luglio 20, 2009

Bianco e argento, sono la figlia di un compositore di tango

Sogno di un quarto d'ora fa. Trenta secondi per capire che era meglio afferrare il piccolo netbook e scrivere, prima che sfuggisse via nelle pieghe della notte. La pubblicazione è sano esibizionismo.


Io e mamma* dobbiamo andare a un vernissage per mio padre**, un celebre compositore di tango. Il maggiordomo ha preparato tutto: giù in strada la slitta trascinata dai cavalli ci permetterà di arrivare in fretta nonostante la neve. Ci facciamo prima portare in un negozio di vestiti all'inizio della nostra via, al posto della fioraia (l'insegna dice LR), dove però non trovo nulla che valga come altenativa a quello che indosserò. Ho in mano qualcosa che non devo rovinare.

Arriviamo al party, è sul tetto di un grande grattacielo e sta nevicando. Si sta bene, l'atmosfera è raccolta, ci sono persone amiche. Vado a cambiarmi. Tolgo i Moon Boot argentati e infilo una scarpa meravigliosa. L'orchestra inizia a suonare, parte la fisarmonica e io rientro appena in tempo per ballare il tango di mio padre**. Indosso degli strati di leggero tessuto argentato. Ballo da sola e guardo lui***, che si è portato una tipa bassa e cicciotta vestita di seta blu per non venire da solo, ma anche lui*** sta guardando me.

A questo punto per colpa di lui*** nel sogno, mi sveglio all'improvviso e mi perdo il resto della serata.

Che ho mangiato? Causa perdurante attivismo da fuso orario, ho cenato alle 23: due fette di pane, burro e salmone affumicato, un mezzo tumbler di Campari con succo d'arancia. Non male.


*Non un'entità materna da sogno, ma proprio mia mamma

**Un'entità paterna da sogno

*** AIUTOOOOOOOOOOOOO!!!

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