Son daccordo di incontrarmi con Simona così mi fa vedere gli uffici della DC Comics, magari mi fa salutare "Dio", e poi andiamo a mangiare.
Qualche giorno fa ci sentiamo via e-mail e mi dice che giusto di fronte ai suoi uffici suonerà Sir Paul McCartney. E sputaci sopra, cristo santo. In particolare suonerà sul marquée dell'Ed Sullivan Theater, dove registrano il Late Show with David Letterman.
SUL marquée, SOPRA non sotto.
Arrivo con onesto anticipo dopo un'oretta e mezza di relax a Central Park (dove scrivo unplugged di prossima pubblicazione). Mi piazzo davanti al marquée, centrale alla giusta distanza, e decido di non salire nell'ufficio personale di "Dio" perché qui è "troppopiùmeglio". La scelta mi costerà il saluto a "Dio".
Si avvertono i movimenti giusti da parte dei tecnici: suoni, luci, telecamere in giro... Paul inizierà in orario.
Poi sento un brusio, dei gridolini femminili. Motivati. Zio Bruce è tra noi, sale su un elevatore e saluta il pubblico, concedendo sorrisi. Gridolini anche da parte mia, eccheccazzo.
McCartney e la sua band-che-non-so-come-si-chiami arrivano sul palco. Lui è inconfondibile, col suo occhietto tondo, il capello tinto color castoro andropausa e la chitarra a rovescio. E' un po' un rospone inglese: se gli mettessi la parrucca grigia e un golfino di mohair color rosa antico sembrerebbe Miss Marple. Ma è lui, è Sir Paul, mica Gigi D'Alessio, porca zozza. E io sono a New York, mannaggia. E zio Bruce sta a venti metri da me! E sopra di me ci sono "Dio", Batman e Superman. Minchia.
Suonano
Get Back
Sing the Changes
Coming Up
Band on the Run
Let Me Roll It/Foxy Lady
Helter Skelter
Back in the USSR
Due giga di foto e filmati. Per ora una simpatica anteprima di ciascuna cosa.
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