In strada c'era un passante.
I jeans schifosi hanno pochi passanti per la cintura.
Oggi ho preso per la prima volta in vita mia il passante ferroviario.
Chiamo A. al volo "A. dimmi il civico di casa tua, non me lo ricordo".
Sono in ritardo già di mezz'ora e non sono ancora uscita di casa.
"84. Senti abbiamo bisogno di qualcosa di forte, del whisky".
"Al massimo porto il Campari, il prosecco e le arance, per mezzogiorno sono lì".
Al che decido che non è il caso di prendere la macchina, ma la metro e il passante. Arriverò verso l'una.
Si mangia, si beve, si vive Milano sul terrazzo con le piante, col sole, io sto in canotta, ho in mano il mio Campari e prosecco con fetta d'arancia, sto bene, al terzo sto moltobenissimo.
Mi metto poi sul davanzale che il solicello è proprio una figata.
Penso che trascorrerò tutto il pomeriggio a crogiolarmi a quel sole chiacchierando amabilmente con le amiche e... oh, ma cavolo!
Che cosa disturba la mia quiete?!?! Ma che cosa c'è dentro al Campari? Allucinazioni?!?!
Non ci credo. Si è materializzato sul balconcino di fronte un tipo che parrebbe anche interessante.
E' là di fronte, e io sono lì che tiro gli occhi come una talpa bibliotecaria, chiamo la A. ondeggiando il braccio nell'aria "Ehi vieni qui, guarda quello!!" indicando poi col dito. Lei mi fa "Che finezza, oh, guarda come si gratta la pancia". Beh sì in effetti non è proprio un bel vedere. Non è giovane, fresco e figo.
[pavidapavidapavida :P]
Torniamo alla normalità, che tanto in questi giorni le cose accadono per caso e si incanalano giuste, pesanti, come delle biglie di piombo. Toc. Toc. Toc. TAAAAAAC.
Però cazzo è già maggio, io sono senza passaporto e tra due mesi parto.
ehy ehy sciallallà.
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maggio 02, 2009
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