Non sopporto i Baustelle dal... 2001? 2002? Ne parlava sempre quel gran pelato di Gizmo (firmasi Acidshampoo su Sgargabonzi), genio, unsolicited cabaret, ma i Baustelle proprio no, non te li ascolto. Non mi piacciono come il giallo, i film di Wim Clorex e l'uomo George Clooney. Son gusti, meglio averli, no?
Quel poco che ho sentito e che me li rappresenta (quelle canzoni pure orecchiabili che non piacciono alla gente che piace, ma in quanto orecchiabili dovrebbero piacere a noi, bocche buone e animi semplici) non tocca le mie corde.
La voce della ragazza è il paradigma di voce-odiosa (intravista al volo ieri al concerto su Rai Tre, classica che dal vivo crolla miseramente). Assieme a lui (che ti credi De André?), forma un duetto di preti spretati, pontificatori dell'assoluto che san solo loro, depositari del pop intelligggente.
Perché questo rigurgito acidofilo nei confronti di un gruppo di cui non me ne frega una cippa? Perché ho avuto un attimo di insicurezza, e siccome il Ravanelli la menava che I Mistici dell'Occidente è gran cosa, allora l'ho ascoltato.
Avvio l'iPod, mi rilasso con i ferri in mano, filo intrecciato nella mano destra.
Parte L'Indaco, e manco a farlo apposta sembra di essere in chiesa (non l'avessi mai pensato l'accostamento al clero, poi, Gesù cardinale): dopo un minuto e venti sto per spararmi in testa ma, eroica, resisto ai peggiori preconcetti. A due minuti e dodici e i nostri eroi partono in coro sincrono, peggio delle gemelline di Shining, a sillabare "Non an-go-sciar-ti più".
No no, cari, ci avete proprio azzeccato: IO NON MI ANGOSCIO PIU'.
Due minuti e dodici solo per avere conferme.
Addio bàusgnàus, è stato splendido.
Chiaramente tra dieci anni non ascolterò che loro e mi ci metterò anche le magliettine, ma per ora vivo meglio senza.
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1 commento:
Non toccare Wim Wenders , piantala di denigrarlo che non lo meriti :o)
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