ottobre 18, 2009

Quando tutto era aoao

Stanotte quando sono tornata a casa, la piccola Suzie Q è venuta da me nel letto facendo le fusa, annusandomi, bagnandomi la guancia col suo nasino umido. L'ho accarezzata e lei si è abbandonata di peso addosso a me. L'ho accarezzata ancora e mi sono messa a piangere.
Il pianto è stato di nervosisimo e dolore.
Ieri ho rivisto lui, Gattao, il mio amore vero di gatto.
I gatti, come i figli, andrebbero amati tutti ugualmente, ma io confesso di avere amato di più Gattao e me ne frego dell'ipocrisia del "sono belli tutti i gattini del mondo".
Sì. Quando è morta Schifilide sono stata malissimo anche io.
Ho ancora nella testa l'ultimo salutino in clinica a quello scricciolo blu che chissà quanti anni aveva, le condizioni in cui era, piccola. Quella gatta significava molte cose per me.
Poi ci son le bestiole di mia madre, ma Gattao... con quel maledetto Gattao il feeling è cresciuto in modo lento e inesorabile, scoppiato definitivamente quando abbiamo iniziato a vivere assieme.
L'ho curato quando stava male, coccolato, fotografato, gestito le sue PR in Internet (aveva le sue fan, eh!), perorato la sua causa quando lo accusavano solo di essere uno stronzo piscione. Sul divano si metteva in mezzo, a letto ogni tanto lo volevo con me, lo abbracciavo, lo cullavo, l'ho anche fatto dimagrire, lo portavo dal veterinario, guardavamo la tele assieme, ci parlavamo, mi impastava addosso.
Gatto Gattao... è stato il mio primo amore gatto e poi ci siamo dovuti lasciare.
L'ho dovuto dimenticare, e confesso che non è stato difficile, c'era altro da gestire. Sapere che comunque era nella propria casa, nel suo ambiente, mi confortava. Mi mancava, ma sarebbe stato inutile egoismo strapparlo da lì.
Purtroppo tutte le cose rimosse troppo in fretta prima o poi ti presentano il conto.
Rimuovere è pericoloso perché arrivi impreparato al momento del botto.
Ieri botto.
Gattao non è più Gattao, Gattao è grasso da fare schifo, peserà nove chili, Gattao è vecchio, Gattao ha undici anni, Gattao mi fa piangere anche adesso perché ho una pallottolina dolce di pelo sulle ginocchia e sarà la mia micia che nessuno mi porterà via.

Gli occhi, gli occhi. Mentre lo prendevo in braccio lo guardavo negli occhi mi domandavo se si ricordava di me, probabilmente ho anche un odore diverso.
Poi l'ho lasciato andare in terra e ho continuato a dire e fare le mie cazzate.
Vai Gattao, non sei mio, ti guardo e non sei più tu.
Metto su una canzone meno triste e passa tutto.
Anzi dai, magari adesso mi rimetto a dormire.

[ogni tanto sbraco, scusatemi]
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