marzo 02, 2009

Hands on "Dollhouse"


Si sbambola su IMDB

Ho visto le prime due puntate di Dollhouse, la nuova serie girata, prodotta e scritta da Joss Whedon e il suo fido clan.
Dollhouse sta andando in onda in America giusto in queste settimane (a oggi, 2 marzo, han mandato in onda 3 puntate), e pare una produzione abbastanza ricca: dollaroni sonanti messi anche dalla protagonista Eliza Dushku, che con Joss Whedon ha fatto Buffy e Angel. Probabilmente le conveniva, invece di mettersi via i soldi per quel college che non farà mai. Dollaroni usati per numerose scene in esterno, qualche telecamera in più, e una selezione poco accurata di canottierine casual da far venire il voltastomaco anche alla più motivata cliente di Pimkie.
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Negli uffici della Wolfram & Hart c'è ora una SPA extralusso (la Dollhouse) dove vengono tenute delle persone "volontarie" a cui è stato fatto uno speciale lavaggio del cervello. Hanno la testa completamente vuota, parlano come la Talking Barbie ("Vado a farmi un bagno in piscina", "Credo che andrò a farmi un massaggio"). Sono alle dipendenze di un'azienda strana che ogni tanto riprogramma i loro cervelli con delle skill particolari, un background personale, il tutto per compiere missioni speciali a contratto: dall'intrattenimento di una sera (you know what I mean) alla gestione di situazioni di crisi. Dushku è Echo, una di queste persone, o Active. Echo è seguita da un watche.. ehm da un HANDLER. Ora si chiamano handler. Riprogrammarsi, please.

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Le regole alla base di Dollhouse sono due.

La prima è quella di "Lulù, la principessa dei fiori": in pratica Echo cambia caratteristiche a ogni puntata. Certo, ha sempre la faccia da sberle della Dushku, ma in sostanza Echo ha delle skill diverse per ogni episodio, come Lulù quando con la sua spilla magica si trasformava in artista, pilota di aerei, maestra d'asilo... L'espediente offre molta varietà narrativa per ciascun episodio.

La seconda regola è quella de "Il giorno della marmotta". A missione terminata, Echo torna alla Dollhouse e la sua memoria viene cancellata. Pronta per una nuova riprogrammazione e una nuova missione. Con tutte le implicazioni del caso, che non sono proprio il "ricomincio da zero" che si potrebbe immaginare per una serie qualsiasi in mano a Pinco Palla.

Implicazioni del caso: quando le sceneggiature sono in mano a Joss Whedon, possiamo dormire sonni tranquilli. Finiremo trascinati e acchiappati dalla storia. Roba da acquolina in bocca. Già alla seconda puntata si inizia pure a empatizzare con la Dushku (ma guarda te cosa mi tocca fare) e a capire che Dollhouse sarà intrigante.
Se Buffy o Angel non li avete guardati "perché a me i vampiri che vanno a scuola fanno ridere, e poi ho visto le facce che hanno e non mi piacciono". Se Firefly non lo avete guardato "perché a me le astronavi nel Far West fanno vomitare, per me esiste solo la fantascienza asettica"... oh sto giro c'è uno scenario verosimile sci.fi, sangue vero, cattiveria.
Certo, entrate nell'ordine di idee che Whedon non è uno che si prende sul serio, quindi nelle sue messe in scena ci ficca sempre qualcosa di naif che potrebbe far storcere il naso a chi affronta le serie TV col paletto nel culo. Non quello di Buffy, vossignori, nono, non ve lo meritate. Intendo in modo figurato quell'innata tendenza ad avere i paraocchi e a giudicare in base a delle banalissime aspettative disattese. Whedon non è mai banale.

Speranza numero uno: che diventi una bella serie come pare, oppure no, speriamo che Joss Whedon non sia obbligato a troncarla.

Speranza numero due: Un cameo di Edward James Olmos.


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