dicembre 05, 2010

Attore

E' passata da poco la mezzanotte e sto tornando a casa presa dai miei pensieri. Al semaforo si accosta una macchina e con la coda dell'occhio mi accorgo che il conducente cerca di attirare la mia attenzione. Per un po' resisto, poi mi volto. Non lo vedo da tre mesi. Mi fa segno ciao, mi sorride, gli sorrido, scatta il verde, vado avanti e accosto a lato della piazza. Scendo e ci veniamo incontro. Come va, come stai, io sto distante, lui non lo fa perché non lo fa mai, mi mette un braccio attorno alla vita, mi saluta, sei bella davvero, che succede, che fai. Io abbozzo, gli dico che sto tornando a casa, che ho trascorso una serata serena e non vedo l'ora di mettermi nel prato sotto casa a fumare una sigaretta con i piedi nell'erba. Mi dice che è un bel proposito, mi guarda negli occhi e non dice più niente, si blocca. Gli accarezzo una guancia e poi gliela bacio. Lui mi riabbraccia e avvicina la bocca alla mia spalla, mi dice sai di buono, lo tengo tra le mie braccia accarezzandolo, non può succedere altro. Non si oppone.
Perché basta uno sguardo in qualsiasi momento della notte ed è un sì o un no. Ché non sono mai stata sua, anche quando, nel torpore di un mattino, mi afferrava la gamba scoperta e la tirava verso di sé come pretende di non aver mai fatto. Attore.


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