Inizia il Salone del Mobile con tutti i suoi eventi del Fuori Salo(tt)one sparsi per Milano: la metro milanese è presa d'assalto da forestieri, la gran parte poco abituata ai milanesi, all'ATM, alla linea rossa, allo stop più lungo a Buonarroti e al passaggio pedonale sopra la stazione di Porta Genova.
Ecco un breve decalogo per chi di Milano non è, una guida per camminare a testa alta nell'underground meneghina, come un vero milanese. (è uno sporco lavoro, ogni tanto qualcuno deve farlo, quest'anno ero ispirata e l'ho scritto io).
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"Scende alla prossima?" ormai è una litania di Chiesa intonata sola dalle vecchine ansiose e con problemi di deambulazione che purtroppo sanno che a Milano i boyscout sono pochi e comunque vanno di fretta. Sappiate che la gran parte delle persone che sono sul vagone con voi dovrà scendere, come voi, a Cadorna per fare il cambio verso la rossa o verso la verde per tornare a Garibaldi o Centrale. Quindi KEEP CALM, e non chiedete alle venti persone davanti all'ingresso se "Scende alla prossima?". Sicuramente a Cadorna/Duomo (e per l'occasione anche a Porta Genova) scenderanno tutti. Mettetevi pazientemente in fila.
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Sulla banchina c'è TROPPA GENTE, sul treno C'E' TROPPA GENTE, ma c'è una regola che varrà sempre, in tutti i luoghi, in tutti i laghi, a tutte le ore del giorno e della notte, anche se i vagoni sono semi-deserti: ha la precedenza chi scende. Quindi ecco cosa dovete fare se dovete SALIRE SUL TRENINO: appena arriva il treno accostatevi alle porte scorrevoli più vicine che si aprono e accogliete come un corteo festante il blob di persone in uscita dal treno. Mettetevi ACCANTO ALLE PORTE NON DAVANTI, perché so che non amate essere presi a spallate o far mugugnare la gente.
Se invece dovete scendere, scendete dal vagone appena si aprono le porte, NON FERMATEVI E CONTINUATE A CAMMINARE. Se siete con qualcuno, e quel qualcuno è rimasto un po' indietro, aspettatelo in un punto dove non incrociate il flusso. Il flusso non va mai incrociato. Altrimenti sono mugugni e spallate.
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Che ci crediate o no, quello che ha appena chiuso le porte davanti ai vostri occhi ed è partito fregandosene della vostra corsa disperata sulla banchina NON E' L'ULTIMO TRENO DELLA VITA. Ne passerà un altro tra pochi minuti (quattro, nelle ore di punta), perché a Milano la metropolitana non funziona male, e aspettare un po' non ha mai ucciso nessuno. Invece rimanere pinzati tra le porte scorrevoli non è divertente, ritarda le altre corse e rompe le balle a chi è schiacciato dentro al vagone che sta aspettando di partire. Spippolate pazientemente con il vostro smartphone per altri quattro minuti sulla banchina. Tanto se siete in
ritardo per l'eventone-fuori-salottiero, quattro minuti in più non faranno la differenza.
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State tornando da Rho-Fiera verso la città e a Buonarroti il treno sta più fermo del dovuto? Non vi preoccupate non si è rotto nulla, non si è suicidato nessuno, è tutto nella norma. Osservate la mappa della metro, vi accorgerete che a Pagano la linea rossa si biforca. Spesso il treno proveniente da Rho-Fiera si ferma un po' di più a Buonarroti per lasciar andare verso Pagano il convoglio in arrivo dalla direzione Bisceglie, e quindi rispettare l'alternanza dei passaggi. Non lamentatevi, non guardatevi attorno con aria stupita come dei perfetti niubbi, fate i milanesi: testa bassa sul telefono magari mentre fotografate le scarpe di quella di fronte.
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Avete una vita intensa e ve la invidio molto. Tuttavia non strillatela al telefono. Lo so che lo fanno tutti, ma non fatelo, non è carino, e ultimamente sui mezzi è davvero fastidioso sentire gli affari degli altri anche quando si è in cuffia.
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La movida milanese, in occasione del Salone, ha un'impennata in zona Tortona/Via Savona per tutti gli eventi del Fuori-salotto. Considerato che arrivare in zona in auto e trovare parcheggio è un'impresa anche in periodo meno movimentati, il consiglio che vi darà qualsiasi milanese sarà quello di muovervi con i mezzi. Non vi stanno tendendo una trappola, è la verità: ANDATECI IN METROPOLITANA (O COL BUS, O COL TRAM, a seconda di dove vi trovate). I parcheggi a pagamento saranno pieni, le strade saranno pedonalizzate per l'occasione, arrivarci in auto è davvero un'idea folle: immaginate di essere alla sagra della porchetta di Ariccia, non riuscireste mai a parcheggiare vicino al Superstudio. Tuttavia andare coi mezzi richiede superpoteri e quindi tanta responsabilità. In particolare ricordate che l'ultima corsa della metropolitana da Porta Genova in direzione Cascina Gobba (e quindi Cadona, dove c'è l'utile incrocio con la M1 rossa) passa alle 00:41 (orario infrasettimanale), mentre in direzione Famagosta alle 00:50.
Anche se Tortona/Savona sono a un tiro di schioppo dalla fermata di Porta Genova, c'è uno stretto passaggio pedonale sopra alla ferrovia che, durante il Fuori-salotto, ospita una compatta coda di gente che è lì per andare a mangiare e bere gratis a spese dell'industria del design. Insomma, una selezione umana degna di nota con cui avrete da fare i conti se dovete arrivare a un appuntamento (in particolare dopo le ore 18) e soprattutto se pensate di tornare al vostro albergo con l'ultima metropolitana della sera.
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L'ATM ha un account su Twitter chiamato @ATM Informa https://twitter.com/atm_informa. Non ci crederete ma funziona, è attivo e avvisa se ci sono problemi o ritardi sulle linee di autobus e metro. Invece di giocare a Ruzzle seguite l'account per controllare se ci sono problemi di ritardi. Inoltre l'ATM ha una info line attiva dalle 7e30 alle 19e30 al numero 02.48.607.607. Servitevene se il senso dell'orientamento o gli orari non sono il vostro forte. Diffidate del servizio "GiroMilano" sul sito di ATM, è uno strumento diabolico che per farvi andare da Duomo a Via Bergognone rischia di farvi passare dallo stabilimento di un mobilificio di Cantù. E OK che siete qui per il Salone del Mobile, ma la Brianza rimane sempre un po' fuori mano...
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Sulla metropolitana ci sono tanti violinisti tzigani, persone che chiedono la carità, barboni puzzonissimi, artisti con chitarre scordate. Poi c'è quella donna che canta sempre la Pausini ed è francamente terribile: se mai la incontrerete non potrete che convenire con me. Una raccomandazione: mano alla borsa e non tornate a casa dicendo che Pisapia ha aperto le porte agli zingari, che è uno schifo, non è possibile signoramia e blablabla. È sempre così, solo che vi è andata male e siete a Milano per il Salone del Mobile. Se foste a Milano per una delle innumerevoli settimane della moda tutto questo scomparirebbe ai vostri occhi di fronte
all'alta densità di modelle fighe che vengono avvistate a chiedere informazioni su come raggiungere la fermata Montenapoleone.
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Non fate i furbi: per arrivare a Rho/Fiera bisogna prendere IL BIGLIETTO COSTOSO. Non basta quello urbano da 1,50 euro, dovete prendere quello speciale. ATM vi offre alla cifra di 5 euro un A/R città/Fiera/città. Se dovete fare più viaggi in giornata valutate di acquistare il biglietto da 7 euro giornaliero. Il giornaliero è una figata, i forestieri che lo scoprono ne rimangono sempre entusiasti (un giornaliero cittadino costa 4,50 euro e dura 24 ore 24!!).
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Ah, tenete sempre il biglietto a portata di mano, non buttatelo, non spiegazzatelo, non nascondetelo nella vostra incasinata borsa/24 ore. Questo perché durante il giorno e di sera (sempre in metropolitana) molte stazioni bloccano i tornelli in uscita. Significa che per uscire dovrete vidimare il biglietto con cui siete entrati nella stazione di partenza. La cosa migliore che potete fare è avere il biglietto in mano e fluire con eleganza fuori dal tornello, come dei veri milanesi, come fanno a Londra i londinesi, senza mettervi a frugare nelle tasche alla barriera (come accade a me di solito -_-).
11 (perché ogni decalogo ha il punto 11)
Come ricorda l'amico Vito, non sottovalutate il passante ferroviario come fanno i milanesi. Per andare a Rho è più facile, più comodo, più economico e soprattutto molto meno affollato. Da Garibaldi (passante) c'è una corsa per Rho ad ogni :02 :17 :32 e :47 (4 corse ogni ora) a 2,40€ - in 14 minuti sei in fiera.
1 commento:
il punto 2 mi ha aperto il cassettino dei ricordi: ormai 10 anni fa.. 5 istituti superiori, circa 250 anime (dannate) che devono subirsi 1 ora di viaggio per tornare a casa, 60 posti a sedere ed un solo bus per tornare (se lo perdervi dormivi in stazione). Detto ciò, si doveva (e poteva) solo... ARREMBARE! ahahaha spinte,gomitate e nasi rotti a go go.. nessuno veniva risparmiato... le porte molte volte le aprivamo noi da fuori per 'sfondare' la linea... ogni giorno che mandava il signore era una guerra,ma la soddisfazione di cedere un posto alla "ragazza dai capelli rossi" non aveva prezzo.. cazzo che bei tempi... grazie Rumika, mi hai strappato un sorriso..
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