C'è un libro pubblicato da Adelphi qualche anno fa che si intitola "Nudi e crudi", è di Alan Bennet. Ricordo che, quando l'ho letto, ho provato una sensazione di disagio terribile, non avrei mai desiderato che accadesse a me la stessa cosa. Mi è successa. Non nelle stesse modalità, ma la sostanza è la stessa.
Ho perso il pavimento di casa. Si è smaterializzato in una frazione di secondo.
L'armadio, mannaggia a lui e a quanto pesa, ponf, è caduto. Si è rovesciato all'indietro disintegrando il tavolo in cristallo del tizio al piano di sotto.
Le pentole sui fornelli sono finite sottosopra. L'acqua bollente, l'arrosto e il suo unto si sono sparsi un po' dovunque.
Le condutture si sono spaccate, causando fuoriuscite di gas, acqua, scintille elettriche e cortocircuiti.
E la vasca da bagno è scesa a piombo su quella in colonna, incastrandosi alla perfezione.
La televisione è andata rotta inesorabilmente, e ha versato liquidi radioattivi, mentre la libreria piena di libri impilati in modo meticoloso, si è capovolta in avanti, disperdendo tutta la sapienza e l'ordine in una frazione di secondo.
I piatti e i bicchieri, che lo dico a fare... alcuni sono usciti dalla credenza, altri sono rimasti dentro cozzando tra loro. Le mensole si sono salvate, rimanendo attaccate alle pareti. Si è alzata tanta polvere, soprattutto quella sotto ai mobili, dove ho pulito di rado.
Io sono morta, chiaramente.
E' morto anche quello del piano di sotto, ucciso dal pezzo di marmo che teneva su il mio ripiano di cristallo davanti alla televisione. Cranio spaccato in due, morte istantanea.
Questo mi è successo, quattro mesi fa. Mi hanno tolto il pavimento da sotto i piedi e ho perso tutte le mie cose. E io sono morta.
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