marzo 19, 2010

Ciliegia-tira-ciliegia

Sua felinità, le chiavi e il portachiavi

Io stavo facendo questa fotografia perché sono sentimentalona e sotto sotto tamarra anche se cerco di darmi un tono. Insomma, ci sono rimasta male di aver perso il portachiavi originario delle chiavi della Ford. Era un inutile portachiavi, eh, non pensiate chissàche. Era uno di quelli classici di metallo-peso che i concessionari ti danno quando compri la macchina "E in più le diamo anche il nostro portachiavi" per giustificare che non ti faranno altri mille euro di sconto.
L'officina amica mi ha dato il suo, ma in stoffina insulsa: troppo leggero. Grazie del pensiero, OK no, non posso usarlo magari lo attacco alla chiave di riserva (che funziona, ragazzi. Fun-zio-na).

Quindi pensavo addirittura di COMPRARMI un portachiavi. Ché comprare un portachiavi è assurdo quanto entrare in un negozio e dire "Voglio una cornice d'argento". Sono quelle cose spesso inutili e orrende che prima o poi arrivano impacchettate da parte di qualcuno che non sa cosa cazzo regalarti o scegliere come bomboniera. Tipo quella volta che l'amica a cui ho fatto da testimone mi ha fatto una cornice d'argento grande perché come bomboniera c'era una cornice d'argento piccola. Ma qui si divaga. Il concetto è che comprarsi un portachiavi è una cazzata.

Poi mi viene in mente che io un portachiavi quest'estate l'ho comprato.
Non è che volessi il portachiavi, volevo le ciliegie. Le avevo viste attaccate in vita a E. (omonima conosciuta al volo, tipa in gamba) il primo giorno a Formentera. "Oh ma che belle queste ciliegineeee!" [coccodé tra donne] "Voglio anch'ioooo!". Vai tu a capire che ciliegine stanno a baleari quanto margheritone sta a guru, quanto cuoricione a baci&abbracci. Rabbrividisco. Ma si sa, in ferie si comprano vestiti che si mettono solo in ferie e si cede a sirene a cui si cede solo in ferie. E capitemi. Visto che di sireni interessanti non ce n'erano, si è ceduto allo shopping scoprendo che ciliegine sono il simbolo del Pasha, la disco suppatunza di Ibiza con succursali in tutto il mondo, anche, che so. A Vilnius. Costo. Forse 15 euro. 'no sproposito. Ma cavolo, oh, pure senza portachiavi volete lasciarmi, qui, in questa isola? Sia mai. Compro quindi le ciliegine da appendere in corridoio sulla manopolina della Billy.
Ammiccose e plasticose, le ciliegine hanno un punto debole: il picciolo (so cosa è il picciolo perché quando andavo alle elementari non le chiamavano scuola primaria e non insegnavano ancora l'economia d'impresa. Ecco perché, tra le altre, ho le mani bucate). Il picciolo è fatto di plastica molle, tipo liquirizia (mezza rotella di Haribo, tagliata per il lungo, chiaro, srotolandola tutta), ed è infilata, non capisco bene come (ma certamente con piccole mani cinesi), nella ciliegia. Cederà prima o poi. Col caldo. E la ciliegia cadrà, facendo TOC. STOC. TOTOTOTOTOC. Sul rovere. Lasciando sicuramente un bozzo.

Beh insomma oh. Volevo fotografare le ciliegie per celebrare anche la nuova chiave e la mia dolce assistente pelosa è intervenuta perché voleva dire la sua. Ma con discrezione e vi assicuro che non è salita sulla scrivania, ha solo poggiato lì le zampine. Adorabile tesorina, riequilibra con la sua raffinatezza lo scatto.

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