luglio 26, 2009

Il mio primo Bollywood

Elena, non sapevi che la Rai ha iniziato a mandare in onda i film di Bollywood?

No mami, non guardo la TV, non lo sapevo, ma è Bollywood vero?

Sìsì.


Inizio a guardare La verità negli occhi che lei già dorme.

Vibah (indiana dai lineamenti un po' occidentali e magnetici occhi verdi) va a Bombay per cercar lavoro e risollevare le sorti economiche della famiglia ma finisce in un giro di prostituzione di alto livello. Manda i soldi a casa permettendo al padre di guarire dalle malattie e alla sorella di studiare. Si vergogna tanto, ma è la vitah.

Durante il volo per un viaggio di lavoro in Svizzera, conosce un indiano: sono seduti vicini e a causa delle turbolenze si stringono la mano e iniziano a dire assieme le preghiere. Presto lui si rivelerà un indiano buon partito, chiaramente innamorato pazzo di lei. Lei fugge, torna a Bombay e si ritrova la sorella Shubah nell'attico pagato col sudore del peccato. Shubah è meno bella, è più indiana tipo, è tanto intelligente, ha studiato e fa carriera nel marketing. Al lavoro Shubah conosce un indiano figaccione selvaggio, che presto si rivelerà indiano figaccione selvaggio innamoratissimo e tenerone.

Lui la chiede subito in sposa.

Vibah è felice che almeno la sorella realizzi i suoi sogni.

Shubah scopre che la sorella è una troia di lusso e le chiede scusa per non aver capito il vero motivo per cui Vibah uscisse ogni sera truccata e vestita benissimo e dicesse di occuparsi di “pubbliche relazioni”.

Tornano al paese natìo per organizzare il matrimonio di Shubah.

Ormai Vibah è sulla bocca di tutti, ma lei ha la verità negli occhi: è innocente di animo, signori, lei non va in giro coi telefonini a registrare i colloqui intimi coi clienti (in realtà nel film si lascia intendere una certa solidarietà femminile che tutto perdona di fronte a un mondo di uomini alternativamente sfruttatori o rincoglioniti).

Vengono poi raggiunte dal promesso sposo di Shubah, l'indiano figaccione selvaggio innamoratissimo e tenerone che ha al seguito tutta la famiglia e qui... stratosferico colpo di scena! Il suo fratello maggiore non è altro che l'indiano buon partito, che gasato dall'incontro chiede in sposa Vibah. Lei si nega again, e ha il coraggio di dirgli che è una prostituta. Lui se ne fotte e vissero tutti felici e contenti.

Salti logici, colonna sonora squillante, niente balletti, colori e costumi bellissimi, attori come te li aspetti nei film di Bollywood. E' cinema di genere, un po' come i drama cino-nippo-coreani: tutto molto stucchevole, ma incredibilmente esotico, naif e in qualche modo anche affascinante soprattutto per gli stereotipi messi in scena, appartenenti a una cultura diversa. Non so se avrò il coraggio di approfondire a stretto giro di tempo, ma è bello sapere che c'è.


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