giugno 20, 2010
marzo 05, 2010
Auguri, miciotta mia
Sono quattro mesi che viviamo assieme. Ci vogliamo bene e assieme ce la spassiamo in compagnia di amiche e amici, ma anche da sole.
Lei ogni tanto cerca di spiegarmi che bisogna essere un po' elastiche e micione. Io invece cerco di farle capire che non sta bene fare le fusa in modo indiscriminato a tutti quanti.
Assieme troveremo un modo per capire questo mondo che sembra complicato un po' per tutti, ma che con la gattosità forse può essere affrontato in modo più leggero e sereno.
E lo scrivo mentre lei è sulle mie ginocchia e mi sta sbaciucchiando il polso con la linguina.
Baci a tutti anche da parte mia, e grazie a chi mi è stato vicino in questi due anni difficili, ma tutto sommato rivelatori. Grazie agli amici, a quelli che mi vogliono bene, poco o tanto che sia. Finché avrò fiato ve ne sarò riconoscente.
E grazie anche a bak e Ali che mi hanno fatto conoscere Luisa e Franco, le persone che mi hanno affidato questo splendore di micia.
La vita è strana, riserva sorprese e prove fuori programma. Io ci sono. Tutto sommato non è malaccio, dai.
Abbracci.
[in effetti questo post è un ammasso di luoghi comuni di merda, avrei dovuto invece pubblicare quello che poi ho cancellato e intitolato *figainsipida*]
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dicembre 21, 2009
dicembre 14, 2009
Coccole nella notte, era pet therapy
Piccolina, stanotte verso le due ha vomitato per terra.
Mi sono alzata, ho pulito e poi, visto che non riuscivo a riaddormenatarmi (succede spesso ultimamente), mi son messa al PC. E lei si è acciambellata sulle mie gambe, invece di starsene sul letto, o nella cestina, o sulla sciarpa di lana da quattro soldi di cui ormai si è impossessata. OK capita.
Poi, arrivate le tre e mezza ho deciso di riprovarci, a dormire. Ho sollevato la mia peluchina viva e l'ho portata nella cesta che sta accanto al letto, dove di solito dorme. E invece si è infilata sotto il piumone, accoccolata tra le mie braccia, come un trudino. E così è rimasta fino a stamattina.
E' stata una bella sensazione. E' bello sapere di essere fonte di calore e relax per una creatura così speciale. E viceversa, spero :)
Mancano 11 giorni al Natale. 18 al 2010.
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ottobre 18, 2009
Quando tutto era aoao
Stanotte quando sono tornata a casa, la piccola Suzie Q è venuta da me nel letto facendo le fusa, annusandomi, bagnandomi la guancia col suo nasino umido. L'ho accarezzata e lei si è abbandonata di peso addosso a me. L'ho accarezzata ancora e mi sono messa a piangere.Il pianto è stato di nervosisimo e dolore.
Ieri ho rivisto lui, Gattao, il mio amore vero di gatto.
I gatti, come i figli, andrebbero amati tutti ugualmente, ma io confesso di avere amato di più Gattao e me ne frego dell'ipocrisia del "sono belli tutti i gattini del mondo".
Sì. Quando è morta Schifilide sono stata malissimo anche io.
Ho ancora nella testa l'ultimo salutino in clinica a quello scricciolo blu che chissà quanti anni aveva, le condizioni in cui era, piccola. Quella gatta significava molte cose per me.
Poi ci son le bestiole di mia madre, ma Gattao... con quel maledetto Gattao il feeling è cresciuto in modo lento e inesorabile, scoppiato definitivamente quando abbiamo iniziato a vivere assieme.
L'ho curato quando stava male, coccolato, fotografato, gestito le sue PR in Internet (aveva le sue fan, eh!), perorato la sua causa quando lo accusavano solo di essere uno stronzo piscione. Sul divano si metteva in mezzo, a letto ogni tanto lo volevo con me, lo abbracciavo, lo cullavo, l'ho anche fatto dimagrire, lo portavo dal veterinario, guardavamo la tele assieme, ci parlavamo, mi impastava addosso.
Gatto Gattao... è stato il mio primo amore gatto e poi ci siamo dovuti lasciare.
L'ho dovuto dimenticare, e confesso che non è stato difficile, c'era altro da gestire. Sapere che comunque era nella propria casa, nel suo ambiente, mi confortava. Mi mancava, ma sarebbe stato inutile egoismo strapparlo da lì.
Purtroppo tutte le cose rimosse troppo in fretta prima o poi ti presentano il conto.
Rimuovere è pericoloso perché arrivi impreparato al momento del botto.
Ieri botto.
Gattao non è più Gattao, Gattao è grasso da fare schifo, peserà nove chili, Gattao è vecchio, Gattao ha undici anni, Gattao mi fa piangere anche adesso perché ho una pallottolina dolce di pelo sulle ginocchia e sarà la mia micia che nessuno mi porterà via.
Gli occhi, gli occhi. Mentre lo prendevo in braccio lo guardavo negli occhi mi domandavo se si ricordava di me, probabilmente ho anche un odore diverso.
Poi l'ho lasciato andare in terra e ho continuato a dire e fare le mie cazzate.
Vai Gattao, non sei mio, ti guardo e non sei più tu.
Metto su una canzone meno triste e passa tutto.
Anzi dai, magari adesso mi rimetto a dormire.
[ogni tanto sbraco, scusatemi]
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novembre 03, 2008
Blue eyes...

Che dir, mi manca il mio Gattao, soprattutto adesso che fa freddo, soprattutto adesso che rimetto la felpa che di solito era invasa dai suoi peli, soprattutto adesso che so che non potremo più vivere assieme e prima o poi avrò un altro gatto, un altro a cui affezionarmi, che mi verrà addosso quando avrò l'influenza, che stuprerà piccioni, e che in qualche modo riempirà questo vuoto spinto forzato che giocoforza devo accettare. Gattao, ti mando un bacino sulla testa, sul nasino, e so che lo fanno anche le mie amiche Francesca e Antonella, tue grandi ammiratrici.
Sei il gatto più bello del mondo, il primo che abbia davvero amato, nonostante tutto il piscio piscioso. Stanotte dormo virtualmente con te, le mie carezzine tutte per te, spero di sognarti come ogni tanto mi capita. E se non lo sarà, comunque sei nel mio cuore, maledetta puttana di gatto. :***
