Wolfgang Petersen è un onesto regista tedesco di film d'azione e avventura (The Perfect Storm, Troy, Poseidon, e altri che non ho mai visto come Air Force One, Outbreak, In the Line of Fire). Suo è anche The Neverending Story, un film fantasy del 1984 che in qualche modo ha segnato la mia infanzia.L'avevo visto solo una volta, allora, al cinema.
La musica "The Ivory Tower" era stata scelta dalla maestra per il saggio di ginnastica di quarta o quinta elementare. Giorgio Moroder.
Dopo venticinque anni ho rivisto questo film più per motivi sentimentali che altro, ed è stata una piacevole sorpresa. Sono sincera, mi aspettavo un B-movie invecchiato male. E invece devo fare parziale ammenda, soprattutto perché mi ha fatto riflettere sul cinema d'azione.
Gli effetti speciali, in particolare, hanno retto abbastanza bene. Certo, si sorride di fronte al chroma key soprattutto adesso che, con la grafica 3D si ridisegnano intere scene reali nel tentativo di renderle "fotograficamente" più verosimili ed eliminando qualsiasi imperfezione.
Per quale motivo il Fortunadrago dovrebbe essere un ammasso di poligoni perfettamente calcolati e illuminati alla luce delle stelle di un modello planetario virtuale, quando la creatura pelosa che realmente è, riesce ad essere espressiva, umida e iridescente nonostante gli evidenti limiti imposti alle inquadrature?Le scenografie sono decisamente teatrali: loro sì arrivano dagli anni '80, tanto quanto quelle di Episodio 1, 2 e 3 arrivano da questo millennio. Sono ambienti ricostruiti immaginando un mondo fantastico, mantenendo il legame col gusto attuale (2001: Odissea nello Spazio è stato paradigmatico, in questo senso).
In tutto questo mix di chroma key, pupazzi animati, scenografie limitate e una gran quantità di matte, quello che ne esce valorizzato è lo sforzo di Petersen nel fare il proprio lavoro, per tirar fuori inquadrature capaci di impressionare nonostante i paletti imposti dalla tecnologia del tempo.
Dopo aver visto Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo mi domandavo se ero io ad aver perso l'incanto bambino nel vedere certi film, oppure se col tempo si sia perso il gusto di narrare le storie a favore della suggestione degli effetti speciali. Beh, dopo aver visto The Neverending Story sono giunta alla parziale convinzione che nessuna delle due affermazioni sia vera.
Col passare del tempo non è infatti cambiato nulla: questo film salta di palo in frasca quanto molti film di adesso, taglia corto su alcuni snodi chiaramente importanti per lo sviluppo della narrazione, certi personaggi sono proprio "di passaggio", quanto gli incontri che valgono una vita sono consumati in pochi secondi di pellicola.
Forse è proprio scritto nel vademecum dei film fantasy-avventura medi: tagliare corto con le spiegazioni e suggestionare con l'immagine. In questo è stato lodevole Peter Jackson che, con la Trilogia dell'Anello, non si è risparmiato, partorendo però tre film da tre ore ciascuno impiegandoci quanto...? Cinque anni? Ma un'onesta via di mezzo è così difficile da realizzare?
E per l'incanto bambino? Mah, ai tempi c'era stato molto hype per La Storia Infinita, e da brava bambina me lo ero bevuto tutto. Ricordo solo che il bambino che recitava Atreyu non mi piaceva tanto quanto non mi è piaciuto adesso. Non è un bravo attore, non è espressivo come il ragazzino che fa Bastian.Ma come faccio a mettermi nei panni di me stessa, venticinque anni fa, a Natale, al cinema con mamma e papà, soprattutto adesso, con tanti film alle spalle? No, non mi ricordo come ero uscita da quel cinema. Probabilmente stimolata, come lo sono stata adesso dopo aver visto Die Unendliche Geschichte su un DVD scannato. Quindi è bene, La Storia Infinita è un bel film.
Alla prossima con un'altra re-vision: tra un po' sarà il turno di Labyrinth, in cui David Bowie e Jennifer Connelly parlano con i pupazzi disegnati da Brian Fraud.
5 commenti:
Ahhh quante volte avrò visto questo film in 25 anni? E' stato il mio film preferito da piccola, visto al cinema, in tv, registrato appena comprato il videoregistratore e rivisto rivisto rivisto, mai smesso negli anni, e anche oggi dalla limpida versione dvd (originale). Sicuramente il miglior film fantasy per ragazzi degli anni '80, con una sensibilità particolare lontana anni luce dalle americanate degli anni seguenti. Sono decisamente 3 i film che hanno segnato la mia fantasia di bambina e che continuano a farmi sognare anche oggi nonostante tutto: La storia infinita, Labyrinth e i Goonies... Le sbavature tecniche non le vedo nemmeno più, forse perchè questi film riesco ancora a vederli con gli occhi di allora. E ogni volta mi chiedo: ma i bambini d'oggi cosa devono sorbirsi? Beati noi Ele!
Ecco, brava! Anche i Goonies :D
Come va Francy? Ti pensavo in questi giorni... io ho traslocato e... per l'inaugurazione "de noartri" propendo per febbraio... ci sarai o sei presissima?
Oh. Dici "Goonies" e ti si materializza sulla scrivania il Blu-ray. Che bella giornatina.
Prima di quanto pensassi anche la re-vision di questo mitico film :D
Evvai! Buona visione allora! Io me lo rivedo sempre volentierissimo! E ci credi che dopo aver visto il signore degli anelli non avevo ancora riconosciuto Sean Austin??? :D
P.S. Ti ho mandato una mailina :)
Ciaooo
Io di Sean Austin lo sapevo, però è stato comunque un trauma vedere il piccirillo così mal ridotto ^^
Posta un commento