marzo 31, 2010

Ho finito il quadernino

All'aeroporto di Amsterdam, lo scorso quattro luglio, ho preso due quadernini turchesi da borsetta della Moleskine. La Moleskine vera e propria a passeggio non me la porto, non ho ricordi di averne finita una, è troppo ingombrante e ha troppi fogli. Io voglio pochi fogli a righe (che non seguo), quadernino piccolo da aver con me anche quando vado tipo a ballare, sai mai che devo prendere un appunto. Sai mai.
Oggi [ieri, uff, non è che pubblico tutto subito, insomma era martedì 30, oki?] sono arrivata all'ultima pagina libera del quadernino, e quindi l'ho riletto, così perché è bello farlo.
Ci sono tra le tante cose...

- Un sacco di appunti pratici tipo indirizzi e mappette disegnate su come arrivare dove devo andare (no, non ho un GPS -in lovely memory dell'ilarità suscitata da "ma figurati se la Elena non ha un GPS!!"- e mi diverto a disegnare le mappe con punti di riferimento improbabili e scale assurde. Mi diverto anche a perdermi per strada, se è per questo...)

- Gli appunti sugli aumenti e le diminuzioni del gilet che sto knittando. A matita, che stanno sfumando.

- Ricette rubate.

- Cose di denaro.

- Appunti su libri da comprare, che quando mi parlano di bei libri io me li segno, mica mi limito ad annuire.

- Intercettazioni ambientali: io ascolto molto, e a volte stilo verbale.

- Ci sono pensieri di tutti i tipi, anche recenti, cronache leggere, tendenzialmente.

- Ci sono degli scritti bruttibrutti, riusciti male, in momenti che avevo un pensiero in testa ma non usciva giusto.

- Cose riguardanti soprattutto le scorse vacanze estive (tipo alcune Formentereidi impubblicate/bili).

- Ci sono poi gli unplugged USA, quelli che scrivevo nei parchi e sulle panchine e poi fotografavo e pubblicavo. Figata quelli... c'è chi si è lamentato della mia calligrafia schifosa :)

- E infine gli unplugged USA inediti, tipo questo, cavolo, ispiratissimo quando ero per strada verso NY da Boston, ma senza senso già dopo solo due ore. Che poi un senso comunque lo si trovi dopo otto mesi non è cosa strana.

Tutto il mondo è tupità-tupità-tupità

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Mi son giocata la probabilità 1:1.000.000.000

Quante volte nella vita mia, nella vita di un qualsiasi possessore di All Star può accadere che, camminando, il laccio si infili nella presa d'aria laterale? E ci si infili così bene da rimanerci parecchio, bello convinto. Una su un miliardo? Forse è ancora poco.

Beh, a quanto pare l'una su un miliardo di qualsiasi cosa che può accadere nella vita di ciascuno me la sono giocata così, stamattina. Che sfiga.

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marzo 28, 2010

Meglio un'ora di sole in più che una di sonno in meno

[Il segreto del bucato perfetto è la concordanza dei colori]

Soprattutto quando
- Non avresti comunque dormito, perché eri a zonzo
- Il primo giorno di ora legale è una giornata di sole e vento come oggi
- Decidi di rimanere a casa per riposare
- Il bucato è steso fuori a scaldarsi e profuma di ammorbidente
- Vai a votare tra gli alberi come nel 1994, col naso all'insù
- Ti metti sul balcone per un'ora e mezza e le lentiggini si rianimano
- La gatta ha capito che il balcone è fatto per rosolarcisi al sole

Ora vado a votare tra gli alberi col naso all'insù. Non è come il 1994, ma molto, molto meglio.

PS: il titolo ha poco senso, vero?

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marzo 24, 2010

Persiana, probabilmente venditrice di tappeti

El-Helena Soraya Evesari vende tappeti e comprerebbe profumi

Tra le tante storpiature del mio nome questa è una delle più assurde. In primis perché io ho compilato un modulo a penna, quindi non mi è chiaro come dal mio maiuscolo possa uscir fuori questo cognome persiano pre-rivoluzione-khomeinista. La tessera mi è stata recapitata la settimana scorsa con questo cognome pure sulla busta, al che mi immagino il portinaio (sostantivo) portinaia (aggettivo) farsi qualche risata. Ovviamente da Douglas non ci andrò più, la tessera di Sephora è fatta con più cura.

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marzo 20, 2010

Valpolicellami tutta

Sporca un po' di farina, quasi alla fine. C'è il ferro da stiro, perché ogni tanto sono casalinga anche io.

Questa bottiglia di Valpo is in da aus da una decina di giorni e me la gusto ogni tanto. Che c'è di strano? Il fatto è che capita che una bottiglia di Valpo prenda il volo in una serata, tanto mi piace ed è leggero senza causare complicati effetti collaterali. Questa no. Quando l'ho aperta e ho iniziato a berla ho sentito gusto di cannella. PAZZA?!? Eh no. Bisogna verificare.
Quindi l'ho lasciata lì un po' ad aspettarmi e oggi, mentre mi cimentavo nel riso alla pilota, mi sono calata nella parte della piccola cuoca del NordEst riaprendo la bottiglia di Valpo. Ancora cannella. Allora non sono pazza.

Non so gente, è una bottiglia da supermercato. Io l'ho trovata al Carrefour. Però se vi capita sotto tiro il Valpolicella Classico 2007 di Sartori, provatelo. Gusterete un po' di me e della mia strana e inospitale terra, Verona.

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marzo 19, 2010

Ciliegia-tira-ciliegia

Sua felinità, le chiavi e il portachiavi

Io stavo facendo questa fotografia perché sono sentimentalona e sotto sotto tamarra anche se cerco di darmi un tono. Insomma, ci sono rimasta male di aver perso il portachiavi originario delle chiavi della Ford. Era un inutile portachiavi, eh, non pensiate chissàche. Era uno di quelli classici di metallo-peso che i concessionari ti danno quando compri la macchina "E in più le diamo anche il nostro portachiavi" per giustificare che non ti faranno altri mille euro di sconto.
L'officina amica mi ha dato il suo, ma in stoffina insulsa: troppo leggero. Grazie del pensiero, OK no, non posso usarlo magari lo attacco alla chiave di riserva (che funziona, ragazzi. Fun-zio-na).

Quindi pensavo addirittura di COMPRARMI un portachiavi. Ché comprare un portachiavi è assurdo quanto entrare in un negozio e dire "Voglio una cornice d'argento". Sono quelle cose spesso inutili e orrende che prima o poi arrivano impacchettate da parte di qualcuno che non sa cosa cazzo regalarti o scegliere come bomboniera. Tipo quella volta che l'amica a cui ho fatto da testimone mi ha fatto una cornice d'argento grande perché come bomboniera c'era una cornice d'argento piccola. Ma qui si divaga. Il concetto è che comprarsi un portachiavi è una cazzata.

Poi mi viene in mente che io un portachiavi quest'estate l'ho comprato.
Non è che volessi il portachiavi, volevo le ciliegie. Le avevo viste attaccate in vita a E. (omonima conosciuta al volo, tipa in gamba) il primo giorno a Formentera. "Oh ma che belle queste ciliegineeee!" [coccodé tra donne] "Voglio anch'ioooo!". Vai tu a capire che ciliegine stanno a baleari quanto margheritone sta a guru, quanto cuoricione a baci&abbracci. Rabbrividisco. Ma si sa, in ferie si comprano vestiti che si mettono solo in ferie e si cede a sirene a cui si cede solo in ferie. E capitemi. Visto che di sireni interessanti non ce n'erano, si è ceduto allo shopping scoprendo che ciliegine sono il simbolo del Pasha, la disco suppatunza di Ibiza con succursali in tutto il mondo, anche, che so. A Vilnius. Costo. Forse 15 euro. 'no sproposito. Ma cavolo, oh, pure senza portachiavi volete lasciarmi, qui, in questa isola? Sia mai. Compro quindi le ciliegine da appendere in corridoio sulla manopolina della Billy.
Ammiccose e plasticose, le ciliegine hanno un punto debole: il picciolo (so cosa è il picciolo perché quando andavo alle elementari non le chiamavano scuola primaria e non insegnavano ancora l'economia d'impresa. Ecco perché, tra le altre, ho le mani bucate). Il picciolo è fatto di plastica molle, tipo liquirizia (mezza rotella di Haribo, tagliata per il lungo, chiaro, srotolandola tutta), ed è infilata, non capisco bene come (ma certamente con piccole mani cinesi), nella ciliegia. Cederà prima o poi. Col caldo. E la ciliegia cadrà, facendo TOC. STOC. TOTOTOTOTOC. Sul rovere. Lasciando sicuramente un bozzo.

Beh insomma oh. Volevo fotografare le ciliegie per celebrare anche la nuova chiave e la mia dolce assistente pelosa è intervenuta perché voleva dire la sua. Ma con discrezione e vi assicuro che non è salita sulla scrivania, ha solo poggiato lì le zampine. Adorabile tesorina, riequilibra con la sua raffinatezza lo scatto.

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marzo 18, 2010

Banalia check e Outcast

*Schiscetta: check. iPod: check. Cassetta verdura: check. Nuove frontiere del "vediamo cosa mi sono dimenticata a casa oggi...". E tipo sono così stordita che mi ero dimenticata che mi ero dimenticata il lavoro a maglia: check.

*Sto ascoltando l'ultima puntata di Outcast che abbiamo registrato. Dico troppe parolacce, sono troppo frivola. Ma dicono che piace. Ci piace? Vi piace? Io apro la puntata, non vi dovete manco ascoltare il resto della me.. ops :D Fatemi sapere.

*Daffy Duck. Squack.

*Il lievito madre procede, mentre la prima pizza col lievito madre procurato in fiera è fallita. Ah ma qui non ho mai parlato del mio lievito madre. E' perché alcune cose le scrivo su Twitter. Quindi per avere una visione d'insieme, seguitemi anche su Twitter, che c'è il riquadrino qui accanto.


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marzo 13, 2010

Tutti i costumini di Telephone

Vestita da divinità carceraria e regina di tutte le bitch con un classico gagaista: la croce di nastro isolante a coprire i capezzoli

Collant a rete senza mutande... chiamala igiene, chiamala classe... chiamala "Ma poi in metropolitana ti siedi?"

Incatenata con la chiave, corsetto borchiato. Ma il tocco pregio sono gli occhiali ricoperti di sigarette fumanti. Trucco dimesso

Quando non hai i bigodini a portata di mano, ti arrangi come puoi. Ecco un modo per riciclare le lattine di CocaCola Light. Ora capisco perché hanno cambiato il diametro. Solo bello il giubbino

Gaga, al telefono, corri!

Qui il velinismo gagaista proprio mi manda fuori di testa. Lo stivaletto è la cosa più buona e giusta che abbia mai visto. E poi gabbie, mossette e soprattutto...

... calze bucate... andrebbero sdoganate e non solo tra nostalgici darkopanko

Particolare sui culi borchiati

Copridita neri

Ma perché non si può andare in strada così? Culo all'aria. No "la pancia". Non è armonica. IL CULO è armonico. Mi metto a dieta.

Lady Gaga fa un evidente omaggio a Syb

Troppo un abito Barbie. Poi qualcuno presto dirà che con le dita messe così sta invocando il demonio. Solo ottimo il colore dei capelli

Ecco, l'origami telefonico non mi fa poi impazzire, ma la scena in cucina penso valga tutto il video

Chi non vorrebbe preparare panini agitandosi così con un corpo di ballo tutto truccato e tatuato?

Sempre capezzoli coperti da nastro isolante, questo giro bianco. L'abito in plastica è comunque anche nel video di Bad Romance

Altra scena, altro cappello telefonico, 'sto giro cornetta fatta di capelli (un po' come il fiocco Hellokittoso che ogni tanto sfoggia durante concerti e set fotografici)

Supreme: le platform di gesso. Che se mi spacco una caviglia voglio che mi venga ingessata così!

Tenutina da Wonder Woman figlia dei fiori, coi capelli giallobello, copridita rossi

Visione d'insieme della signora a Stelle e Strisce, con stivalo argento

Non capisco molto er tutina leopardato cappello-scarpa-incorporato, è estraneo alla poetica del video, ma si vede che anche per Lady Gaga è difficile far passare nove minuti, ogni tanto...

Sì in effetti in questo video c'è pure Beyoncé, che fa anche lei la sua maiala figura. Qui divina e serva son vestite da streghe del deserto: mi ricordano parecchio Madonna nel video di Frozen

Salutiamo l'alano morto... poverino, questa Gaga non me la dovevi fare...


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marzo 12, 2010

Programma di recupero per antigagaiste


Per la prossima #troiettainsulsa o #sciampistaindie che all'attacco di un pezzo della divina Lady Gaga esclamerà imbronciata "Cheppalle ledigaga", credendo di ostentare competenza esclusiva in materia di #stile e #bocchini, Puffetti Rosa organizzerà una visione di tutti i video della nostra signora divina ispiratrice, inframezzati da subliminali foto del #pisello di @ualone.

Da eoni questo blog parla troppo di #cazzate.
E' ora di farla finita.
Si torna al #turpiloquio.


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Gran-classe-astenersi-perditempo


marzo 08, 2010

Ballo

[What the hell am I doin' here? I don't belong here]

Ballo.
Ballo con il biondino che boh, non mi ricordo neanche come si chiama, se me lo ha detto.
Biondino l'ho conosciuto qualche ora prima, ma non so... dubito riusciremo a comunicare molto, oltre a quanto stiamo già facendo. Pare davvero molto concentrato su se stesso, anche mentre mi guarda. Ed ha bevuto (toh).
Ballo Elvis con il biondino, io dalla mia parte, lui dalla sua, al massimo le mani ci tocchiamo. Che le sue gliele ho già messe a posto prima, quando mi ha afferrato il bordo della maglia per sollevarlo un po'. "Giù le mani" gli ho detto "Non mi toccare".

Ballo.
Perché ci ballo? Mah, perché me lo ha chiesto.
Pare pure una debole motivazione, ma è notte, siamo in un locale dove si balla. Quindi si balla.
Ma mi scazzo in fretta, la lucidità non manca e non è proprio il caso di essere accondiscendenti.
E' tutto molto divertente da un certo punto di vista, ma sostanzialmente mi trovo immischiata in un sabba di anime inquiete e preferisco mantenere le distanze. Non mi avranno, non sarò dei loro.

Non ricordo neanche se mi allontano di punto in bianco.
Anzi, forse gli dico "Ho caldo devo prendere una boccata d'aria". E probabilmente lui neanche se ne accorge, boh.

Comunque fuggo via, as usual, per ritrovare un po' di pace e conforto tra gli amichetti. Ché se proprio sabba deve essere, anche gli stregoni vanno selezionati con cura.


PS: di biondino esiste foto, ma per motivi di riservatezza nononononono.


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marzo 06, 2010

Risvolti tecnologici nello smarrimento delle chiavi dell'auto

"Sig Avesani la sua vettura targata trallallà L'abbiamo recuperata buona domenica"

SMS di oggi, ore 13.02 inviatomi dal signor Roberto, professione "il sabato mattina recupero auto di disastrose donne che fanno le ore piccole nei locali e poi perdono le chiavi della macchina".

Se fosse necessario eviscerare ulteriormente il concetto, stanotte ho perso le uniche chiavi della macchina funzionanti che avevo. Ed ero pure sobria. Vedi tu.

Eh oh, succede. E un po' di autoindulgenza per dio!
Ecco forse il fatto che la chiave di riserva fosse sprogrammata da tempo immemore (e lo sapevo) è un po' doloso. Ma si sa, non si può tenere tutto sotto controllo. Non so, ditemi, potevo prendere un R4 e tentare di farlo dialogare con la chiave morta?
La faccenda tra l'altro ha dei risvolti tecnologici interessanti.
Chiamo l'officina Ford (ah... Ford #15) e chiedo: "Ho questa chiave sprogrammata, ho un codicillo, ci fate una magia sopra e mi si avvia la macchina? Almeno così recupero l'auto per il weekend, e poi con calma mi fate un nuovo mazzo".
"No, serve la macchina" rispondono "bisogna fare [qualcosa di esoterico] con [diavoleria -ma non l'R4- attaccata all'auto]".
"OK allora per stamattina ce la fareste a uscire per sistemarmi la cosa? Tanto è sabato, non c'è traffico..."
"No, ci serve la macchina in officina"
"Ah, e perché?
"Perché dobbiamo accedere al portale Ford"
[BUMBUMBUMBUM mi rintrona ancora nella testa]
"Perché dobbiamo accedere al portale Ford"
[ord ord ord ord....]

Ma un portatile con chiavetta per risolvere i problemi in loco no?
Non sto chiedendo di riscrivere il portale Ford per renderlo accessibile da iPhone o Blackberry (anche se non sarebbe male eh).

E questo accade proprio la prima notte che vedo una persona affidarsi a Nokia Friend View per "trovare per caso" gli amici.

Almeno per quanto riguarda la tecnologia penso di essere nell'emisfero giusto.

marzo 05, 2010

Neronero



Hey... oooh...
Sheets of empty canvas, untouched sheets of clay
Were laid spread out before me as her body once did.
All five horizons revolved around her soul
As the earth to the sun
Now the air I tasted and breathed has taken a turn

Ooh, and all I taught her was everything
Ooh, I know she gave me all that she wore
And now my bitter hands chafe beneath the clouds
Of what was everything.
Oh, the pictures have all been washed in black, tattooed everything...

I take a walk outside
I'm surrounded by some kids at play
I can feel their laughter, so why do I sear?
Oh, and twisted thoughts that spin round my head
I'm spinning, oh, I'm spinning
How quick the sun can drop away

And now my bitter hands cradle broken glass
Of what was everything?
All the pictures have all been washed in black, tattooed everything...

All the love gone bad turned my world to black
Tattooed all I see, all that I am, all I'll be... yeah...
Uh huh... uh huh... ooh...

I know someday you'll have a beautiful life,
I know you'll be a sun in somebody else's sky, but why
Why, why can't it be, can't it be mine

Auguri, miciotta mia

Oggi, 5 marzo, la mia dolce, adorabile canaglia Suzie Q compie otto mesi. E' un compleanno importante per lei, ma anche per me :)
Sono quattro mesi che viviamo assieme. Ci vogliamo bene e assieme ce la spassiamo in compagnia di amiche e amici, ma anche da sole.
Lei ogni tanto cerca di spiegarmi che bisogna essere un po' elastiche e micione. Io invece cerco di farle capire che non sta bene fare le fusa in modo indiscriminato a tutti quanti.
Assieme troveremo un modo per capire questo mondo che sembra complicato un po' per tutti, ma che con la gattosità forse può essere affrontato in modo più leggero e sereno.
E lo scrivo mentre lei è sulle mie ginocchia e mi sta sbaciucchiando il polso con la linguina.

Baci a tutti anche da parte mia, e grazie a chi mi è stato vicino in questi due anni difficili, ma tutto sommato rivelatori. Grazie agli amici, a quelli che mi vogliono bene, poco o tanto che sia. Finché avrò fiato ve ne sarò riconoscente.
E grazie anche a bak e Ali che mi hanno fatto conoscere Luisa e Franco, le persone che mi hanno affidato questo splendore di micia.


La vita è strana, riserva sorprese e prove fuori programma. Io ci sono. Tutto sommato non è malaccio, dai.
Abbracci.

[in effetti questo post è un ammasso di luoghi comuni di merda, avrei dovuto invece pubblicare quello che poi ho cancellato e intitolato *figainsipida*]


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marzo 01, 2010

Chi ce lo spiega che è ora di dormire...

Adam Green in una delle sue posizioni più composte anche se probabilmente poco prima aveva limonato con una scarpa, sparso bava e sudore nelle prime file, attaccato malattie a giovani donne

...a me e alla Suzie, che non abbiamo sonno o la forza di mettere il pigiama, la sveglia, togliere il trucco è fuori discussione, domani voglio svegliarmi che sono ancora rosata di fard.
Ci sono molte strade per tornare a casa dal Magnolia, e sono tutte molto lunghe perché io abito a ovest e sto posto sta ad est, quindi ogni via è buona.
Scelgo la più lunga e contorta possibile, perché non ho fretta, e penso ad Adam che è pazzo furioso, che trascina corpi, che bacia qualsiasi cosa, tanto che l'eccellenza a questo punto è schivarlo, a M. scaraventata sul palco che abbozza inclinata come un filo d'erba e lui tutto untosudoschifo la bacia, alle canzoni belle, alle dediche a Morro, al momento in cui esplode tutto e fine, si cede al casino, al marasma, e Dance with me cazzo sì there's no goal, ai saluti, a B. che fa campagna elettorale 27/7 ma sei davvero tu quello del volantino, D. che a un certo punto discorre con il vuoto nononvabeneno, T. che è sempre T. e balla molto anni 80 forse à la mode de Paris, che noi qui in provincia non capiamo bene.

Io sono ancora sveglia, ma che balle.
E Suzie, no, non camminare sulla tastiera, sull'invio, tesoro. Adam avrebbe baciato anche te piccola, sei così bellina, e tu gli avresti aggiunto un altro graffio sul petto di pollo.

Chicken Adam è bellissimo, non esteticamente (oddio sì lo sarebbe anche, ma non è questo il punto), ma come esperienza.
Qualcuno deve sacrificarsi in questo mondo.
E nota di costume... molto, molto, molto piacevole (più del solito "carino indiefighinoinutilelovalova") il gruppo di supporto, tali Jukebox The Ghost, che qualcosa ne blipperò nei prossimi giorni.

Mi è venuto sonno?
No, ma probabilmente se vado a letto mi addormento tra le zampe della Suzie.
S. appare like a ghost mi chiede in perché dello status che ho, glielo spiego e poi adesso vado a letto anche io.

In effetti il proposito era "torno a casa dopo il concerto e gioco un po' a Bayonetta".

Bella Adam, mi piaci assai.
Assai che proprio mi hai risollevato.


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