Sogno che vengo svegliata da un rumore fastidiosissimo e ripetitivo.
Sono nella casa di Verona prima che venisse ristrutturata, e c'è la mamma al buio della sala che sta cercando di ammazzare un insetto enorme, sui dieci centimetri.
Questo insetto enorme sui dieci centimetri sta facendo il rumore fastidiosissimo e ripetitivo mentre trasporta a fatica per il salotto una scatolina blu con fiocco bianco.
"Mamma che fai al buio?"
"Sto cercando di ammazzare questo insetto enorme sui dieci centimetri che sta facendo il rumore fastidiosissimo e ripetitivo".
Afferro la scatola, e l'insetto sui dieci centimetri che fa il rumore fastidiosissimo e ripetitivo mi si attacca al pollice della mano sinistra. Stringe, fa male, ma io faccio finta di nulla. Gli spezzo le ali "Così non voli, stronzo". Schizza del liquido giallastro. Poi lo stacco con violenza dalla mano (ahia, mi ha fatto male), lo spezzo in due (fa crunch) e lo getto dalla finestra.
A questo punto il rumore fastidiosissimo e ripetitivo dovrebbe essere finito, e io mi sveglio, sono circa le sei. Ma il rumore c'è ancora. Non ho male alla mano, ma sono davvero convinta ci sia uno schifo che vola in casa mia. Dopo un minuto che mi rigiro tra la veglia e il sonno mi rendo conto che è un uccellino del cazzo, un passerotto che cinguetta.
"Cinguetta", poi... è completamente fuori di sé, porello... sente la primavera.
E' venerdì, uau.
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maggio 08, 2009
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3 commenti:
Un Grigor Samsa formato mignon.
dici che è da psicanalisi?
Kafkianamente, direi che era piuttosto l'insettone a sognare te, per cui no problemo. Zio Franz pwns Freud.
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