
Quando compri casa e fai un mutuo di trent'anni pensi che tra trent'anni magari sarai nonna, e che questa casa non esisterà neanche più se non nel ricordo, assieme al suo paesaggio. Ne parlerai come la tua prima casa, quella che ti sei tirata su nel giro di sei mesi, quella che ti sei scelta tu il Bisazza senza compromessi con nessuno, assieme al colore della cucina. Quella in cui sei entrata per la prima volta a inizio aprile, vecchia, pulita, da sistemare, un sussulto di affinità nell'oscurità delle nove di sera.
Io alla mia casa voglio bene, me la sono fatta io, sono io, nel disordine e nella lontananza dal caos, nella spiegazione al "perché hai preso casa qui?".
Il paesaggio dalla mia finestra cambierà a fine mese, ad aprile. Non vedrò più quell'insegna biancorossa là in fondo, un'insegna a cui sono affezionata come tante persone, milanesi e non.
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2 commenti:
azz, che gli succede?
Lo abbattono -_- Non si sa ancora cosa faranno al suo posto, dicono una struttura in linea con le esigenze di Expo 2015. mah...
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