ottobre 13, 2008

Intervista col vampiro

Correva l'anno 1994. E' stata una delle serate più fiche della mia vita.
Eravamo alla casa del lago a festeggiare il Natale coi parenti. Io, mia madre e mio cugino Gabriele volevamo evadere. Forse ne avevamo le balle piene di mangiare come tacchini. Era sera e volevamo andare al cinema a vedere "Intervista col vampiro".
Solo che da Torri del Benaco a Verona son più di trenta chilometri. E io ero l'unica dei tre ad avere la patente.
Sarà che c'era mia madre, ma il tornare a Verona in macchina si trasformò in un'avventura proibita.
Io, la cugina grande con la patente, porto il cugino e la mamma in macchina a Verona per vedere un film sui vampiri, mentre tutto il parentado se ne sta rinchiuso a casa a rotolare su se stesso per i quintali di cotechino ingurgitato.
Al ritorno trovammo così tanta nebbia che non si vedeva un cazzo. La Gardesana con la nebbia non è il massimo. Ma io, fredda e distaccata, guidai la truppa al sicuro a casa. Gloria.
Tornammo al buio, tardi. Felici.
Io mi misi a letto, e nonostante il freddo gelido, scoprii il collo e lo porsi all'oscurità. Sai mai che...

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