giugno 22, 2009

Roquefort hangover

Sai zì, ormai a Londra ci si va in aereo o in treno. Io però la prima volta ci sono arrivata in macchina, attraversando la Manica con il traghetto, da Calais. C'era molto vento, il mare era mosso e io ero bambina. I miei genitori mi accompagnarono sul ponte per farmi vedere le bianche scogliere di Dover. Ne ho un ricordo vivo.
La striscia di roccia bianca si vede anche dall'aereo, ma rischia di passare inosservata.

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Pasta or Chicken salad? Pasta.
Drink? White wine, please.
Washwouesiow or Chardonnay? Chardonnay, thank you.
In business class il cibo fa paura, anche perché l'odore arriva prima e più intenso da quegli strani loculi dove lo conservano. Le tagliatelle con pesce, panna, brodo, zucchine e peperoni sono una curiosità solo per soggetti che non mettono nulla sotto i denti da 24 ore, tipo la sottoscritta. Fortuna che il roquefort è ammuffito il giusto e chiama a sé tutto il vinello. Sbam, crollo guardando le nuvole (notevole poesia eh?!?) e con lo scazzo in cuffia, ma non dormo.
Mi domando chi abbia messo un decoder di Sky proprio dove volevo incastrare io la valigia, mannaggia.
Chi può viaggiare con un decoder di Sky in aereo?
Ma Gianluca Vialli, chi altri?


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3 commenti:

Sere ha detto...

^___^

Urachan ha detto...

Però.
Con quale compagnia hai volato?
Curiosità.

L.

Elena ha detto...

British!

 

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