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[WARNING: in questo post saranno impiegate tre parole politicamente scorrette che potrebbero urtare la vostra sensibilità: "checche", "cesso", "dieci centimetri"]Domenica mattina mi chiama Mario per raccontarmi della prima data di Lady Gaga a Milano. E mi dice lui per primo che "Ci son solo finocchi, più le ultime donne rimaste". E domenica sera ho toccato con mano questa ineluttabile realtà, rappresentando in modo fin troppo femminile (dopo vi spiego il perché) la categoria delle ultime donne rimaste.
Non ve la sto a far lunga, non sono in spirito oggi, ma il concerto è una figata, nonostante la retorica tipicamente americana su "Jesus loves me", "Credete in voi stessi, siate i primi ad amarvi". E grazie al cazzo, si suol dire. Tuttavia quella donna ha un perché ben definito. OK, c'è una macchina organizzatrice dietro, ma la sensazione è che ci metta parecchio di suo in quanto a creatività, carattere e spinta. Sono contenta di esserci stata, nonostante il forum di Assago, tempio del male e della disorganizzazione logistica à l'italienne.
Il peggio di Lady Gaga è il suo pubblico. Anni e anni di esperienza in concerti grandi e piccini mi hanno insegnato alcuni assiomi base della zona vicina al palco e che qui riassumo in sintetico elenco
1. La gente suda (sai, c'è caldo, ci si muove...)
2. La gente si muove, cambia di posto (sai, siamo esseri transumanti e portati al movimento)
3. La gente, se non poga, almeno balla o accenna a qualche movimento (sai, siamo a un concerto....)
4. La gente può capitare che ti sfiori o, nel peggiore dei casi, ti urti (sai, siamo in tanti e tutti vicini)
5. Se devi passare per andare, che so, AL CESSO o semplicemente cambiare posto, la gente ti lascia passare (sai, anche il Muro di Berlino è stato tirato giù)
Le checche paiono non essere al corrente delle regole del saper vivere ai concerti.
Immobili, fermi, PIANTATI A TERRA al loro posto, manco fosse stato assegnato e numerato come un lotto al mercato. Zero fluidità, zero correnti, zero movimenti. Questo posto è mio, non mi sposto, MIOMIOMIO, come ti permetti di sfiorarmi? Oddio mi si è appoggiato qualcuno CHI E' CHE VUOLE (con annesso sguardo di sguincio). Basta spingere. Oddio che puzza. Ma dove vuole andare questa NONONO MI VUOL PORTAR VIA IL POSTO NON MI SPOSTO. Che schifo il sudore.
Non mi sono mai trovata di fronte a un pubblico così lagnoso e fregnosetto.
La "fissità" della situazione mi ha causato un piccolo problema tra la fine di Telephone l'inizio di Brown Eyes (sigh).
Vi spiego. Dieci centimetri di tacco è il minimo per i concerti, se vai sotto il palco. Altrimenti non vedi niente e soffochi e basta. Con dieci centimetri di tacco ai concerti vai alla grande perché tanto ti tengono su gli altri, ti muovi, basta alzar il mento e respiri.
Ma non avevo fatto i conti con le statue di sale in platea: impossibile muovermi, e per me muovermi ai concerti è fondamentale. Respiro, circola il sangue.
Me ne stavo ferma immobile sui dieci centimetri, in equilibrio tra le due canaline centrali per la corrente elettrica, a gambe divaricate e un po' flesse (oggi ho le cosce di marmo), con le caviglie stortine, un po' a digiuno (sigh) e incastrata nella folla scontrosa. Tra la fine di Telephone e Brown Eyes inizio a vedere le lucciole e a sudar freddo: in sostanza ho avuto un improvviso calo di pressione. CHE SCHIAPPA. IM-PER-DO-NA-BI-LE SCHIAPPA.
Per fortuna che conosco queste situazioni e un minimo le so gestire: l'importante, prendete nota, è fare respiri profondi col naso, espirare con la bocca e, pare difficile ma è necessario, MANTENERE LA CALMA. Di solito funziona anche quando son sbronza di brutto, figurati un misero calo di pressione. Quindi mi accuccio per non urtare le signorine attorno a me, inizio a respirare, avverto che mi tengono per le braccia, qualcuno urla "CHIAMATE I SOCCORSI!", "STA MALE!", "E' SVENUTA!", dio mio ho solo avuto un calo di pressione, sono presente, certo che un sonnellino me lo farei, certo ho vissuto momenti più gloriosi, ma riesco ad alzare la mano e fare segno "OK" con le dita.
La Robi ha l'idea geniale: "Zuccheri, servono degli zuccheri". In effetti gli zuccheri potrebbero essere l'ideale.
Al che una gentile signora dietro di me, proprio da dietro mi infila in gola una Golia senza zucchero, dicendo "E' senza zucchero!".
Un ragazzo (grazie ragazzo, sul serio), mi riempie le mani di marshmallow. Quelli sono pieni di zuccheri e mi ripiglio in meno di un minuto. Gli faccio OK col dito, sto bene, la gente attorno mi schifa, probabilmente volevano che si consumasse il dramma in diretta, bocche da reality.
La Gaga fa in tempo a finire Brown Eyes a partire con Speechless, io sto bene, e arriva la Croce Rossa (anche loro hanno difficoltà ad avanzare, MA CHE CAZZO DI PUBBLICO C'E'?) per salvarmi. Ma arrivano con così poca tempestività che neanche capisco subito che sono lì per me. Li vedo un po' sperduti e gli indico me stessa e faccio segno "OK" anche a loro.
Comunque MAMMA STO BENE NON TI PREOCCUPARE. GAGA E' BELLISSIMA, VOGLIO FARE LA POPSTAR.
Fotine fatte da me in ordine sparso e non tutte
Midlife Crisis
Schermo gigante
Gaga-Winx
La Gaghina col Disco Stick in mano
La messa è finita, andate in pace, sotto la neve
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1 commento:
oh mamma il calo di pressione!!!!
che ansia v_V
ti sono vicina... è il motivo per cui ho il terrore di andare a concerti troppo affollati di gente.
ma massimo rispetto per te e per i tuoi tacchi 10!!!
e soprattutto invidia che ci sarei venuta volentieri pure io :D
Faye
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