contesto VIT più che altro perché ha una chiara visione del mondo ("E' il caos che risolve tutto") e parla per intelligenti, clamorose, argute frasi fatte che lasciano il segno per tre intensi e indimenticabili secondi (poi anche lì, briscola rulez). Alla luce delle vicende della vita non si può che concordare con cotanta saggezza.
Cugino si mette subito in pista, è già della banda, sogghigna amabilmente guardando Lolò che balla la sua musica trance a modo suo, da ammalatissimo (eroe), col cappello da pensionato estonelettonelituano sugli occhi e il giaccone da prepensionato. Sta inserito bene nel contesto come ci starebbe in fila all'INPS. Vede tutto, non vede niente, agita le gambe tenendo i piedi ben fissati a terra, muove le mani come se chiedesse al salumiere di tagliargli la mortadella bella sottile.
Spiego in due parole al cugino del Lolò dell'università, della ricerca, Olanda, perché lui sta facendo le stesse identiche cose, solo tre anni dopo.
Fa segno di sì con la testa e dice "Ah, allora lui è avanti, lui ha già capito tutto".
Il futuro del domani, gente, il nostro futuro è in mano a 'sti geni :)
Poi sono quasi le sei, Lolò va via, io vorrei anche rimanere, ma l'ultima corsa verso la mia macchina, il Della, mi fa notare che è tardino e che sarebbe, come dir, intenzionato ad andarsene, che lui ha fatto le sei anche la sera prima. "Brillante" commenta il cugino, dopo aver goduto anche lui del quarto d'ora free trial. In macchina si riesce pure ad ascoltare una canzone dei Fratellis e l'inizio di una di Adam Green, par quasi di essere già a casa.
Mi scaravento a letto alle 6e30, sobria, non troppo affaticata e vengo svegliata dalla mia Suzie Q che, piccolina, alle nove di mattina pretende pure di mangiare. Ma con garbo eh... una miagolata nell'orecchio, un'unghiatina sulla mano, un bacetto dei suoi sulla guancia, o due, non ricordo. Tanto basta. Poi mi smessaggia il cugino "Grazie per avermi iniziato al Leo". Bella, zero a zero.


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ottobre 16, 2009

RuMiKa, furia cieca

Ci sono delle serate in cui voglio uscire ed esco.
Altre in cui voglio stare in casa e ci resto.
Alcune volte però capita che mi faccia convincere a uscire lo stesso.
Ecco, questa sera era una di queste ultime.

Sono così incazzata che non riesco a elaborare una frase.
Anche la gatta ha capito che c'è qualcosa che non va, perché mi sta vedendo digitare freneticamente e, invece di cercare di mordicchiarmi le dita, mi sta zampettando amabilmente l'avambraccio, dandomi qualche leccatina. Probabilmente avverte che in questo momento sta prevalendo in me l'istinto animalo. Ah se sa prevalendo. Mi spaccherei la faccia da sola.

Oggi avevo parecchie menatine più volte rimandate da risolvere a casa, ma mi son fatta convincere da N. ad andare a una cena anche con S. e altra gente Via Cirillo, 16 - Milano.
Poi forse si vede L. ma forse, e soprattutto dopo. Prima si mangia, si gira, si ride, si scherza, si cicola, si ciacola, poi forse L. e bordovalle.
Parto in automobile con considerevole anticipo, dopo aver fatto tutto di corsa, una volata che prosegue dall'una di pomeriggio. Il calcolo di tre quarti d'ora in auto da casa mia a Via Cirillo è onesta abbondanza. Sciallo. Tipo che c'è anche il rischio di aspettare fuori del locale al freddo.
Look easy con camicina bella-bellissima ritrovata dalla mamma dopo anni di omertà reciproca (io pensavo di averla persa in uno dei miei quattro traslochi fatti negli ultimi sette anni, lei pensava di avermela persa e stava zitta quanto me).
Arrivo in zona, e resterò lì a girare come una citrulla a cercare UN CAZZO DI PARCHEGGIO fino... per... facciamo che sono uscita di casa alle 20e45 e ho girato fino alle 22e15 per poi tornare a casa furiosa alle 22e30.
Con i peggiori pensieri del mondo nella testa e l'ascella pezzata, roba che la camicina bella-bellissima deve scomparire per altri sette anni, poverina.
I peggiori pensieri vanno in primo luogo a me stessa.
Ho peccato di ingenuità, dovevo prendere il taxi. Quante volte l'ho preso ed è andato tutto liscio. Ma stasera ero di fretta, svagata, tutto sommato di ottimo umore e vabbé dai facciamo muovere sta macchina.
CENSURA. CENSURA. CENSURA. Altrimenti mi radiano dall'albo di merda.
Sono stata in automobile il tempo che impiego ad andare a casa mia a Verona. No, non metto in zona residenti, perché non sono un'incivile, perché c'è gente che paga il contrassegno per mettere il SUV in verticale su un marciapiede strisciato di vernice gialla, perché tanto ci sono i parcheggi a pagamento... ma... ma... dove CAZZOMERDAFANCULO sono i parcheggi a pagamento in quella CAZZOMERDASCHIFO di zona dell'Arco della Pace? Boh. Ci sarà un motivo per cui, io, lì in zona, ci sono stata due volte e anche per sbaglio. Perché NO. Non esiste nella mia mappa mentale.
E il pensiero va a nostro signore. E alla bomba atomica. Non alla Pace e al suo Cazzo Di Arco. La bomba atomica che deve scoppiare e fare terra bruciata attorno a 'ste zone di Milano che non si capisce perché.
OK è tutta colpa mia.
Poi uno viene a dirti "A Berlino gli appartamenti da 100 metri quadri vengono 50mila euro", io ci vado.
Un altro va in Ebreolandia.
Un altro parla di andare in Nuova Zelanda, l'altro ancora a New York, no dai, LaosCambogiaVietnam. Un altro ancora a Pasadena.
Io non me ne vado, io tecnicamente me ne sono già andata venendo qui a Milano, e mi piace solo perché evito zona Colonne di San Lorenzo, Navigli, Arco della Pace... c'è qualche altra zona che non è raggiunta da mezzi pubblici CIVILI (leggesi "metropolitana") da evitare ma che è taaaanto trendy? Formentera forse?
Gesù la settimana prossima compio trentacinque anni: voglio vivere, e vivere bene. Non voglio morire in automobile.

Va sul serio a finire che vado in Alto-Adige ad allevare lama, coltivare mele bio e nascondere armi di distruzione di massa in un caveau sotto terra. Almeno quando verranno gli ispettori dell'ONU, troveranno parcheggio.

Ci sono delle volte che ho voglia di scrivere per questo blog e lo faccio.
Altre in cui non ho voglia e non lo faccio.
Poi alcune volte non ho voglia di scrivere, ma proprio devo farlo.
Ecco, mo è uno di questi momenti.


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maggio 28, 2009

...e in relazione a quello che scrivevo ieri


Sarebbe dovuta essere Dresda, un mercoledì sera imprecisato, qualche mese prima della caduta del Muro. In realtà è solo Milano, in una bella serata ariosa. Ma immedesimarsi in un altro posto aiuta tantissimo.


Siamo tutti in religioso silenzio attorno al bodoir di L.A. Lei tira fuori dalla pochette una cosa che mi sembra un Tampax. Sta iniziando a truccarsi.

"Che ci fai con il Tampax?" le chiedo.
"E' cerone" mi risponde, iniziando a segnare dei tratti di fango bianco belli spessi sulla faccia.
"Non è giusto, io sto cercando di farmi un'abbronzatura, e tu..."
"Altrimenti sono troppo scura". E inizia a stendere con la spugnetta il cerone di scena.

In effetti alla strana luce di Dresda, qualche mese prima della caduta del Muro, sembrerà una ragazza pallida come la Luna.


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aprile 27, 2009

I don't know where I am, but I know my destination trallallà

[Firewater]

Ormai è un vezzo: il post con la foto sfocata e incomprensibile del concerto. La fotocamera seria in giro non la porto, e il cellulare non lo cambio. E poi va bene così, del resto il più delle volte il Nokia riproduce quel che vedo io. Non ieri sera, che stavo proprio bene: niente folla asfissiante, aria fresca, spazio per zompettare (anche sedie per gli eroi feriti), posto per stare in prima fila (oh, c'erano quattro gatti ^^) e la band in forma sul palco del Bloom, in provincia del nulla cosmico, tra un circolo di bocce e una piantagione di asparagi rosa. Sotto la pioggia. Battente. Facendo la conta delle sfighe. Presenti, passate e future.

Aprile mi ha rigenerata come previsto.
FTL jump initiated. Setting coordinates for my destination. C'è musica che mi ronza nelle orecchie... sarò mica un Cylon?!?!?! °_°


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marzo 22, 2009

Bloggheria notturna



*Sono appena tornata a casa da una serata che non mi va di raccontare di preciso qui, ma è stata istruttiva e divertente. Grazie A. per la spintarella ;)
*Contestualmente sono stata a sentire questi ragazzini di Noah and the Whale e sono stati mooolto ciccini e sviolineggianti come atteso. Locale di merda. Faccini puliti attorno.
*Non ho altro da dire, se non che qui tira un'aria fredda che mi piace tanto tanto.


Noah And The Whale - 5 Years Time


Found at skreemr.com


In 5 years time we could be walking around a zoo
With the sun shining down over me and you
and there’ll be love in the bodies of the elephants turning up
Put my hands over your eyes, but you peek through

And there’ll be,
Sun Sun Sun,
All over our bodies,
and Sun Sun Sun,
All down our necks,
and there’ll be,
Sun Sun Sun,
All over our faces,
and Sun Sun Sun.

So what the heck,
Coz’ I’ll be laughing at all your silly little jokes,
And we’ll be laughing about how we used to smoke.
All those stupid little ciggarettes and drink stupid wine,
Cuz’ it was what we needed to have a good time.

And it was,
Fun Fun Fun
When we were drinking
It was,
Fun Fun Fun
When we were drunk
And it was,
Fun Fun Fun
When we were laughing,
It was,
Fun Fun Fun,
Oh it was fun.

Oh well I look at you and say it’s the happiest I have ever been
and I’ll say I feel I no longer have to be James Dean,
and She’ll say,
Oh yeah, Well I feel pretty happy too,
And I’m always pretty happy when I’m just kicking back with you.

and it will be
Love Love Love
All through our bodies
Love Love Love
All through our minds
and it’d be
Love love Love
All over her face
and Love Love Love
All over mine.

And in the oddest moments and just scratching my head
I’ll be thinking about families n’ lying in bed
Even though I believe it may not even come true
But in my mind I’m having a pretty good time with you.

Oh, Five years time
I might not know you,
In Five Years Time
We might not speak at all and
In Five Years Time
We might not get along
In Five Years Time
You might just prove me wrong.

Oh there’ll be,
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love Love Love
Where ever you go, There’ll be
Love.
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marzo 18, 2009

Who kills The Killers?


[11.05.09] Xxxxz: sono andati bene i rotflers?
[11.05.38] momoko_rumika: solo una risposta

[11.05.41] momoko_rumika: LOL


Appuntamento con D. in fighettolandia, a bere qualcosa di inutile e fingere di mangiare l'inesistente. Il locale lo conosco di nome per altri motivi che esulano dal discorso. Sono stanca, la giornata al lavoro è stata pesantina e io sono una schiappa dal pdv fisico. Ma vabbé, mi ripiglio, D. tiene banco con i suoi racconti e poi si va ad Assago per i Killers, dove ho richiesto la sua presenza. Perché è divertente così, e lui è in grado di stare al gioco.
Il concerto non ho capito quanto sia durato, ma perché non lo ascoltavo, avevo voglia di ballare un po' squinzia le loro canzoncine. Mi pare abbiano fatto quasi tutte le canzoni dell'ultimo album che effettivamente già rendono poco al primo ascolto, e dal vivo fanno sostanzialmente cagare. Bruciati quasi subito gli hit riempipista. Che scaletta fatta male, a pensarci bene. Tuttavia... perché no?
La A. mi ha telefonato all'una mentre rientravo sulla sostitutiva. Ha attaccato a parlare, a dire cose che riuscivo a seguire poco. Normale da parte sua. L'autista del bus mi ha lasciata sotto casa.

C'avevano ragione D. (di cui sopra) e D.: cani :) baubau!

Una nota postuma per chi è arrivato qui alla ricerca della scaletta del concerto .
Human -This is Your Life - Somebody Told Me - For Reasons Unknown - I Can't Stay - Joy Ride -
Bling - Shadowplay - Tranquilize - Spaceman - Smile Like You Mean It - A Dustland Fairytale - Sam's Town - Read My Mind - Mr. Brightside - All These Things That I've Done - Bones - The World We Live In - Jenny Was a Friend of Mine - When You Were Young

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marzo 08, 2009

Io... io...


..io mi ricordo solo un grande coniglio bianco..

No, non è vero, mi ricordo praticamente tutto. [ERRATA CORRIGE NUMERO UNO: NON MI RICORDO FASI SALIENTI]
La differenza tra una sbornia OK e una molto poco OK sta definitivamente nel Negroni, almeno per quanto mi riguarda.
Che era dalla serata "vino rosscio" (quindi Gesù Cristo tu lo sai quanto cazzo di tempo è passato? Io lo so, e ho molta paura) che non stavo così male.
Quindi Ruminellanotte, dopo una seratina a base di vino bianco di tutti i tipi (ahia), sushidelicious homemade by A. e simpatico sgallinamento, finisce prima a bersi un Cosoni in un'osteria stipata perché alla fine non è poi così conciata male; poi viene trasportata (perché l'autonomia dopo il Cosoni è una parola grossa) in un locale con i mostri di Donnie Darko sul palco, musica tecno hardcore e i bagni parevano pulitissimi; infine beve un Cosa Libre (ma perché non mi son bevuta una Coca Cola Light...) e inizia l'oblio vero.

Ci voleva, dici.
No, per favore, no.
Non ci voleva.
[ERRATA CORRIGE NUMERO DUE: TESTIMONI OCULARI RIPORTANO MIE DICHIARAZIONI IN SENSO OPPOSTO]

"La mia amica 16enne...", mi dice con sfottò il F., a cui descrivo avvilita il mio stato fisico (uff).
Sì OK non posso bere come se pesassi ancora più di 60 chili. Ne ho 10 di meno, e di anni di più ne ho..ne ho...
Ma a prescindere dai rari svarioni, mi piace avere 34 anni, mi piace cosa ne è venuto fuori e mi piaccio più di quando avevo 16 anni. E a prescindere da chi o cosa abbia accanto, a volte penso che era così che doveva andare perché forse sono proprio come mi disegnavo "da grande" allora.
Perché la verità è che negli anni ho imparato a conoscermi e a sapere dove posso calcare la mano e dove no. E anche quando è il caso di oltrepassare certi miei limiti, e non solo per quanto riguarda i Cosoni.
Ma poi è tutto bello così come viene.

Si accetta l'evenienza di continui alti e bassi, o si accetta una compromettente media felicità?

Mah, probabilmente la vita va a periodi, che tu lo voglia o no. In questo comincio davvero a prenderci gusto anche negli alti e bassi, perché gestirli è sopravvivenza. E probabilmente era ora di iniziare a sopravvivere un po'.

Sul palco c'era anche la Presidente Roslin, ne sono sicura.


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febbraio 25, 2009

Rumirock (2)


I Gaslight Anthem sono del New Jersey. Il cantante lo ripete spesso, durante il concerto, e tra una canzone e l'altra infila una selezione tra i peggiori e scontati luoghi comuni della storia.
Tipo che Milano è la città della moda e quindi gli dobbiamo dire come ci si vestirà l'anno prossimo.
Che l'italiano è una lingua bellissima e che gli piace ascoltarla anche se non capisce nulla.
Che il caffé è forte, è come una droga.
Parla del papa.
Della chiesa.
Della sua mamma.
Della pizza, che un suo amico gli ha detto che trovare una buona pizza in America è come trovare una ragazza vergine a New York (chapeau).
Del Natale, del freddo.
Dell'Australia, che lì a Natale fa caldo, che la Terra, maramalda, è tonda.
Poi di che altro, non ricordo...
E parla di tutto questo come solo un americano sa fare, con quell'entusiasmo che li prenderesti tutti un po' a sberle. Probabilmente ci crede sul serio anche se magari sta scherzando. Mah.

PERO'.

Ci sarà un motivo per cui noi ci meritiamo Marco Carta, Povia e Gigi D'Alessio, mentre il New Jersey ha i Gaslight Anthem. Che anche dal vivo sono carini e lui ha una voce che, entrata a regime, è bella piena. Un'oretta piacevole.

The Gaslight Anthem - Old White Lincoln


Found at skreemr.com


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febbraio 06, 2009

Ruminellanotte

[nuovo tag sulla vita notturna che mi concedo quando la congiuntura astrale è favorevole, quando non ho sonno e ho voglia di gettarmi into the groove. Ovviamente solo se degna di cronaca cucinata alla moda dei Puffetti Rosa. Il resto è manutenzione ordinaria]

Allora, ieri sera compleanno di N., appuntamento "dopo le 20" al G. di via P.d.F. Alle 20e15 sono ancora a casa che mi domando come vestirmi, mentre fuori c'è il diluvio universale, anche se io non lo so. Cerco di chiamare un taxi, ma l'impresa è ardua: l'8585 mi tende un tranello tenendomi in attesa per 10 minuti, promettendomi il nome del taxi, ma poi mi dice che non ce n'è. Chiamo la concorrenza ma anche lì butta male, quindi opto per i pantaloni e vado all'inferno in macchina. Parcheggio selvaggio che mi varrà una multa, sento al volo N. che mi dà qualche coordinata del caos, mi annuncio al cordone ed entro in una specie di sabba di fighetti e fighette all'incirca della mia età in cui non posso che sentirmi a mio agio poiché mi sono infighettata a sufficienza. Ripongo per una sera il lanciafiamme. C'è veramente casino, tanto che per un buon quarto d'ora non vedo N. Per fortuna dopo un po' avvisto al volo R., conosciuto al concerto dei S., che mi conduce in salvo (da non so bene cosa, ma mi sento salva), ed entro nel fantastico mondo degli amici degli amici. Come conosci N.? Eh ci conosciamo per via delle B., ciaociao, non si riesce a parlare, qui vogliono solo farci bere e ballare. Perché il cibo non esiste più: ottimo, come alle conferenze stampa, pare di essere al lavoro. Una caipirinha. PIRIGNA. C'è un soggetto che canterà dal vivo ancora per poco, fortunatamente. Per le successive due ore metteranno su l'unica musica che può compiacere un sabba di fighetti e fighette della mia età: ossia quella che ballavamo quando, da giovani, andavamo il discoteca. Vai, vogliono che balli? Ballo. Balliamo. Sono improvvisamente amica delle amiche, amico degli amici. Con R. altro bere, e poi sigaretta di febbraio, anticipatissima è OK. Ballare, ancora, non si può fare altro. Mettono pure W. di B. Attorno il mondo mi è strano, sono a stomaco vuoto da 12 ore e mi diverto perché la compagnia è allegra. A un certo punto il locale ci sfratta perché lì fanno così: prendono una prenotazione per venti persone, ti mettono in un tavolo da nove e poi ti mandano via perché lo hanno ceduto a una compagnia di cinquanta. Accoglienza milanese. All'una si va a mangiare al B. di via C. Il cameriere recita il rosario dei piatti, si mangia, si parla di cose carine. Puff, sono le tre abbondanti, per fortuna che non sono lontana da casa. Rientro, percorro il corridoio a passo deciso, coi tacchi. Il messaggio è in Morse, ed è chiaro: "Stronza del piano di sotto, prova a protestare per questo". Mi scaravento in letto in mutande, convintissima che sia più facile alzarmi alle 7 di mattina dopo tre ore di sonno piuttosto che dopo otto.

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