marzo 25, 2011

Andarsene via

Poi c'è stato un giorno che ho scritto a Ugo e gli ho detto "Ugo è successa una cosa".
E Ugo mi ha risposto "Ne ho parlato con Taty, vieni qui quando vuoi, anche oggi".
E io il martedì martedì mattina ho preso delle cose, le ho messe nella mia borsa che ho ricevuto in regalo dalle amiche alla laurea e me ne sono andata via senza dire niente a nessuno.
Sono andata al lavoro e poi la sera sono tornata nella mia nuova casa.
Nessuno mi ha chiamato per chiedermi perché non tornavo nella mia casa.

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marzo 24, 2011

Sulla rottura di coglioni che è star lì a pulirsi le scarpe quando si entra

Alcuni te lo fanno capire bene che no, non vogliono che sconvolgi la loro vita.
Ti fanno segno che devi pulirti le scarpe sullo zerbino, entrare, stare seduta composta.
Se sei abbastanza furba magari riesci a lasciare un po' del tuo profumo sul divano nella speranza che si diffonda nell'aria per qualche altro minuto, anche dopo che ciao, si è fatta l'ora di andare.

Io invece ho voglia di entrare, stravaccarmi sul tuo divano e renderti felice così, un po' come viene, con le mie scarpe sporche.

Ah... dio cristo. Che coglioni.

marzo 17, 2011

Banalia Codex

*Ascolto While my guitar gently weeps e manca poco che mi metta a piagne. Qualcuno mi pigli a colpi di cazzo sulla fronte per favore.

*Oggi un tipo mi ha chiesto se per caso mi sono offesa per il fatto che mi ha baciato sulla guancia, l'altro giorno. Siamo a questo punto. Tipo che manco me lo ricordavo che mi aveva baciato sulla guancia.

*Visto? Che ti avevo detto?

*Ho messo Codex come sveglia, però finisce nel punto in cui mi piace, quindi in pratica mi sveglio ululando come Yorke-Picasso.

*A volte succede pure che non mi sveglio perché i Radiohead, si sa, sono soporiferi.

*Sono perseguitata dai numeri doppi e palindromi. Se portano fortuna, vediamo di farla saltar fuori al più presto.

*Glossa spot per l'oroscopo di venerdì 18 marzo, sempre da Arcobaleno.net

Le influenze disarmoniche tarpano le ali a Saturno [Saturno che tarpa le ali è tarpato a sua volta]. Non è un gran giorno [per fortuna che me ne resto chiusa in casa fino a sera, poi vorrei andare a un concerto], ci sono momenti di incertezza e altri di inquietudine [sai che novità...] , non sai bene di chi fidarti [è normale, non mi fido di nessuno], potresti essere tentato di cambiare all’improvviso programmi [dici che non andrò al concerto?]… hai il buon senso [a sacchi ne ho...], o l’esperienza se non sei un giovin virgulto [donna di esperienza, moi], per non agire impulsivamente e combinare pasticci [con l'impulsività, questa settimana, abbiamo già dato...]

*C'è una puttanella radioattiva in circolazione. Fa i pompini col piercing radioattivo. Siate avvisati maschi.

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marzo 12, 2011

Ci sono le persone che.

Si baciano, e lo senti da lontano lo spiaccichìo delle labbra umide, che più del suono avverti la loro mobidezza. E lui le mette un braccio dietro la schiena, l'afferra alla vita, e lei si incastra alla perfezione sotto la sua spalla senza nessuno spigolo scomodo, nulla che ingombri, solo maschio e femmina dallo stesso marmo.
E lei lo guarda con gli occhi di flash, e lui la osserva mentre parla, con tutto l'amore e il non ti perderò mai del mondo.
Li respiri come i momenti in cui era già stato tutto sbagliato.
E ti domandi se sarà lui o sarà lei, che prima è tutto vero, e dopo non lo è più.
Ci sono le persone che non vogliono sapere dove saranno presto... e intanto sono felici.

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marzo 09, 2011

[Intervallo simpatia!]

Quando scrivo che sono triste, tipo ieri, ci son le mobilitazioni.
[la mamma! figuriamoci :*]
Amiche, che mi telefonano e messaggiano (Ele come va? Ele che fai? Elenaaaaah)
Amiche solidali che anche loro sanno che vivere da sole è un'altalena di alti e bassi senza nessuna compensazione gratuita.
Telefonata del Freddie "Alora, smettila, possibile che non trovi pace?"
Uomini che ti raccontano che anche loro sono soli, eh sì. Già. Maddài.

E poi arriva LUI...
Preceduto dall'ombra del suo metro e novantaquattro, proiettata come un tentacolo virtuale via Skype...
E' Lolò!

Quando scrivo riguardo topic in odor di maschio o di topa-sola arriva Lolò, martellante come solo lui sa fare.

Secondo Lolò la cura alla mia tristezza si riassume in un sola parola, anzi, DUE: Tanto-Cazzo.
Possibilmente agevolato analmente.
Dice che risolve tutto.*

--propaganda elettorale mode on--
Lolò, in quanto creatura imperfetta, balla al palo di IDV. E' un tipo in gamba, eh. Il suo sito è http://www.maurobuti.it/ . Secondo me non è neanche da prendere a schiaffi, troppo disturbo. Però di cose giuste ne dice.
--propaganda elettorale mode off--

* postilla postuma. La mia idea a riguardo è espressa nei commenti.

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marzo 08, 2011

[banalia] Amaramorale

*Era da tempo che non facevo un banalia. E' che mi disperdo.

*Prima pensavo che se commetti una grave mancanza nei confronti di qualcuno è probabile che la sfanghi, soprattutto se hai pelo sullo stomaco. Ma se la commetti contro te stessa, anche senza accorgertene, ti infesterà l'animo per parecchio tempo.

*Ma non sono di buon umore, ecco.

*Prima il commesso del negozio di animali mi ha chiesto "Hai la faccia triste, che succede?". E siccome non ha senso spiegare perché sono triste e non sono argomenti da affrontare alla cassa mentre paghi la sabbietta e le bustine di cibo, gli ho detto sorridendo che ero sovrappensiero e che ero molto stanca.

*In realtà non sono stanca, stanotte ho riposato molto e bene.

*E' che, tra le altre cose, pensavo che non avevo voglia di tornare a casa e di chiudere la porta alle mie spalle, e attendere l'arrivo dell'ora di andare a letto tra le mie cose. Quel libro da leggere, quel fumetto da finire, quella sciarpina da continuare, il coprispalla da riprendere, quel disordine da sistemare, quella serie da guardare.

*E' incredibile come, pur avendo dell'interesse, delle cose da fare, una quotidianità tutto sommato piacevole e che comunque contribuisce all'essere chi sono, io mi sento soffocare.

*E se va bene... arrivo a casa e mi metto ai fornelli, mangio e mi faccio forza (stasera quindi, appena è pronto il brodo, mi preparo un risotto con radicchio e gorgonzola) e se va male... no.

*Fortunatamente sono poche le serate che va male, ma penso che il male stia prima. Molto prima.

*Ultimamente ho trascurato alcune sane vecchie abitudini. Le devo riprendere.

*Mi manchi.
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marzo 06, 2011

Smutanda Revolution - The Final Act

[Dopo lo "Smutanda" e lo "Smutanda Reloaded" (vedi post così intitolati e risalenti), cade giusto, in chiusura, lo "Smutanda Revolution"]


Volevo dedicare il mio terzo anno di singletudine a voi, maschi con cui è capitato di intrattenermi in questi tre anni di libertà.
Non so bene come definirvi.
"Amante" è una parola che, a mio avviso, sottointende una certa continuità nella relazione.
Non ravvedendo tanto la continuità, piuttosto una certa qual reiterazione, forse dovrei chiamarvi "friend with benefits".
Ma anche il "friend with benefits" prevede un certo patto, oltre che l'impegno di un'amicizia.

E trovandomi per forza a generalizzare (ma se volete le pagelline sarò dura e onesta, neh :P), in voi trovo un punto di contatto ineluttabile, ossia che siete dei "maschi alfa".
E io adoro i maschi alfa.
Quindi mi rivolgo a voi così, anche perché esistete (e bene) anche senza di me, e non ha senso definirvi "tramite me".

Ecco, forse è questa la cosa che potrebbe farvi più impressione sentirmi dire: voi, per me, esistete anche senza di me.
E così mi piacete.
Mi piace immaginarvi liberi.
Anche se non lo so, se siete davvero liberi oppure no.
Anche se a tratti siete stati miei.

Riguardo me, invece, lo so.
Io non mi sento libera.
Io sono libera, ma non ne godo.

Stando vicina a voi, per un po', ho goduto della vostra libertà, e l'ho fatta mia.

Un brindisi per voi, quindi.
E baci.

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marzo 03, 2011

Insegne


Quando compri casa e fai un mutuo di trent'anni pensi che tra trent'anni magari sarai nonna, e che questa casa non esisterà neanche più se non nel ricordo, assieme al suo paesaggio. Ne parlerai come la tua prima casa, quella che ti sei tirata su nel giro di sei mesi, quella che ti sei scelta tu il Bisazza senza compromessi con nessuno, assieme al colore della cucina. Quella in cui sei entrata per la prima volta a inizio aprile, vecchia, pulita, da sistemare, un sussulto di affinità nell'oscurità delle nove di sera.
Io alla mia casa voglio bene, me la sono fatta io, sono io, nel disordine e nella lontananza dal caos, nella spiegazione al "perché hai preso casa qui?".
Il paesaggio dalla mia finestra cambierà a fine mese, ad aprile. Non vedrò più quell'insegna biancorossa là in fondo, un'insegna a cui sono affezionata come tante persone, milanesi e non.

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marzo 01, 2011

[citophonoreality] Intervento a cuore aperto

Il caro Galaxy (il mio citophono) sta male.
Male tanto.
Sabato sera, appena tornata a casa, l'ho appoggiato sulla scrivania assieme a centomila altre cose. La gatta, la mia adorabile, cara, amata, dolce, puccia, coccolosa Suzie Q, passava di lì. E con una zampata l'ha buttato giù dalla scrivania con una freddezza micidiale. Sono sinceramente ammirata dal suo gesto. Ho molto da imparare da quella gatta.

Voi penserete "Ora se la cucina in padella", ma sinceramente io non ci ho pensato neanche un attimo. Perché a me il telefono è caduto una trentina di volte senza che mai accadesse nulla di grave. Per quell'unica volta che la Suzina me lo butta in terra, non me la sento di criminalizzarla. Quindi l'ho semplicemente coccolata, ché mi stava pure facendo le fusa, la musetta.
La rottura è grave, come testimonia la foto scatta con un *BRRRR* iPhone 4. Tuttavia il citophono funziona: lo schermo è ancora sensibile al tocco, i pulsanti reagiscono. Se non rischiassi di sfregiarmi il volto tutte le volte che sono al telefono e riempirmi di microtagli i polpastrelli, sarebbe ancora utilizzabile, almeno fino alla prossima caduta.

Ciao Corea del Sud!

Cosa succede quando si rompe un telefono pagato più di 400 euro?

Innanzittutto ti senti MALE. Male tanto. Io l'ho sempre detto che son troppo sbadata per andare in giro con uno smartphone così costoso. Però è colpa della gatta quindi mi autoassolvo da tutti i miei peccati.

Poi ti rendi conto che su qualsiasi forum il leit motiv è sempre lo stesso: "Fantastico il Samsung Galaxy, ma l'assistenza post-vendita fa schifo". Pare trattengano i citophoni settimane intere, forse anche di più. SEEEEE. Io neanche tre giorni senza, ci faccio.
Piuttosto ne compro un altro. Tipo il Nexus S, il Galaxy S2. Ma anche no, ecco.

Ho comunque fatto il gesto di chiamare l'assistenza Samsung, così, famose del male.
L'assistenza è un numer800 dalla personalità complicata, che insiste nel volermi assegnare un codice seriale di dieci cifre per dialogare con me, si fa comunicare l'IMEI del telefono (in quel mentre scopro che il citophono viene dal PORTOGALLO) per poi dirmi che devo chiamare al centro di Vimercate per farmi indicare dove portare il riparazione il Galaxy. Neanche Asterix e le 12 fatiche. E poi scommetto che devo pure alzare il culo e portarglielo. Ma va' via va'.
Secondo me se lo chiedevo a mia madre ( tipo l'aiuto a casa di "Chi vuol esser Milionario") mi rispondeva la stessa cosa dopo breve ricerca su Google. E mi dava immediatamente la risposta giusta senza chiedermi l'IMEI e il seriale di dieci cifre.

Chiedo on-line agli smanettoni e mi dicono che "Dai cinesi ti cambiano il display in cinque minuti, ovviamente si invalida la garanzia". Il brivido della VIOLAZIONE.
Io dai cinesi ci vado volentieri a mangiare, sarò pazza, ma il mio citophono non glielo do, e neanche gli spiego come è successo, sai mai che mi chiedano anche di visionare la gatta.

Mi viene quindi un'idea geniale, stuzzicata dal guru che mi siede accanto al lavoro.
Visto che "un mese senza... MAI", visto che con l'intervento dei cinesi si invaliderebbe la garanzia, allora ho pensato di cambiare da me il display.

Quindi ho ordinato da un sito inglese lo schermo originalo di ricambio (88 euro spedizione inclusa, spedito stamattina) e prossimamente mi cimenterò in "Cambiare lo schermo al Galaxy S senza sbeccare lo smalto".

Se riesco faccio pure un reportage filmato, che qui non ci neghiamo nulla, signori miei.
NULLA.

 

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