
Lunga vita e prosperità sull'IMDB
Tempi.
Azione.
J.J. Abrams ne è maestro con stile e naturalezza.
L'ultimo film su Star Trek, intitolato semplicemente "Star Trek" è ambientato prima della serie classica, quindi lo può vedere anche chi, come me, sa solo che Spock ha le orecchie a punta.
Star Trek è logico ritmo condito da flash cinematografici che arrivano, colpiscono e in un attimo son trascorsi, lasciando allo spettatore, se non un'emozione, un tassello in più per capire senza troppe spiegazioni.
Insomma, questo film è Spock.
Non si viene storditi da effetti speciali, ma dal susseguirsi di immagini coerenti, mattoncini di una storia che, organizzata altrimenti, sarebbe poca cosa. E infatti ci sono dei momenti in cui bisogna per forza fermarsi ad ascoltare i dialoghi, per fortuna mai troppo lunghi. Sono loro il punto debole, quelli che ti constringono a pensare "Cavolo, ma a me piaceva la velocità, perché vi siete fermati a parlare questi lunghissimi quindici secondi?". Tanto... è il ritmo stesso che conduce, la spiegazione serve a poco.
Evviva J.J. con i suoi giri di telecamera, il suo impiego esaperato del lens flare, il suo gusto per lo spettacolo e non per lo spettacolare a tutti i costi.
Pare una cosa banale, ma in mano a un altro regista 'sto film poteva essere la solita cazzata. E invece no, è la summa di quel che deve essere adesso un film di fantascienza per piacermi: astronavi, spazio, Terra, autoindulgenza e sa-sa-Sabotage.
---
Nessun commento:
Posta un commento