febbraio 16, 2009

Sogno ricorrente

Il mio sogno ricorrente è abbastanza comune, è quello dell'ascensore.
Credo ci siano molti dettagli su cui probabilmente sono stati scritti libri interi.
Non lo so, me ne sono sempre fregata dell'interpretazione dei sogni, però sono talmente affezionata al mio sogno dell'ascensore, che ormai farlo quattro cinque volte all'anno ha un che di confortante. Tipo che già mentre dormo sono tranquilla perché "tanto so il finale".

Di solito l'ascensore è quello della mia casa di Verona.
Di solito salgo, ma l'ascensore non si ferma al terzo piano dove abito, e continua a salire. Superato il quarto e ultimo, sbatte contro il soffitto e inizia a cadere nel vuoto, osservando le leggi della gravità.
A questo punto il sogno dovrebbe trasformarsi in un incubo, però negli anni ho scoperto i pulsanti da premere e le mosse da fare per evitare di morire quando l'ascensore si schianta nella fossa sotto il livello del piano terra.
In pratica, durante la caduta libera, verso il primo piano, devo premere il pulsante dei freni di emergenza per rallentare la caduta e poi spiccare un salto nel momento stesso dell'impatto.
La cosa più assurda del sogno è che, dopo averla scampata, non esco dall'ascensore per salire a piedi, ma faccio un giro di collaudo. A volte succede che il guasto si ripropone, e a quel punto che faccio? Prova di agilità! Arrivata al terzo piano, apro le porte interne, allungo il braccio, spalanco la porta dell'ascensore che dà sul pianerottolo e mi tuffo fuori, mentre l'ascensore prosegue la sua salita verso lo schianto definitivo.

Ne esco affaticata.


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