luglio 27, 2009

Parlo un po' di me

A volte ho la pretesa di parlare di voi e ispirarvi raccontando sprazzi di me stessa.

Sono nelle condizioni migliori per fare ciò che voglio. Non ho famiglia, non ho un compagno, non sono mai stata sposata, non ho mai avuto l’istinto di riprodurmi e quindi non ho figli. Ho tante amiche, qualche amico. Vivo da sola a Milano. Il mio lavoro è interessante, anche se, come la gran parte dei lavori, spesso rischia di perdere spessore a causa della routine. Indosso sempre un anello che non luccica di acciaio e Swarowsky, ma è ben più prezioso.
Probabilmente i vicini di casa pensano che sia una brava ragazza: ho un sorriso e uno sguardo rassicuranti, sono gioviale e dico sempre buongiorno. Nel mio appartamento non c’è andirivieni di uomini e non succedono cose sconvenienti. Ogni tanto dalla porta si diffondono risate, il profumo di cose buone da mangiare e il suono di bella musica.

Avverto negli altri la necessità di inquadrarmi in alcuni disegni di donna predefiniti che non mi riguardano. “Contraddittoria” mi diceva un amico. Ma non ho mai pensato che fosse un problema mio.
Gli uomini che mi sono stati accanto hanno apprezzato alternativamente alcuni aspetti di me, facendo finta che altri non esistessero. A volte mi ha fatto comodo, a volte ho fatto finta di nulla.
Del resto io stessa capisco di me qualcosa di nuovo solo sul lungo periodo.

È da più di un anno e mezzo che cucino solo per pochi. Che apro le porte di casa mia solo per le persone a cui voglio bene. Che non mi lascio coccolare da nessuno. Che mi trovo in compagnia della gente più disparata. Che faccio le mie scelte senza dover rispondere di nulla a nessuno se non a me stessa. Se mi fermo a riflettere, quest’ultima è stata la cosa più difficile da accettare, da quando vivo per conto mio. Nei momenti di sconforto è facile scambiare l’indipendenza per solitudine. È anche difficile fare i conti con la voglia che ogni tanto ho di starmene sola, senza amici, amiche, parenti, uomini attorno. L’equilibrio è forse lo stato a cui tendo per natura, ed è per questo che funziono a fasi alterne.

Accetto di andare a fondo con me stessa solo in particolari momenti, e da sempre mi concedo poco agli altri perché ho paura di perdere la percezione di me stessa e di farmi trascinare in un mondo che non mi appartiene.
Le migliori decisioni che ho preso in vita mia non sono mai state dettate dal calcolo, ma dall’istinto. È così che ho scoperto di declinare meglio me stessa.

Sono libera, nonostante tutto.
Disegnatemi come volete, inquadratemi come vi pare. Non meravigliatevi se poi vi stupisco.

E lasciatevi affascinare a vostro rischio e pericolo, sempre che io ve lo permetta.

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