Ieri sera a un certo punto mi è zompata addosso la tristezza.
No dico... non un figo, LA TRISTEZZA. Ma come siamo ridotti, neh :D
Ma la tristezza è passata canticchiando le storielle dalla foresta degli gnomi, che è una canzone carina dei Wolfmother.
Rimane comunque traccia dell'assalto in queste poche righe.
Mi domando perché fare la città invece della tangenziale.
E poi vedo Piazza Cinque Giornate di notte e penso che non è poi così male, soprattutto perché non mi era mai capitato di soffermarmici così a lungo ascoltando musica nostalgica (1994).
Proseguo e mi domando perché andare sempre dritti: magari tra un po' mi trovo a un bivio: l'autostrada a cinque corsie, e un meraviglioso burrone à la Wile E. Coyote, con spettacolare caduta e nuvoletta di fumo bianco. Chiaro cosa sceglierei, no?
Non c'è senso, non c'è senso.
Non c'è un programma, un tornaconto, un perché e una ragione.
C'è solo il navigare a vista, condurre la nave in porto, un porto che chi cazzo lo conosce, sai solo che la barca la sai portare, che se ti è andata bene sei arrivata a metà della tua vita e chi ti vuole bene ti dice che il bello deve ancora arrivare. Mentre tu sei fermamente convinta che se ne è già andato perché ci hai scommesso tutto quel che avevi e hai bellamente perso al tavolo verde.
Rosso e nero. Pari e dispari. Zero secco. Più volte.
Beffarda la sorte. Amore e gioco, merda e fango.
Cosa posso volere di più dalla vita? Un Lucano?
ottobre 31, 2008
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