Succede che quando non sai cosa fare, e l'idea del weekend in casa ti fa paiura vera e non ci hai voglia di aspettare fino a lunedì, decidi estemporaneamente di andare al mare.
Quindi succede che fai la triangolazione sui luoghi di mare più prossimi in Italia e decidi di andare in Francia, che tanto altrove ci vai la settimana prossima aggiro di Sergio Rossi, Baldinini, Pollini (vi faremo sapere).
Quindi succede che fai la triangolazione sui luoghi di mare più prossimi in Italia e decidi di andare in Francia, che tanto altrove ci vai la settimana prossima aggiro di Sergio Rossi, Baldinini, Pollini (vi faremo sapere).
Poi, perché io sia finita parlare di me in seconda persona, solo il mio ES lo sa.
Comunque, ecco, sono andata in Costa Azzurra perché avevo voglia di mare, mare che non avevo mai visto (no, non ci ero mai stata), ed ecco il mare che ho visto.
Di fronte a tale magnificenza opalescente (c'erano davvero dei riflessi iridescenti, è il mare di stamattina, domenica a Nizza) voi penserete che ci sia un trucco. Il trucco è questo.
C'è la gente! TANTA! E ci sono i SASSI. Io poi ero in spiaggia libera. Non in quella con i lettini scomodi. Io stavo fieramente comoda su una serie di ciottoli piatti.
Ma questo accadeva domenica mattina. Torniamo a venerdì.
Sono partita da Milano venerdì pomeriggio ed entrata in Francia alle ore 19e19, ché a me, i numeri primi e la solitudine solleticano il clito. Destinazione... VENCE. Ma questo accadeva domenica mattina. Torniamo a venerdì.
Che cazzo è Vence (detta VENZA, amica della PANZA, seguace della LONZA)? Un paesotto sulle colline sopra CAGNE sur MER, con annesso BORGHETTO MEDIEVALE.
Il borghetto medievale di VENZA è molto caruccio, ma non posso visitarlo tutto perché la piazza principale è OKKUPATA da una serie di concerti di musica finemente selezionata che vanno avanti da inizio luglio.
"Oh, ma che figata" penso, "Ora vado a spararmi le pose JAZZ nel villaggetto medievale della Costazzurra". Salvo che, diobono, mi chiedono venti ORO' (se siete dei fini umoristi capite che sono gli euro pronunciati alla francese) per ascoltare dal vivo gli ISREAL VIBRATION (gruppo reggae rastafariano).
Sorrido, rinuncio al concerto e me ne vado via, non sapendo ancora che presto morirà di overdose Amy Winehouse. Ciao Amy, ciao angelo, ciao.
Decido quindi di darmi al becero turismo esplorativo, cercando di fare delle foto bellissime.
Poi siccome non c'è un cazzo di anima viva in giro (tutti al concerto? mah...) mi affretto ad andare a mangiare e mi vado a infilare in un ristorante franco-vietnamita dove sostanzialmente mangio bene. Il ristorante, per la gioia dei miei colleghi, si chiama Fleurs d'acacias.

Qui dovrei recensire il ristorante dando un voto e scrivendo un commento, ma CHECCAZZO PENSATE DI ESSERE SU TRIPADVISOR? Sulla Guida Michelin? Sul BEDECHER (il link è per gli indolenti)? Io ho mangiato bene. Fine.
Poi, siccome in Costazzurra c'è sta storia delle gallerie d'arte, si credon tutti artisti, e invece di vender cartoline, cappelli, posacenere, palle di vetro con la neve, dipingono croste e sono artisti, scrivono cose e sono artisti, scolpiscono e sono artisti... sulla via di ritorno all'albergo trovo appesa alla porta di un laboratorio d'arte (chiuso, perché i laboratori d'arte stanno sempre CHIUSI) la seguente tipica tumblerata all'italiana, misantropa, nichilista, in salsa io-soffro-tanto-tu-non-mi-capisci, e che mi sento in verità di condividere col cuore e con voi.

Per tutti i cazzoni ignoranti che non capiscono quel che c'è scritto, usate l'immaginazione inventandovi una frase tristo-decadente-tanto-ma-tanto-vera.
Poi vado a letto (l'albergo si chiama FLOREAL, perché in Costazzurra oltre agli artisti rastafariani, ai tumbleroni e ai crostoni, ci starebbero anchepure, forse per il clima mite, I FIORI). Al risveglio la la mia camera offre la seguente vista.
Decido di trascorrere la giornata ad Antibes perché mi piace il nome, suona esotico e fa molto "Vado in Riviera con la fascia a pois tra i capelli, la borsa di vimini e gli occhialoni a padella che coprono mezza faccia". La cronaca vuole che la sottoscritta approdi alla Plage De La Galoupe di Cap D'Antibes alle ore 11 indossando: costume bikini a triangolo e laccetti acquistato nel 2009 (il racconto dell'avventuroso acquisto in questo storico post che se non avete mai letto morirete tra sette giorni), abitino fiorelloso Fioruccioso, sandalino Jil Sander, niente occhiali da sole (rotti), cappellone di paglia, borsa di stoffa presa da un cinese a Formentera. Un mix tra il sacro e il profano. Mi accomodo sulla sabbia e muoio all'incirca fino alle 16 quando vengo disturbata da della gente con dei bambini chiassosi italiani.
Non vi racconto del pasto, del bagno che non ho fatto perché "Il ya les meduses" e delle ustioni a macchia di leopardo sul lato interno della caviglia e sulla schiena (quest'ultima ribattezzata "L'ustione del lupo solitario", tipica di chi non ha nessuno che gli metta la crema sulla spina dorsale e le contorsioni NO, TROPPA FATICA).
Andrà comunque tutto bene nonostante io abbia questa propensione a narrare tutto in chiave drammatica, grottesca, a tratti sarcastica.
Non vi racconto del pasto, del bagno che non ho fatto perché "Il ya les meduses" e delle ustioni a macchia di leopardo sul lato interno della caviglia e sulla schiena (quest'ultima ribattezzata "L'ustione del lupo solitario", tipica di chi non ha nessuno che gli metta la crema sulla spina dorsale e le contorsioni NO, TROPPA FATICA).
Andrà comunque tutto bene nonostante io abbia questa propensione a narrare tutto in chiave drammatica, grottesca, a tratti sarcastica.
Ciao, siamo gli 8 + 8 chilometri di coscia di Elena. Vieni a giocare con noi?
Poi , dopo le 16 vado in centro ad Antibes dove fotografo cose che mi divertono, non fotografo la robba d'arte perché ho capito che la Costazzurra sta alle robe d'arte come Venezia alle gondole in plastica, MA SOPRATTUTTO acquisto delle belizime cartoline per decorare la testiera del letto in modo molto romantico, così che nessun uomo, dopo averle viste, possa anche lontanamente pensare di fermarsi più del dovuto. [seguono foto di cose che mi divertono e di cartoline romantiche scacciacazzi].
L'uomo impeccabile (negozio di vestiti)

Romantiche cartoline scacciacazzi
Timewarp. Albergo, doccia. Serata a Saint Paul de Vence, altro borghetto medievale che dicono essere fighissimo. Lì ci sarà vita. Vaccadé. LA MORTE CIVILE. Bello eh. BEL-LO. Questi bei vicoli di pietra. Pieni di negozietti. D'arte (e di cosa altro sennò). Chiusi (embé, li vuoi tenere aperti?).
Vado ad affogare la mia disperazione in un pub denominato Chez Andrea, l'unico locale avvicinabile da una donna sola (il resto sono ristorantini terrazzati romantici vista mare ed eco-mostro più sotto documentato).
Da Chez Andrea chiedo una birra, me la propongono piccola, chiedo mezzo litro, voglio morire, finisco di leggere Benito Cereno, sono a stomaco vuoto, un po' ebbra, sommariamente felice, un settantenne ci prova con me. Gli dico che ha un bel cane. Torno al Floreal.
Seguono foto su Saint Paul de Vence (bello eh, BEL-LO. Un po' isolato).
Da Chez Andrea chiedo una birra, me la propongono piccola, chiedo mezzo litro, voglio morire, finisco di leggere Benito Cereno, sono a stomaco vuoto, un po' ebbra, sommariamente felice, un settantenne ci prova con me. Gli dico che ha un bel cane. Torno al Floreal.
Seguono foto su Saint Paul de Vence (bello eh, BEL-LO. Un po' isolato).
Cerco di fare foto belle senza riuscirci 2
Orecchini in corallo e rubini che mi piacciono molto, non capisco se costino 1300 euro o 13mila. Mah.
Pronto moda, saldi. Arte, troppa. Pretestuosa. A tratti bella, molta fuffa.
Quando dico che non c'era nessuno in giro, fanculo, non c'era in giro nessuno. Figo però.
Figa anche la vista all'imbrunire. Non fosse per l'eco-mostro che DETURPA l'intera costa. Lo vedete al centro, non vi sbagliate. E' lui. Il Gamera della costa. Si vede dal satellite (lo dice anche Google Maps), un po' come la Grande Muraglia.
Saint Paul de Vence la mattina dopo, la domenica, visto dalla strada, mentre scendo a Nizza per fare le foto di apertura.
A Nizza, poi, tutto bene. E il ritorno a casa pure.
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