Saranno gli orari di lavoro, i tempi di percorrenza, e il fatto che sono venuta a vivere qui a inizio gennaio, ma mi è capitato molto raramente di vivere casa mia col sole. Svegliarmi verso le 10e30 col sole, qui, è bello. Fare una telefonata fiume nel mio letto, col sole che entra dalla tapparella, è bello.
E' bello arrivare in cucina che c'è già la luce perché nottetempo non ho abbassato la tapparella. E' bello vedere che il pavimento è sporco, che ci sono bicchieri, piatti, avanzi dappertutto, perché poi posso pulirli con la luce del sole alle spalle che mi scalda la nuca. E' bello veder in controluce ogni granello di polvere e di cosa rimasta in terra, e dare un nome a qualcosa. Riconoscere una venatura del magnifico. Accarezzarla per sentirla ruvida.
E' bello fare due bucati in lavatrice e uno a mano: decidere che non ho voglia di spostare lo stendibiancheria sul balcone e spalancare la finestra del bagno, lasciando che l'aria di questo splendido 21 marzo entri dentro e porti via particelle d'acqua dalle mie cose e sparga odore di ammorbidente per casa.
Dopo mangiato decidere che devo dormire al sole. Giro il divano e mi appisolo, avvolta in una coperta. C'è subito fresco, ma poi è caldo. E dormo due ore. Faccio pure un bel sogno che al risveglio mi fa sentire di umore ancora migliore.
Leggo.
Poi ascolto musica, mi siedo per terra con le stoffe della mia collezione, cercandone una per farci delle tende per il bagno. Facendomi venire in mente delle tendine deliziose che però non centrano nulla col Bisazza. Ma intanto le faccio, vediamo come va.
La accendiamo?
Ma sì, ci metto pure la firma, sotto questa giornata, giò adesso alle 17e51.
"Uscire, che c'è il sole" si farà un'altra volta, magari domani.
--
marzo 21, 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento