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giugno 20, 2013

Ho visto un film, proprio non mi è piaciuto

Siccome questo film l'ho visto perché me l'ha passato Quedex, nel domandarmi del perché lo abbia fatto sono giunta alla conclusione che sia stato per un motivo preciso: perché ne scrivessi una recensione così.

D'altro canto ieri sera domandavo a un amico cosa mi dovessi aspettare, e lui mi ha risposto "Le recensioni in giro non sono malvagie". Io ho semplicemente detto che "se è una di quelle americanate logorroiche sulla gente che c'ha probblemi, sentirai degli ululati scomposti provenire da nordovest".

Mettiamo subito le cose in chiaro: io non sono una di quelle persone a cui può piacere un film come Silver Linings Playbook. Perché si avvia con un'identità che di solito mi infastidisce (un film su gente in crisi di nervi avanzata che strilla, litiga, prende psicofarmaci per ordine del giudice, ma ha dentro qualcosa di bello che il mondo non aspetta altro che scoprire, credici...) e si conclude come una commediola romantica di quelle con protagonista Jennifer Aniston. Jennifer Aniston non ha più i capelli alla moda? Boh, metteteci un'altra squinzia bravina di quelle.

Iniziare a guardare un film con dei preconcetti non è di certo buona pratica, tuttavia sono fermamente convinta che se ho un senso critico, e ce l'ho, sono anche in grado di esercitarlo preventivamente, e infatti Silver Linings Playbook non è altro che la solita pappa rimestata con bonaria pacca sulle spalle alle malattie mentali. Che sì, uno è bipolare, ma basta un balletto, la pillola, lo zucchero, e tutto brillerà di più. MA STI GRANDISSIMI E FRANCESI CAZZI.

Ma la Jennifer Lawrence ha vinto l'Oscar, oh che interpretazione strepitosa (yawn). Appunto, Jenny, cicci, ha vinto il massimo premio che l'industria di Hollywood dà a se stessa. Lei esprime quel recitare di Hollywood, e Hollywood la premia. Il problema è che trovo quel modo hollywoodiano (e standardizzato) di recitare le parti drammatiche abbastanza volgare e terra a terra nell'espressività. Non solo non mi ha mai emozionato e coinvolto, ma mi ha stufato da anni. Per quanto mi riguarda la Lawrence è una novella Renée Zellweger. Stesso gonfiore in volto, stessi occhiettini stretti e vispi, bella topolina, una di quelle che tra un po' (se non l'ha già fatto) ingrasserà venti chili per essere più in parte nel prossimo ruolo. Perché loro ingrassano a comando e le ripercussioni sulla salute non esistono (io ho sempre pensato che fosse un modo per camuffare i disturbi alimentari delle star, ma qui siamo su tesi cospirazioniste che non hanno molto a che vedere con sto filmdemmerda).

Bradley Cooper. Figliolo. Un incrocio tra Ralph Fiennes e Nemo. Che se fosse il panettiere di quartiere avrebbe la fila di signore davanti al negozio, ma è un attore di Hollywood quindi fa il bipolare tanto dolce, tanto innamorato,  GENTE RENDETEVI CONTO... HA CORCATO UNO DI BOTTE SOLO PERCHE' SI SCOPAVA SUA MOGLIE (ci sarà un motivo per cui la gente normale sogna di farlo, mentre i pazzi violenti lo fanno e basta), STAVA IN CASA DI CURA PERCHE' ERA MENO PERICOLOSO CHE IN PRIGIONE, ma come si fa a rappresentare in questo modo così solare e pazzerello un violento? Ai sensi della sceneggiatura è in effetti più credibile che trovi un'instabile al pari di lui che gliela dia all'istante, durante la prima settimana di libera uscita dal manic... casa di cura.
Ah a proposito... chi non sarebbe così amorevole da spingere tra le braccia di un violento la propria sorellina vedova e traumatizzata, che si scoperebbe anche gli idranti in strada?
No ma davvero, andate al cinema, spendete i vostri undici, dodici euro, guardatevi sto film anche in 3D, uscitene pure commossi, toccati nel profondo, passate il tempo come volete (io per esempio lavoro a maglia e siete liberi di commentare come vi pare) MA NON VENITEMI A DIRE CHE QUESTO E' UN BEL FILM. E' la classica truffa sentimentale all'americana con il powerup dell'instabilità mentale, ma con quella moralina finale per cui "anche i pazzi, se si impegnano, possono essere felici".
Fatevi del bene, andate a vedere Fast & Furious 6, che, il mio senso critico suggerisce, sarà meno finto del diarietto del romantico bipolare.

(ah il film è ambientato a Philadelphia e ci sono gli Eagles, salviamolo per questo).

aprile 12, 2013

Quelli che hanno la morosa liquida

Ci sono uomini single che hanno pure il coraggio di venirti a dire che loro sanno "checcossè l'amor". Che lo cercano, lo desiderano tanto. Tu credi alle loro parole perché alla fine sono parole loro, non gliele hai estorte, non li hai portati sul discorso. Anzi, non te ne frega proprio una mazza di cosa vogliono e cercano per sé. Ti racconteranno sempre che soffrono molto per un amore finito o mai nato, te lo presentano come un tesoro del loro cuore, senza rendersi conto che siam tutti sulla stessa barca, visto che una persona adulta media ha avuto delle storie, delle scornate e una vita emotiva un minimo articolata.
Dopo aver ascoltato le loro parole, ti metti ad osservarli a debita distanza, a volo d'uccello, sì d'uccello. E li vedi indaffaratissimi a tenere in ballo attivamente tre o quattro storie. Che le cerchino o meno, le donne arrivano e, senza pensarci due volte, le consumano. Vogliono la libertà di non legarsi con nessuna di loro, perché sono single: non ci vuole molto per capire che nella loro mente avvengono elaborati calcoli per renderizzare della nebbia volumetrica. Vogliono l'amore, sono single, e frequentano quattro ragazze. Roba che la fisica quantistica è meno complessa da intuire.
Sono uomini che non capendo realmente di cosa hanno bisogno, facendosi forza con quello che pensano di non volere, si mettono assieme alla "morosa liquida": da quattro donne che hanno per le mani tiran fuori il tempo e le energie che dedicherebbero a una persona, illudendosi così di essere liberi, disimpegnati, sessualmente attivi, piacenti. Le vezzeggiano con messaggi, visite a domicilio, conforto quando serve e anche compagnia. A tutte racconteranno che vogliono essere liberi, che hanno sofferto molto, che sono contenti di averle vicine, e che per loro sono speciali.
 Invece di avere una vera persona speciale nel loro cuore, hanno trovato questa soluzione di mezzo, la morosa liquida che non sanno nemmeno di avere e li farà regredire allo stadio di protozoi e particelle immerse nel brodo primordiale: grande potenziale, ma esprimibile in improbabili ere geologiche.
Questa non è libertà, è essere stronzi con se stessi e con tutto l'amore che si dice di avere dentro.

[ai sensi delle norme sulle pari opportunità, il post è valido ambosessi, e può anche essere letto in chiave "moroso liquido", ma sinceramente io quattro uomini al colpo non li reggerei neanche come volontariato deducibile dalle tasse]

settembre 06, 2012

In poche parole, gli ultimi quattro anni e mezzo della mia vita


Mi volto perché ho voglia di baciare ma non c'è.
Mi sveglio e ho voglia di scopare ma non c'è.
Ho amore e voglio abbracciare ma non c'è.
Ho voglia di ridere ma non c'è.

Chi?
Ah boh, non saprei proprio chi.

Non è che mi sento sola, è che a volte mi sento inutile.

(no, vabbé ogni tanto bacio, abbraccio, rido, scopo anche oh, solo che a tratti mi sento come Indiana Jones dentro al Tempio Maledetto, mi aggiro per i cunicoli e assisto a scene di thug che strappano cuori, rischiando io stessa il mio). Paurissima.

Mi manchi, chiunque tu sia.



agosto 19, 2012

WARNING!!!

[malcontenta di moltissime cose, avevo già scritto ma poi cancellato questo post. Ora torna con questa intro e qualche modifica. E' chiaro che il 2012 non è un anno proficuo né per il blog né per il mio povero cuore che, a forza di botte, sta perdendo colpi. E siccome il contorno non è dei più piacevoli né è roseo, non è proprio semplice gestire tutta questa vita da sola, mantenendo sempre il sorriso sulle labbra e la sicumera di chi è convinto che domani andrà meglio. Domani non andrà fottutamente bene nulla]

Ciao. Sei un ragazzo carino? Sei sensibile? Hai una triste storia d'amore alle spalle e scopi con laqualunque perché non ritrovi più te stesso, e per questo soffri tanto? Mi hai conosciuta e pensi che io sia davvero carina, simpatica, una botta pure me la daresti e, chissà per quale disgraziato moto interiore, senti di volermi tanto, ma davvero tantotantotanto bene?
 Ottimo, grazie per la preferenza accordata.
 Tuttavia girami alla larga, non c'è trippa. Qui ci sono solo i gatti.

 Vedi, cerca di capire: anche io sono carina, sensibile, ho una triste storia d'amore alle spalle, ma cerco di non rompere i coglioni alle persone. Ho una vita, un equilibrio da mantenere a costo di rimanere sola. Io sul tuo ottovolante non ci salirò. Ho sorriso tanto, ho abbozzato ancor di più, ho scusato troppo, ho dato possibilità andate sprecate. Ci ho messo del buono e del mio.
Ora basta: rischio di dare solo calci nelle costole al prossimo malcapitato con cui magari in altri momenti mi sarei anche intrattenuta volentieri. Perché sono tanto stanca, e non è giusto, né per me né per te.

Per favore, se pensi di essere il prossimo pazzo maschio mestruato di turno, evitami di essere violenta. Sono sicura che troverai la ragazzina tonica in grado di soddisfare le tue foie senza il bisogno di passare per il mio ormai stanco, flaccido e inutile corpo.

A che cazzo ti servo, io del resto?

 grazie. Elena

gennaio 23, 2012

Una delle mie solite sbroccate

Puntuale come l'influenza che non arriva mai, il grande classico di Puffetti Rosa: lo sbrocco contro il realismo cinico, vincente e scanzonato con cui viene spesso venduto e propinato il prodotto "donna/uomo single". Una vita di divertiamoci AYEYEYE, che val bene sorvolare su tutto, approfittane CAZZO, DAICAZZO, zompettando di letto in letto, la risposta sta nel non chiedere, viva la palestra, viva la LIBBBBERTA', LIBBBBERTA'!!! (come urlava quel coglione mentre lo portavano alla gogna), e che solo gli sfigati soffrono per amore, mentre gestire una vita sessuale libera e disimpegnata sarebbe la via sicura per il benessere certo, e chi non la fa è proprio un baccalà... vado avanti? Ma no, dai, son sempre le solite cose...

Se volete dirmi che la soluzione patinata e meglio vendibile all'essere single sia quella agevolata da Carrie e compagnia bella (valido ambosessi), allora avete ragione. Anche a me piacerebbe vestirmi vintage Dior e indossare in pieno inverno abiti impalpabili senza sotto la biancheria. E poi conoscere un tipo in un locale, avvertire la chimica entro il minuto dieci, esserci a letto entro il minuto centoventi, salutarsi e addio entro il minuto trecentosessanta.

Tuttavia scrivo pro domo mea, descrivo una vita fatta di normalità e non la sceneggiatura di una serie di successo. E per quello stile di vita lassù bisogna esserci portati. A tali livelli escono dei capolavori che solo certi maschi e femmine di mia conoscenza sanno creare.

Se sei come me, invece, tieni l'antenna alzata e ti ci butti giusto quando capita l'occasione, ma di solito verso il minuto duecentoquaranta l'effetto dell'alcool si è esaurito e ti domandi se c'è qualche malattia strana che passa attraverso il profilattico, oppure al minuto centotrentacinque a lui è venuto moscio per il troppo alcool quindi ciao. Quindi magari la volta dopo ci pensi due volte, e poi magari anche no, grazie.

Ma in generale, dico, non è che si deve per forza condurre una vita libertina solo perché non si è accoppiati. A me, per esempio, riesce meglio evitare di vivere di espedienti sentimentali (chiamiamoli così) per occupare il tempo e la vagina, ma è una questione di naturale propensione che assecondo senza particolari sacrifici.

Ci ho anche provato, eh, perché no? Poi è anche seguito l'ordine di ammainare le vele perché, anima mia, per favore, risparmiami dalle complicazioni. Già. Per me sono "complicazioni" quelle che altri vanno cercando per evitarne altre.

Persone single, ditelo a voce alta, per favore. Capita anche di passare lunghissimi periodi senza scopare, senza limonare, senza essere i fighissimi di Rete 4, e poter dire di avere una vita piacevole, a volte un po' frustrata dalla solitudine forzata, ma a questo punto presumo non meno frustrata di quella delle tante formichine che si adoperano in modo forsennato nella ricerca di un partner occasionale. Ossia, facile dire che una persona è acida perché non scopa, ma allora, se proprio dobbiamo tagliare il prosciutto a fette spesse due centimetri, secondo me una persona rischia di diventar acida anche perché scopa troppo con le persone sbagliate, convinta di aver raggiunto la libertà sessuale.

Quindi, a bomba, il finale doveroso che ammansisce il mondo è quello IMHO: lo stile vita figo, facile, lo si riesce a raggiungere con ottimi risultati solo se ci si è naturalmente portati. Applicarcisi magari aiuta, e in questo senso confesso di non essermi impegnata molto, nel tempo.
Al momento conduco lo stile di vita più adeguato al mio carattere e al mio spirito. Oggettivamente è un grande spreco di corpo, ma non vi dico il sollievo e la quiete per l'animo.
Oh, ma che noia da raccontare, però.

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settembre 07, 2011

In punta di diritto

Se sei a letto con un uomo e stai facendo le cose che si fanno di solito a letto con un uomo, e lui a un certo punto ti chiede "Hai voglia?", non dare per scontato che la voglia ce l'abbia lui, visto che è così concentrato sulle formalità.

Il mio legale, interrogato sull'argomento, suggerisce prudenza, perché con persone così burocratiche è il caso di perfezionare il contratto manifestando il proprio assenso e domandando se pure la controparte abbia "voglia".
Solo dopo il manifesto assenso si può dare per assodata la stipulazione del contratto.

Se ci fate caso, nel codice civile non si accenna mai all'erezione come elemento fondante del consenso. Da questo segue che l'erezione non vale come silente assenso.

Nel frattempo, a tornar sui libri di giurisprudenza in un momento in cui non ci pensavi neppure, ti sei prosciugata col risucchio.

[questo post è un sentito omaggio alla mia laurea nel cassetto, lo sapevo che sarebbe tornata utile in qualche modo]
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luglio 07, 2011

Meglio sola che single

Gli amici accoppiati ascoltano i miei racconti su "quello che c'è là fuori" con aria divertita. A me fa piacere allietarli con storielle sull'umana varietà che incontro, cercando di buttarla più sul cabaret che sul realistico-drammatico.

Gli amici accoppiati con cui magari non sono poi così tanto in confidenza da raccontare quel che mi accade, mi immaginano in un vortice di vita mondana, aperitivi, eventi, avventure amorose, incontri. Tra l'altro non credo neanche che, per la gran parte di loro, sia una convinzione basata sul ricordo (o il rimpianto) di un ipotetico passato da single, ma il frutto di una tristissima campagna di marketing di cui vedo le basi nel mai troppo (socialmente, non telefilmicamente) odiato Sex & the City.

Ora, ditemi: se siete amici, ma anche solo mi avete frequentata per un po'... mi conoscete. Quando mai mi avete vista in un vortice di vita mondana, aperitivi, eventi, avventure amorose, incontri? Mai. Certamente mi capitano anche queste cose, non vivo mica in una grotta, ma non si tratta proprio della linea guida con cui affronto la mia quotidianità (della serie "Dove vado stasera? Chi mi scopo domani? Dove dovevo essere per forza ieri?")

Lavoro, ho degli amici che sento e incontro regolarmente, sono prudente nella scelta di nuove amicizie (là fuori è davvero una gabbia di matti), non amo vivere di espedienti e avventure, non amo la promiscuità fisica con le persone, gli aperitivi li frequento poco perché odio quel cibo da mensa riscaldato e stantìo che purtroppo si trova un po' ovunque, non tollero molto "le mode del momento", dal corso di burlesque alla cena con delitto, dall'inaugurazione dell'ultimo locale radical chic al sushi all can you eat.

Non si tratta di una sfilza di negatività, ma semplicemente ho uno stile di vita e dei gusti meno "prezzemolini" e più personali.
Se posso rimanere a casa una sera in più è meglio, se posso uscire con gli amici cari è meglio, se posso andare in un ristorante che conosco in cui so che mangerò bene è meglio, se posso stare con persone con cui le chiacchiere non si esauriscono dopo il "Di cosa ti occupi?" [trattasi, questa, della domanda più odiosa che chiunque mi possa fare per rompere il ghiaccio, anzi, divento una massa di pack polare artico] è meglio, se posso trascorrere una serata a un concerto è meglio, se posso andare a letto con un tipo perché, oltre che figo, è anche una persona dannatamente interessante è meglio, se posso evitare di riempirmi l'armadio di paia scarpe da cinquanta euro è meglio, piuttosto ne compro un paio da quattrocento e muoio felice. E questo vale anche per le borsette. Infine desidererei tantissimo riempirmi l'armadio di scarpe dai quattrocento euro in su.

Quindi sono arrivata alla conclusione che io non sono single. Al massimo sono libera. Meglio libera che in una fascia di mercato.

Essere liberi, tuttavia, è anche accettare di essere soli. Significa che se se una sera vuoi rimanere a casa a riposare, senza struccarti, lo puoi fare e nessuno ti romperà mai il cazzo.
D'altro canto se una sera hai voglia di uscire, di andare a vedere uno spettacolo o un concerto interessante, o inizi a chiamare in giro per sentire se qualcuno ha voglia di venire con te (la gente ti risponderà, mediamente, che deve andare a cena dai suoceri, andare ad assistere alla prima cagata solida del figlio dell'amico, che è stanca, che ha il turno dei figli, che ha una cena di lavoro, che è all'inaugurazione dell'ennesimo locale stipato di ricchioni eterosessuali, che è fuori col marito, col moroso, con la moglie, con l'amante) OPPURE VAI DA SOLA.

Prendi, alzi il culo, ALZI. IL. CULO. e vai da sola.

E ritorniamo quindi all'assunto iniziale, quello che dà il titolo a questo post. Meglio sola che su uno scaffale, presa come fascia di mercato, potenziale acquirente di prodotto, esca per insulsi, mangiatrice di nulla, contatto verso il vuoto, piena di polvere, imitatrice di schifo.

Fatte sempre salve, s'intende, le scarpe.
Dio salvi Sergio Rossi, lunga vita.

Mi dicono che sono una persona impegnativa.
Lasciamo credere loro che sia così.


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maggio 21, 2011

Cazzeggio DOC su Facebook

(post in cui la Puffetta, in qualità di esperta del saper vivere in Rete, lascia scorrere rivoletti di acidità e dispensa dieci saggi consigli double face sul cazzeggio d'origine controllata su Facebook)

1
Chi sei tra i due?
Evitate di mettere come avatar la vostra foto con la fidanzata, il fidanzato, l'amica del cuore o il compagnuccio di merende. Si tratta della vostra pagina personale, porca puttana, solo che, magia tecnologica, non ve la dovete scrivere in HTML come negli anni 90.
Ce l'avete una foto in cui siete da soli? Bravi, mettete quella. Perché non ci interessa sapere che siete tanto innamorati o che i vostri amici sono persone specialissime e importantissime nella vostra vita. Per quello ci sono gli album.
E' tollerata la foto con il vostro animale domestico, ma solo perché l'ho fatto io.

1-bis
L'avatar del matrimonio
Deprecabilissime le foto delle ragazze "nel giorno più importante della loro vita", quello del matrimonio, prima che il trucco professionale si sciolga in lacrime di commozione, velo virginale, corpetto strizzatette. Non sarete mai più così. Anzi, riflettete su questo: potete fare di meglio, potete tornare delle fighe-paiura prima del divorzio. Impegnatevi.
Sugli uomini nell'unico giorno della loro vita in cui indossano una camicia e/o una cravatta stendo un velo pietoso. Vi stimo eh, ma per favore statemi lontani.

2
It's complicated
Siate eleganti e per favore non mettete nessuno status per quanto riguarda la relationship.
In primis è sempre meglio mantenere un alone di mistero, anche se tutto il mondo sa che state assieme alla stessa persona da dieci anni. Se poi avete una vita sentimentale movimentata è ridicolo vedervi cambiare status e compagno ogni tre settimane, manco steste facendo un corso accelerato di GAG.
Se invece avete un compagno stabile riflettete sul fatto triste che, quando notificate a una persona di essere in a relationship con voi, dovete attendere la conferma da parte sua. Non lasciate che la burocrazia di Facebook prevalga sull'ammmore.

3
Animali, reprise
Gli animali sono il cuore pulsante di Facebook.
Cani, gatti, Farmville, Pet Society, ora pure i minipony di Gagaville. Facebook è la sede distaccata del WWF, quindi è giusto dare ai nostri cuccioli il giusto spazio. Abbondate, esagerate, riceverete like a profusione e il silenzioso disprezzo di quelle persone che non hanno ancora capito che, se non ci fossero i gattini, su Facebook ci sarebbero solo postatori compulsivi di foto su divertentissime e indimenticabili vacanze in villaggio turistico.

4
La chat
Tenetela spenta. Altrimenti la gente che vi vede on-line pensa che siate sempre a cazzeggiare su Facebook, mentre in realtà avete eseguito l'accesso solo per controllare se qualcuno ha fatto like all'ultima cazzata che avete scritto.
Tenetela accesa se cercate da scopare. Io ho fatto l'accesso solo una volta in vita mia e nel giro di tre minuti due uomini mi si sono offerti in modalità all-inclusive senza che chiedessi niente. Cose mai viste neanche nei peggiori bar di Caracas.

5
I like di lingua
Trovate scritto o linkato qualcosa che vi piace? Fate like. Vi piace il tipo che ha scritto o linkato qualcosa-ve-ne-frega-niente-ma-l'ha-fatto-lui? Fate like di lingua.
E' il flirting 2.0: dieci like, bacio sulla guancia, cento like bacio con la lingua, mille like non sarà petting perché probabilmente trascorrete entrambi troppo tempo al computer per poter anche solo concepire di incontrarvi. Semplicemente vi piace piacervi a distanza.

6
La regola aurea
Questa è seria, ed è una regola che dispenso sempre alle amiche che sbarellano quando notano che il tipo su cui hanno messo gli occhi cazzeggia su Facebook invece di rispondere ai loro messaggi in chat o agli SMS. Take it easy. Se vedete che una persona sta mandando in giro link, scrive commenti, spara le solite cazzate on-line, non significa che non ha niente da fare e che potete rompergli i coglioni in chat, SMS e telefono.
E andiamo oltre: significa che "in quel momento" non ha a disposizione del tempo per voi.
Per molte persone lo stare su Facebook è diventato un po' come la seduta quotidiana in toilette: un momento sacro, privato, che non può essere interrotto dalle pinzillacchere. Vorreste davvero che una persona vi dedicasse i suoi attimi sulla tazza del cesso?

7
Intelligence
Serpeggiate tra i profili di Facebook per capire CHI, COSA, COME, DOVE, QUANDO solo quando vi interessa davvero. Altrimenti vi trasformerete nel Tom Ponzi de noartri, tra le piccole gioie e disperazioni di tutti, cose irrilevanti. Una versione cheap di Novella 2000.

8
Gementi et piangenti
Voi, anzi, NOI che abbiamo scambiato Facebook per le pagine del caro diario "lo amo ma lui non mi ama", "lo penso ma lui non mi pensa", "$canzoneromantica dedicata a $lui"... cerchiamo di equilibrare, alternare. Che il crepuscolo non prevalga, non siamo nell'800, sull'amore è già stato scritto tutto, nessuno dirà mai più nulla di nuovo, neanche il gruppo "L'amore profondo vince su tutto". No. Non è vero. Anche se 10.547 persone hanno fatto like.

9
I genitori su Facebook
Conteneteli. Arginateli. Accettateli come amici solo se pubblicate foto dei vostri figli e magari create un profilo di privacy apposta per loro, non si sa mai che scoprano altarini imbarazzanti di 20 anni fa e si rendano conto che non siete mai state le brave ragazze che loro portavano in palmo di mano. Potrebbe costarvi caro e non vi ricorderete neanche che scusa avevate tirato fuori per rimanere fuori casa quella notte.

10
La gestione dei "saltellanti"
I "saltellanti" sono quelli che ti fanno like a tutto in modo assolutamente acritico, sono quelli che devono dire per forza la loro anche quando le argomentazioni sono inesistenti. Sono degli animaletti così resistenti che abboccano anche quando metti esche avvelenate per ucciderli: nonostante tutto sopravvivono rantolando, sparando altre puttanate. Saltellano come dei disperati per farsi notare, hanno bisogno di voi per vivere.
Le vie sono due: la prima è ignorarli crudelmente.
Altrimenti filtrateli. Filtrarli è il gesto di grazia suprema. Non leggeranno più quel che scrivete e toglierete loro la linfa vitale.
L'importante è essere chirurgici, veloci, senza spargere sangue.



Regolamento valido ambosessi ai sensi delle pari opportunità digitali.

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marzo 12, 2011

Ci sono le persone che.

Si baciano, e lo senti da lontano lo spiaccichìo delle labbra umide, che più del suono avverti la loro mobidezza. E lui le mette un braccio dietro la schiena, l'afferra alla vita, e lei si incastra alla perfezione sotto la sua spalla senza nessuno spigolo scomodo, nulla che ingombri, solo maschio e femmina dallo stesso marmo.
E lei lo guarda con gli occhi di flash, e lui la osserva mentre parla, con tutto l'amore e il non ti perderò mai del mondo.
Li respiri come i momenti in cui era già stato tutto sbagliato.
E ti domandi se sarà lui o sarà lei, che prima è tutto vero, e dopo non lo è più.
Ci sono le persone che non vogliono sapere dove saranno presto... e intanto sono felici.

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maggio 02, 2010

Du minuti di Baustelle

Non sopporto i Baustelle dal... 2001? 2002? Ne parlava sempre quel gran pelato di Gizmo (firmasi Acidshampoo su Sgargabonzi), genio, unsolicited cabaret, ma i Baustelle proprio no, non te li ascolto. Non mi piacciono come il giallo, i film di Wim Clorex e l'uomo George Clooney. Son gusti, meglio averli, no?

Quel poco che ho sentito e che me li rappresenta (quelle canzoni pure orecchiabili che non piacciono alla gente che piace, ma in quanto orecchiabili dovrebbero piacere a noi, bocche buone e animi semplici) non tocca le mie corde.
La voce della ragazza è il paradigma di voce-odiosa (intravista al volo ieri al concerto su Rai Tre, classica che dal vivo crolla miseramente). Assieme a lui (che ti credi De André?), forma un duetto di preti spretati, pontificatori dell'assoluto che san solo loro, depositari del pop intelligggente.

Perché questo rigurgito acidofilo nei confronti di un gruppo di cui non me ne frega una cippa? Perché ho avuto un attimo di insicurezza, e siccome il Ravanelli la menava che I Mistici dell'Occidente è gran cosa, allora l'ho ascoltato.

Avvio l'iPod, mi rilasso con i ferri in mano, filo intrecciato nella mano destra.

Parte L'Indaco, e manco a farlo apposta sembra di essere in chiesa (non l'avessi mai pensato l'accostamento al clero, poi, Gesù cardinale): dopo un minuto e venti sto per spararmi in testa ma, eroica, resisto ai peggiori preconcetti. A due minuti e dodici e i nostri eroi partono in coro sincrono, peggio delle gemelline di Shining, a sillabare "Non an-go-sciar-ti più".

No no, cari, ci avete proprio azzeccato: IO NON MI ANGOSCIO PIU'.

Due minuti e dodici solo per avere conferme.
Addio bàusgnàus, è stato splendido.
Chiaramente tra dieci anni non ascolterò che loro e mi ci metterò anche le magliettine, ma per ora vivo meglio senza.
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aprile 15, 2010

"Gli amici, quando accade tragedia" [io penso]

Raschio seriamente il fondo del barile degli unpublished con un post scritto un anno e mezzo abbondante fa, mai pubblicato per ragioni di ipocrita opportunità, che non sta bene, non si fa, il passato è passato, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.
Siate contenti per me, dai, anche se vi sentite chiamati in causa perché avete osato pronuciare *certe*orrende*frasi* per consolarmi. Insomma la gratitudine è già stata espressa altrove :)
Chiaramente un pelino romanzata, suh, che mica l'è un reality questo.
Saluti al Coserna che sta a sollazzarsi a Rapallo.

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"Tranquilla, quello giusto è lì che ti aspetta e non te lo tocca nessuno"
[Uno mai toccato, a quest'età che noi si ha, mi fa un po' pa-iu-ra. E poi perché quello giusto non dovrebbe avermelo toccato nessuno? Io mi preoccuperei seriamente. Toccàtelo. Tanto, per favore.]

"Quando si chiude una porta si apre un portone"
["Portone" fa anche rima con "coglione", io non mi fiderei punto.]

"Non ti meritava"
[Mi stai dicendo che sono stata tot anni con uno che secondo te *non mi meritava*, io tramortita d'ammore non me ne sono accorta, tu lo sapevi e NON MI HAI DETTO UN CAZZO?]


"Che pezzo di stronzo"
[Non è molto di aiuto mentre piango ululando che amerò 'stostronzo fino alla fine dei miei giorni, credimi, comunque sì, sì, ci hai ragione, non si fa così, è uno stronzobruttoecattivo]

"Se torna non cederai mica eh!?!?!"
[Silenzio imbarazzato di chi in effetti non spera che in questo, pur sapendo che sarebbe cazzata, quindi NOOOOOO MA CHESSEISCIEMAAAA SE TORNA IO LO PICCHIO A SANGUE!]


"Ma non è possibile che non abbia dato nessun segno prima"
[Non so fino a ieri mi diceva cose carine, ma in effetti ora che ci ripenso aveva iniziato a farsi la doccia ogni mattino e usciva fischiettando, dici che era un segno?]

"Usciamo assieme?"
[Non te la darò mai]

"Come va, usciamo?"
[NON_TE_LA_DO]

"Ma se ti senti sola io sono disponibile eh"
[No_grazie]

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[sono state omesse le discussioni sul bricolage, ossia l'antico proverbio "chiodo scaccia chiodo", anche perché c'è anche chi dice "chiodo schiaccia chiodo", pare che se tu metti un chiodo vicino a un altro chiodo e inizia martellare, quello messo prima salti via. Io però, ad aver avuto un martello, l'avrei tirato in testa ♫ a quella smorfiosaaaa... con gli occhi dipinti... ♫ ]
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"Non può piovere per sempre"
[Voi, il vostro Corvo, l'Attimo fuggente, Siddartha, Eternal Sunshine of a spotless mind e tutti i vostri manifesti generazionali del cazzo. Il mio film preferito è Carrie di De Palma, e ora faccio una strage]

"Son cazzi tuoi, devi sfangartela da sola, vedrai che ce la fai, sarà dura"
[dettofatto]




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gennaio 26, 2010

Slogan del piffero



Come probabilmente altri cuoricini intrepidi e modaioli, mi sento un po' perseguitata dalla macchia gialla (non si vede dalla foto, ma i caratteri sono gialli) di questo slogan Diesel. Li avvisto a distanza, rischio di schiantarmi per leggerli e poi riprendo il volante con in testa un grande quesito: che sono io? Sono smart o stupid? Sono forse, invece, crasi, una start?
Ah quanto odio gli aforismi, li ho sempre odiati, quanto non sopporto queste frasi apodittiche che dovrebbero farti pensare e invece ti mettono in bocca una risposta che dovrebbe pure appianare tutto, volemose bene, ué ué.
Io sono smart e pure stooooopid, fanculo. Mi distinguo egregiamente in entrambe le discipline, ho testimoni a riguardo. E ora che ho dimostrato a me stessa che sono una creatura perfetta can I has my cheezburgher?


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gennaio 04, 2010

Mi do alla science fiction

Non guardate questo film su IMDB

OK, vediamo un film indie.
OK, vediamo un film con la Zooey Deschanel.
OK è ora di smettere di guardare film che trasudano falsità e pose da un chilometro di distanza: i detector "vaccata indie" funzionano, perché non dare loro retta?
E' un modo di far cinema che non mi piace, non mi coinvolge, mi fa venire l'orticaria.
Gli ingredienti, come il solito sono:
1 - Due protagonisti carini, smorfiosetti.
2 - Alcuni comprimari macchietta meno carini, ma tanto belli dentro, capaci di tollerare le smorfie dei protagonisti e accondiscendere.
3 - Dialoghi intimisti, brevi, secchi, a tratti rivelatori. Che ormai su Twitter trovi perle migliori.
4 -Estetica curata nel minimo dettaglio, magari qualche colpo di scena immaginifico.
5 - Colonna sonora con gruppi famosi ma non troppo, taggati indie pure loro, che esprimono in modo strambo, stralunato e dolce concetti come "Ho fatto colazione con una ciambella e un litro di caffé e penso a te" o "Che pezzo di figa, mi ti scoperei".

Ecco, bon. Qualsiasi sia il titolo di film prodotti con questa formula, io ho chiuso - CHIUSO - con l'ipocrisia cinematografica indie.
Datemi palazzi che crollano, e non un incapace che non ha il coraggio di costruirli, datemi una zoccola che balla la pole dance, non una pseudo-fatina smorfiosa in abiti azzurri, ingannatrice peggio dell'ultima delle sciampiste indie.
Datemi qualcosa di vistosamente finto, e non qualcosa che darà a migliaia di donne l'occasione di dire "Ah sì, io sono proprio come la protagonista del film". A morte.

Forse nel progetto "Nel 2010 voglio tornare a vedere più film", mi dovrò orientare verso la science fiction.


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novembre 14, 2009

Sorridi, la tua anima è in pena

Brividi, freddo, cattivo umore... sì, era meglio tornare a casa, e in fretta.

Che poi non capisco cosa ci sia da fotografare a ogni santa cena, dio fulmini i cellulari e le fotocamere digitali, i flash che sparano maleducatamente, i sorrisi tirati, le pose, io vicinatté, tuvicinammé, saltare con eleganza quella che tanto non la conosci, eppoooooi nuooo quella va rifatta non pubblicarla suffeisbuc, ti denuncio, la praivasi, fotosciop...
Che cazzo di momento tanto indimenticabile stai vivendo, da fotografarlo a raffica? Sei tra l'antipasto e il primo in un ristorante mediocre, e se proprio ti è andata liscia è una serata uguale alle quattrocentoaltremila che hai trascorso nella tua svagatissima vita.
Che-cazzo-cerchi.
Perché invece non ti guardi attorno e cerchi di capire perché ogni sera sei fuori?
Hai paura di star solo? Non sai cucinare? La tua casa ti fa troppo schifo per trascorrerci dei momenti tranquilli? Hai paura a tornarci perché se apri la porta non c'è nessuno che ti aspetta? E quando esci di casa nessuno ti sistema il bavero, l'etichetta, l'orlo, la sciarpina? Cerchi qualcuno? Scopare? L'amore della tua vita? Parlare? Incontri decisivi, clamorosi? Mattoni? Qualcosa da raccontare?
Non lo trovi se lo cerchi, non lo trovi se fai così: se ti va bene, trovi forse un'anima in pena come te.

Cosa cazzo cercate vagando per Milano a tutte le temperature, in qualsiasi stagione e rigorosamente dopo le una di notte? Ogni tanto anche voi, come me, ve ne tornate a casa mollando tutto lì e fanculo, perché la vacuità è intollerabile e il terrore di esserci risucchiati è reale?


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settembre 19, 2009

Calibro 35, Jet e nane al Parco Sempione

D: Andiamo a vedere i Calibro e i Jet al Parco Sempione?
R: OK per i Calibro, ma i Jet che fanno?
D: Indie rock.
R: Di che tipo?
D: Ruffiano.

Dunque, sì, i Calibro 35 non sono male eh, son bravi. Di genere, quindi da prendere a piccole dosi, ma bravi. Ascoltarli in piazza nel casino di un concerto gratuito, con gente che dietro commenta "Ma dov'è la canzone?", "Oh cazzo, questa sembra troppo Kill Bill" (ma ti hanno mai insegnato le basi tipo induzione/deduzione o magari non sai/intuisci che cosa stai ascoltando?), forse rovina un po' l'atmosfera.
Il pubblico, poi, è diviso in due: ci sono un sacco di nane pittate che vagano come degli zombie, con uno sguardo che dir vuoto è un complimento, e una selezione di uomini over 30 che, a naso, sono lì per i Calibro (gli uomini under 30 presenziano per le zombie, probabilmente). Alla gran parte delle nane non gliene frega nulla delle musichine dei polizieschi, né di riconoscere le immagini di film mai visti perché tratti da libri mai letti (magari di uno scrittore sovietico immigrato in Italia... onestamente non ha senso farne loro una colpa, ma è figo spararsi le pose ogni tanto, avere un bagliore nella notte sempiona e dire "Ah, bella, questo è tratto da Scerbanenco"). Stanno lì, presenziano, occhio vitreo, spallina asimmetrica. Brutte dentro.


Questo giusto per far capire al volo che cosa e come suonano i Calibro 35.


I Jet poi fanno discretamente cagare, ma almeno capisci perché ci siano le nane: australiani ruffiani fino al fondo del barile della merda, con sto cantante dalla voce insulsa (al penultimo brano cambia qualcosa, ho un sussulto, ah chiaro, sta cantando il batterista!), tuttavia simpatico, più di altri. Ma che suonano questi? Ma che è sta roba? Ma per favore datevi fuoco, vi vedrei bene a un festival in Germania tra i Kooks e gli Sgnaps, e VELOCI per favore.


Esempio pratico della ruffianeria dei Jet, una canzone che farà cadere tutte le nane ai vostri piedi. Patata sicura, insomma.

Sto giro niente foto a mezzo pixel, perché l'unico modo per passarle da cellulare a PC è inviarle via e-mail, e costa, ho la scheda scarica, e adesso non ho proprio voglia di spender soldi e far la ricarica. Magari le aggiungerò nelle prossime settimane.


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