Gli amici accoppiati ascoltano i miei racconti su "quello che c'è là fuori" con aria divertita. A me fa piacere allietarli con storielle sull'umana varietà che incontro, cercando di buttarla più sul cabaret che sul realistico-drammatico.
Gli amici accoppiati con cui magari non sono poi così tanto in confidenza da raccontare quel che mi accade, mi immaginano in un vortice di vita mondana, aperitivi, eventi, avventure amorose, incontri. Tra l'altro non credo neanche che, per la gran parte di loro, sia una convinzione basata sul ricordo (o il rimpianto) di un ipotetico passato da single, ma il frutto di una tristissima campagna di marketing di cui vedo le basi nel mai troppo (socialmente, non telefilmicamente) odiato Sex & the City.
Ora, ditemi: se siete amici, ma anche solo mi avete frequentata per un po'... mi conoscete. Quando mai mi avete vista in un vortice di vita mondana, aperitivi, eventi, avventure amorose, incontri? Mai. Certamente mi capitano anche queste cose, non vivo mica in una grotta, ma non si tratta proprio della linea guida con cui affronto la mia quotidianità (della serie "Dove vado stasera? Chi mi scopo domani? Dove dovevo essere per forza ieri?")
Lavoro, ho degli amici che sento e incontro regolarmente, sono prudente nella scelta di nuove amicizie (là fuori è davvero una gabbia di matti), non amo vivere di espedienti e avventure, non amo la promiscuità fisica con le persone, gli aperitivi li frequento poco perché odio quel cibo da mensa riscaldato e stantìo che purtroppo si trova un po' ovunque, non tollero molto "le mode del momento", dal corso di burlesque alla cena con delitto, dall'inaugurazione dell'ultimo locale radical chic al sushi all can you eat.
Non si tratta di una sfilza di negatività, ma semplicemente ho uno stile di vita e dei gusti meno "prezzemolini" e più personali.
Se posso rimanere a casa una sera in più è meglio, se posso uscire con gli amici cari è meglio, se posso andare in un ristorante che conosco in cui so che mangerò bene è meglio, se posso stare con persone con cui le chiacchiere non si esauriscono dopo il "Di cosa ti occupi?" [trattasi, questa, della domanda più odiosa che chiunque mi possa fare per rompere il ghiaccio, anzi, divento una massa di pack polare artico] è meglio, se posso trascorrere una serata a un concerto è meglio, se posso andare a letto con un tipo perché, oltre che figo, è anche una persona dannatamente interessante è meglio, se posso evitare di riempirmi l'armadio di paia scarpe da cinquanta euro è meglio, piuttosto ne compro un paio da quattrocento e muoio felice. E questo vale anche per le borsette. Infine desidererei tantissimo riempirmi l'armadio di scarpe dai quattrocento euro in su.
Se posso rimanere a casa una sera in più è meglio, se posso uscire con gli amici cari è meglio, se posso andare in un ristorante che conosco in cui so che mangerò bene è meglio, se posso stare con persone con cui le chiacchiere non si esauriscono dopo il "Di cosa ti occupi?" [trattasi, questa, della domanda più odiosa che chiunque mi possa fare per rompere il ghiaccio, anzi, divento una massa di pack polare artico] è meglio, se posso trascorrere una serata a un concerto è meglio, se posso andare a letto con un tipo perché, oltre che figo, è anche una persona dannatamente interessante è meglio, se posso evitare di riempirmi l'armadio di paia scarpe da cinquanta euro è meglio, piuttosto ne compro un paio da quattrocento e muoio felice. E questo vale anche per le borsette. Infine desidererei tantissimo riempirmi l'armadio di scarpe dai quattrocento euro in su.
Quindi sono arrivata alla conclusione che io non sono single. Al massimo sono libera. Meglio libera che in una fascia di mercato.
Essere liberi, tuttavia, è anche accettare di essere soli. Significa che se se una sera vuoi rimanere a casa a riposare, senza struccarti, lo puoi fare e nessuno ti romperà mai il cazzo.
D'altro canto se una sera hai voglia di uscire, di andare a vedere uno spettacolo o un concerto interessante, o inizi a chiamare in giro per sentire se qualcuno ha voglia di venire con te (la gente ti risponderà, mediamente, che deve andare a cena dai suoceri, andare ad assistere alla prima cagata solida del figlio dell'amico, che è stanca, che ha il turno dei figli, che ha una cena di lavoro, che è all'inaugurazione dell'ennesimo locale stipato di ricchioni eterosessuali, che è fuori col marito, col moroso, con la moglie, con l'amante) OPPURE VAI DA SOLA.
D'altro canto se una sera hai voglia di uscire, di andare a vedere uno spettacolo o un concerto interessante, o inizi a chiamare in giro per sentire se qualcuno ha voglia di venire con te (la gente ti risponderà, mediamente, che deve andare a cena dai suoceri, andare ad assistere alla prima cagata solida del figlio dell'amico, che è stanca, che ha il turno dei figli, che ha una cena di lavoro, che è all'inaugurazione dell'ennesimo locale stipato di ricchioni eterosessuali, che è fuori col marito, col moroso, con la moglie, con l'amante) OPPURE VAI DA SOLA.
Prendi, alzi il culo, ALZI. IL. CULO. e vai da sola.
E ritorniamo quindi all'assunto iniziale, quello che dà il titolo a questo post. Meglio sola che su uno scaffale, presa come fascia di mercato, potenziale acquirente di prodotto, esca per insulsi, mangiatrice di nulla, contatto verso il vuoto, piena di polvere, imitatrice di schifo.
Fatte sempre salve, s'intende, le scarpe.
Dio salvi Sergio Rossi, lunga vita.
Dio salvi Sergio Rossi, lunga vita.
Mi dicono che sono una persona impegnativa.
Lasciamo credere loro che sia così.
Lasciamo credere loro che sia così.
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11 commenti:
Invece sì, sei impegnativa.
Ringrazia il cielo di essere impegnativa!
E comunque al sushi all you can eat ci vai, ti ho visto con i miei occhi ;D
V., tesoro caro, certo che me lo ricordo. Ero io e dieci maschi. Tutti GAY :D
e che tesoro di impegno che sei.. :)
(non cambiare mai)
Mi hai ricordato una discussione avuta l'estate scorsa in contesto piuttosto inopportuno.
Nel mio caso l'alternanza semantica era tra single e un onesto zitella.
Il succo è simile: risparmiamoci le minchionate patinate della tv, quella vita lì nel (mio?) mondo reale non esiste, chiamiamo le cose col loro dignitosissimo nome.
E quella discussione mi ha ricordato un atteggiamento che avevo già notato anni fa, quando ero cicciona: la gente, in genere, vuole vederti felice.
Non nel senso che si adopera per il tuo benessere (oddìo, qualcuno anche sì), ma che quando ti incontra, o ti telefona, o ti viene presentata vuole o spera tanto-tanto di trovarsi di fronte una situazione semplice, gestibile, che non aggiunga grane alle sue grane. Per istinto di conservazione, mette le lenti rosa.
Qualcuno anche perchè ti vuole bene, per carità, e magari in quel momento è stanco/a morto/a.
Fatto sta che a tutti (a esclusione di arcinemesi e vipere congenite) piace pensare che gli altri siano più forti e più fighi delle loro mancanze e magagne.
Gli stereotipi ci aiutano a compensare il negativo: i ciccioni sono tutti amabili simpaticoni, le single sono tutte Carrie Bradshaw.
Conoscere gli altri è sempre impegnativo.
Per lo meno, propongo, risparmiamoci le ipocrisie: tu (generico) non ripetermi che "non so quanto sono fortunata ad essere libera", perché non sai il come e il perché di questa mia botta di culo; io eviterò di dare per scontato il tuo idillio amoroso, perché non conosco il come e il perché di tutte quelle sere (tutte) col moroso, il marito, i suoceri, l'amante, le coppie di amici, i figli, la cacca dei figli.
Ciò detto, ho un outlet di Sergio Rossi a pochi km da casa. La rifai una tappa in Romagna quest'estate?
Ro, direi che la tua analisi è proprio corretta. E sì, ho voglia di tornare in Romagna, stavolta davvero con tappa da Sergio Rossi :)
"... andare ad assistere alla prima cagata solida del figlio dell'amico"
Questo è puro genio. =)
I like very much!
Scarpe da quattrocento euro? E dove le trovi così a buon mercato?
Comunque un'analisi che andrebbe fatta leggere a metà delle donne "single" che conosco. Magari imparerebbero ad accettarsi.
P.S.
Di cosa ti occuppi?
Bel post
avrei potuto scrvere qualcosa di molto simile... senza i riferimenti a scarpe e borsette, ehm.
Dovrei prendere esempio da quello che dici e andare a vedere i film che m'interessano davvero. Da solo. Prima che tutti mi pacchino per un motivo più o meno assurdo. Prima ancora di aggregarmi a comitive con la predilezione per film orrendi. Che regolarmente finisco per vedere.
@Ro: ottimo commento
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