Ho "intravisto" che qui in Lombardia, è stata approvata una norma che impedirebbe di mangiare panini, gelati, pizze, cose varie per strada e fuori dei locali.Non ho intenzione di farmi distrarre ulteriormente dalle ridicole interviste davanti a Luini dietro il Duomo, luogo in cui, ricordiamo, il Comune ha messo da anni dei cestini della spazzatura supplementari per permettere a chi si magna il panzerotto volante di non doversi tenere il sacchetto unto in tasca o -per gli incivili- di gettarlo in terra.
Il fatto è che si parli di coppie gay, coppie di fatto, di eutanasia, di referendum sulla legge elettorale, di copyright, di terremoti, crisi economica, surriscaldamento del globo, nucleare, crisi energetica, immigrazione, allargamento dell'UE, Obama, G20, kebab, pizze alte, pizze sottili, con o senza glutine e così via... dicevo.... che si parli di uno qualsiasi di questi argomenti, si rileva ormai con abituale mestizia l'interesse della classe politica e degli organi di informazione ad appiattire qualsiasi riflessione o dibattito, a non recepire le esigenze reali delle persone, a non cogliere la tendenza vera, quella della realtà tangibile, e il corrispondente disinteresse a creare norme che vi si adattino o a fare informazione vera (e non servile passaggio di carte).
Siamo trattati da esseri miseri, ridotti a vivere tra un divieto assurdo e la negazione di un diritto, regolati con norme imposte da becchini che di giorno hanno l'aria compunta di difensori di una qualche morale o disciplina, e che la sera escono come tutti gli altri a prendere un gelato da passeggio con la famiglia o un trancio di pizza al volo con gli amici. La nuova grande trasgressione è leccare un gelato. In strada.
Il dilemma non è neanche mangiare o non mangiare il kebabbone unto passeggiando per la via. E' la mia testa che esplode nel vedere quanto poco sia stimolante vivere schivando i divieti. Ché non voglio vivere da furbina, i furbini mi hanno sempre fatto incazzare e vergognare. A me piace vivere pensando che qui siamo in tanti, che la varietà umana è un fattore determinante, e che sono inserita in un contesto che valorizza le persone, non che le castra anche in un bisogno primario come può essere il cibo. Ma che assurdità è mai questa? E perché ne sto parlando? Ecco, forse sono caduta anche io nella trappola.
La libertà della mente, quella che aiuta a sentirsi liberi anche fisicamente e viceversa, passa dal non tenere per forza la testa impegnata con pensieri e problemi DEL CAZZO creati da altri. E invece ci stanno proprio abituando a questo, a schivare problemi inutili, mentre quelli veri, rotfl, non ci dovrebbero interessare perché tanto neanche basterebbe un intero codice (penale, civile, stradale, di navigazione, dell'edilizia, fate voi...).
Non si parla d'altro, se non del kebab. Ne parlo anche io oggi perché, curiosità, a me è pure vietato mangiare nel luogo di lavoro. Lo dice il regolamento interno.
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1 commento:
Applausi!
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